La cinese Chery ha intenzione di introdurre in Europa il brand Qoros, grazie ad un accordo con la Israel Corporation, già nota per gli investimenti nel progetto Better Place. Secondo le anticipazioni di Autoweek.nl, la neonata gamma dovrebbe essere composta da berline e crossover, con versioni elettriche già disponibili al debutto e la collaborazione dell’Austriaca Magna International per l’assemblaggio.
Dopo la collaborazione con l’Italiana DR, Chery avrebbe quindi deciso di realizzare un brand dedicato all’Europa, con modelli studiati appositamente per questo mercato ed assemblati secondo i “nostri” standard: per questo i cinesi hanno deciso di affidare il design dei modelli al tedesco Gert Hildebrand, ex responsabile del design Mini. Maggiori dettagli saranno comunque diffusi entro la fine del 2011, quando un annuncio ufficiale fornirà nuovi dettagli su questa ambiziosa operazione.

Magna ha annunciato attraverso Magna E-Car Systems l’inaugurazione di un nuovo centro di sviluppo per auto ibride ed elettriche ad Auburn Hills, Michigan. La nuova sede statunitense potrà ospitare anche alcune fasi di test delle batterie lì sviluppate e destinate a futuri modelli ecologici.
Ad Auburn Hills, tuttavia, Magna non lavorerà solo sulle batterie, ma anche su altre componenti e interi sistemi propulsivi elettrici. Il fornitore austro-canadese non è nuovo al settore, in quanto ha già al suo attivo collaborazioni con General Motors, Ford -con cui lavora sulla Focus elettrica- e Volvo -con cui sta cooperando sullo sviluppo dell’ibrido.
La nuova installazione produttiva Magna è nata anche grazie al contributo del Governo USA, che nell’agosto 2009 promulgò attraverso il Department of Energy il Reinvestment and Recovery Act, investendo 2,4 miliardi di dollari per supportare -fra l’altro- la produzione su suolo americano di componentistica destinata alle auto elettriche.

Magna International investirà circa 350 milioni di euro (40 miliardi di yen) nella costruzione di un nuovo stabilimento in Austria o Spagna, dove nasceranno le batterie agli ioni di litio progettate con l’ausilio della giapponese GS Yuasa. Le due aziende hanno infatti stipulato un accordo - esteso anche a Mitsubishi qualora confermasse l’interesse preliminare - per la produzione di 50.000 accumulatori all’anno, suscitando l’interesse dei gruppi BMW, Ford e PSA in vista di un futuro usufrutto. I lavori per la costruzione del nuovo impianto prenderanno il via nel 2012.
Al salone di Ginevra, l’università King Saud di Riyād, in Arabia Saudita, la filiale italiana del gruppo Magna Steyr ed il sabaudo Studiotorino hanno presentato il fuoristrada Gazal 1, SUV dal sangue meticcio realizzato sulla medesima base meccanica del Mercedes Classe G a passo lungo. La globalizzazione del design automobilistico, insomma, lega eterogenee realtà in curiosi ed interraziali ménage, soppesati secondo le rispettive capacità industriali.
L’università araba ha così fornito il sostegno principale attraverso i 55 studenti del corso laurea in Ingegneria dell’Autoveicolo, e svolto le opportune indagini di mercato nell’area mediorientale per saggiare i gusti dell’eventuale clientela. La fase di ingegnerizzazione e sviluppo dei modelli matematici è stata poi affidata a Magna Steyr che ha realizzato l’esemplare unico seguendo i modelli di stile realizzati da Studiotorino.
L’atelier ha potuto tratteggiare le linee definitive con estrema libertà, dovendo solo rispettare alcuni vincoli di natura tecnica: passo e carreggiata, posizione di radiatore, motore e serbatoio, sviluppo del montante A sono indicati come gli unici punti di raccordo con la Classe G. Studiotorino si è affidata al designer australiano Peter Arcadipane, mentre la grafica dell’ambientazione è stata realizzata da Pietro Mume e Davide Perrone, studenti dello IAAD di Torino. Un primo modello marciante della Gazal 1 verrà realizzato entro la fine dell’anno.
General Motors ha affidato la produzione della Chevrolet Camaro Convertibile al gruppo Magna. E le scorie, i rancori, gli strascichi giudiziari seguenti alla mancate cessione Opel? Tutto dimenticato, a quanto pare: di fronte ad una commessa annua da 20.000 esemplari, i due contendenti hanno sotterrato le asce. Per GM, dopotutto, la soluzione era ormai obbligata, preso atto del fallimento per insolvenza in cui è incappata Edscha AG, partner tedesco candidato per soddisfare - in prima istanza - la domanda di Camaro open-top.
I 20.000 esemplari annui della vettura americana rappresentano un target ragguardevole anche per il mercato statunitense, e secondo per dimensioni solo alla Mustang Cabrio, prodotta in poche centinaia di unità in più. La Camaro Convertibile verrà prodotta a partire dal primo quadrimestre 2011 negli Stati Uniti. Sperando che la buriana sia passata. Il 2009 è stato infatti un anno nero per la cabriolet, con il mercato nord-americano flagellato da una crisi che ha portato le immatricolazioni a calare dalle 200.000 nel 2005 alle sole 50.000 dello scorso anno.
Magna international ha investito 7 milioni di Euro per intensificare l’estrazione del litio in Argentina. Questo materiale, necessario per produrre le batterie destinate anche alle auto ibride ed elettriche, ha visto crescere la sua richiesta e, considerando le attuali tedenze, potrebbe presto diventare un elemento strategico. Magna ha recentemente concluso un accordo con Ford per lo sviluppo della nuova Focus elettrica e prosegue i rapporti di consulenza con Mercedes e Mitsubishi per le versioni ibride ed elettriche.
L’Argentina è la quarta più grande riserva mondiale di litio, dopo Bolivia, Cile e Cina. Il prezzo medio del litio nel 2004 era di 2.000 Dollari per tonnellata, salito a ben 6000 Dollari per Tonnellata nel 2009.
Via | Argentinaautoblog
Nella giornata di ieri, Saab ha prodotto la prima cabriolet nello stabilimento svedese di Trollhättan. Rompendo così un tabù proprio nel momento più complesso della propria storia, dopo decenni di commesse affidate a terzi: le vetture scoperte - dalla 9-3 alla 900 prima e seconda generazione - sono state finora assemblate da Valmet Automotive in Finlandia, ad Uusikaupunki, e dal gruppo Magna International nell’impianto produttivo di Graz, in Austria.
Questa decisione – assunta prima della crisi societaria – ha infatti la finalità di concentrare la produzione attuale sotto un unico tetto, in modo da ridurre i costi. Un’amara considerazione: se tempesta sarà, Saab avrà almeno tutte le pecore nell’ovile.
Via | Autocar

Magna International è in corsa per acquisire le attività di fabbricazione di capote di Karmann, carrozziere tedesco che nel 2009 è andato incontro al fallimento ed alla vendita del suo stabilimento di Osnabrück a Volkswagen. Secondo Reuters, sarebbero quattro gli investitori internazionali interessati a rilevare l’attività.
Oltre a Magna sono infatti in corsa il gruppo finanziario Nordwind Capital, il fornitore Vorwerk e la holding spagnola CIE Automotive. Il gruppo austro-canadese però -anche secondo il Financial Times- sarebbe in testa e potrebbe rafforzare nel caso di successo le sue attività nel campo delle convertibili, di cui già si occupa la sua controllata Car Top Systems (CTS). Karmann non ha espresso preferenze in forma ufficiale e continua a non commentare le indiscrezioni.
Materiale su cui costruire ipotesi però, non manca di certo: secondo alcune fonti, Christian Wulff, presidente del Land della Bassa Sassonia ha già incontrato Frank Stronach e Siegfried Wolf nel mese di dicembre, per approfondire alcuni dettagli dell’eventuale vendita. L’unico ostacolo all’accordo sarebbero alcuni vizi di sostanza individuati dall’anti-trust tedesco, che sta seguendo attualmente gli sviluppi della vicenda.
Magna International ha chiesto formalmente nella giornata di ieri un rimborso a General Motors. La motivazione? Il danno subito nel corso del tentativo di acquisto di Opel. Il vicepresidente di Magna Siegfried Wolf, annunciando l’azione, non ha parlato dell’entità del rimborso richiesto, ma si vocifera di una cifra intorno ai 100 milioni.
Durante la scorsa settimana, il gruppo di Detroit si è reso protagonista di un’inaspettata retromarcia sul fronte delle trattative, chiudendo le porte ad ogni possibilità di vendita della sua preziosa controllata tedesca, oggetto di un estenuante tira e molla durato mesi.
Secondo gli accordi, GM avrebbe dovuto cedere il 55% di Opel al consorzio Magna-Sberbank, ma niente di tutto ciò si è verificato. GM, sicuramente consapevole di molte delle conseguenze che avrebbe subito (l’indignazione del governo tedesco, quella di Putin, l’abbandono di Carl-Peter Forster), ha deciso di tornare sui suoi passi. Un ripensamento forse lungimirante, in termini strettamente industriali. Ma per il momento la casa non sta certo collezionando belle figure in ambito internazionale…

Magna International in futuro non tenterà più di acquisire una casa automobilistica. Dopo la sorprendente decisione di General Motors di tenere Opel seguita a mesi di estenuanti trattative, la multinazionale austro-canadese ha stabilito che rimarrà nell’ambito del suo business tradizionale, quello delle forniture di componenti ai costruttori.
La dichiarazione, rilasciata da John Walker, co-amministratore delegato dell’azienda, è limpida: “Non cercheremo più un nostro spazio tra le case automobilistiche: non esiste alcun piano per entrare in trattative con un altro costruttore”. Ora l’attenzione di Magna potrebbe focalizzarsi invece su altri fornitori in difficoltà che hanno perso le commesse delle case automobilistiche.
Eppure, qualche analista rimane scettico di fronte a queste affermazioni: c’è chi continua a credere che l’automotive supplier possa presto rilanciarsi nel “corteggiamento” di qualche costruttore. “Ci sono altre case automobilistiche in vendita e Frank Stronach (il presidente di Magna, ndr) ha il pallino di acquisirne una. Aspettate e vedrete” giura John Wolkonowicz, interpellato da Automotive News.