I lavoratori dello stabilimento Opel di Saragozza, in Spagna, hanno votato favorevolmente l’accordo preliminare raggiunto lo scorso 22 ottobre fra i sindacati e Magna: la firma presuppone un taglio della forza lavoro pari al 12% (900 dipendenti). Lo riferiscono gli stessi sindacalisti a trattativa ormai chiusa.
Dopo le titubanze delle scorse settimane, con le immancabili manovre di depistaggio, l’accordo fra Magna e General Motors per la cessione di Opel/Vauxhall è in procinto di veder disposti i tutti i propri tasselli. E l’Unione Europea, a tal proposito, conferma oggi di fornire il verdetto definitivo sul “passaggio di mano” entro il 27 novembre.
Via | Borsa Italiana
La questione Opel potrebbe essere risolta il 3 Novembre durante la riunione del Consiglio d’amministrazione di GM fissata per questa data. Ad oggi, dopo il dietro-front di Genel Motors di qualche ora fa nei confronti del gruppo Magna-Sberbank, non c’è nulla di certo o pronosticabile sul futuro della casa tedesca.
Anzi, come già detto, la casa americana potrebbe decidere di tenersi Opel sottoponendola a un drastico programma di ristrutturazione. Ovviamente, dato che la questione non si sblocca, la rabbia dei sindacati è alle stelle: “Non accetteremo ulteriori ritardi di GM e non pemetteremo che venga danneggiata Opel” ha affermato il capo del consiglio di fabbrica, Klaus Franz.
E’ noioso continuare a parlare di questa “storia infinita”. Ma provate ad immaginare cosa, da qualche mese a questa parte, provano le famiglie di chi lavora in Opel. A qual è il carico psicologico al quale sono sottoposte ad ogni nuova conferma o smentita dai piani alti della trattativa…
Via | Quattroruote

Neelie Kroes, commissario alla Concorrenza dell’Unione Europea, ha imposto un nuovo altolà alle travagliate nozze fra Opel e Magna. Il motivo? La parlamentare olandese ha rilevato “indizi significativi” che testimoniano uno scorretto utilizzo degli aiuti promessi dal governo tedesco alla cordata austro-canadese.
Secondo l’accusa mossa tramite missiva a Karl Theodor zu Guttenberg, ministro dell’economia tedesco, i prestiti sono stati garantiti esclusivamente a Magna/Sberbank e negati alle concorrenti qualora avessero ricevuto “l’incoronazione” da General Motors. Questo favoritismo viola le norme europee per la libera concorrenza, e potrebbero così aprire un secondo tempo nella gara per la cessione del marchio tedesco.
Via | Corriere (Ringraziamo il nostro lettore “giulio503” per la segnalazione)

L’estenuante “soap opera” creatasi attorno all’accordo Opel-Magna potrebbe concludersi nella giornata di domani. In un’intervista rilasciata ad Automotive News, il presidente di GM Fritz Henderson ha dichiarato che giovedì 15 ottobre verrà formalizzata la cessione di Opel al gruppo industriale austro-canadese. Anche altre fonti vicine a General Motors indicano domani come giornata di chiusura delle trattative.
Salvo sorprese, il passaggio di consegne di Opel nelle mani dei nuovi proprietari dovrebbe avvenire secondo gli accordi di massima raggiunti nelle scorse settimane. Magna e Sberbank entreranno in possesso del 55% di Opel e Vauxhall, mentre GM resterà nel capitale delle due Case automobilistiche con una quota azionaria del 35%. Il restante 10% sarà nelle mani di impiegati, operai e concessionari. Sul piano occupazionale, Magna sembrerebbe orientata verso il licenziamento di circa 10.500 dipendenti tedeschi di Opel. Rimandiamo a domani per maggiori dettagli sull’accordo tra la Casa tedesca e Magna.
Via | egmCarTech

Magna ed il suo partner russo Sberbank programmano di chiudere l’accordo per l’acquisizione del 55% di Opel all’inizio della prossima settimana. E’ quanto affermano diverse fonti vicine alla trattativa.Prima del 12, 13 Ottobre, il consorzio dovrà raggiungere un compromesso con i sindacati della casa tedesca relativo alla riduzione dei costi: l’obiettivo del gruppo austro-russo-canadese è di procedere per tagli che consentiranno di risparmiare 265 milioni di euro l’anno. I sindacati stanno negoziando con Magna e General Motors su un piano di ristrutturazione che prevede migliaia di tagli al personale in Europa.
Via | Reuters (Grazie al nostro lettore “giulio503″ per la segnalazione)

Peter Mandelson, ministro dell’Industria inglese, ha inviato una lettera alla Commissione UE per chiedere che siano avviate indagini sulla cessione di Opel e Vauxhall. Nella missiva, a nome di tutto il Governo britannico, Mandelson ha sottolineato che “non crediamo sia dimostrato che l’attuale proposta Magna sia il piano più efficace”. Il ministro inglese punta il dito sul sostegno che il Governo tedesco ha dato al gruppo austro-canadese, chiedendo alla Commissione Europea di capire se sia stato o no ispirato in primo luogo da interessi nazionali.
Dello stesso parere è il Governo belga, nonché Diego Lopez Garrido, ministro spagnolo per l’Europa che ieri si domandava ad alta voce se gli aiuti pubblici fossero “politicamente condizionati”. Da Bruxelles, la Commissione fa sapere che il Caso Opel è sotto osservazione anche se le dichiarazioni sono più che altro neutrali: “stiamo lavorando sul Caso, consapevoli che gli aiuti non potranno assolutamente essere legati a vincoli commerciali o geografici”. Sin dai primi giorni delle trattative, si è capito che sulla Casa automobilistica tedesca aleggiano soprattutto interessi politici. Domenica sono chiamati alle urne i cittadini tedeschi per eleggere il nuovo Governo. La cancelliera Merkel punta alla riconferma e i 25.000 dipendenti Opel saranno l’ago della bilancia in queste elezioni politiche.
In attesa di una decisione della Commissione Europea, la Nuova Opel dovrebbe nascere il 30 novembre, data di riferimento per il primo miliardo e mezzo di euro versato dalle casse federali. Dal primo dicembre occorrono, invece, altri 3 miliardi che dovrebbero arrivare da Magna e Sberbank. Ma in questa decisione avranno un ruolo chiave anche i sindacati, azionisti al 10% della nuova società.

Nuovo capitolo per la saga Magna-Opel; dopo la tormentata acquisizione del costruttore tedesco, il gruppo austro-canadese pianifica la sua prima mossa: tagliare 10.500 posti di lavoro. E’ quanto ha annunciato co-amministratore delegato di Magna, Siegfried Wolff. L’unico impianto a venire chiuso sarà quello di Antwerp, in Belgio. L’operazione di “snellimento” sarà completata entro il mese di Novembre.
Via | Corriere (Grazie al nostro lettore “Mr_Wolf” per la segnalazione)
General Motors sarebbe sempre più intenzionata a tenere per sé Opel, casa tedesca ormai da mesi in procinto di essere ceduta, ma mai effettivamente slegata dal gruppo di Detroit. Secondo la notizia, battuta da Bloomberg e ripresa dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung, Bob Lutz, product manager di GM, in una recente visita a Berlino avrebbe dichiarato esplicitamente che il colosso americano intende ora mantenere la proprietà di Opel.
Cosa succederà ora? Difficile a dirsi: quello che è certo è che Angela Merkel ed il suo esecutivo non avranno il sonno facile nelle prossime notti. La bega-Opel, il suo lunghissimo protrarsi nei mesi scorsi e la cattiva gestione di cui è stata oggetto, è costata parecchi consensi al governo di Berlino.
E su questo calo della popolarità del governo Merkel, GM potrebbe ipoteticamente “giocare sporco”. Le elezioni politiche tedesche si terranno il 27 settembre, e ritardando la decisione sul destino di Opel, a Detroit sperano in un cambio della guardia a Berlino. Nell’auspicio che, qualora la Bundeskanzlerin dovesse abdicare, il suo erede non spingerà così forte sulla cessione a Magna…

Se le trattative con Magna e RHJ dovessero concludersi con un nulla di fatto, Fiat non esclude di presentare una nuova offerta per Opel. Così ha scritto il quotidiano tedesco ‘Die Welt’. Alcune fonti del Lingotto hanno detto che “se le trattative naufragano, si riapre tutto”.
Inoltre, l’autorevole quotidiano ricorda che Fiat “si era lanciata nelle offerte, ma si era ritirata dalle trattative dopo una pre-decisione del governo”. Il ‘Die Welt’ parla della Casa torinese in fondo ad un articolo incentrato sulle “pesanti pressioni che sarebbero state esercitate dalla politica”.
Solo qualche giorno fa, il sindacalista Klaus Franz aveva chiesto un intervento del Cancelliere tedesco Angela Merkel per sbloccare le trattative fra Magna e General Motors, mentre John Smith - negoziatore per GM - dopo aver elogiato l’offerta presentata da Rhj, ha dichiarato che l’accordo presentato dal gruppo industriale belga sarebbe virtualmente chiuso. Vi aggiorneremo sugli sviluppi della corsa all’acquisizione di Opel.
Via | ANSA
Magna International ha migliorato l’offerta per l’acquisizione di Opel da General Motors. Lo ha rivelato una fonte del governo tedesco.
Inizialmente la multinazionale austriaca aveva offerto 100 milioni, che sarebbero arrivati in due tranches da 50 milioni l’una. Oggi invece sembra che le cose siano radicalmente cambiate: Magna avrebbe offerto addirittura 350 milioni del suo proprio capitale, più altri 150 milioni in bond convertibili che verrebbero erogati in un secondo momento.
La mossa rappresenta un ultimo tentativo da parte di Magna di tornare in testa alle preferenze del governo di Berlino, che al momento accorda invece il proprio favore al fondo belga RHJ International.
Continua a leggere: Cessione Opel: Magna International migliora l'offerta
Il gruppo industriale Rhj, controllato dal fondo americano Ripplewood, avrebbe presentato a General Motors una nuova offerta per assicurarsi la maggioranza della quota azionaria Opel. Secondo quanto riferisce il Financial Times, Arnaud Denis, portavoce della compagnia belga, avrebbe fornito al governo tedesco maggiori garanzie, sintetizzabili nei 3.8 miliardi di Euro (contro i 4.5 richiesti da Magna) richiesti in aiuti.
Le trattative, però, stanno per infiammarsi: Sberbank e Gaz, entrambe in seria difficoltà, potrebbero “invitare” Magna a disimpegnarsi, mentre Baic paga gravi insufficienze tecniche ed industriali. In questo “quadretto”, l’unica a sorridere è Fiat: seduta sul ciglio del fiume, con una proposta ancora (volontariamente) immutata, aspetta sorniona.
Via | Ansa
“Tra noi ed Opel ci sarà un muro: le due aziende rimarranno molto ben distinte anche una volta completata l’acquisizione”, ha dichiarato oggi il vicepresidente di Magna International in merito al futuro assetto della nascente Magna-Opel.
Donald Walker si è poi espresso sui dubbi palesati da costruttori come Volkswagen, che hanno apertamente parlato di conflitto d’interessi in seno a Magna, azienda che fornisce tantissimi costruttori nel mondo: “Capisco le paure, ma il business delle forniture verrà tenuto del tutto separato da quello dell’assemblaggio delle Opel. Ci stiamo già muovendo in questo senso”.
L’acquisizione di Opel da parte di Magna, comunque, deve ancora essere ufficializzata. Karl-Theodor zu Guttenberg, il Ministro dell’Economia tedesco, ha puntualizzato proprio di recente che Opel rimane a rischio insolvenza fino al momento della firma definitiva.
Via | Autocar