
L’azienda austro-canaedese Magna International starebbe formulando una proposta d’acquisto finalizzata a rilevare Pininfarina. Ne dà notizia l’autorevole sito Automotive News, citando tre informatori direttamente coinvolti nell’operazione. Magna vorrebbe così rafforzare la propria posizione di maggioranza nei settori della componentistica, design ed ingegnerizzazione, stringendo i rapporti con un’azienda zoppicante e in estrema difficoltà economica: Pininfarina ha sì ridotto il passivo dai 157 milioni di euro del 2007 ai 58 rilevati lo scorso 30 settembre, ma nei primi nove mesi dell’anno corrente ha perso 34 milioni di euro contro i 18 milioni persi nello stesso periodo del 2009. Nessuna indicazione riguardo il possibile ammontare della manovra.

Magna ha annunciato attraverso Magna E-Car Systems l’inaugurazione di un nuovo centro di sviluppo per auto ibride ed elettriche ad Auburn Hills, Michigan. La nuova sede statunitense potrà ospitare anche alcune fasi di test delle batterie lì sviluppate e destinate a futuri modelli ecologici.
Ad Auburn Hills, tuttavia, Magna non lavorerà solo sulle batterie, ma anche su altre componenti e interi sistemi propulsivi elettrici. Il fornitore austro-canadese non è nuovo al settore, in quanto ha già al suo attivo collaborazioni con General Motors, Ford -con cui lavora sulla Focus elettrica- e Volvo -con cui sta cooperando sullo sviluppo dell’ibrido.
La nuova installazione produttiva Magna è nata anche grazie al contributo del Governo USA, che nell’agosto 2009 promulgò attraverso il Department of Energy il Reinvestment and Recovery Act, investendo 2,4 miliardi di dollari per supportare -fra l’altro- la produzione su suolo americano di componentistica destinata alle auto elettriche.

Magna International investirà circa 350 milioni di euro (40 miliardi di yen) nella costruzione di un nuovo stabilimento in Austria o Spagna, dove nasceranno le batterie agli ioni di litio progettate con l’ausilio della giapponese GS Yuasa. Le due aziende hanno infatti stipulato un accordo - esteso anche a Mitsubishi qualora confermasse l’interesse preliminare - per la produzione di 50.000 accumulatori all’anno, suscitando l’interesse dei gruppi BMW, Ford e PSA in vista di un futuro usufrutto. I lavori per la costruzione del nuovo impianto prenderanno il via nel 2012.
General Motors ha affidato la produzione della Chevrolet Camaro Convertibile al gruppo Magna. E le scorie, i rancori, gli strascichi giudiziari seguenti alla mancate cessione Opel? Tutto dimenticato, a quanto pare: di fronte ad una commessa annua da 20.000 esemplari, i due contendenti hanno sotterrato le asce. Per GM, dopotutto, la soluzione era ormai obbligata, preso atto del fallimento per insolvenza in cui è incappata Edscha AG, partner tedesco candidato per soddisfare - in prima istanza - la domanda di Camaro open-top.
I 20.000 esemplari annui della vettura americana rappresentano un target ragguardevole anche per il mercato statunitense, e secondo per dimensioni solo alla Mustang Cabrio, prodotta in poche centinaia di unità in più. La Camaro Convertibile verrà prodotta a partire dal primo quadrimestre 2011 negli Stati Uniti. Sperando che la buriana sia passata. Il 2009 è stato infatti un anno nero per la cabriolet, con il mercato nord-americano flagellato da una crisi che ha portato le immatricolazioni a calare dalle 200.000 nel 2005 alle sole 50.000 dello scorso anno.

Magna International è in corsa per acquisire le attività di fabbricazione di capote di Karmann, carrozziere tedesco che nel 2009 è andato incontro al fallimento ed alla vendita del suo stabilimento di Osnabrück a Volkswagen. Secondo Reuters, sarebbero quattro gli investitori internazionali interessati a rilevare l’attività.
Oltre a Magna sono infatti in corsa il gruppo finanziario Nordwind Capital, il fornitore Vorwerk e la holding spagnola CIE Automotive. Il gruppo austro-canadese però -anche secondo il Financial Times- sarebbe in testa e potrebbe rafforzare nel caso di successo le sue attività nel campo delle convertibili, di cui già si occupa la sua controllata Car Top Systems (CTS). Karmann non ha espresso preferenze in forma ufficiale e continua a non commentare le indiscrezioni.
Materiale su cui costruire ipotesi però, non manca di certo: secondo alcune fonti, Christian Wulff, presidente del Land della Bassa Sassonia ha già incontrato Frank Stronach e Siegfried Wolf nel mese di dicembre, per approfondire alcuni dettagli dell’eventuale vendita. L’unico ostacolo all’accordo sarebbero alcuni vizi di sostanza individuati dall’anti-trust tedesco, che sta seguendo attualmente gli sviluppi della vicenda.
Porsche ha annunciato di aver cancellato un contratto con Magna, secondo cui avrebbe assemblato le prossime Boxster e Cayman nello stabilimento che la multinazionale austro-canadese gestisce a Graz, Austria. Secondo l’accordo, i due modelli sarebbero dovuti nascere sulle linee Magna a partire dal 2012, ma non se ne farà più nulla.
Nell’ambito della sempre più stretta cooperazione che caratterizzerà i rapporti tra Porsche e Volkswagen -dopo che quest’ultima ha acquisito il 49,9% del costruttore di Stoccarda-, si prevede con quasi assoluta certezza che le due future sportive nasceranno nella sede di Karmann, altra azienda recentemente fagocitata dal colosso di Wolfsburg.
Lo stabilimento di Osnabruck dunque, vede pian piano definirsi i progetti per il suo rilancio: non solo fra tre anni si concretizzerà quest’importante commessa per Porsche, ma già nel corso del 2011 partirà la produzione della Golf Cabriolet.
Continua a leggere: Porsche: cancellato il contratto con Magna per le prossime Boxster e Cayman
Dopo la rottura del contratto per la produzione di 130 mila fra Boxster e Cayman nel periodo 2012-18, Magna ha avanzato una richiesta di risarcimento danni pari a 400 milioni di Euro. Destinata a Porsche, “manovrata” – pare – da Volkswagen con un chiaro intento vendicativo nei confronti del gruppo austro-canadese, punito per il suo interesse mostrato nei confronti di Opel.
Porsche potrebbe così affidare la produzione delle nuove “baby” a Karmann, da poco acquisita. Magna ed il costruttore di Zuffenhausen non hanno voluto commentare la notizia, riportata dalla stampa tedesca.
Via | Reuters
Magna International ha chiesto formalmente nella giornata di ieri un rimborso a General Motors. La motivazione? Il danno subito nel corso del tentativo di acquisto di Opel. Il vicepresidente di Magna Siegfried Wolf, annunciando l’azione, non ha parlato dell’entità del rimborso richiesto, ma si vocifera di una cifra intorno ai 100 milioni.
Durante la scorsa settimana, il gruppo di Detroit si è reso protagonista di un’inaspettata retromarcia sul fronte delle trattative, chiudendo le porte ad ogni possibilità di vendita della sua preziosa controllata tedesca, oggetto di un estenuante tira e molla durato mesi.
Secondo gli accordi, GM avrebbe dovuto cedere il 55% di Opel al consorzio Magna-Sberbank, ma niente di tutto ciò si è verificato. GM, sicuramente consapevole di molte delle conseguenze che avrebbe subito (l’indignazione del governo tedesco, quella di Putin, l’abbandono di Carl-Peter Forster), ha deciso di tornare sui suoi passi. Un ripensamento forse lungimirante, in termini strettamente industriali. Ma per il momento la casa non sta certo collezionando belle figure in ambito internazionale…

Magna International in futuro non tenterà più di acquisire una casa automobilistica. Dopo la sorprendente decisione di General Motors di tenere Opel seguita a mesi di estenuanti trattative, la multinazionale austro-canadese ha stabilito che rimarrà nell’ambito del suo business tradizionale, quello delle forniture di componenti ai costruttori.
La dichiarazione, rilasciata da John Walker, co-amministratore delegato dell’azienda, è limpida: “Non cercheremo più un nostro spazio tra le case automobilistiche: non esiste alcun piano per entrare in trattative con un altro costruttore”. Ora l’attenzione di Magna potrebbe focalizzarsi invece su altri fornitori in difficoltà che hanno perso le commesse delle case automobilistiche.
Eppure, qualche analista rimane scettico di fronte a queste affermazioni: c’è chi continua a credere che l’automotive supplier possa presto rilanciarsi nel “corteggiamento” di qualche costruttore. “Ci sono altre case automobilistiche in vendita e Frank Stronach (il presidente di Magna, ndr) ha il pallino di acquisirne una. Aspettate e vedrete” giura John Wolkonowicz, interpellato da Automotive News.
Vladimir Putin, il primo ministro della Russia, non si rassegna alla decisione-shock di General Motors di tenere Opel per sé: Putin ha detto chiaro e tondo che “la battaglia per conquistare Opel ancora non è finita”. “Non è certo GM che può decidere del futuro della casa tedesca”, ha osservato Putin.
L’annuncio della retromarcia, è arrivato nella tarda serata di ieri da Detroit e ha lasciato tutti sbigottiti, a partire dal governo tedesco che tanta parte ha avuto nel tira e molla Opel-Magna-Sberbank. Ora, il grande fornitore ed il suo alleato russo hanno già annunciato che analizzeranno la questione dal punto di vista legale. Credevate fosse finita qui?
La questione Opel potrebbe essere risolta il 3 Novembre durante la riunione del Consiglio d’amministrazione di GM fissata per questa data. Ad oggi, dopo il dietro-front di Genel Motors di qualche ora fa nei confronti del gruppo Magna-Sberbank, non c’è nulla di certo o pronosticabile sul futuro della casa tedesca.
Anzi, come già detto, la casa americana potrebbe decidere di tenersi Opel sottoponendola a un drastico programma di ristrutturazione. Ovviamente, dato che la questione non si sblocca, la rabbia dei sindacati è alle stelle: “Non accetteremo ulteriori ritardi di GM e non pemetteremo che venga danneggiata Opel” ha affermato il capo del consiglio di fabbrica, Klaus Franz.
E’ noioso continuare a parlare di questa “storia infinita”. Ma provate ad immaginare cosa, da qualche mese a questa parte, provano le famiglie di chi lavora in Opel. A qual è il carico psicologico al quale sono sottoposte ad ogni nuova conferma o smentita dai piani alti della trattativa…
Via | Quattroruote

L’estenuante “soap opera” creatasi attorno all’accordo Opel-Magna potrebbe concludersi nella giornata di domani. In un’intervista rilasciata ad Automotive News, il presidente di GM Fritz Henderson ha dichiarato che giovedì 15 ottobre verrà formalizzata la cessione di Opel al gruppo industriale austro-canadese. Anche altre fonti vicine a General Motors indicano domani come giornata di chiusura delle trattative.
Salvo sorprese, il passaggio di consegne di Opel nelle mani dei nuovi proprietari dovrebbe avvenire secondo gli accordi di massima raggiunti nelle scorse settimane. Magna e Sberbank entreranno in possesso del 55% di Opel e Vauxhall, mentre GM resterà nel capitale delle due Case automobilistiche con una quota azionaria del 35%. Il restante 10% sarà nelle mani di impiegati, operai e concessionari. Sul piano occupazionale, Magna sembrerebbe orientata verso il licenziamento di circa 10.500 dipendenti tedeschi di Opel. Rimandiamo a domani per maggiori dettagli sull’accordo tra la Casa tedesca e Magna.
Via | egmCarTech