
Sergio Marchionne, amministratore delegato di Chrysler, avrebbe preso la decisione di interrompere gli ordinativi diretti a Magna International. La notizia-bomba, riportata dal Wall Street Journal, rappresenta l’ennesimo colpo duro per il fornitore austro-canadese, che potrebbe perdere anche le commesse provenienti da Volkswagen e BMW.
L’acquisizione di Opel, dunque, si sta rivelando (come da previsioni, peraltro) la prima mossa di un domino internazionale, che vede tanti costruttori automobilistici reagire a questo potenziale “conflitto d’interessi” in seno a Magna, fornitore automobilistico, e da qualche tempo anche principale azionista di un costruttore automobilistico.
A dire la verità, Marchionne non ha esplicitamente tirato in ballo l’accordo Magna-Opel tra le cause della decisione, ma cogliere il nesso è elementare. Ad oggi Chrysler realizza negli impianti austriaci di Magna la Jeep Grand Cherokee e la Chrysler 300C. In futuro queste due auto potrebbero essere realizzate nell’impianto Bertone di Grugliasco, dopo un processo di ammodernamento che costerà a Fiat circa 150 milioni di euro in tre anni e che porterà la capacità produttiva a 70.000 unità l’anno.
General Motors ha da poco comunicato ufficialmente che venderà il 55% di Opel e Vauxhall al consorzio formato da Magna International e Sberbank. A GM rimarrà il 35%, ai dipendenti andrà il 10% della proprietà, mentre lo stato tedesco garantirà nuovi aiuti di stato alla casa automobilistica.
Molti aspetti chiave dell’accordo verranno fissati definitivamente nel corso delle prossime settimane, ma la notizia odierna è che quest’intesa finalmente c’è. Finisce dunque la “telenovela” internazionale che tanto ha fatto discutere negli ultimi mesi.
Per le decisioni di dettaglio sull’intervento pubblico di Berlino, sul costo del piano di ristrutturazione, e per capire quanto questo peserà sulle spalle dei dipendenti, manca ancora del tempo. Tutti gli aspetti comunque, come auspica GM nel comunicato ufficiale, dovrebbero essere definiti entro fine anno. Ma qualcosa lo possiamo già dire. Ecco quello che (non) cambierà in futuro.
General Motors rinuncia alla cessione del marchio Opel. Secondo le confidenze di un alto dirigente del gruppo americano, raccolte dal quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitun nell’edizione odierna, GM avrebbe deciso di preservare il proprio patrimonio tecnologico. I motivi del clamoroso dietro-front? Non consegnare il marchio in mani russe e, soprattutto, non veder avvantaggiati nel futuro eventuali concorrenti.
Questo quadro, tuttavia, aspetta la cornice: martedì pomeriggio a Detroit si riunirà il consiglio d’amministrazione per formalizzare la decisione. Aspettando la reazione del Cancelliere Angela Merkel e del suo esecutivo, già scottati dopo la sconfitta nelle elezioni regionali di domenica scorsa.
Via | Repubblica
General Motors sarebbe sempre più intenzionata a tenere per sé Opel, casa tedesca ormai da mesi in procinto di essere ceduta, ma mai effettivamente slegata dal gruppo di Detroit. Secondo la notizia, battuta da Bloomberg e ripresa dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, Bob Lutz, product manager di GM, in una recente visita a Berlino avrebbe dichiarato esplicitamente che il colosso americano intende ora mantenere la proprietà di Opel.
Cosa succederà ora? Difficile a dirsi: quello che è certo è che Angela Merkel ed il suo esecutivo non avranno il sonno facile nelle prossime notti. La bega-Opel, il suo lunghissimo protrarsi nei mesi scorsi e la cattiva gestione di cui è stata oggetto, è costata parecchi consensi al governo di Berlino.
E su questo calo della popolarità del governo Merkel, GM potrebbe ipoteticamente “giocare sporco”. Le elezioni politiche tedesche si terranno il 27 settembre, e ritardando la decisione sul destino di Opel, a Detroit sperano in un cambio della guardia a Berlino. Nell’auspicio che, qualora la Bundeskanzlerin dovesse abdicare, il suo erede non spingerà così forte sulla cessione a Magna…

Günther Oettinger, membro della CDU (il partito di Angela Merkel) e presidente del Land del Baden-Württemberg, ha dichiarato oggi in un’intervista al Rheinische Post che “l’offerta Magna non è necessariamente la migliore per Opel“. Le crepe nella maggioranza di governo in merito alla questione, cui facevamo cenno solo ieri in serata, stanno dunque affiorando con maggiore evidenza.
Oettinger ha proseguito: “Non sto dicendo che Magna non ce la può fare, più semplicemente non possiamo affermare che gli altri pretendenti siano meno validi”. Hai voglia a recitare il mantra “preferiamo-Magna-e-siamo-coesi”, quando uno dei membri più influenti del tuo partito mette in discussione la linea del governo stesso…
I dubbi sull’offerta austro-canadese comunque, vengono da lontano: alla vigilia di Ferragosto, GM smentì la sigla dell’accordo, dando il “la” ai Magna-scettici e alle loro illazioni. Illazioni peraltro alimentate dalle voci secondo cui GM potrebbe persino fare marcia indietro e decidere di tenersi la casa tedesca. A sua volta questa soluzione è stata seccamente smentita sia dalla Merkel che da zu Guttenberg, Ministro dell’Economia. Insomma, un bel casino. Che la signora Angela farebbe bene a togliersi dalle scatole prima delle presidenziali…

Angela Merkel si augura che possano esserci progressi sulla vendita di Opel prima delle elezioni presidenziali tedesche: in particolare il cancelliere tedesco guarda con speranza al 7-8 settembre, quando si riunirà il cda di General Motors. Dopo il vertice di ieri tra GM e Berlino, finito con un bel buco nell’acqua, la Merkel ha dichiarato: “Prendiamoci il tempo necessario: in programma c’è un incontro del board il 7-8 settembre. Mi auguro che per allora avremo fatto dei progressi”.
“Crediamo -ha aggiunto in un’intervista televisiva- che sia corretto che per il futuro di Opel, GM Europe e GM stessa, una decisione sia presa il prima possibile. Ma se ci sono problemi da risolvere allora la fretta passerà in secondo piano”.
Già, la fretta. La signora Merkel il 29 settembre deve affrontare le elezioni presidenziali, e questo nodo ancora da sciogliere non è certo l’ideale in piena campagna: il governo continua a privilegiare Magna, ma GM da parte sua preferirebbe vendere Opel ai belgi di RHJ e potrebbe aspettare l’esito delle elezioni per favorire questa soluzione. Non solo: si dice che dopo il vertice di ieri, anche una parte dell’esecutivo si sarebbe convinta della soluzione RHJ, a condizione che i belgi trovino un solido partner industriale.
Continua a leggere: Cessione Opel: la Merkel auspica progressi prima delle elezioni

Se le trattative con Magna e RHJ dovessero concludersi con un nulla di fatto, Fiat non esclude di presentare una nuova offerta per Opel. Così ha scritto il quotidiano tedesco ‘Die Welt’. Alcune fonti del Lingotto hanno detto che “se le trattative naufragano, si riapre tutto”.
Inoltre, l’autorevole quotidiano ricorda che Fiat “si era lanciata nelle offerte, ma si era ritirata dalle trattative dopo una pre-decisione del governo”. Il ‘Die Welt’ parla della Casa torinese in fondo ad un articolo incentrato sulle “pesanti pressioni che sarebbero state esercitate dalla politica”.
Solo qualche giorno fa, il sindacalista Klaus Franz aveva chiesto un intervento del Cancelliere tedesco Angela Merkel per sbloccare le trattative fra Magna e General Motors, mentre John Smith - negoziatore per GM - dopo aver elogiato l’offerta presentata da Rhj, ha dichiarato che l’accordo presentato dal gruppo industriale belga sarebbe virtualmente chiuso. Vi aggiorneremo sugli sviluppi della corsa all’acquisizione di Opel.
Via | ANSA
Klaus Franz, a capo del “consiglio di fabbrica” che rappresenta i lavoratori Opel, auspica un intervento del Cancelliere tedesco Angela Merkel per sbloccare le trattative fra Magna e General Motors. «Se non verrà raggiunto un accordo entro la prossima settimana – spiega il leader sindacale –, vorrei che la Merkel e Steinmeier (il Ministro degli Esteri tedesco, nda) chiedessero la presenza del Presidente GM Fritz Henderson a Berlino».
«Confido in una svolta positiva», ha poi concluso Franz. Forse ben conscio del parere espresso dal quasi collega John Smith, negoziatore per General Motors: dopo aver elogiato l’offerta presentata da Rhj, ha dichiarato che l’accordo presentato dal gruppo industriale belga sarebbe virtualmente chiuso.
Via | Borsa Italiana (Ringraziamo il nostro lettore “giulio503” per la segnalazione)
“General Motors non ha intenzione di ricomprare Opel e Vauxhall dopo la loro cessione”, ha rivelato oggi il responsabile delle trattative per GM. Con questa dichiarazione vengono messe a tacere le ipotesi secondo cui GM avrebbe preferito la soluzione RHJ (che includeva l’opzione della “restituzione” della maggioranza una volta completato il risanamento) rispetto a quella di Magna International.
John Smith, il direttore delle trattative per GM, ha poi puntualizzato che Detroit non ha ancora scelto tra i due pretendenti. “Si tratta di un negoziato molto complesso e stiamo risolvendo situazioni molto complesse. Ambedue le offerte sottoposte presentano opportunità e sfide”.
Smith non ha comunque mancato di sottolineare che la proposta di Magna presenta qualche problema in più riguardo la proprietà intellettuale. Queste difficoltà impongono necessariamente, secondo Smith, un ritocco alla proposta attuale. RHJ invece, ha formulato un piano “più completo, lineare e semplice da attuare”.
Magna International ha migliorato l’offerta per l’acquisizione di Opel da General Motors. Lo ha rivelato una fonte del governo tedesco.
Inizialmente la multinazionale austriaca aveva offerto 100 milioni, che sarebbero arrivati in due tranches da 50 milioni l’una. Oggi invece sembra che le cose siano radicalmente cambiate: Magna avrebbe offerto addirittura 350 milioni del suo proprio capitale, più altri 150 milioni in bond convertibili che verrebbero erogati in un secondo momento.
La mossa rappresenta un ultimo tentativo da parte di Magna di tornare in testa alle preferenze del governo di Berlino, che al momento accorda invece il proprio favore al fondo belga RHJ International.
Continua a leggere: Cessione Opel: Magna International migliora l'offerta
General Motors ha presentato ieri un’analisi preliminare delle offerte definitive pervenute per l’acquisizione di Opel. Questo primo responso è stato sottoposto da GM all’attenzione del governo tedesco e di Opel stessa.
John Smith, negoziatore capo di GM per la cessione di Opel, ha dichiarato che a Detroit c’è stato un fruttuoso confronto sulle questioni principali poste dalle tre offerte definitive pervenute lunedì sera.
Come risultato, “è stato concordato di approfondire i colloqui con Magna International ed RHJ International“. Per farla breve, i cinesi di BAIC sono ufficialmente fuori dai giochi.
Continua a leggere: Cessione Opel: General Motors tiene in ballo solo Magna ed RHJ
Il gruppo industriale Rhj, controllato dal fondo americano Ripplewood, avrebbe presentato a General Motors una nuova offerta per assicurarsi la maggioranza della quota azionaria Opel. Secondo quanto riferisce il Financial Times, Arnaud Denis, portavoce della compagnia belga, avrebbe fornito al governo tedesco maggiori garanzie, sintetizzabili nei 3.8 miliardi di Euro (contro i 4.5 richiesti da Magna) richiesti in aiuti.
Le trattative, però, stanno per infiammarsi: Sberbank e Gaz, entrambe in seria difficoltà, potrebbero “invitare” Magna a disimpegnarsi, mentre Baic paga gravi insufficienze tecniche ed industriali. In questo “quadretto”, l’unica a sorridere è Fiat: seduta sul ciglio del fiume, con una proposta ancora (volontariamente) immutata, aspetta sorniona.
Via | Ansa