
Magna ed il suo partner russo Sberbank programmano di chiudere l’accordo per l’acquisizione del 55% di Opel all’inizio della prossima settimana. E’ quanto affermano diverse fonti vicine alla trattativa.Prima del 12, 13 Ottobre, il consorzio dovrà raggiungere un compromesso con i sindacati della casa tedesca relativo alla riduzione dei costi: l’obiettivo del gruppo austro-russo-canadese è di procedere per tagli che consentiranno di risparmiare 265 milioni di euro l’anno. I sindacati stanno negoziando con Magna e General Motors su un piano di ristrutturazione che prevede migliaia di tagli al personale in Europa.
Via | Reuters (Grazie al nostro lettore “giulio503″ per la segnalazione)
La nuova Opel Astra, presentata al recente Salone di Francoforte come berlina a due volumi, darà vita (come altre importanti concorrenti) ad un’intera gamma di modelli, replicando l’offerta della precedente generazione e aggiungendo qualche gustosa novità.
Qualche esempio? L’inedita crossover innanzi tutto. O la nuova, aggressiva coupé, destinata a riesumare la denominazione Calibra. Fra le altre, figureranno la TwinTop, coupé-cabrio con il tetto rigido retrattile, e soprattutto l’immancabile station wagon.
L’Astra è uno dei modelli più importanti per Opel, e la casa tedesca punta proprio su di lei per uscire dalla crisi. Il momento è delicato: segnali di ripresa del mercato dell’auto ce ne sono, ma l’integrazione con i nuovi proprietari di Magna International è un passaggio cui prestare la massima attenzione.
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Sergio Marchionne, amministratore delegato di Chrysler, avrebbe preso la decisione di interrompere gli ordinativi diretti a Magna International. La notizia-bomba, riportata dal Wall Street Journal, rappresenta l’ennesimo colpo duro per il fornitore austro-canadese, che potrebbe perdere anche le commesse provenienti da Volkswagen e BMW.
L’acquisizione di Opel, dunque, si sta rivelando (come da previsioni, peraltro) la prima mossa di un domino internazionale, che vede tanti costruttori automobilistici reagire a questo potenziale “conflitto d’interessi” in seno a Magna, fornitore automobilistico, e da qualche tempo anche principale azionista di un costruttore automobilistico.
A dire la verità, Marchionne non ha esplicitamente tirato in ballo l’accordo Magna-Opel tra le cause della decisione, ma cogliere il nesso è elementare. Ad oggi Chrysler realizza negli impianti austriaci di Magna la Jeep Grand Cherokee e la Chrysler 300C. In futuro queste due auto potrebbero essere realizzate nell’impianto Bertone di Grugliasco, dopo un processo di ammodernamento che costerà a Fiat circa 150 milioni di euro in tre anni e che porterà la capacità produttiva a 70.000 unità l’anno.
Le Porsche Boxster e Cayman di prossima generazione avranno natali tedeschi. Nell’impianto di Osnabruck, per la precisione, casa del quasi derelitto costruttore Karmann, che potrebbe ricevere la commessa per la produzione delle future sportive dopo il voltafaccia rifilato a Magna. L’anticipazione è stata fornita da Martin Winterkorn (amministratore delegato del gruppo Volkswagen) durante il salone di Francoforte.
Porsche sarebbe infatti intenzionata a rescindere il contratto in essere con il costruttore austriaco, ormai entrato a pieno diritto nella schiera dei nemici giurati dopo l’acquisizione di Opel; il manager, inoltre, teme un eventuale sfruttamento indebito dei segreti produttivi ed ingegneristici.
Via | Autoweek.com

Peter Mandelson, ministro dell’Industria inglese, ha inviato una lettera alla Commissione UE per chiedere che siano avviate indagini sulla cessione di Opel e Vauxhall. Nella missiva, a nome di tutto il Governo britannico, Mandelson ha sottolineato che “non crediamo sia dimostrato che l’attuale proposta Magna sia il piano più efficace”. Il ministro inglese punta il dito sul sostegno che il Governo tedesco ha dato al gruppo austro-canadese, chiedendo alla Commissione Europea di capire se sia stato o no ispirato in primo luogo da interessi nazionali.
Dello stesso parere è il Governo belga, nonché Diego Lopez Garrido, ministro spagnolo per l’Europa che ieri si domandava ad alta voce se gli aiuti pubblici fossero “politicamente condizionati”. Da Bruxelles, la Commissione fa sapere che il Caso Opel è sotto osservazione anche se le dichiarazioni sono più che altro neutrali: “stiamo lavorando sul Caso, consapevoli che gli aiuti non potranno assolutamente essere legati a vincoli commerciali o geografici”. Sin dai primi giorni delle trattative, si è capito che sulla Casa automobilistica tedesca aleggiano soprattutto interessi politici. Domenica sono chiamati alle urne i cittadini tedeschi per eleggere il nuovo Governo. La cancelliera Merkel punta alla riconferma e i 25.000 dipendenti Opel saranno l’ago della bilancia in queste elezioni politiche.
In attesa di una decisione della Commissione Europea, la Nuova Opel dovrebbe nascere il 30 novembre, data di riferimento per il primo miliardo e mezzo di euro versato dalle casse federali. Dal primo dicembre occorrono, invece, altri 3 miliardi che dovrebbero arrivare da Magna e Sberbank. Ma in questa decisione avranno un ruolo chiave anche i sindacati, azionisti al 10% della nuova società.

Sia Volkswagen che BMW sono intenzionate ad interrompere i rapporti con Magna, per evitare di avere la concorrenza in casa in quanto il gruppo austro-canadese è da poco entrato nell’azionariato di Opel. Per entrambe le Case automobilistiche, Magna è fornitore di componenti, mentre per BMW è anche partner industriale nell’assemblaggio dell’attuale X3 e per la futura Mini Countryman.
Intervistato a riguardo, Ferdinand Piech, presidente del consiglio di sorveglianza di Volkswagen, ha espresso la propria opinione nei confronti di Magna: “non ci piace quando i nostri fornitori diventano nostri concorrenti. Questo vale certamente anche per gli altri costruttori. Se dovessimo interrompere i rapporti con Magna, troveremo senza problemi altri fornitori”. Dello stesso parere è anche Friedrich Eichiner, direttore finanziario di BMW: “finora abbiamo collaborato molto bene con Magna, ma la loro strategia è cambiata. Ora abbiamo a che fare con un produttore di auto”.
Come si può facilmente dedurre, i prossimi mesi non saranno facili per il gruppo austro-canadese alle prese con la perdita delle commesse di Chrysler e il non facile licenziamento di oltre diecimila operai di Opel.

Günther Oettinger, membro della CDU (il partito di Angela Merkel) e presidente del Land del Baden-Württemberg, ha dichiarato oggi in un’intervista al Rheinische Post che “l’offerta Magna non è necessariamente la migliore per Opel“. Le crepe nella maggioranza di governo in merito alla questione, cui facevamo cenno solo ieri in serata, stanno dunque affiorando con maggiore evidenza.
Oettinger ha proseguito: “Non sto dicendo che Magna non ce la può fare, più semplicemente non possiamo affermare che gli altri pretendenti siano meno validi”. Hai voglia a recitare il mantra “preferiamo-Magna-e-siamo-coesi”, quando uno dei membri più influenti del tuo partito mette in discussione la linea del governo stesso…
I dubbi sull’offerta austro-canadese comunque, vengono da lontano: alla vigilia di Ferragosto, GM smentì la sigla dell’accordo, dando il “la” ai Magna-scettici e alle loro illazioni. Illazioni peraltro alimentate dalle voci secondo cui GM potrebbe persino fare marcia indietro e decidere di tenersi la casa tedesca. A sua volta questa soluzione è stata seccamente smentita sia dalla Merkel che da zu Guttenberg, Ministro dell’Economia. Insomma, un bel casino. Che la signora Angela farebbe bene a togliersi dalle scatole prima delle presidenziali…

Angela Merkel si augura che possano esserci progressi sulla vendita di Opel prima delle elezioni presidenziali tedesche: in particolare il cancelliere tedesco guarda con speranza al 7-8 settembre, quando si riunirà il cda di General Motors. Dopo il vertice di ieri tra GM e Berlino, finito con un bel buco nell’acqua, la Merkel ha dichiarato: “Prendiamoci il tempo necessario: in programma c’è un incontro del board il 7-8 settembre. Mi auguro che per allora avremo fatto dei progressi”.
“Crediamo -ha aggiunto in un’intervista televisiva- che sia corretto che per il futuro di Opel, GM Europe e GM stessa, una decisione sia presa il prima possibile. Ma se ci sono problemi da risolvere allora la fretta passerà in secondo piano”.
Già, la fretta. La signora Merkel il 29 settembre deve affrontare le elezioni presidenziali, e questo nodo ancora da sciogliere non è certo l’ideale in piena campagna: il governo continua a privilegiare Magna, ma GM da parte sua preferirebbe vendere Opel ai belgi di RHJ e potrebbe aspettare l’esito delle elezioni per favorire questa soluzione. Non solo: si dice che dopo il vertice di ieri, anche una parte dell’esecutivo si sarebbe convinta della soluzione RHJ, a condizione che i belgi trovino un solido partner industriale.
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Dopo le parole della Merkel sulla questione Opel-GM, ora è il turno dei sindacati: attraverso la voce del capo del consiglio di fabbrica Klaus Franz (in foto) arriva un “robusto invito” alla casa americana a prendere una decisione fra Magna e Rhj International. “Abbiamo esaurito la pazienza e se nulla cambierà entro la fine della settimana state certi che ricorreremo a qualche misura spettacolare”. Con queste parole Franz ha espresso tutta la preoccupazione e la rabbia degli incolpevoli operai e dipendenti Opel, ormai da troppi mesi in attesa di conoscere il proprio destino.
Il Governo tedesco ha usato toni più moderati, ma ugualmente impazienti, per evitare una “guerra fredda” alla nuova amministrazione Obama. Le elezioni politiche tedesche sono vicine e per la cancelliera Merkel sarebbe un toccasana arrivare alle elezioni con la pratica Opel archiviata, 25.000 posti di lavoro garantiti e altrettanti voti messi in cassaforte.
GM intanto sembra essere ancora lontana dalla decisione definitiva. Magna, sorretta economicamente dalla banca russa Sberbank, è favorita dal Governo tedesco sia perché in parte austriaca (e quindi culturalmente vicina), sia per i rapporti commerciali fra Russia e Germania. E potrebbe essere qui il vero grande intoppo per gli americani di GM.
General Motors non ha ancora escluso la holding finanziaria Rhj dalla corsa per rilevare il brand Opel. Attraverso una e-mail firmata John Smith, responsabile delle trattative per il gruppo statunitense, la querelle dell’estate garantisce nuovi capitoli. Ed infatti il quotidiano tedesco Spiegel, l’unico ad aver letto il messaggio di posta elettronica, conferma e rincara: serviranno ancora alcuni giorni perché l’acquisizione possa definirsi conclusa.
E basta una frase scritta da Smith (“Le notizie di un accordo non sono vere”) a Gerd Haeusler, manager del gruppo Rhj, per rendersene conto. Nella giornata di ieri, dopo aver portato a termine tutte le pratiche necessarie (“Le questioni rimaste aperte sono state chiuse”, recita un comunicato), Magna ha lasciato la parola al consiglio d’amministrazione Gm. Che, prima di essere convocato, attende le garanzie finanziarie promesse dal Governo Tedesco.
Via | Il Sole 24 Ore (Ringraziamo il nostro lettore “sempernemo” per la segnalazione)

Se le trattative con Magna e RHJ dovessero concludersi con un nulla di fatto, Fiat non esclude di presentare una nuova offerta per Opel. Così ha scritto il quotidiano tedesco ‘Die Welt’. Alcune fonti del Lingotto hanno detto che “se le trattative naufragano, si riapre tutto”.
Inoltre, l’autorevole quotidiano ricorda che Fiat “si era lanciata nelle offerte, ma si era ritirata dalle trattative dopo una pre-decisione del governo”. Il ‘Die Welt’ parla della Casa torinese in fondo ad un articolo incentrato sulle “pesanti pressioni che sarebbero state esercitate dalla politica”.
Solo qualche giorno fa, il sindacalista Klaus Franz aveva chiesto un intervento del Cancelliere tedesco Angela Merkel per sbloccare le trattative fra Magna e General Motors, mentre John Smith - negoziatore per GM - dopo aver elogiato l’offerta presentata da Rhj, ha dichiarato che l’accordo presentato dal gruppo industriale belga sarebbe virtualmente chiuso. Vi aggiorneremo sugli sviluppi della corsa all’acquisizione di Opel.
Via | ANSA
Klaus Franz, a capo del “consiglio di fabbrica” che rappresenta i lavoratori Opel, auspica un intervento del Cancelliere tedesco Angela Merkel per sbloccare le trattative fra Magna e General Motors. «Se non verrà raggiunto un accordo entro la prossima settimana – spiega il leader sindacale –, vorrei che la Merkel e Steinmeier (il Ministro degli Esteri tedesco, nda) chiedessero la presenza del Presidente GM Fritz Henderson a Berlino».
«Confido in una svolta positiva», ha poi concluso Franz. Forse ben conscio del parere espresso dal quasi collega John Smith, negoziatore per General Motors: dopo aver elogiato l’offerta presentata da Rhj, ha dichiarato che l’accordo presentato dal gruppo industriale belga sarebbe virtualmente chiuso.
Via | Borsa Italiana (Ringraziamo il nostro lettore “giulio503” per la segnalazione)