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Tutti gli articoli con tag lotus engineering

Lotus: finanziamenti dall'amministrazione californiana per lo sviluppo di un nuovo prototipo

pubblicato da p.a.fina

prototipo Lotus ecologico

Il governo federale californiano ha concesso un prestito a Lotus per lo sviluppo di un nuovo prototipo, che verrà presentato il prossimo aprile e prodotto in Michigan (Stati Uniti) sotto il controllo della locale Lotus Engineering. I due milioni di dollari erogati giungono a corollario del programma “International Council on Clean Transportation”, commissionato dal Golden State per studiare la correlazione fra peso e consumi e valutare i benefici nello sviluppo di vetture più leggere. Lotus Engineering completò la prima fase dello studio dimostrando che entro il 2010 le automobili potranno pesare il 38% in meno rispetto a modelli attuali a fronte di un rincaro economico quantificato nel 3%.

La messa in pratica di questa teoria porterà al lancio della concept car prima menzionata, prodotta utilizzando alluminio, magnesio, materiali compositi, plastici e acciai ad alta resistenza.

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Londra: parte lo sviluppo dei primi taxi ad idrogeno

pubblicato da p.a.fina

Fuel Cell Black Cab

Un consorzio di aziende capitanato da Lotus Engineering ha ricevuto dal governo britannico i finanziamenti necessari per avviare lo sviluppo di alcuni London black cab alimentati ad idrogeno. Il progetto rientra nella strategia di salvaguardia ambientale promossa da Boris Johnson, sindaco di Londra, che prevede l’utilizzo di soli taxi fuel cell entro il 2020. I primi esemplari circoleranno per le strade della capitale inglese fra due anni, in modo da servire i turisti attesi per assistere alle Olimpiadi.

I Fuel Cell Black Cab utilizzano lo stesso corpo vettura del TX4, ma dispongono di un motore alimentato da idrogeno e batterie ai polimeri di litio che assicura 402 chilometri di autonomia. La velocità massima è pari ad 80 km/h, mentre il tempo per rifornire di idrogeno il serbatoio è di cinque minuti.

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Lotus Engineering: fra dieci anni le auto potranno pesare anche il 38% in meno

pubblicato da p.a.fina

Lotus Engineering Toyota Venza

Le auto del 2020 peseranno il 38% in meno rispetto alle vetture odierne, a fronte di un rincaro economico quantificato nel 3%. Ne è convinta Lotus Engineering, che ha condotto lo studio analizzando una Toyota Venza per quantificare il rapporto fra pesi e costi nel tentativo di aumentare l’efficienza globale delle vetture tradizionali. I risultati dell’analisi sono quantomeno sorprendenti. Il sistema elettrico (23.6 chili attuali), ad esempio, perderà il 36% del proprio peso pur rivelandosi meno economico del 4%. Identico risparmio economico per l’interno (252 chili), più leggero del 39%.

Notevole l’economia rivolta al pacchetto sospensioni/telaio, che dimagrirà del 43% (dagli attuali 379 chili) rivelandosi meno caro del 5%. Da sottolineare le difficoltà nel ridurre i costi del corpo vettura, il cui peso diminuirà del 42% mentre i costi saliranno del 35%. La massa complessiva della monovolume giapponese si ridurrà così dagli attuali 1.290 chili ai futuri 800 del 2020, passando per i 1.020 del 2017.

Lotus Engineering Toyota Venza

Lotus Evora Carbon Concept ed Evora 414E Hybrid Concept - Salone di Ginevra 2010

pubblicato da p.a.fina

Lotus Evora Carbon Concept - salone di Ginevra 2010

Il debutto della Elise restyling, al salone di Ginevra, non ha affatto esaurito la vitalità del marchio Lotus. Anzi, la Evora - da buona ammiraglia - ha ricevuto le attenzioni maggiori chiamando al lavoro sia designer che ingegneri. Donato Coco ed il suo team, ad esempio, hanno realizzato la Evora Carbon Concept, esemplare unico dall’accentuata sinergia visiva fra grigio e bianco, fra carbonio e tinta perlata della carrozzeria. I tecnici hanno creato splitter, estrattore e parte inferiore delle portiere in fibra creando una dualità fra il bianco corpo vettura e la zona del tetto (in fibra anch’esso), resa ancora più evidente dai montanti neri.

L’Evora Carbon riceve poi un nutrito dispiegamento di pellami (Alcantara compreso) per l’abitacolo, dove non manca un inserto di carbonio a “foderare” il volante. I cerchi in lega da 19 pollici sono invece rivestiti da pneumatici Pirelli P-Zero Corsa. Il secondo prototipo - e pane per gli ingegneri di Lotus Engineering - esposto è la Evora 414E Hybrid, immortalata in nuove immagini ufficiali, equipaggiata con il Lotus Range Extender sostenuto da due unità elettriche disposte sull’assale posteriore, una per lato, così da poter muovere le ruote anche con moto indipendente. La potenza erogata da un singolo propulsore è di 207 cavalli per una coppia motrice di 400 Nm.

Lotus Evora Carbon Concept - salone di Ginevra 2010Lotus Evora Carbon Concept - salone di Ginevra 2010Lotus Evora 414E Hybrid Concept - salone di Ginevra 2010Lotus Evora 414E Hybrid Concept - salone di Ginevra 2010

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Lotus Evora 414E Hybrid: primo teaser della sportiva con due motori da 207 cavalli l'uno

pubblicato da p.a.fina

Lotus 414E Hybrid concept - salone di Ginevra

La prima Lotus ibrida, denominata Evora 414E Hybrid - presente al salone di Ginevra nelle vesti di concept car-, brucia i cento all’ora in meno di quatto secondi, percorre oltre 480 chilometri con un pieno ed estende il concetto di EREV anche alle sportive. Tutto vero, tutto inglese. Merito del reparto Lotus Engineering, composto da cervelloni attenti anche a monitorare l’evoluzione del settore automobilistico. E così, fra un colpo al cerchio (la Proton Hybrid Concept) ed uno alla botte (la rinnovata Elise), il marchio di Hethel ti sforna questo prototipo innovativo e quasi diabolico. Cosa c’entra il diavolo? Ma l’avete mai vista voi una coupé spinta da un propulsore 1.2 a tre cilindri?

Il Lotus Range Extender, insomma, continua a rivelarsi una gran trovata tecnica, e viene utilizzato dalla Evora 414E Hybrid in appoggio a due propulsori elettrici alimentati da batterie ai polimeri di litio. Ciascuna unità eroga 207 cavalli e 400Nm di coppia, a cui si aggiungono 47 puledri (a 3.500 giri) garantiti dal motore a scoppio. La trasmissione è automatica a rapporto unico, anche se i ragazzi di Lotus Engineering hanno sviluppato un sistema che simula la presenza di un cambio a doppia frizione con sette rapporti - sono addirittura presenti le palette al volante - promettendo di filtrare quanto più possibile l’ovatta resa implicita dall’elettronica.

Ma non è tutto. Il sistema HALOsonic Internal ed External prevede un impianto di amplificazione esterno per riprodurre quattro differenti rombi, compresi bassi ed acuti di V6 e V12. Manco a dirlo, l’urlo sintetico del motore collima con gli impulsi del cambio artificiale. L’apoteosi della finzione; quanto mai interessante. Facezie a parte, la Lotus 414E Hybrid ha un’autonomia in modalità elettrica di circa 55 chilometri, anche se il Range Extender può sostenere la causa e ricaricare le batterie chilometro dopo chilometro. L’autonomia totale ammonta così ad oltre 480 chilometri.

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Proton Hybrid Concept: prima immagine del sistema Lotus Range Extender

pubblicato da p.a.fina

Proton Hybrid Concept

Un malese, un inglese ed un italiano giungono in Svizzera, per presentare una vettura. Cosa ne vien fuori? Una compatta ibrida, lunga 355 centimetri, raffinata e tecnologica. Al salone di Ginevra, Proton porterà al debutto l’Hybrid Concept equipaggiata con il sistema ibrido Lotus Range Extender, vanto di Lotus Engineering per la contemporanea presenza dell’innovativo motore a scoppio da 1.2 litri e tre cilindri, governato da una trasmissione con rapporto singolo e possibilità di viaggiare per 48 chilometri in modalità elettrica. Il prototipo riceve inoltre la firma di Italdesign, poliglotta del design con interessi a tutte le latitudini.

Il motore 1.2, presentato durante lo scorso salone di Francoforte, è sviluppato per svolgere il compito di generatore (range extender) in sistemi ibridi di prossimo sviluppo per conto terzi. I tecnici inglesi ne hanno ottimizzato il funzionamento per due regimi ideali (1.500 e 3.500 giri/minuto), nei quali eroga 20 e 48 cavalli.

Lotus: il nuovo direttore del design è Donato Coco

pubblicato da Fabio Sciarra

donato_coco_lotus Esodo. Non si potrebbe definire altrimenti, ormai. Donato Coco è il nuovo direttore del design Lotus: si tratta del quarto uomo di provenienza Ferrari a varcare la Manica e a fare il suo ingresso nella casa di Hethel. Dopo Dany Bahar, Claudio Berro e Gino Rosato, un altro pezzetto di Maranello si trasferisce nel Norfolk.

Coco sarà operativo nel suo nuovo incarico a partire dal 4 gennaio prossimo. Questa la dichiarazione ufficiale di Dany Bahar, numero uno della casa nonché primo “fuggitivo” dal Cavallino: “La nomina di Coco mette un accento ancor più forte sul design Lotus e rafforza il già talentuoso team al comando. Abbiamo anni molto impegnativi davanti a noi in cui vareremo il nuovo business plan: presto vedrete una gamma tutta nuova ed un impegno ancor maggiore di Lotus Engineering nella consulenza ad aziende terze”.

Donato Coco annovera tra i suoi trascorsi come direttore del design Ferrari tutti i modelli più recenti: sono sue le varie 430 Scuderia, Scuderia Spider 16M, California, 599XX e 458 Italia. Prima ancora dell’impegno in Ferrari, Coco aveva diretto il design Citroën, realizzando tra le altre Xsara Picasso, C1, C2, vecchia C3 e C3 Pluriel.

Riich G5: anche i cinesi arrivano al Nurburgring

pubblicato da Lorenzo Corsani

Riich G5

La nuova Riich G5, modello del nuovo brand della cinese Chery, è stata fotografata durante alcuni test condotti sul circuito del Nurburgring. Fino ad oggi i costruttori cinesi non avevano affrontato l’ormai trafficatissimo circuito tedesco, sede di molti centri ricerca e sviluppo di alcuni tra i più importanti costruttori mondiali.

La Riich G5, dotata di un motore 2 litri turbo da 170 Cv, è sottoposta ad alcuni test dai tecnici Lotus Engineering, che ha contribuito allo sviluppo della vettura. Nessuna informazione circa il tempo sul giro: forse più che un record, Riich vuole ottenere quel feeling e quella qualità dinamica necessaria per essere apprezzata anche fuori dai confini nazionali. L’altra ipotesi, visto all’allestimento di sicurezza con roll bar interno, è che il test possa preannunciare un impegno nelle competizioni turismo: nel WTCC si affacciò in passato la Brilliance con un prototipo statico, senza però mai debuttare ufficialmente in gara.

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Via | Autoblog.nl

Salone di Francoforte: da Lotus un nuovissimo 1.2 tre cilindri con funzioni di range-extender

pubblicato da Fabio Sciarra

Lotus Range Extender

Lotus Engineering presenterà al Salone di Francoforte un nuovissimo motore 1.2 tre cilindri che sarà impiegato su non specificati modelli EREV del futuro, con funzione di range extender (o generatore, che dir si voglia). La notizia-bomba è appena stata comunicata ufficialmente dalla casa. Lotus fornirà quest’unità ad altri costruttori, promettendo loro riduzione delle emissioni, buone performance e autonomia più che dignitosa.

Il tre cilindri è realizzato in un monoblocco di alluminio, che integra in un solo pezzo basamento e testata, a tutto vantaggio del peso, del costo industriale di realizzazione, della compattezza e della longevità. Il funzionamento di questo inedito 1.2 è ottimizzato per due regimi ideali, 1500 e 3500/min, ai quali eroga rispettivamente 20 e 48 CV. La coppia massima è invece di 107 Nm a 2500 giri. Questi valori, uniti al peso piuma di soli 56 kg e al rendimento termico decisamente elevato, lo rendono perfetto per applicazioni sulle auto ibride, secondo Lotus Engineering.

Altri dettagli: il range-extender Lotus è un monoalbero con due valvole per cilindro, alimentazione ad iniezione e proprietà di un comune flexfuel, che lo mettono in grado di funzionare anche con i biocarburanti. Versatilità, pochissime componenti, costo industriale ridotto, leggerezza, efficienza, autonomia accettabile, ridotte perdite di calore: nelle intenzioni di Lotus, il nuovo 1.2 è la risposta perfetta per molti costruttori che intendono entrare nel settore delle ibride EREV.

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Lotus: allo studio una citycar elettrica

pubblicato da Dario Montrone

Lotus Citycar EV

Anche Lotus ha deciso di cimentarsi nello sviluppo di una citycar, per di più elettrica. Dopo Aston Martin, un’altra Casa costruttrice di auto sportive sembra non rinunciare all’appuntamento con la “mobilità del futuro”, dove auto di piccole dimensioni e mosse da un propulsore elettrico, molto probabilmente, la faranno da padrone.

Al progetto della citycar elettrica si sta interessando Lotus Engineering, il reparto ingegneristico della Casa sportiva inglese. Le ricostruzioni diffuse da Lotus lasciano intendere che si tratti di una concept car delle dimensioni di una Smart fortwo e dotata di un motore elettrico da 50 CV, alimentato da una batteria agli ioni di litio posizionata sotto il pavimento e ricaricabile in circa 3,5 ore. La citycar elettrica di Lotus avrà un’autonomia di 50 km e una velocità di punta di 105 km/h.

I designer di Hethel hanno studiato un abitacolo per poter accogliere quattro persone. Inoltre, Russell Carr - capo di Lotus Design - ha affermato che la struttura della vettura sarà composta da alluminio pressato e vari materiali compositi. Lo stesso Carr esclude che questa citycar venga realizzata dal costruttore britannico e griffata con il brand Lotus. L’ipotesi più probabile è che Lotus si limiti a fornire il know how per la progettazione e lo sviluppo dell’auto.

Lotus Citycar EVLotus Citycar EVLotus Citycar EVLotus Citycar EV

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Lotus: il numero uno Mike Kimberley si ritira per problemi di salute

pubblicato da Fabio Sciarra

Lotus Evora - nuove immagini

Mike Kimberley, amministratore delegato del Gruppo Lotus, abbandonerà la sua carica per problemi di salute, come ha annunciato oggi il diretto interessato. A prendere il suo posto in via provvisoria sarà un comitato esecutivo composto di membri del cda Lotus e rappresentanti dell’azionista di maggioranza, la malese Proton.

Kimberley -che fra un mese compirà 71 anni- soffre di gravi problemi alla schiena, e nonostante l’intervento chirurgico di fine del 2008, i guai di salute non sono terminati, tanto che i dottori curanti lo hanno costretto al riposo assoluto, per non aggravare ulteroirmente la situazione.

Sotto il suo comando, sono state soprattutto le attività di Lotus Engineering a crescere e a proliferare: negli ultimi anni il braccio tecnologico di Hethel si è affermato definitivamente come una delle più accreditate compagnie di consulenza e sviluppo nel settore dell’automotive high-technology a livello globale.

Lotus Evora - nuove immaginiLotus Evora - nuove immaginiLotus Evora - nuove immaginiLotus Evora - nuove immagini

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Lotus, "Ma quale crisi?": cresce la produzione e aumentano le assunzioni

pubblicato da Fabio Sciarra

Lotus Evora

Alla faccia della crisi e del pessimismo che domina l’economia globale da quasi un anno a questa parte, Lotus sembra rappresentare un piccolo isolotto di crescita, innovazione e successo. La piccola azienda inglese ha appena lanciato la Evora, il primo modello tutto nuovo dopo ben 14 anni dall’ultima creazione, e ha già iniziato a raccogliere i primi frutti, annunciando un boom degli ordini e nuove assunzioni per il prossimo anno fiscale.

La Evora, nata in soli 27 mesi nel contesto del depresso settore automobilistico inglese, particolarmente colpito dalla crisi internazionale, ha rilanciato da sola le sorti della casa di Hethel, dipendente a tutt’oggi da un solo modello, pur sempre apprezzato dagli appassionati, la Elise/Exige.

Grazie alla nuova 2+2 a motore centrale, Lotus ha potuto annunciare orgogliosamente un incremento della produzione, per fronteggiare in qualche modo la domanda, che nel 2009/2010 si prevede sul +50% rispetto all’attuale anno fiscale. Non solo: la casa è alla ricerca di ingegneri e altri dipendenti in vista di questa crescita dei numeri.

Lotus EvoraLotus EvoraLotus EvoraLotus Evora

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