Oltre 18.300 automobilisti statunitensi hanno risposto ad un sondaggio promosso da JD Power, ovvero una fra le principali aziende specializzate in analisi di mercato. Lo studio ha preso in esame il microcosmo dei navigatori satellitari integrati nella plancia, trasformando in classifica le preferenze espresse dagli intervistati. Sono quindi emerse le qualità del sistema Garmin utilizzato dalla Dodge Charger, che ha raccolto 5 stelle (votazione massima) e 767 punti, mentre occupano la seconda e terza posizione gli impianti Hyundai Mobis e Garmin destinati alle Hyundai Genesis Coupè (761 punti) e Chrysler 300 (760 punti).
Chiudono la graduatoria i sistemi MELCO, TeleNav e DENSO utilizzati rispettivamente sulle Volvo XC90 (614 punti), Lincoln MKX (612 punti) e Toyota RAV4 (591 punti). I tecnici della JD Power hanno poi chiesto agli intervistati quali siano le principali complicazioni nell’usare un sistema GPS. Il 33% ha indicato l’incapacità del “cervellone” nel trovare un indirizzo, una via oppure una città; il 32% si è scagliato contro la difficoltà nell’immettere la destinazione e il 24% ha criticato la scarsa frequenza con cui viene realmente indicato il percorso più rapido.
Il 23% ha poi puntato il dito contro il sistema di riconoscimento vocale, giudicato poco affidabile, mentre il 21% si è lamentato per le poche vie mostrate sulla mappa. Vantano meno “nemici” i menù e le schermate non desiderate (19%), gli scarsi punti d’interesse (16%) ed i riflessi sullo schermo che impediscono di vedere la mappa (14%).
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In collaborazione con la rivista Best Car, l’istituto J.D. Power ha condotto un’inchiesta fra gli automobilisti britannici per valutare quali modelli trasmettano maggiori soddisfazioni ai rispettivi acquirenti. È la Lexus RX ad occupare il vertice della classifica, grazie all’86,7% dei suffragi conquistati nelle quattro differenti sezioni di voto, ciascuna con differente peso specifico sul totale: estetica (37%), affidabilità (24%), costi di gestione (22%) e servizi post-vendita (17%). In terza posizione a pari merito le Jaguar XF e Lexus IS (83,9%), mentre la Kia Cee’d (83,8%) occupa - non senza sorpresa - la quarta piazza. Prima vettura italiana presente in graduatoria è la Fiat Panda, quarantatreesima (80,4%), seguita nove scalini più in basso dalla 500 (79,4%).
La classifica dei marchi premia nuovamente Lexus (84,9%), che conquista la decima “medaglia d’oro” consecutiva. Occupano i gradini più bassi del podio Honda (82,5%) e Jaguar (81,8%), seguita ad un’incollatura da Mercedes (81,7%). Male Fiat (76,1%), penultima fra i 27 marchi considerati e seguita dalla sola Chevrolet (74,2%). Gli oltre 17.000 automobilisti interpellati hanno espresso un giudizio su altrettante vetture immatricolate fra gennaio 2007 e dicembre 2009 con cui abbiano percorso almeno 30.000 chilometri.
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Un sondaggio promosso dall’istituto JD Power fra oltre 17.000 automobilisti britannici si è concluso con la schiacciante vittoria della Mazda MX-5, proclamata “Miglior sportiva” con l’82,3% dei suffragi. I votanti hanno premiato la spider giapponese per lo stile, qualità di interni e carrozzeria, affidabilità meccanica, prestazioni, costi di gestione ed anche per il servizio offerto dalla rete post-vendita. La Mazda MX-5 ha relegato ad un manciata di voti concorrenti più o meno sportive, fra cui Mercedes SLK, Audi TT e Volkswagen Eos.
Mazda ha inoltre comunicato che la Miata ha chiuso il 2009 conquistando il 22% del mercato britannico fra le sportive non premium, percentuale che scende al 12 valutando l’intero mercato europeo.
L’istituto J.D. Power & Associates ha stilato l’annuale rapporto valutativo utile per mettere in riga i marchi presenti nel mercato Nord Americano attraverso i rispettivi livelli di affidabilità. I tecnici impegnati nelle rilevazioni hanno utilizzato la discriminante del PP100 (“Problems Per 100″), indice che valuta il numero di guasti ogni cento veicoli monitorando gli stessi per tre anni. Porsche guadagna la prima posizione - decima nel 2009 - grazie a 110 inconvenienti accusati da 100 vetture Model Year 2007, anche se la performance più sorprendente glorifica il gruppo Ford.
Lincoln (114), Mercury (121) e la stessa Ford (141) sono presenti fra le migliori dieci, ed insieme a Hyundai (148) e Cadillac (150) vengono menzionate per aver compiuto balzi in avanti difficilmente pronosticabili. Stupisce anche il marchio Toyota (in sesta piazza con 128 PP100), che allontana i recenti scandali conquistando quattro primati di categoria: le versioni 2007 di Prius, Highlander, Sequoia e Tundra hanno sbancato la concorrenze nei segmenti - rispettivamente - compact car, midsize multi-activity vehicle, large multi-activity vehicle, large pickup.
L’organizzazione si è definita soddisfatta nel notare costanti miglioramenti, perché “costruire una vettura di qualità rientra fra gli obbiettivi principali di un costruttore, ma convincere i consumatori a credere ed investire in quella vettura è parimenti significativo”. Infine, è confortante veder diminuire la media dei PP100 dai 167 punti del 2009 ai 155 dell’ultima rilevazione.

Da un’indagine condotta da J.D. Power emerge che i proprietari di vetture Lexus, Honda, Mercedes, Skoda, Toyota, Jaguar e Mini sono i più soddisfatti. Lo studio è stato svolto su un campione di 15.700 auto con massimo due anni di vita. Il punteggio viene attribuito da parte dei proprietari tenendo conto della qualità e dell’affidabilità, delle caratteristiche generali del modello (prestazioni, design, comodità, dotazioni, etc.), dei costi di esercizio (consumo di carburante, costi di manutenzione, assicurazione, etc.) e, infine, della soddisfazione nei confronti del servizio assistenza.
La preferenza per le vetture giapponesi da parte degli automobilisti inglesi si nota fortemente analizzando le classifiche modello per modello: nella categoria citycar primeggia la Toyota Aygo, mentre al secondo posto si piazza la Peugeot 107, una delle due gemelle francesi; la Honda Jazz si impone tra le piccole, seguita da Toyota Yaris e Mini; tra le compatte, invece, al primo posto si piazza la Skoda Octavia, seguita da Honda Civic e Toyota Corolla; nelle categoria delle medie primeggiano Toyota Prius e Lexus IS. Dominio nipponico soprattutto tra le SUV: ai primi tre posti si collocano Lexus RX, Honda CR-V e Nissan Qashqai.
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La società di analisi JD Power ha diffuso una prima previsione per le vendite in Europa nel 2009: un sonoro -16% rispetto al 2008, chiuso con un calo dell’8,4%. I risultati in dettaglio del difficile anno appena concluso saranno comunque diffusi a breve dalla ACEA ed i pronostici potrebbero essere corretti.
Certo è che i previsti 11,4 milioni di esemplari per il 2009 fanno riflettere: i continui annunci di tagli, licenziamenti, brand in vendita e modelli cancellati rappresentano il tentativo delle case di far fronte ad un momento critico che non sembra concludersi a breve termine, secondo gli esperti.
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Per la terza volta nel corso dell’anno la società di analisi JD Power ha ritoccato al ribasso le stime sulle vendite di auto private negli USA: nel 2008 il mercato a stelle e strisce arriverà “solo” a quota 14.200.000 veicoli immatricolati.
Il segno è chiaro e inequivocabile: le vendite di auto in America vanno peggio del previsto e gli analisti, anche i più credibili ed autorevoli, sono costretti ad abbassare il tiro ogni pochi mesi. Già a marzo infatti, la stessa JD Power aveva ritoccato la proiezione da 15.700.000 a 14.950.000 nuità. Per comprendere meglio lo spessore di questo tracollo, vi basti sapere che nel 2007 gli americani avevano comprato 16.200.000 auto. Due milioni di esemplari “bruciati” in 12 mesi. Se non è crisi questa…
Già, la crisi. Ma che origini ha questo stato di cose? I problemi alla base della contrazione della domanda di auto vanno ricercati nelle permanenti difficoltà del credito e nei prezzi dei carburanti a livelli mai visti per gli americani. Chiosa degna per questo disastroso aggiornamento diramato da JD Power è la batosta rimediata dalle vendite alle flotte, che hanno visto un secco -21% rispetto al 2007.

Secondo un sondaggio della J.D. Power, il 72% degli Americani è pronto a valutare l’acquisto di un’auto ibrida o elettrica. E’ un risultato a dir poco eloquente e dimostra quando lo spirito ambientalista ed il timore di rincari del petrolio senza controllo siano ormai radicati nella cultura d’oltre oceano.
Pur messi di fronte al fatto che una vettura ibrida o elettrica può costare fino 5000 $ in più rispetto ad un modello tradizionale, gli intervistati hanno in gran parte preferito le vetture “pulite”. Lo stesso sondaggio, effettuato nel 2005, aveva dato un esito positivo ma ben diverso, fermandosi al 58%. All’epoca i carburanti avevano prezzi ben diversi ed il mercato offriva un minor numero di modelli ibridi o totalmente elettrici.
Via | Repubblica (grazie a JackDaniel per la segnalazione)