Secondo una notizia riportata dai colleghi di Motorsportblog, Jean Todt, il presidente della FIA, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul futuro della Formula 1. Primo obiettivo: il taglio dei costi: “Entro il 2013 dovremo adottare i nuovi motori, che saranno meno potenti e meno dispendiosi degli attuali”.
Todt si è poi soffermato anche sui nuovi circuiti, che nella maggior parte dei casi non piacciono agli appassionati: “I nuovi impianti non soppianteranno quelli storici. Lo dico in maniera assoluta. Ogni pista ha una sua funzione, una sua storia, un suo fascino”, ha dichiarato il manager francese.
Terza questione toccata dal presidente della Federazione, è stata la possibile, futura convivenza di due gare in Italia con l’arrivo di Roma: “Attualmente non è una soluzione praticabile” ha affermato chiaramente Todt, “non si possono ipotizzare due tappe in Italia. Un futuro GP d’Europa in Italia dipenderà dal programma e dalle richieste presentate dall’organizzatore”. Tradotto? Bernie, andiamoci piano…

Ferrari chiude il bilancio relativo ai primi nove mesi del 2009 con ricavi per 1.287 milioni di Euro (- 132 milioni rispetto al medesimo rilevamento del 2008) e 4.680 vetture consegnate (-6.9%). L’utile della gestione ordinaria ammonta a 176 milioni di Euro, in calo di 57 milioni. Numeri di assoluto spessore, avulsi dal segmento delle vetture di lusso, in calo di 40 punti percentuali.
Il terzo trimestre dell’anno corrente ha fornito numeri altrettanto positivi – ricavi per 396 milioni, dai precedenti 450; 1.454 unità immatricolate (-4.3%) –, specie se raffrontati con l’anno record 2008. Infine, qualche alcune modifiche all’organigramma societario: al posto dei dimissionari Jeat Todt e Ferruccio Luppi, entrano nel Consiglio d’Amministrazione Alessandro Gianni Baldi, per l’azionista Gruppo Fiat, e Khaldoon Khalifa Al Mubarak, amministratore delegato di Mubadala.

Dopo lo scandalo sulla lobby a suo favore, non stupisce più di tanto l’elezione di Jean Todt a presidente della FIA, vincendo il confronto con Ari Vatanen e andando a sostituire l’uscente Max Mosley. Il consenso da parte dei membri dell’organo verso l’ex direttore sportivo Ferrari, è stato netto: 135 voti contro i soli 49 del finlandese.
Seppure, all’apparenza, un po pilotata, questa netta vittoria non mette in dubbio la professionalità e i requisiti del nuovo presidente: dapprima impegnato con i rally, negli anni d’oro della Peugeot, continuando con la Parigi-Dakar sempre con la casa francese e la 24 Ore di Le Mans. Dopo lo sbarco in F1, approdò in Ferrari dove ricoprì vari ruoli, ottenendo splendidi successi fino al suo ritiro, a inizio 2009.
Per i dettagli più approfonditi vi rimandiamo all’articolo dei cugini di Motorsportblog.it. Non ci resta che fare gli auguri al nuovo presidente, sperando in un’ottima direzione di un mondo ormai allo sbando, chiamato Formula 1.

Che Max Mosley avesse un debole per Jean Todt, e lo volesse a capo della FIA dopo il suo ritiro, era risaputo, ma ora si sta costruendo una rete di favoritismi attorno all’ex direttore sportivo Ferrari, che sta mettendo in grave pericolo gli equilibri e l’aria di neutralità che ci dovrebbe essere all’interno dell’ambiente, in vista dell’elezione.
Il Daily Telegraph, quotidiano inglese, pubblica delle rivelazioni riguardo un giro di e-mail fra i dirigenti ai piani alti della FIA, che fanno pensare subito ad una lobby attorno al francese. Doggwiler scrive via posta elettronica a più personaggi chiave della faccenda “Vi chiamero’ durante la settimana per capire a che punto siamo, cosicché io possa fare il punto della situazione a Jean.”
Ward, invece in un’atra mail afferma che ha avuto conversazioni riguardo una “strategia di lobby piu’ intensiva” e allegati riguardanti la campagna a favore dell’elezione di Todt. Un comportamento così compromette l’obbiettività dell’ambiente e lo stesso quotidiano annuncia che saranno prese delle misure di disapprovazione all’azione di Ward da parte della Charity Commission Direct.
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Jean Todt ha confermato la sua candidatura alla presidenza della FIA: il giornale inglese “The Guardian” ha pubblicato un’intervista all’ex team principal Ferrari, in cui Todt conferma la sua intenzione di raggiungere la presidenza della Federazione. Negli ultimi tempi il suo nome era circolato con grande insistenza, quindi non è certo una novità, ma finora erano stati altri -Mosley in primis- a proporlo per questo ruolo.
Il fatto nuovo è dunque l’ammissione del suo interesse da parte del manager francese, che fino ad oggi non si era ancora sbilanciato. Dichiara Todt: “In seguito alla decisione di Mosley di non presentarsi per un nuovo mandato e in considerazione del suo inequivocabile appoggio alla mia candidatura, ho scritto ai membri della FIA per informarli che mi presenterò alle elezioni”.
“È mia intenzione -sottolinea il regista dei grandi successi Ferrari- proseguire ed ampliare l’eccellente lavoro fatto da Mosley, che per 16 anni si è prodigato instancabilmente per rafforzare i principali campionati mondiali FIA”. Per ora, vista l’assenza di altri nomi forti, si profila un testa a testa tra Todt e Ari Vatanen per la presidenza. Come sempre, vi aggiorneremo sugli sviluppi.
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Max Mosley ha dichiarato che non si ricandiderà alla presidenza FIA. L’annuncio arriva dopo vari cambiamenti di opione e grandissime discussioni tra FIA e FOTA sul futuro della Formula 1, verso una stagione 2010 ancora tutta da comprendere. In attesa che sia firmato il nuovo patto della concordia, Mosley caldeggia la nomina di Jean Todt come suo successore, per la sua esperienza sui campi di gara ed il fatto che non è più legato a nessuna casa automobilistica.
Insieme a Todt, la stampa specializzata ha anticipato i nomi dei possibili altri candidati alle elezioni del 23 Ottobre prossimo: il monegasco Michel Boeri, presidente dell’AC del principato di Monaco, Ari Vatanen, ex campione Rally e parlamentare Europeo e M. Bin Sulayem, presidente dell’automobil club degli Emirati Arabi ed ex rallysta.
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Ari Vatanen potrebbe prendere il posto di Max Mosley al vertice della FIA. L’ex campione del mondo rally sta attualmente valutando la possibilità di candidarsi alla poltrona di comando della Federazione: “Per ora sto consultando i club membri ed ho già avuto delle reazioni positive. Non nego che l’idea di presentarmi mi alletta. Vorrei farlo anche se non sono sicuro di vincere”.
Il 57enne finlandese, vincitore per quattro volte della Dakar, va ad ingrossare un ventaglio di nomi plausibili che negli ultimi tempi si è fatto decisamente vasto. Tra i papabili ci sono anche Jean Todt e Ron Dennis, che sono ritenuti però troppo legati ad interessi di parte. Un altro potenziale concorrente potrebbe essere Vicky Chandhok, ex presidente della Federazione Indiana e padre del pilota di GP2 Karun.
Si dice che Chandhok sia molto vicino a Bernie Ecclestone, ma lui si affretta ad “allontanare i sospetti”: “Sicuramente è un grande privilegio vedere il mio nome assieme a quelli di Dennis e Todt, ma al momento non sono stato contattato da nessuno, e personalmente sento di non essere pronto per un ruolo del genere”.
Continua a leggere: FIA: sarà Ari Vatanen il sostituto di Max Mosley?

La notizia è stata battuta nella serata da Reuters: Jean Todt ha rassegnato nella giornata di ieri le dimissioni dal ruolo di amministratore delegato ed è stato sostituito da Amedeo Felisa, che finora ricopriva la carica di general manager a Maranello.
Todt è stato artefice della lunga stagione di successi che ha regalato alla Ferrari qualcosa come sei titoli costruttori consecutivi, dal 1999 al 2004 e cinque piloti, grazie a Michael Schumacher, dal 2000 al 2004. Nel 2006 poi, è divenuto ad della Casa. Con il rientro di Montezemolo in Ferrari, (ha lasciato ad Emma Marcegaglia la carica di presidente di Confindustria), il manager francese ha dichiarato che “avrà più tempo da dedicare a se stesso e ai suoi interessi”.
L’annuncio è stato dato nel corso dell’assemblea annuale degli azionisti. Todt rimarrà a capo delle regioni Asia-Pacifico ed Europa Occidentale, nonchè membro del cda e rappresentante Ferrari al Consiglio Mondiale della FIA. A lui inoltre verranno affidati speciali incarichi nella Gestione Sportiva. Felisa, 62 anni, milanese, in Ferrari dal 1990, prenderà il suo posto dopo due anni trascorsi da general manager.