Jay Leno ospita nella sua trasmissione la nuova Lamborghini Aventador, accompagnata per l’occasione dal presidente Lamborghini Stephan Winkelmann e dal direttore della Ricerca e Sviluppo Maurizio Reggiani. La nuova coupè italiana è presente in una affascinante livra nero opaco, ma anche in versione telaio nudo, perfetta per far spiegare a Reggiani i vantaggi della nuova monoscocca in fibra di carbonio, delle sospensioni con schema push rod e del nuovo V12 6,5 litri aspirato, completamente riprogettato rispetto alle vecchie generazioni per abbassare il baricentro ed ottenere valori di potenza (700 Cv) e coppia (690 Nm) da primato.

Secondo una notizia battuta oggi da MotorTrend, Lamborghini si appresta a salutare definitivamente il cambio manuale. La notizia è emersa nel corso di un’intervista a Maurizio Reggiani, responsabile ricerca&sviluppo della casa di Sant’Agata. Che ha lasciato intendere come il tramonto della trasmissione manuale sia ormai davvero prossimo.
Come rivelato da Reggiani, già oggi è solo una percentuale compresa tra l’1 ed il 2% dei clienti Lambo a richiedere vetture che non siano dotate di cambi elettroattuati con paddles al volante. Ed è proprio per questo motivo che l’erede della Gallardo, la cui presentazione avverrà nel 2012, abbandonerà definitivamente il manuale. Seguendo di fatto la strada intrapresa dall’Aventador, analogamente disponibile con un velocissimo elettroattuato sette marce.
Come anticipato nelle scorse settimane, Lamborghini è l’ospite d’onore al JEC Composite Show 2010. L’evento, che si tiene a Parigi, è il più importante appuntamento al mondo per i materiali compositi e Maurizio Reggiani, direttore ricerca e sviluppo Lamborghini, ha avuto l’onore di tenerne il discorso d’apertura, presentando i progressi ottenuti dall’azienda in questo campo.
“Nel settore delle supercar”, secondo Lamborghini, “i materiali compositi rinforzati con fibra di carbonio rappresentano una tecnologia chiave per il futuro: la combinazione di grande rigidità e minimo peso consente la realizzazione di strutture di altissimo livello”.
L’impiego della fibra migliora ovviamente anche il rapporto peso-potenza delle vetture, a tutto vantaggio dell’handling e -perché no- anche dei consumi e delle emissioni di CO2. Già negli anni ‘80, con la leggendaria Countach, Lambo aveva iniziato a sperimentare l’utilizzo di materiali compositi. Oggi, a distanza di decenni da quelle esperienze pionieristiche si è arrivati a realizzare parti strutturali con questi materiali, come avviene sulla Murciélago, la cui carrozzeria pesa soltanto 303 chili.
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Lamborghini insiste sulla fibra di carbonio: dopo l’inaugurazione dell’Advanced Composite Structures Laboratory a Seattle e la sigla di una importante partnership con Boeing lo scorso ottobre, la casa di Sant’Agata è stata invitata come ospite d’onore al JEC 2010, a testimoniare i progressi ottenuti dai materiali compositi in ambito automotive.
Per chi non lo sapesse, il convegno, che si terrà a Parigi tra il 13 ed il 15 aprile, è il più importante a livello mondiale su questa promettente e sempre più rilevante tecnologia. Lambo sarà presente all’evento non solo per raccontare cosa ha fatto (a parlare sarà Maurizio Reggiani, direttore ricerca e sviluppo), ma soprattutto per presentare nuova componentistica in fibra ancora mai mostrata sino ad oggi.
Al JEC, il costruttore emiliano esporrà anche una Reventón, come sintesi dei risultati ottenuti con le sue ricerche. Che a quanto pare, proprio in questo campo diventeranno molto, molto importanti in futuro: da qualche tempo la casa ha preso a parlare con crescente frequenza di un concetto come il “rapporto peso-potenza”. E vedrete che proprio l’alleggerimento sarà la strada maestra per ridurre le emissioni medie di CO2 del 35% entro il 2015…
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Stephan Winkelmann, amministratore delegato Lamborghini, ha definito conclusa la cieca escalation nello stabilire nuove potenze massime. Il Toro alza bandiera bianca, senza che la decisione abbia il sapore della resa. Tutt’altro. “Ormai abbiamo raggiunto un punto di non ritorno, per cui l’accelerazione 0-100 ha lo stesso valore numerico del consumo medio”, ha spiegato Winkelmann. “Dobbiamo sviluppare nuove strategie per contenere consumi ed emissioni. La situazione attuale è insostenibile”.
“Il rapporto fra peso e potenza sarà la chiave di lettura per interpretare il futuro delle vetture sportive”, ha rincarato Maurizio Reggiani, responsabile Lamborghini per la Ricerca e lo Sviluppo. “Utilizzeremo materiali compositi per ridurre le masse e migliorare il bilanciamento”. Reggiani ha poi accennato alla Murcielago LP670-4 SV, precisando come “nessuno possa davvero accorgersi dei 30 cavalli aggiuntivi, ma chiunque la guidi per qualche chilometro potrà notare quanto sia più leggera ed immediata rispetto al modello d’origine”.
Le Lamborghini dei prossimi anni non avranno il sistema start/stop, dimostratosi inefficace con propulsori dall’elevato frazionamento: considerata la notevole complessità nel rimettere in moto un V12, se il sistema fallisse senza riuscire poi ad alimentare anche un solo cilindro si avrebbe un surplus di emissioni rispetto all’utilizzo standard.
Durante un convegno tenuto presso il Lingotto, Walter de Silva, responsabile design per i marchi Audi, Volkswagen e Lamborghini, ha voluto anticipare le linee guida circa i nuovi prodotti della casa di Sant’Agata. Nessuna anticipazione, ma solo piccole, gradite, conferme.
L’esempio della Gallardo LP560-4 è evidente: tutte le nuove berlinette del Toro seguiranno il profilo stilistico della Reventon, con frontale a freccia e prese d’aria trapezoidali. Un’evoluzione nel segno dell’esclusività: del resto de Silva è stato prodigo di complimenti nell’apprezzare il lavoro svolto dal capo design Manfred Fitzgerald sull’ammiraglia da venti esemplari.
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