Graham Nearn, fondatore di Caterham Cars, si è spento nello scorso fine settimana all’età di 76 anni. Lo ha comunicato la casa con una breve nota stampa.
Nearn, che iniziò la sua carriera nel mondo dell’auto come concessionario Lotus nel 1959, diede vita a quella che sarebbe diventata una delle case-icona per gli appassionati della guida sportiva nel 1973, acquisendo la licenza di produzione della mitica Lotus Seven del 1957 da Colin Chapman.
Nearn fu anche uno dei principali fautori del successo delle kit cars, e della supremazia britannica in questa nicchia: il fondatore della Caterham continuò infatti ad offrire la Seven in kit, proponendola anche sotto forma di CKD (complete knock down kit) e diffondendo così questa passione tra gli appassionati più “radicali”.
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Era attesa al debutto negli Stati Uniti Gennaio 2009, invece la concept spider a motore centrale di Volkswagen è stata rimandata ad una data ancora imprecisata. Questo prototipo di sportiva “economica”, verosimilmente basato sulla futura piattaroma della prossima generazione della Porsche Boxster/cayman e, forse, della vociferata Audi R4, avrebbe dovuto sondare il terreno in vista di una produzione in serie nel 2011.
L’attuale situazione economica non ha probabilmente giocato a favore di questo coraggioso esperimento che, ci auguriamo, sarà soltanto posticipato di qualche mese, magari anticipando anche i motori 4 cilindri che, si dice, finiranno anche nel cofano delle future baby Porsche.
Via | Es.autoblog.com
Nonostante il prezzo di 115.000 sterline, o se preferite 148.000 euro, gli otto esemplari della stupefacente Caterham RS Levante sono andati letteralmente a ruba in men che non si dica.
Questa pazzesca Caterham è spinta da un 2.4 V8 dotato di compressore volumetrico che la rende capace di erogare la bellezza di 500 CV. Questo valore, se letto accanto al peso a secco di soli 520 kg rende una minima idea della brutalità sconvolgente della Levante, la Caterham di serie più potente mai realizzata, per la quale è stato pensato anche un telaio irrobustito.
Il suo rapporto peso/potenza di quasi 1 kg/CV le regala uno 0-100 da circa 3 s, un dato che rende giustizia solo in parte a questo animale da track day.
Via | CarScoop
Stile Nagare e peso piuma: la prossima Mazda MX-5 sarà un modello da ricordare. Anche perché ad enfatizzare le ottime caratteristiche di guida che saprà offrire uno spiderino così leggero ci sarà un moderno e inedito propulsore figlio della filosofia del downsizing.
“La prossima MX-5 deve assolutamente essere più leggera dell’attuale” ha dichiarato Takao Kijima, program manager dello storico modello nipponico. Il dirigente ha aggiunto che la futura spider sarà decisamente più vicina al concetto di “lightweight” rispetto a quella attuale, anche per ridurre le emissioni nocive. Obiettivo è raggiungere i 120 g/km di CO2 (oggi si va da 174 g in su), roba da Mazda2.
Il peso complessivo, come da titolo, non raggiungerà la tonnellata: un ottimo risultato considerato che la base di gamma oggi segna 1155 kg a secco. Questo target si inquadra nell’ormai nota (e mai troppo lodata) “strategia del grammo” inaugurata da qualche tempo dalla casa nipponica.
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Basta guardare il volante per intuire le reali potenzialità di quest’auto: nessun indicatore, nessuna lancetta. Solo uno scenografico display: tutto davanti agli occhi. Con il suo volante fra le mani non si deve perdere la concentrazione. E poi, onestamente, anche solo lanciandole anche una fugace occhiata si resta intimoriti dalla sua cattiveria: dopo i primi teaser, la Aspid viene presentata ufficialmente al salone di Londra.
Nessun aspetto della propria personalità viene smussato, a partire dalle prestazioni offerte dal super-motore: due litri di cilindrata, compressore volumetrico, 400 cavalli. E solo 2,8 secondi per raggiungere i cento all’ora. Sarà anche disponibile una versione da 270 cavalli, in grado di bruciare il classico spunto nell’altrettanto ragguardevole tempo di 3,7 secondi. Dulcis in fundo i consumi: 5.5 e 4,8 l/100 km. L’auto perfetta?
In realtà la domanda nel titolo una risposta ce l’ha, ed è: “per allargare il bacino d’utenza”. La Ariel Atom è piaciuta davvero molto, ed è riuscita a sedurre appassionati che mai avrebbero pensato di potersi interessare ad una lightweight inglese.
Ora però, questa fascia di pubblico, non ha gli stessi gusti degli incalliti fans della guida senza compromessi, o meglio, non disdegna qualche -minima- comodità. Come appunto può essere un parabrezza. Come biasimarli?
L’optional è realizzato con tutti i crismi del caso, che tradotto in parole povere, vuol dire fondamentalmente che è molto leggero e che può essere smontato con estrema facilità. La sua semplicità non ha intaccato però la presenza di attributi fondamentali come un tergicristallo e gli ugelli di lavaggio.
Ariel Atom: debutta il parabrezza
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Novembre, Salone di Los Angeles 2008. Motore centrale, due posti, carrozzeria coupè o spider. E marchio Volkswagen sul cofano. Stupiti? Anche noi.
L’auto di cui vi stiamo parlando non è frutto dell’immaginazione di qualche appassionato di Wolfsburg che non avendo di meglio da fare, si diverte a spararle grosse sulla sua casa preferita. No, è un tale Martin Winterkorn (presidente del gruppo Volkswagen) a promettere l’arrivo di questo modello. Aggiungendo candidamente che “in caso di un riscontro positivo del pubblico la produrremo dal 2011″.
Altre informazioni su questo progetto sono state rivelate dai colleghi inglesi di Autocar. Lo stile sarà curato da Walter De’ Silva e l’obiettivo del management è quello di offrire un’alternativa alla Lotus Elise (sì, sono decisamente ambiziosi…) ad un prezzo più basso della piccoletta di Hethel.
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Cinque anni di sviluppo, eppure il canovaccio era noto fin dagli albori del progetto: aggiungere un tetto rigido e qualche confort ad una lightweight. Fine. La semplicità sotto forma di automobile. IFR Automotive presenterà al prossimo salone di Londra l’Aspid Sports Car, vettura a due posti dall’aspetto “fumettoso”.
Un motore 2.0, due power-step: esagerata. La versione atmosferica eroga 270 cavalli, mentre quella dotata di compressore la bellezza di 400. Differenziale a slittamento limitato e cambio manuale a sei rapporti completano il “quadretto”. Le prestazioni – 2.8 secondi per raggiungere i cento all’ora e 5.9 per i duecento – vengono rese più taglienti dal peso piuma (700kg), mentre la tenuta laterale pari ad 1.6g è esplicativa nel definire il suo potenziale dinamico.
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Per celebrare o per commemorare, non vi è più nessun costruttore che rinuncia al fascino elitario di una versione speciale: maggior charme, un’aura di prestigio e l’immancabile targhetta con numerazione progressiva. Il tutto per giustificare un prezzo d’acquisto spesso esorbitante. Con la Seven CDX, Caterham ha però voluto onorare una ricorrenza piuttosto particolare: i quindici anni dall’inizio dei suoi corsi di guida.
Questa particolare versione dona alla lightweight britannica un’elegante colorazione nera, oltre ad una ventina di cavalli aggiuntivi (ora sono 135, sempre erogati dal 1.6 di provenienza Ford) e, soprattutto, un bel differenziale a slittamento limitato. Invece, il cambio manuale a cinque rapporti e i cerchi da 13 rimangono immutati.
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L’interesse intorno alle auto ibride ed elettriche, negli ultimi anni sta crescendo in misura direttamente proporzionale alla vertiginosa ascesa dei prezzi del petrolio. All’interno di questo fenomeno inoltre, sta prendendo corpo un’ulteriore dinamica: costruttori come Tesla, Fisker e Venturi sono portatori di un nuovo modo di vedere l’auto elettrica, che unisce i vantaggi sul piano dell’ecologia a modelli decisamente accattivanti.
E’ il caso di questa originale proposta di lightweight proveniente dall’Olanda: si chiama Evisol Thorr e sfrutta il telaio di una inconfondibile Lotus Super Seven, ed un motore elettrico Siemens capace dell’equivalente di 272 CV, promettendo un feeling di guida paragonabile a quello della mitica piccola inglese.
Il motore elettrico è aumentato da un gruppo di batterie al litio e dispone di una coppia massima di 450 Nm, che faranno una figura egregia sui 755 kg dell’auto, a cui mancano peraltro il cambio e -chiaramente- un sound adeguato. Riusciranno la meccanica (differenziale autobloccante, telaio tubolare, sospensioni regolabili) e la dinamica di guida a far dimenticare una carenza così grave per le orecchie degli sportivi?
Via | MotorAuthority
Tutti gli amanti della guida bella e divertente hanno storicamente un debole per le lightweight inglesi, auto tanto tradizionaliste e fedeli alla loro filosofia (il cui primo profeta fu Colin Chapman) quanto tremendamente efficaci.
Questa nuova Caterham Seven R500 Superlight si inserisce ancora una volta, come tutte le antenate, nella medesima linea e proprio per la sua essenzialità senza compromessi sarà amata da quel pugno di “connoisseurs” che ne sanno apprezzare l’agilità e le prestazioni incredibili.
Ve ne abbiamo parlato ieri, ed ora aggiungiamo qualche dettaglio e le prime foto ad alta risoluzione. L’auto pesa esattamente 506 kg e grazie ai 263 CV erogati dal Ford Duratec a 8500 giri/min (e quindi a un rapporto peso/potenza di 520 CV/tonnellata), lo scatto è a dir poco bruciante. Lo 0-60 miglia (0-96 km/h) viene divorato nel tempo impressionante di 2,88 secondi. La velocità massima invece è di circa 240 km/h.
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Comincino a leccarsi i baffi gli appassionati di lightweight inglesi: Caterham ha rilasciato ieri i primi teaser del suo nuovo modello, che si chiamerà Superlight R500. Nessuna informazione su questo preannunciato inno al piacere di guida per quanto riguarda le caratteristiche tecniche, ma l’auto dovrebbe montare un 4 cilindri di origine Ford, che sarà sicuramente sufficiente a sparare i 500 kg (no, avete letto bene) del corpo vettura da una curva all’altra senza troppi problemi.
Non sarà la Caterham più potente di sempre, ma anche avendo ipoteticamente 250 CV sarà capace di uno 0-100 nell’ordine dei 3,5 s e di una velocità massima superiore ai 240 km/h.
Le vendite inizieranno nella seconda metà del 2008, e i listini partiranno da circa 40.000 sterline. Per chi volesse qualcosina in più, non mancherà la possibilità di montare motori dalla cubatura maggiore, nell’ordine dei 2.3-2.5 litri.