Definirlo l’inizio di una nuova era per Italdesign non è esagerato: il Salone di Ginevra 2011 ha segnato per Giugiaro l’ingresso in pompa magna nell’ambito del Gruppo Volkswagen, che ha rilevato la maggioranza dell’azienda di Moncalieri lo scorso maggio. E Tex e Go!, le due concept car esposte in prima mondiale in Svizzera, rappresentano il primo frutto concreto dell’Italdesign in mani tedesche. Ne abbiamo parlato con Fabrizio Giugiaro per conoscerle e capirle meglio.
-Fabrizio, innanzi tutto: con quale scopo nascono i vostri due prototipi?
La Tex e la Go! sono sviluppate entrambe tenendo conto di parametri ed esigenze molto concrete, ma sono piuttosto diverse fra loro per le idee su cui nascono: la prima, una proposta di piccola coupé per il marchio Volkswagen, è stata sviluppata con l’obiettivo di creare qualcosa di più vicino alla produzione, per la seconda possiamo invece dire che si tratta di un modello più libero da condizionamenti produttivi immediati.
Continua a leggere: Italdesign Tex e Go!: intervista a Fabrizio Giugiaro - Salone di Ginevra 2011
Il Salone di Ginevra 2011 verrà ricordato come quello del debutto di Giugiaro nelle vesti di marchio del colosso Volkswagen. L’occasione è stata celebrata dall’Italdesign con due prototipi, la Go! e la Tex, che sul muso portano proprio l’inconfondibile segno di Wolfsburg. Le concept sono l’interpretazione di Giugiaro per le VW del futuro destinate al segmento A0.
“Per il nostro debutto all’interno del Gruppo abbiamo condotto una ricerca immaginando le Volkswagen del prossimo futuro, automobili destinate prevalentemente alle città” ha dichiarato Giorgetto Giugiaro, “dando la nostra personalissima interpretazione. Go! è un MPV che prosegue quel discorso per la migliore ergonomia ed abitabilità mantenendo dimensioni esterne contenute che ha segnato gran parte della mia carriera. Si tratta di un veicolo che non supera i 4 metri di lunghezza, ecologico, in grado di garantire il massimo in termini di ergonomia e lusso e con un ampio volume di carico. Tex è invece la nostra interpretazione della Volkswagen sportiva di domani”.
Le concept sono alimentate da propulsori Volkswagen: Blue-e-motion è il motore elettrico della Go!, mentre ad equipaggiare la Tex è l’ibrido plug-in Twïn Drive. La Go! è in grado di percorrere 240 km a emissioni zero, mentre la Tex può percorrere 35 km in modalità elettrica. Entrambi i prototipi nascono sulla piattaforma MQB, architettura VW particolarmente versatile in grado di ospitare indifferentemente motori elettrici, ibridi, benzina, diesel, GPL, metano o a idrogeno.
Continua a leggere: Giugiaro Tex e Go!: le immagini ufficiali - Salone di Ginevra 2011
Il principale motivo d’interesse resta sconosciuto. O per lo meno celato alla vista, fino a quando non verrà utilizzato dalle prime vetture di serie attese nel 2012. Le Italdesign Tex e Go! utilizzano infatti la nuova architettura Volkswagen nota come MQB (Modularer Quer-Baukasten), destinata a vetture con trazione anteriore, motore trasversale e in grado di ospitare indifferentemente un sistema elettrico plug‐in, un sistema ibrido, un motore termico benzina, diesel, GPL o metano e addirittura un motore ad idrogeno. La Go! utilizza inoltre il sistema elettrico Blueemotion e percorre 240 chilometri senza emissioni inquinanti, mentre la Tex monta l’ibrido TwinDrive e si accontenta di 35 chilometri in modalità EV.
Nelle vesti di monovolume compatta la Italdesign Go! ripropone i concetti già affrontati da Giorgetto Giugiaro con le New York Taxi (1976), Megagamma (1978), Structura (1998) e Emas (2010). Questo prototipo ha una lunghezza di 3.99 metri ed un passo di 2.70, misure che permettono di ospitare comodamente cinque passeggeri e di stivare nel bagagliaio 400 o 525 litri. Le batterie sono posizionate sotto il pianale, in corrispondenza dei sedili anteriori e posteriori, mentre la distribuzione dei pesi ha rapporto 58:42. L’andamento della vetratura consente al pilota di godere della massima visibilità, anche se i finestrini sono mobili nella sola metà inferiore così da ridurre il peso del meccanismo di controllo. L’abitacolo invece si caratterizza per il posizionamento del quadro comandi, annegato alla base del parabrezza (soluzione fortemente voluta da Giorgetto Giugiaro, spiegano in Italdesign) e lambito dai monitor che proiettano le immagini delle telecamere posteriori.
L’Italdesign Tex, dedicata proprio a Tex Willer, immagina la sportiva Volkswagen del futuro e “mantiene un family feeling che la identifica immediatamente come un prodotto di Wolfsburg vicino alla produzione”. Secondo Fabrizio Giugiaro questa vettura rappresenta “una naturale evoluzione dei canoni attuali con l’inserimento di alcune tecnologie che saranno a breve disponibili sul mercato”. La Tex nasce a partire da un corpo vettura largo 1.75 metri ed alto 1.35, appoggiato su cerchi da 19 pollici e disegnato per ospitare comodamente quattro occupanti. Il sistema Twin Drive si compone del 1.4 TSI, di un sistema elettrico a batterie da 85 kw di picco (400 Nm se utilizzati in modo combinato) e del cambio DirectShift a sette rapporti, che offrono prestazioni di assoluto rilievo: 0-100 km/h in 6 secondi e velocità massima di 220 km/h.
Giugiaro ha lanciato un sito web con i primi indizi della concept car che sarà svelata al salone di Ginevra. Il tema è quello dei colori, ma nessun’altra informazione è per ora disponibile, ad esclusione di un piccolo teaser che mostra una porzione di carrozzeria. Informazioni ed immagini saranno svelate solo in occasione delle giornate stampa del salone svizzero.
La Italdesign di Giugiaro, lo ricordiamo, è recentemente entrata a far parte del gruppo Volkswagen, ma nessun riferimento ai marchi del gruppo tedesco è presente sul sito ufficiale: De’ Silva aveva confermato in una intervista che la Italdesign avrebbe contribuito al salone di Ginevra con due prototipi a marchio Volkswagen (dei 7 previsti), resta da capire se si tratti in questo caso di una terza proposta indipendente.
Sette concept car in anteprima mondiale. Sì, sette. Il sorpasso subito da Renault-Nissan, risultato a fine 2010 il terzo costruttore più grande del mondo, non ha spento l’ambizione di Volkswagen. Che al Salone di Ginevra in apertura il 1° marzo intende mettere in mostra tutta la potenza di fuoco su cui potrà contare per raggiungere nel 2018 il suo obiettivo finale: diventare il costruttore d’auto più grande del pianeta.
Secondo quanto rivelato da Walter de’ Silva -responsabile design del gruppo tedesco- ad Automotive News Europe, le concept car che verranno esposte a Ginevra avranno i marchi Seat, Skoda, Volkswagen ed Audi. La casa di Ingolstadt in particolare, potrebbe esporre ben due prototipi in prima mondiale.
De’ Silva ha poi aggiunto che l’Italdesign di Giugiaro, rilevata proprio da VW la scorsa primavera, contribuirà con altri due prototipi a marchio Volkswagen. Se non sono fuochi d’artificio questi…
Continua a leggere: Volkswagen: sette nuove concept car al Salone di Ginevra
Nella giornata di ieri Volkswagen Auto Group ha formalizzato l’acquisto di Italdesign Giugiaro S.p.a., passata sotto il controllo di Lamborghini che detiene il 90,1% delle azioni. La famiglia Giugiaro resta in possesso del restante 9,9%. Giorgetto Giugiaro ed il figlio Fabrizio sono confermati Presidente e Vice Presidente. “Da oggi (ieri, nda) Italdesign è un membro permanente del Volkswagen Group. Le prospettive non sono mai state così favorevoli”, ha commentato Martin Winterkorn, numero uno VAG. Il gruppo tedesco ha inserito Gerhard Willner (responsabile Volkswagen per lo sviluppo dei nuovi prototipi) e Salvatore Cieri (responsabile finanziario di Lamborghini) nel consiglio d’amministrazione Italdesign, presieduto da Giorgetto Giugiaro.
A seguito dell’acquisizione di Italdesign da parte di Volkswagen, “Il Sole 24 Ore” ha elencato le 15 auto più rappresentative della Casa di Moncalieri disegnate da Giorgetto Giugiaro. Per l’autorevole quotidiano economico italiano, l’auto più rappresentativa del gruppo è la Volkswagen Golf prima serie, nata nel 1974. La seguono le italiane Fiat Panda e Abarth 1600 che si piazzano sugli altri due gradini del podio.
Vengono menzionate anche tre vetture Alfa Romeo, come la Alfasud concepita seguendo le ’scientifiche’ direttive del capo progettista Rusolf Hruska, nonché le coupé Alfetta GT - a cui si aggiunse in seguito il modello Alfetta Gtv - e Alfasud Sprint. “Il Sole 24 Ore” cita anche altre auto italiane disegnate da Giugiaro, come la Lancia Thema, le Fiat Uno e Punto prima serie, senza dimenticare le Maserati Bora e 3200 GT, a cui si aggiungono la Merak e le GT Coupé e Spyder.
Dalla matita di Giugiaro sono nate anche la Volkswagen Scirocco e la Seat Ibiza, primo modello sviluppato dalla Casa iberica in maniera indipendente. La sezione “Motori24” ha annoverato anche la prima Lotus Esprit e la Delorean DMC-12, quest’ultima conosciuta soprattutto per esser stata la protagonista della trilogia cinematografica di “Ritorno al futuro”, assieme a Michael J Fox.
Continua a leggere: Italdesign: le auto più rappresentative disegnate da Giugiaro
“Con l’acquisizione di Italdesign lo stile delle Volkswagen diventerà più creativo”. Walter de’ Silva, numero uno del design di Wolfsburg ne è convinto: secondo lui, la competizione interna che si creerà tra il centro stile da lui capitanato e l’atelier di Giorgetto Giugiaro non potrà che fare bene alle VW che verranno.
Giugiaro, nominato anni fa il migliore car designer del 20° secolo, ha firmato alcune delle tedesche più famose di tutti i tempi, a partire ovviamente dalla prima generazione della Golf. “Io credo che competere con una vera e propria leggenda vivente sarà una sfida fantastica per ogni designer del gruppo Volkswagen”, ha dichiarato de’ Silva.
Dopo l’acquisizione da parte dei tedeschi, Italdesign farà le sue autonome proposte di stile per i modelli del gruppo. Queste verranno poi confrontate con le controparti elaborate dai centri stile delle varie case che fanno capo a Wolfsburg: “la competizione farà bene alla creatività, e VW non vuole essere seconda a nessuno in fatto di stile”, ha concluso il designer.
Continua a leggere: Volkswagen: il design diventerà più creativo
Attraverso una nota diffusa pochi minuti fa, Volkswagen AG comunica di aver acquistato il 90.1% della quota azionaria Italdesign in possesso della famiglia Giugiaro. Martin Winterkorn, presidente del gruppo tedesco, e Giorgetto Giugiaro, fondatore di Italdesign, hanno formalizzato l’intesa in conclusione della conferenza stampa tenuta presso lo stabilimento torinese di Moncalieri. Il marchio italiano verrà controllato dalla Lamborghini Holding, società che gestisce lo stabilimento di Sant’Agata Bolognese ed il Volkswagen Group Italia.
Dopo le firme, Martin Winterkorn, Ferdinand Piëch (presidente del consiglio di controllo di Volkswagen AG), Walter De’ Silva e Rupert Stadler (presidente del marchio Audi) hanno visitato il sito produttivo di Moncalieri e salutato i novecento dipendenti.
L’accordo fra Volkswagen AG e Italdesign Giugiaro verrà formalizzato domani mattina a Moncalieri (Torino), quando la dirigenza tedesca raggiungerà la sede del carrozziere per rendere noti i dettagli dell’acquisizione. Secondo quanto anticipato da Automotive News, Volkswagen assorbirà il 90% della quota azionaria Italdesign lasciando il restante 10% delle mani della famiglia Giugiaro. Giorgetto, attuale presidente, ed il figlio Fabrizio (responsabile del design) continueranno a lavorare per l’azienda anche ad avvenuto acquisto.
Volkswagen sfrutterà l’integrazione con Italdesign per oltrepassare il muro delle 10 milioni di auto vendute all’anno entro il 2018, in modo da essere eletto “primo costruttore”. Inoltre, il gruppo tedesco (Porsche compresa) porterà al debutto 60 nuove vetture fra restyling e modelli inediti nei prossimi otto anni.

Nel corso della prossima settimana, Volkswagen AG comunicherà di aver acquisito la quota di maggioranza nell’azionariato di Italdesign Giugiaro S.p.A. Lo riferisce Autonews, citando due fonti interne al costruttore tedesco. Né Volkswagen né la controparte hanno rilasciato commenti a riguardo. Il costruttore tedesco entra così in possesso di una realtà storica dell’automobilismo italiano, che attualmente impiega 975 dipendenti distribuiti per la gran parte nello stabilimento di Moncalieri.
Il carrozziere torinese, fondato nel 1968 da Giorgetto Giugiaro, ha stipulato nello scorso mese di gennaio un accordo con il costruttore cinese HK Motors per la realizzazione di vetture con alimentazione ibrida.
(Ringraziamo i nostri lettori “Bugatti&91” e “Alfa 159” per la segnalazione)
Se il termine ‘oro’, in malese, significa Eco Moblity Advanced Solutions, allora il destino delle piccole vetture EMAS è già segnato: brillare, piacere e suscitare un desiderio di possesso. Dalla joint venture con Italdesign e Lotus, il marchio Proton ha presentato la famiglia di utilitarie EMAS (in malese, per l’appunto, significa oro), razionale interpretazione di una segmento A ad alimentazione alternativa con spazio interno pari ad una vettura lunga almeno un metro in più.
Si, perché la EMAS di metri ne misura 3.55, ed il suo corpo vettura ha un’architettura quantomeno particolare con il passo lungo ben 2.59 metri che di fatto rende nulli gli sbalzi. Nonostante le ruote posteriori così arretrate, il vano bagagli assicura comunque una capacità di stivaggio pari a 320 litri. Un’ulteriore particolarità della EMAS è rappresentata dai finestrini laterali, mobili solo nella metà inferiore per semplificare il movimento di apertura/chiusura tramite un motorino più leggero.
La gamma si compone poi della EMAS Country, versione crossover che pare non curarsi delle sole tre porte. Queste, infatti, misurano ben 1.35 metri, mentre i sedili posteriori sono avanzati di 12 centimetri rispetto alla EMAS, così da ampliare il vano bagaglio di qualche litro (ora sono 390). La versione crossover, inoltre, dispone di cinque posti effettivi con un divanetto in luogo dei sedili singoli utilizzati dalla cinque porte. L’ultima interprete del terzetto è la EMA3, più corta di 55 centimetri e con una configurazione interna a tre posti “veri” più uno strapuntino d’emergenza.
Continua a leggere: Proton EMAS: tutte le informazioni ufficiali dal Salone di Ginevra 2010