Lotus proseguirà lo sviluppo della Evora 414E Hybrid se il governo inglese confermerà gli incentivi promessi alle aziende che investono sulla mobilità ecologica. Il prototipo della sportiva elettrica inglese, presentato al salone di Ginevra 2009, è infatti in stand by in attesa di questa conferma. In caso positivo, saranno costruiti 2 prototipi per la sperimentazione, ma non è detto che questo porti direttamente alla disponibilità di una Evora elettrica a listino. Lotus, infatti, lavora molto anche su progetti per altri costruttori ed è interessata sopratutto all’approfondimento delle tecnologie, da trapiantare poi su svariate tipologie di veicoli, come il recente Taxi Fuel Cell dedicato alla città di Londra.
La Evora 414E, nel dettaglio, è dotata di 2 motori elettrici, capaci in totale di erogare 414 Cv, mentre le batterie al litio possono essere ricaricate anche dal propulsore 1,2 litri 3 cilindri Lotus Range Extender, lo stesso proposto sul prototipo Jaguar Limo Green, su base XJ.
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Il Lotus Range Extender, piccolo generatore termico sviluppato dalla casa inglese, presentato al Salone di Francoforte del 2009 e pensato per essere impiegato in modelli EREV (elettrici che sfruttano proprio un motore tradizionale per ricaricare le batterie), si farà.
Ieri la casa inglese ha annunciato che presto partirà la produzione in serie di questo innovativo propulsore, ammettendo implicitamente l’esistenza di una commessa esterna o quantomeno di un’idea ben precisa sul suo futuro impiego. Nell’iniziativa, Lotus sarà affiancata dalla Fagor Ederlan: la casa inglese curerà sviluppo e produzione del motore, i soci si occuperanno della sua commercializzazione ai soggetti industriali interessati.
Il motore, lo ricordiamo, è un 1.2 tre cilindri che promette di essere molto versatile, adatto ad una vasta gamma di ipotetici modelli, sempre chiaramente nel campo delle EREV. L’unità si caratterizza per un elevato rendimento termico, una massa ridottissima, pari a soli 56 kg, e costi di produzione che promettono di essere particolarmente contenuti, con benefici effetti sui listini finali.
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La prima Lotus ibrida ha debuttato insieme alla classica interprete della sportiva “made in Hethel”, per uno stand più inglese del thè alle cinque. La Lotus Evora 414E Hybrid ha introdotto al debutto la piattaforma composta dal motore 1.2 tre cilindri da 48 cavalli (con funzione di Range Extender per il sistema ibrido EREV) più due batterie disposte sull’assale posteriore che comandano ciascuna una ruota, anche indipendentemente.
Lotus ha poi tolto i veli alla Elise S3, interessata da un aggiornamento estetico a cui corrisponde il rinnovato propulsore 1.6 da 136 cavalli e 160Nm di coppia. Viene poi confermato il peso di 876 chili (con pieno di carburante), superiore di 16 chili rispetto alla precedente versione pesata a secco. La dirigenza Lotus ha poi comunicato di aver raccolto 1.4 milioni di euro tramite l’iniziativa benefica in favore dei terremotati di Haiti e patrocinata da Naomi Campell.
Presente anche la Evora in configurazione “base” e la versione Cup da gara equipaggiata con il V6 4.0 da 405 cavalli, alleggerita fino a pesare 1.200 chili.
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All’imminente Salone di Ginevra, Lotus esporrà la concept Evora 414E Hybrid che anticipa una futura variante ibrida dell’ultima sportiva di Hethel, caratterizzata dalla propulsione elettrica con alimentazione Plug-In. Si tratta di due motori elettrici - ognuno da 207 CV di potenza e 400 Nm di coppia massima - montati su ciascuna delle ruote posteriori ed integrati con trasmissioni ad ingranaggio fisso montate in blocco che permettono di utilizzare la coppia motrice per controllare meglio il comportamento del veicolo. L’elettricità è immagazzinata in un pacchetto di batterie ai polimeri di litio, alloggiate al centro del veicolo per migliorarne la stabilità e la sicurezza che sono state ottimizzate dal punto di vista della densità energetica, dell’efficienza di funzionamento e della capacità di fornire elevate potenze.
Il motore termico ad iniezione diretta della Evora 414E Hybrid è un inedito 1.2 a tre cilindri da 48 CV, abbinato ad un cambio a 7 marce con comandi a bilancieri che ottimizza di fatto il recupero dell’energia, anche attraverso le modalità di guida Eco o Sport. Inoltre, i sistemi HALOsonic Internal ed External Electronic Sound Synthesis creano una particolare sonorità all’interno dell’abitacolo e migliorano la sicurezza dei pedoni che si trovano in prossimità del veicolo. La propulsione ibrida ben si adatta alla piattaforma Lotus VVA, acronimo di Versatile Vehicle Architecture, mentre gli interni sono stati progettati dalla divisione Lotus Design che ha curato anche gli originali tetto e copri-motore in vetro. La Lotus Evora ibrida accelera da 0 a 100 km/h in meno di 4 secondi, con un’autonomia di ben 483 km.
Robert Hentschel, direttore di Lotus, ha detto che “l’innovazione è sempre stata un aspetto centrale di tutte le attività Lotus ed oggi deve esserlo più che mai. La Evora 414E Hybrid è la dimostrazione perfetta delle competenze più profonde di Lotus Engineering: leggerezza costruttiva, efficienza prestazionale, integrazione delle componenti elettriche ed elettroniche, comportamento su strada. Questa ‘vetrina tecnologica’ racchiude le avanzate tecnologie che Lotus Engineering continua a sviluppare per affrontare con successo le sfide ambientali che l’industria automobilistica mondiale deve oggi affrontare ed indica la direzione verso la quale ci si sta indirizzando e perchè Lotus Engineering si trova in un’ottima posizione per guidare lo sviluppo tecnologico in questo settore”.

La prima Lotus ibrida, denominata Evora 414E Hybrid - presente al salone di Ginevra nelle vesti di concept car-, brucia i cento all’ora in meno di quatto secondi, percorre oltre 480 chilometri con un pieno ed estende il concetto di EREV anche alle sportive. Tutto vero, tutto inglese. Merito del reparto Lotus Engineering, composto da cervelloni attenti anche a monitorare l’evoluzione del settore automobilistico. E così, fra un colpo al cerchio (la Proton Hybrid Concept) ed uno alla botte (la rinnovata Elise), il marchio di Hethel ti sforna questo prototipo innovativo e quasi diabolico. Cosa c’entra il diavolo? Ma l’avete mai vista voi una coupé spinta da un propulsore 1.2 a tre cilindri?
Il Lotus Range Extender, insomma, continua a rivelarsi una gran trovata tecnica, e viene utilizzato dalla Evora 414E Hybrid in appoggio a due propulsori elettrici alimentati da batterie ai polimeri di litio. Ciascuna unità eroga 207 cavalli e 400Nm di coppia, a cui si aggiungono 47 puledri (a 3.500 giri) garantiti dal motore a scoppio. La trasmissione è automatica a rapporto unico, anche se i ragazzi di Lotus Engineering hanno sviluppato un sistema che simula la presenza di un cambio a doppia frizione con sette rapporti - sono addirittura presenti le palette al volante - promettendo di filtrare quanto più possibile l’ovatta resa implicita dall’elettronica.
Ma non è tutto. Il sistema HALOsonic Internal ed External prevede un impianto di amplificazione esterno per riprodurre quattro differenti rombi, compresi bassi ed acuti di V6 e V12. Manco a dirlo, l’urlo sintetico del motore collima con gli impulsi del cambio artificiale. L’apoteosi della finzione; quanto mai interessante. Facezie a parte, la Lotus 414E Hybrid ha un’autonomia in modalità elettrica di circa 55 chilometri, anche se il Range Extender può sostenere la causa e ricaricare le batterie chilometro dopo chilometro. L’autonomia totale ammonta così ad oltre 480 chilometri.