Akio Toyoda, il numero uno di Toyota, ha espresso oggi il suo commento alla brutta vicenda dei difetti -e conseguenti richiami “milionari”- al pedale dell’acceleratore di numerosi modelli venduti in tutto il mondo. Il presidente ha offerto le sue formali scuse ai clienti.
Nonostante alcuni dei top manager più in vista delle filiali europea ed americana fossero già intervenuti nella questione mostrando un atteggiamento simile, Toyoda non aveva ancora esternato le sue reazioni dall’inizio della vicenda, eccezion fatta per un breve accenno al World Economic Forum di Davos, Svizzera, risalente a venerdì scorso.
Oggi il presidente del colosso giapponese ha ritenuto opportuno tornare sulla questione ed ha colto l’occasione per annunciare un ulteriore provvedimento: la casa istituirà un comitato interno per tenere sotto controllo i futuri problemi di qualità e risolverli nel minor tempo possibile. L’iniziativa non è del tutto inedita: già nel 2006, Katsuaki Watanabe, il predecessore di Toyoda, aveva fatto qualcosa di simile.
Shoichiro Toyoda ha sparato a zero sul presidente uscente dell’azienda di famiglia, Katsuaki Watanabe: “Con lui c’è stata un’ansia di gonfiare vendite e profitti che ci ha portati sulla strada della bancarotta in cui è incorsa General Motors”. Con Watanabe, Toyota è effettivamente diventata il costruttore numero uno al mondo, accumulando peraltro utili favolosi, ma negli ultimi due anni aveva iniziato a perdere decine di miliardi di dollari.
L’84enne Toyoda, nel corso di un’intervista a Bloomberg, ha raccontato i retroscena dell’“epurazione” che a giorni interesserà il top management della casa. Secondo il vecchio patron, negli anni passati, il gruppo avrebbe pericolosamente dirottato il proprio business verso modelli troppo grandi e costosi, come i SUV. “I clienti di oggi vogliono spendere poco” ha tagliato corto Toyoda.
Il tempo delle vacche grasse, dei grandi SUV e dei margini enormi, che fecero del 2007 l’anno dei record per gran parte delle case automobilistiche, è definitivamente tramontato con la crisi del 2008. E i tracolli finanziari accumulati finora, come i 7,7 miliardi di dollari bruciati nel primo trimestre 2009, ne sono la testimonianza più chiara. Da oggi, giorno dell’investitura di Akio Toyoda (figlio di Shoichiro) nel ruolo di nuovo presidente, si cambia rotta.
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