Kia entra nel segmento delle kei-car con l’utilitaria Ray, ovvero una “scatoletta” battezzata finora TAM e spinta dal motore tre cilindri 1.0. La Ray utilizza alcuni elementi dell’attuale motivo stilistico (mascherina anteriore, vani fendinebbia, LED diurni) e prevede un’originale configurazione delle quattro portiere laterali: i due battenti anteriori vantano un’impostazione classica, mentre al posteriore è installata una soluzione mista con una porta classica ed una porta scorrevole. Questo sistema venne introdotto dalla Daihatsu Tanto. Secondo quanto ipotizza il sito TheCarBlogger, la Kia Ray sarà commercializzata nei soli mercati asiatico ed europeo.
Ricordiamo che le kei-car sono automobili diffuse soprattutto in Giappone, dove beneficiano di una tassazione favorevole. L’attuale legislazione prevede che le kei-car non oltrepassino i 3.4 metri di lunghezza, l’1.48 in larghezza e i 2 in altezza, mentre il propulsore deve avere una cilindrata più contenuta di 660 cc ed una potenza inferiore a 64 CV.

Torniamo a parlare della Honda Beat grazie ad un nuovo render della rivista Giapponese Best Car. La Kei Car sportiva potrebbe tornare veramente sul mercato, con linee coraggiose e dimensioni compatte, come richiesto dalle norme giapponesi in tema di auto da città. La Beat potrebbe debuttare nel 2010 sul mercato interno, ma non ci è dato sapere se potrà mai superare i confini nazionali: il modello originale, prodotto fino al 1996, attirò molte attenzioni ma non giunse mai ufficialmente nè in Europa nè negli Stati Uniti.
Secondo le anticipazioni il motore potrebbe derivare dalla Honda Life con cilindrata di 660cc ed essere posizionato anteriormente, ma questo significherebbe con ogni probabilità la economica soluzione della trazione anteriore, rispetto alla coraggiosa configurazione motore centrale e trazione posteriore del modello originale. Secondo molti esperti, la concept Honda OSM del 2008 ha anticipato le linee della nuova Beat, anche se la ricostruzione grafica che vi proponiamo riprende invece linee più spigolose e simili ai modelli più grandi attualmente in commercio.
Via | Egmcartech
Daihatsu presenta al salone Tokyo tre nuovi prototipi appartenenti al segmento delle Kei Car, le vetture più economiche che sul mercato Giapponese godono di facilitazioni fiscali ed hanno cilindrata e dimensioni limitate. La E:S Concept potrebbe anticipare la nuova generazione di city car della casa giapponese. Basata sulla piattaforma già esistente della attuale Mira, accorciata fino ad avere un passo di 2,1 metri su 3,1 metri totali, accoglie 4 passeggeri grazie ai sedili particolarmente sottili. L’utilizzo di materiali leggeri ha permesso di contenere il peso complessivo in soli 700 kg, che permettono al motore da 660cc turbocompresso con cambio CVT di contenere i consumi entro i 30 km/l senza ricorrere nè a sistemi ibridi nè al gasolio.
Stessa meccanica, ma con trazione integrale, anche per la Basket Concept, un prototipo che sembra un omaggio a vetture europee del passato: la carrozzeria minimalista con tendalino sembra ripresa dalla Citroen Mehari, il cruscotto in tessuto a tasca sembra la versione moderna della prima serie della Fiat Panda del 1980, ma la casa la definisce semplicemente una vettura da tempo libero. L’ultimo concept, chiamato Deca Deca, prefigura invece un monovolume di soli 3,39 metri, sempre utilizzando la medesima base meccanica con motore 660cc turbo e massimizzando lo spazio interno grazie ai sedili pieghevoli e l’apertura a libro delle portiere.
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Secondo la rivista giapponese BestCar, Honda starebbe lavorando all’erede della vecchia Beat, che potrebbe tornare sulle strade dopo 13 anni di assenza. La Beat originale, prodotta fino al 1996, rientrava nella categoria delle kei-car, era dotata di carrozzeria roadster ed equipaggiata con un motore centrale-posteriore (ovviamente da 660 cc) capace di erogare 64 CV.
Honda avrebbe preso in seria considerazione la possibilità di dare un’erede a questa piccoletta, dal momento che dispone dei presupposti tecnici per realizzarla: la concept OSM presentata al Salone di Londra del 2008 infatti, sembra fatta su misura per questo scopo.
La nuova Beat potrebbe raggiungere i mercati nel corso del 2011 e ricevere nella versione di serie proprio il motore di un’altra kei-car (stavolta contemporanea), vale a dire il 660 turbo della Zest, da cui proverrebbe anche la trazione anteriore. Non è dato sapere se il piccolo quattro cilindri a scoppio sarà abbinato ad un propulsore elettrico, ma non ci sembra un’ipotesi da scartare, vista anche la soluzione tecnica adottata dal prototipo OSM.
Via | 7Tune