Tra i potenziali acquirenti di SsangYong ci sarebbe anche Mahindra, secondo quanto riportato dal quotidiano ‘Korea Economic Daily’. Fino allo scorso dicembre, il 51% della proprietà di SsangYong era nelle mani di SAIC che, non avendo voluto risanare le perdite della Casa coreana, ha visto scendere la propria quota all’11,2%. SsangYong è al momento in amministrazione controllata e le autorità governative sudcoreane sono intenzionate a vendere il 50,1% delle azione per annullare i debiti.
I dettagli dell’asta verranno resi pubblici il mese prossimo ed entro 30 giorni dovranno pervenire le offerte che verranno valutate entro agosto, per poi consegnare SsangYong nelle mani della nuova proprietà nel mese di ottobre. Per quanto riguarda le novità di prodotto, entro la fine di quest’anno la Casa coreana introdurrà sul mercato la C200, prima crossover di SsangYong.
Invece, se dovesse andare in porto l’acquisizione da parte di Mahindra, sarebbero molteplici le sinergie tra i due costruttori, visto che la Casa indiana è da sempre dedita alla produzione di vetture fuoristrada. Sul mercato italiano, Mahindra è presente con la SUV Goa e la fuoristrada Thar, quest’ultima introdotta di recente. Inoltre, il costruttore indiano potrebbe contribuire alla nascita delle nuove generazioni dei modelli Rexton, Rodius, Actyon e Kyron di SsangYong.
Continua a leggere: Mahindra: interessata a rilevare SsangYong
Renault ha annunciato la conclusione della joint venture con Mahindra&Mahindra, stipulata cinque anni fa per la produzione della Dacia Logan in India. Il 49% delle azioni in mano alla Losanga verranno rilevate dalla Casa automobilistica indiana che continuerà a produrre la Logan su licenza, assieme a motori, trasmissioni e altri componenti. In seguito, Mahindra potrà apportare cambiamenti alla berlina, sia per quanto rigurda il nome che lo stile della carrozzeria.
La fine della collaborazione con Mahindra è stata annunciata da Katsumi Nakamura, responsabile dei mercati di Asia e Africa per Renault. Il manager ha dichiarato che la Casa indiana si occuperà del post vendita per gli oltre 44.000 clienti che hanno scelto la Logan da luglio 2007 a oggi. Inoltre, Nakamura ha confermato che la Casa francese sarà presente ufficialmente in India a partire dal 2011, periodo in cui verrà introdotta una nuova gamma di modelli prodotti nell’impianto di Chennai.
Si tratta dello stesso sito industriale dove è assemblata la nuova Nissan Micra, la cui capacità produttiva è pari a 200.000 esemplari annui. Secondo quanto riportato dal “The Economic Times”, Renault e Nissan potranno ora avviare i contatti per un futura alleanza con altri costruttori locali, come Ashok Leyland e Bajaj Auto. Invece, Mahindra&Mahindra è al secondo ‘divorzio’ con una Casa automobilistica occidentale dopo quello con Ford e necessiterà di un nuovo partner per il futuro.
Continua a leggere: Renault: termina la collaborazione con Mahindra

Mahindra & Mahindra avrebbe deciso di congelare la partnership con il marchio Renault in seguito agli scarsi risultati commerciali raccolti dalla Mahindra Logan, omologa indiana della Logan occidentale. “L’auto ha le qualità adatte per ritagliarsi un’apprezzabile fetta di mercato”, commenta Pawan Goenka, presidente Mahindra, “ma questa proiezione non si è verificata”. Nonostante l’effimero successo iniziale, fuoco di paglia soffocato con troppa celerità. La berlina è infatti penalizzata dai prezzi d’acquisto superiori rispetto alla concorrenza, per via di una poco opportuna tassa del 20%.
Le esternazioni di Goenka vengono riprese dall’Economical Times, che ipotizza per la prima settimana di aprile un comunicato ufficiale destinato a chiarire il futuro dell’accordo. Quanto mai scricchiolante. Renault potrebbe elaborare un piano per sfruttare comunque lo stabilimento di Nashik, nell’India meridionale, anche in assenza del partner.
Mahindra ha presentato il fuoristrada Thar, spartano e robusto veicolo pensato per alimentare il mito della mobilità tutta efficacia e concretezza. Una visione quasi anacronistica se contestualizzata nel mercato odierno. Vedere infatti una 4×4 dall’aspetto quasi militaresco, con marce ridotte e motore diesel da 40 cavalli/litro richiama gli anni d’oro del fuoristradismo, anni in cui il termine SUV non aveva ancora messo radici nei listini. Ed il prezzo, poi: 17.520 euro (chiavi in mano) per la versione a due posti e 240 euro in più per la quattro posti.
Il Mahindra Thar è spinto da un propulsore diesel quattro cilindri da 2.500cc e 107 cavalli (250Nm di coppia), realizzato dall’azienda austriaca AVL in collaborazione con Bosch. Il cambio a cinque rapporti è coadiuvato da un riduttore Borg Warner che svolge anche il ruolo del ripartitore, mentre la coppia motrice viene indirizzata verso l’assale posteriore; la trazione integrale è inseribile manualmente. Da “battaglia” anche lo scherma sospensivo, composto da unità indipendenti all’anteriore e assale rigido con molle a balestra per il retrotreno. Il telaio è formato da longheroni d’acciaio, mentre l’impianto frenante è misto con dischi all’anteriore e tamburi al posteriore. I cerchi in lega hanno un diametro di 16 pollici.
Il fuoristrada indiano misura 3.92 metri in lunghezza, 1.71 in larghezza ed 1.93 in altezza, per un peso di 1.750 chili. La velocità massima è di 140 km/h mentre i consumi spaziano dagli 8 litri per cento chilometri nel ciclo misto ai 10.5 nella marcia cittadina.

Mahindra, l’azienda indiana specializzata in fuoristrada e pick-up, sta progettando il suo arrivo negli Stati Uniti entro il 2010 e anche un incremento della presenza nel mercato europeo. Sarà la Mahindra Scorpio a portare la bandiera indiana nel Nord America e verrà venduta da oltre 300 dealers. I concessionari interessati sono alcuni fra quelli che l’azienda indiana ha rilevato a seguito della chiusura operata da Chrysler di 789 showroom.
Rispetto ai tempi comunicati a metà dello scorso anno, pare che ci sia stato un certo ottimismo, considerato che si parlava dell’arrivo dei primi pick up a febbraio 2010. Restano comunque confermati i piani di espansione. Va detto, in ogni caso, che l’azienda già altre volte aveva dato annunci simili a cui però non diede seguito.
Pawan Goenka, il numero uno dell’azienda indiana, annuncia e rilancia: “Se i volumi saranno buoni, non escludiamo di cominciare a produrre direttamente negli USA le auto destinate a quel mercato”. A seguire, anche il continente europeo verrebbe interessato da questo sviluppo di Mahindra, specialmente il Regno Unito.
La società britannica Ecoca Ltd ha annunciato che produrrà presto in India una vettura low cost per sfidare la Tata Nano, con l’obiettivo di raggiungere un prezzo base di 2200 Dollari, pari a 1500 €. Se così fosse si tratterebbe di una differenza di ben 500 Dollari rispetto alla Nano: le anticipazioni descrivono la vettura come un vero e proprio peso piuma, grazie alla carrozzeria totalmente in plastica, ispirata nelle forme al Volkswagen Beetle e dotata di tetto apribile.
La massa dovrebbe rimanere entro i 330 kg a secco, per questo il motore avrebbe una cilindrata di soli 340 cc, con cambio automatico. La velocità sarà limitata a 70 km/h, con un consumo medio di 3,5 l/100 km e la vettura avrà soltanto 2 posti. Pur mancando conferme ufficiali, il partner designato per la produzione potrebbe essere Mahindra.
Via | Inautonews
L’indiana Mahindra Goa rinnova la propria offerta sul mercato italiano: in sostituzione dell’attuale 2.5 turbodiesel da 107 CV, arriva un nuovo 2.2 common rail con impianto di iniezione Bosch e distribuzione a sedici valvole. Con l’occasione, il Mahindra Goa Hawk si concede anche una leggera rinfrescata al frontale e si arricchisce di nuovi contenuti.
Fatta salva l’impostazione chiaramente fuoristradistica e i prezzi di listino accessibili (16.984 euro il pick-up, 22.372 la wagon), il Goa vede scendere -proprio grazie al progresso tecnologico avvenuto nel cofano- le emissioni di CO2 da 260 a 236 g/km, i consumi del 9%. Anche il comfort acustico migliora sensibilmente.
Nell’abitacolo, come scrivevamo poco sopra, migliorano le finiture e a livello di dotazioni debuttano il cruise control, il sensore pioggia, l’impianto audio con comandi al volante e i retrovisori regolabili elettricamente. Il modello è ancora offerto con carrozzeria wagon o pick-up, trazione posteriore o integrale, nonché riduttore e differenziale posteriore autobloccante di serie.
La indiana Mahindra ha presentato al World Hydrogen Technologies Convention 2009 di Nuova Dheli l’evoluzione del progetto My-Alfa. Si tratta di un propulsore elettrico alimentato ad idrogeno, evoluzione di un progetto nato nel 2006, che è stato installato su un veicolo a 3 ruote molto simile alla nostra Piaggio Ape.
Il veicolo sarà prodotto in versione pick up e furganata in 15 esemplari per svolgere una serie di test su strada, ha velocità massima di 67 km/h ed è dotato anche di un propulsore endotermico, per aumentare l’autonomia globale. Mahindra, in occasione di questa importante manifestazione, ha esposto anche piattaforma ibride plug-in hybrid, sistemi start-stop micro-ibridi e veicoli BioFuel, dimostrandosi molto attenta all’ecologia e sopratutto pronta ad introdurre queste tecnologie nei prossimi anni.
Via | Greencarcongress e Hydrogencarsnow
Pawan Goenka, presidente della divisione auto di Mahindra, ha annunciato che i primi Pik Up della Casa indiana sbarcheranno negli USA verso la fine di febbraio 2010, mentre la produzione degli esemplari specifici per il mercato americano partirà nel mese di dicembre. Per la commercializzazione dei propri pick-up, Mahindra si affiderà ad una buona parte delle concessionarie che hanno perduto il mandato di Chrysler.
La notizia va un pò presa con la dovuta cautela. Infatti, non è la prima volta che la Casa indiana annuncia lo sbarco ufficiale negli Stati Uniti. I primi modelli scelti per invadere il nuovo mercato saranno i pick-up TR20 e TR40. Il primo ha una carrozzeria a due porte, mentre il secondo è caratterizzato da una cabina a quattro porte.
Entrambi i veicoli sono mossi dal motore diesel 2.2 CRDe a quattro cilindri, il quale garantirà un consumo attorno ai 12 km al litro ed una coppia motrice più che sufficiente per trainare un rimorchio di 1,3 tonnellate. L’annuncio definitivo dello sbarco ufficiale di Mahindra negli States verrà dato solo il mese prossimo, occasione in cui verranno anche comunicati i prezzi di listino.
Continua a leggere: Mahindra: i primi Pik Up sbarcheranno negli USA a febbraio 2010
Gli indiani di Mahindra subentreranno a Chrysler nelle concessionarie americane che la Casa di Auburn Hills ha dovuto chiudere nell’ambito del suo piano di risanamento. Sarà dunque il costruttore indiano a salvare una parte dei 789 showroom chiusi da Chrysler, grazie alla commercializzazione dei suoi economici pick-up. E a un inedito SUV atteso per metà 2010.
Le concessionarie che passeranno sotto il controllo di Mahindra dovrebbero essere 300. Un bel capitale, anche umano, per gli indiani, che potranno contare sull’esperienza di venditori navigati e ben a conoscenza del mercato USA. Un boccone veramente ghiotto, un’occasione da non perdere insomma.
Secondo il Detroit Press, anche nella Motown, cuore dell’industria auto americana, ci saranno due concessionarie Chrysler che passeranno sotto l’egida di Mahindra. La quale spera di fare breccia nel cuore degli yankee in forza dei suoi prezzi, inferiori anche del 15% rispetto a quelli dei pick-up giapponesi. In autunno, quando la riconversione diventerà operativa, inizieremo a capire se gli indiani hanno sfondato.
Non passerà probabilmente alla storia del design la indiana Mahindra Xylo, nuovo multispazio 8 posti con 3 file di sedili proposto con motorizzazione diesel 2.5 CRDI 112Cv e 2,6 litri benzina 120Cv. Il progetto di questa MPV doveva inizialmente prevedere una collaborazione con Renault attraverso il marchio Dacia, ma ciò non è avvenuto. L’unico dato prestazionale è quello, piuttosto “prudente”, dell’accelerazione 0-60 km/h della versione diesel, pari a 5,8 secondi.
Mahindra considera la Xylo un prodotto di lusso, infatti propone di serie accessori come sensori di parcheggio, impianto audio con lettore MP3, presa USB e climatizzatore bi-zona. Saranno inoltre selezionati solo alcuni concessionari che potranno vendere la Xylo, che in India avrà un prezzo pari ad appena 12.700 Dollari. Nessuna notizia chiara in merito all’eventuale importazione Europea del modello e, sopratutto, all’interesse che i nostri mercati potrebbero avere al di là del prezzo da discount.
Via | Autoblog.com
Torniamo a parlare della Mahindra Thar Concept, prototipo di fuoristrada che vedremo nei prossimi giorni al Motor Show di Bologna. Dietro all’immagine da classico fuoristrada nudo e crudo, si nasconde un prodotto pensato per una nicchia relativamente nuova di mercato, quella ormai quasi dimenticata dei 4×4 puri ed inarrestabili, recentemente riscoperta dal gruppo Fiat con la Iveco Campagnola.
In questa foto possiamo vedere il prototipo che sarà esposto, in colore nero lucido con finiture rosse sui parafanghi ed interni neri. L’immagine è quella di un veicolo spartano (più di un lettore ci ha segnalato la somiglianza con le classiche Willys Americane), ma la volontà di Mahindra è quella di offrire un entry level personalizzabile secondo le esigenze e lontano dalle proposte eleganti e poco adatte al vero off-road che il mercato propone.