Toyota GT 86 e la sua gemella Subaru BRZ, potrebbero sembrare auto molto diverse dalla Mazda MX-5, la spiderina giapponese per eccellenza. Eppure sono tanti i punti di contatto fra queste auto: meccanicamente sono accumunate dalla presenza di motori 4 cilindri 2.0 di cilindrata, situati in posizione anteriore, nonché dalla trazione posteriore con differenziale autobloccante. E se è vero che le coupè offrono due posti in più, la Miata ha dalla sua la magia della guida a cielo aperto.
Certamente però il fattore genetico condiviso fra la “Toyobaru” e la MX-5 è il piacere di guida, obiettivo ultimo per il quale sono state ideate e concepite. E se la prima propone 40 Cv in più, la Miata vanta dalla sua un peso complessivo ancora più contenuto. La domanda finale è: quale vorreste parcheggiata nel vostro garage? Difficile rispondere. Può aiutarvi/ci questo noto programma televisivo giapponese dedicato alle auto che le ha messe testa a testa nel più classico dei test: una sfida in pista a suon di derapate e staccate al limite.
Sul tracciato del Twin Ring Motegi la Mazda parte in vantaggio per via della potenza più contenuta e, nonostante un vistoso rollio, sembra assicurare tanto divertimento. Lo stesso che passa attraverso volante e pedali della Toyobaru. Purtroppo il video è tutto in giapponese: fortunatamente i numeri, e specialmente alcune immagini, non hanno bisogno di parole per essere compresi. Buona visione.
Da una freschissima intervista a Robert Davis, Vicepresidente di Mazda USA, sono trapelate nuove informazioni sul futuro prossimo dei prodotti della casa giapponese: Il motore rotativo sopravviverà grazie alle tecnologie Skyactiv; le stesse permetteranno di fare a meno di motori con frazionamento V6. Progressivamente la SUV CX-7 sarà ritirata dal mercato americano: il preludio di una pensione anticipata anche per il Vecchio Continente? Probabilmente si, ma andiamo con ordine.
Mazda, come promesso precedentemente, continuerà a sviluppare il motore Rotary al quale saranno applicate tecnologie costruttive per la riduzione delle frizioni interne e per ridurre le masse rotanti al fine di limitare le inerzie. Il nuovo motore dovrebbe essere accoppiato ad una trasmissione più efficiente e verrà probabilmente abbinato ad un propulsore elettrico per incrementarne la coppia e contribuire a limitare consumi ed emissioni.
La CX-7 sarà invece ritirata dal mercato statunitense in favore della CX-5, più compatta ma dotata di un miglior rapporto fra dimensioni esterne ed interne e, cosa più importante, primo veicolo della casa nipponica ad essere costruito sotto l’egida delle tecnologie Skyactiv, utilizzate per telaio e propulsori. Queste ultime saranno determinanti anche per la nuova generazione di MX-5 che, oltre a perdere peso, si configurerà come una delle spider più parsimoniose del mercato.
Via | Car and Driver
Mazda porta al debutto al Salone di Ginevra la MX-5 Special Edition Spring e la Takeri Concept. L’edizione speciale della roadster verrà importata in Italia in soli 112 esemplari e sarà disponibile con le sole verniciature Radiant Ebony, Crystal White Pearl, Metropolitan Grey e Brilliant Black. L’esterno dell’auto si distingue dalle versioni normali per alcuni listelli cromati, come il contorno della griglia anteriore. Gli interni sono in pelle Havana Brown e di serie è presente un navigatore satellitare oltre ad altri accessori esclusivi.
L’auto, che sarà importata in italia con 96 Roadster tutte color Metropolitan Grey e 16 Roadster Coupé Crystal White Pearl monta il quattro cilindri 1.8 litri da 126 cavalli. Questo propulsore permette alla leggera cabrio di scattare da 0 a 100 in 9.9 secondi e di toccare una punta massima di 198 km/h. Insieme alla versione speciale della MX-5 Mazda ha portato a Ginevra anche la Takeri Concept, prototipo che anticipa le forme della futura Mazda 6.
La Takeri Concept è lunga 4.85 metri ed è mossa da un 4 cilindri a gasolio da 2.2 litri SkyActiv-D abbinato ad un cambio automatico a sei rapporti SkyActiv-Drive. Insieme al sistema i-Eloop di recupero di energia in fase di frenata il propulsore garantisce un’autonomia totale di circa 1500 km. All’interno dell’abitacolo possono viaggiare fino a quattro persone che sono immerse in un’atmosfera futuristica ed elegante con sedili in pelle ed un sistema di infotainment con schermo touch screen.
Continua a leggere: Mazda Takeri Concept e Mx-5 - Salone di Ginevra 2012 Live
Mazda riserverà agli automobilisti italiani solo 112 esemplari della MX-5 Special Edition Spring, allestimento in serie limitata e destinato al mercato europeo che verrà esposto in anteprima assoluta durante il salone di Ginevra (8-18 marzo). In questa versione la spider giapponese si riconosce per l’inedita verniciatura Radiant Ebony, per il bordino cromato applicato alla griglia anteriore, per gli interni in pelle Havana Brown e per il navigatore satellitare con schermo multi-funzione nel formato doppio DIN. La tavolozza colori prevede anche le tinte Crystal White Pearl, Metropolitan Grey e Brilliant Black.
Le Mazda MX-5 Special Edition Spring verranno proposte nel nostro paese con il solo motore 1.8 da 126 CV, sufficienti per spingerla fino a 198 km/h con un’accelerazione 0-100 km/h in 9.9 secondi. In Italia saranno importate 96 Roadster tutte color Metropolitan Gray e 16 Roadster Coupé nella tinta Crystal White Pearl.
Mazda presenterà al Salone di Chicago la nuova MX-5 Special Edition. La produzione limitata a 450 esemplari si basa sulla versione più accessoriata a listino e aggiunge alcuni particolari che contraddistinguono questa edizione speciale rendendola unica.
L’hard top apribile elettricamente è disponibile in un’unica tinta, il nero, stesso colore di molti particolari esterni e dei rivestimenti dell’abitacolo con sedili in pelle ed inserti della plancia Piano Black. I cerchi da 17 pollici bruniti si abbinano al resto della carrozzeria che è ora offerta in 2 varianti colore, un rosso ed un bianco dedicati all’edizione limitata.
Disponibile sia con cambio automatico, sia con un manuale a sei rapporti, l’MX-5 Special Edition avrà un nuovo assetto sportivo, più rigido rispetto alla versione normale grazie all’utilizzo di ammortizzatori Bilstein. All’interno l’auto riceve moltissimi accessori, come il vivavoce bluetooth e la radio satellitare. I listini verranno comunicati nella settimana della presentazione a Chicago.

Più leggera della NA, la mitica prima generazione della Mazda MX-5. Il futuro modello della spider giapponese lancia proprio questa ambiziosa promessa: l’obiettivo degli ingegneri di Hiroshima, che sono attualmente al lavoro sulla scoperta, è quello di recuperare lo spirito originario della Miata, un po’ smarrito con l’attuale terza generazione.
La drastica dieta cui sarà sottoposta la MX-5 porterà a un’esperienza di guida più “pura” che mai: per capirci, il target di Mazda è quello di portare la massa a secco del modello sotto quota 900 kg. L’attuale Lotus Elise 1.6 pesa esattamente 875 kg, tanto per fornire un metro di paragone. Più rigida del 30% rispetto all’attuale, la scocca della prossima MX-5 sarà anche più leggera del 10%, grazie al vasto impiego di acciai ad altissima resistenza.
Insieme all’alleggerimento complessivo, ci sarà anche un vasto lavoro di affinamento che coinvolgerà sospensioni e sterzo, completamente riprogettati allo scopo di offrire più agilità nel misto stretto e più stabilità alle alte velocità. La nuova MX-5 porterà inoltre al debutto una nuova gamma motori, in sostituzione del 1.8 e del 2.0 attuali: a rimpiazzarli dovrebbe arrivare un compatto 1.3 turbo che si preannuncia molto interessante, con le sue soluzioni SkyActiv.
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La Mazda MX-5 Record Series White 2.0 è una di quelle vetture che ti mettono il sorriso quando apri la saracinesca del garage e la luce che filtra inizia ad illuminarne le atletiche forme della carrozzeria e le riuscite proporzioni. Ti mette subito di buon umore col suo aspetto; ma scatena anche un ghigno furbetto se pensi alle sensazioni che ti regala alla guida.
La terza generazione della spider giapponese non è una novità assoluta del mercato. Ma quella della nostra prova è una Record Series White (esiste anche la Black con motore 1.8, di cui solo 120 unità sono state riservate al mercato italiano), una serie speciale ideata per celebrare il traguardo delle 900.000 unità prodotte il 4 febbraio del 2011, dopo 21 anni e 10 mesi dall’inizio della produzione della prima generazione di MX-5: sfoggia la vernice Chrystal White Pearl, specifici cerchi in lega da 17 pollici, differenziale posteriore a slittamento limitato, sospensioni sportive con ammortizzatori Bilstein, interni con sedili in pelle Recaro e fari allo Xenon.
Si, lo confesso, la MX-5 mi ha stregato: è un mezzo che assicura tutta quella gamma di emozioni che è in grado di generare una supercar di razza, sia a livello tattile che mentale, rimanendo prestazionalmente appagante nella guida su strada e in quella in pista e, soprattutto, “economicamente” possibile. Se ci metti che, con tre mosse, il raccolto abitacolo si apre in 4 secondi all’immensità del cielo, capisci che la MX-5 non poteva non essere la Roadster, due posti secchi, più venduta della storia. La verità è che la MX-5 anticipa ormai da oltre un ventennio una ricetta ingegneristica a cui quasi tutti gli altri costruttori stanno prestando attenzione ultimamente: per divertire al volante non serve una potenza estrema, ma un peso contenuto ed un buon equilibrio delle masse. Aggiungici la magia della guida a cielo aperto e sei nel paradiso della guida, al prezzo di una segmento C nemmeno troppo cara: la porti a casa con 29.690 euro.
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Durante il Tokyo Auto Salon (13-15 gennaio) Mazda presenterà una serie di elaborazioni destinate alle CX-5, Mazda2, Mazda3, RX-8 e MX-5. Quest’ultima beneficia forse del trattamento più interessante ed utilizza cerchi in lega Enkei da 16 pollici con pneumatici Bridgestone, ammortizzatori Bilstein, pinze freno Endless, un nuovo assetto (l’altezza da terra si riduce di 20 mm) e l’inedita colorazione utilizzata durante una gara sul ghiaccio svoltasi nello scorso febbraio. La MX-5 è proposta anche in allestimento Black Tuned-2012, evoluzione del precedente Black Tuned da cui si affranca per i cerchi in lega BBS, per gli ammortizzatori Bilstein regolabili, per i dischi freno Brembo e per i sedili Recaro. L’hard top mantiene la colorazione nera.
La CX-5 presenta invece una “semplice” verniciatura rossa, con cerchi in lega color nero opaco e assetto sportivo, mentre la RX-8 conta gli ultimi giorni prima della pensione (andrà fuori produzione da fine 2011) ed utilizza nuovi cerchi in lega BBS da 20 pollici, freno Brembo e l’assetto ribassato di 20 mm. Presso lo stand Mazda verranno poi esposte le Mazda2 1.3 Skyactiv 2012 e Smart Stylish 2012. La prima si riconosce dal connubio fra inserti cromati e vernice rossa, oltre ai particolari lucidi nell’abitacolo, mentre la seconda utilizza un kit estetico dedicato (spoiler anteriore, bandelle laterali ed estrattore posteriore) ed esibisce anch’essa un assetto ribassato di 20 mm.
La Mazda3 20S Skyactiv 2012 dispone di componenti aerodinamiche aggiuntive quali lo spoiler posteriore e le nuove appendici anteriori e di inserti in piano black e pelle nera per consolle centrale, quadro strumenti e pannelli porta.
La nuova Mazda MX-5 potrebbe essere spinta da un piccolo quattro cilindri 1.3 turbo, dotato di tutte le evoluzioni introdotte con la tecnologia SkyActiv. Questa nuova unità, chiamata a sostituire i quattro cilindri 1.8 e 2.0 aspirati, si caratterizzerebbe per la presenza dell’iniezione diretta del carburante, fasatura variabile delle valvole, componenti più leggere, studiate per ridurre gli attriti interni e, probabilmente, un nuovo sistema di collettori di scarico studiati per garantire un miglior deflusso dei gas.
Costruita su una nuova piattaforma SkyActiv, denominata S-platform, la Miata di quarta generazione subirà una radicale dieta dimagrante: secondo un vecchio insider della casa, gli ingegneri Mazda vorrebbero togliere ben 275 KG ai 1075 kg a vuoto (senza guidatore) dell’attuale modello. Ciò garantirebbe una massa complessiva di soli 800 kg. Ben 155 kg in meno anche rispetto alla MX-5 di prima generazione, lanciata nel 1989 ma con un grado di sicurezza e rigidità torsionale ben diverso.
Un valore di peso così contenuto dovrebbe essere ottenuto mediante l’adozione di materiali costruttivi più intelligenti, componenti meccaniche più leggere. Un approccio più minimalista in cui la riduzione del peso della scocca e del motore genererebbe un “circolo virtuoso” in cui si verrebbero a ridurre anche le masse della trasmissione, dei freni, delle sospensioni, etc etc. La nuova MX-5 avrà probabilmente dimensioni più contenute rispetto a quelle attuali, specie in larghezza, per ridurre l’area frontale complessiva. Lo styling, invece, sarà invece un’evoluzione di quanto visto sin ora nelle tre generazioni del modello, tenendo comunque conto dello stile Kodo, visto sulla Shinari Concept e di quello della Takeri Concept.
Via | Autocar
Il destino della futura Mazda RX-8 è strettamente legato a quella che sarà la quarta generazione della MX-5. Lo ha ribadito il presidente e CEO della compagnia giapponese, Takashi Yamanouchi, nel corso di un’intervista rilasciata durante il Salone di Tokyo. Yamanouchi non ha né confermato né smentito la presenza del motore rotativo Wankel nel cofano motore della nuova RX-8 (o RX-7?). Ha tuttavia specificato che l’ulteriore sviluppo di questa architettura non è stato accantonato; si tratta pur sempre di un vero e proprio cavallo di battaglia del brand nipponico.
Un’icona importante per Mazda così come i modelli RX e la MX-5. E non è escluso che questo tipo di propulsore possa finire, per la prima volta, anche sotto al cofano della piccola scoperta giapponese; ovviamente con potenze proporzionali al posizionamento di mercato. Tuttavia il nuovo Rotary dovrebbe eventualmente essere più efficiente e pulito, nonché capace di una maggiore coppia motrice. Inutile dire che, la possibile condivisione della stessa piattaforma costruttiva fra i modelli sportivi del marchio, nonché lo sviluppo del propulsore per due vetture anziché per una sola, contribuirebbe ad abbattere i costi di progettazione e produzione.
Un’altra possibilità per far sopravvivere il rotativo, potrebbe essere quella di assemblarlo configurandolo come un range-extender alimentato ad idrogeno: il Rotary in questo caso sarebbe usato per produrre esclusivamente energia elettrica. Prototipi di questa tecnologia sarebbero già circolanti.
Via | WCF
Mazda si prepara a lanciare un’offensiva di ben cinque modelli che, da qui al 2014, renderanno ancora più competitiva la gamma del costruttore giapponese. Le danze saranno aperte con la CX-5 e la nuova 6, entrambe pronte al lancio commerciale nel corso del 2012. La prima, oltre a configurarsi come un modello estremamente importante a livello commerciale, è una Mazda al 100%, prima vettura della produzione recente del costruttore ad avere telaio e meccanica prodotti interamente in casa sotto le direttive delle tecnologie SkyActiv. Il segmento in cui si andrà a confrontare è dominato da un’altra giapponese, la Nissan Qashqai, ormai in produzione da qualche anno. La CX-5 e l’insieme delle sue interessanti caratteristiche tecniche, potrebbero realmente cambiare le carte in tavola, andando a rivoluzionare gli equilibri della categoria di appartenenza; inutile dire che le aspettative Mazda sono altissime.
La Nuova 6 arriverà invece entro la fine del 2013, rivoluzionata nello stile e nei contenuti: la Takeri Concept è la chiave di lettura della nuova berlina di Hiroshima. I punti forti del modello saranno uno stile più sportivo, un comportamento stradale di ottimo livello ed una famiglia di motori rinnovata e più efficiente. Il 2013 sarà invece l’anno di MX-5, Mazda 3 e CX-9. Tutti e tre i modelli saranno accomunati dall’utilizzo di piattaforme costruttive molto leggere, caratterizzate dall’utilizzo esteso di acciai altoresistenziali. Sotto al cofano batteranno invece i nuovi motori Sky-G e Sky-D con potenze superiori e consumi inferiori rispetto ai propulsori attualmente in gamma.
La nuova MX-5, oltre che per una importantissima riduzione complessiva del peso, rilancerà tutti quei valori di handling e piacere di guida che hanno interessato le tre generazioni del modello. Ciò che bisogna ancora capire, è quale motore finirà sotto al cofano della spider nipponica: alcuni parlano del nuovo 2.0 aspirato Sky-G, mentre altri rilanciano l’ipotesi di un nuovo 4 cilindri 1.6 o 1.8 caratterizzato dalla presenza di un turbocompressore. CX-9 dovrebbe invece configurarsi come un prodotto che si posizionerà al vertice della gamma Mazda e che racchiuderà il meglio delle tecnologie del costruttore in un pacchetto di pregevole fattura costruttiva. Molto probabilmente, questo promettente SUV, troverà maggiore fortuna sui mercati statunitensi piuttosto che nel Vecchio Continente, ancora molto legato al badge sul cofano. Ciò non toglie che la riuscita di questo progetto determinerà un inevitabile ritorno di immagine per Mazda. La rinnovata 3 dovrà invece rilanciare la sua sfida nel combattutissimo segmento C: gli assi nella manica, oltre ad una totale riprogettazione, saranno lo stile accativante ed il piacere di guida elevato che da sempre caratterizzano il modello.
Via | AutomotiveNews
Mazda ripropone al SEMA 2011 un prototipo già esposto durante la scorsa edizione, che si differenzia a livello estetico per la verniciatura Hyper Orange Mica e per alcuni inserti del corpo vettura. La MX-5 Super20 dispone inoltre dell’hard-top nero opaco, di passaruota allargati, di cerchi in lega da 16 pollici (con pneumatici Toyo Proxes RA-1 245/45ZR16) e di inediti adesivi che circoscrivono il perimetro della carrozzeria. Nell’abitacolo sono presenti il roll-bar in tinta e sedili in pelle nera, mentre il quattro cilindri due litri viene equipaggiato con un compressore volumetrico Cosworth ed utilizza un impianto di scarico specifico ed una nuova centralina di gestione.
La MX-5 Super20 edizione 2010 venne realizzata per festeggiare i 20 anni di Mazda America e anticipa in tutto e per tutto la “special” odierna: erano infatti l’hard-top fisso, il roll bar ed i cerchi in lega da 16 pollici con pneumatici a spalla alta, oltre al kit sovralimentazione Cosworth.