BMW ha realizzato -e messo online nei giorni scorsi- un simpatico video sulla storia di una Isetta, anzi, dell’Isetta di Luca e Giorgia Ferrari, e della loro “pazza idea” di prendere parte alla Mille Miglia a bordo della vetturetta. Come raccontato dalla voce degli stessi protagonisti, la piccola storica non solo è riuscita a portarli al traguardo, ma lo ha fatto attirando la simpatia e i sorrisi di tante persone nelle città toccate dalla corsa.
“Se dovessi rifare la Mille Miglia, ripartirei solo con l’Isetta”, afferma in conclusione il buon Luca. E se la pubblicazione di questo video non fosse del tutto casuale, ma preludesse al remake di una BMW “minima”, quella MegaCity ricca di fibra di carbonio (e presumibilmente elettrica) di cui si parla ormai da tempo?
Bmw ha rispolverato lo scooter C1, sottoforma di un nuovo prototipo elettrico chiamato C1-E. Sebbene non ne sia stata annunciata la produzione in serie, si tratta comunque di un segnale importante da parte della casa di Monaco che, nel pur fallimentare progetto C1 che non ha avuto il successo sperato, torna a far parlare di sè sull’elettrico quando tutte le antenne sono puntate verso la Isetta ed il noto “project i“.
Il motore da 27 Cv è dotato di batterie al litio e tutta la tecnologia proveniene dalla Americana Vectrix. L’autonomia è di circa 100 km, con una accelerazione da 0 a 80 km/h in circa 7 secondi. La C1 originale, prodotta dal 2000 al 2003 in circa 16.000 esemplari, resta ancora oggi un esempio di sicurezza su 2 ruote, grazie al sedile con cinture integrale, tetto rigido e sul prototipo Bmw ha introdotto anche ABS, controllo di trazione, stabilità e pressione pneumatici. Bmw ha realizzato la C1-E all’interno del progetto European eSUM safety project.
Via | Motoblog.it
La BMW iSetta del terzo millennio potrebbe avere le forme della Peugeot BB1, l’interessante concept car presentata dalla Casa del Leone all’ultimo Salone di Francoforte. Questa operazione rientrerebbe nell’ambito dell’accordo stipulato tra la Casa bavarese e PSA. Il gruppo d’oltralpe e BMW già collaborano per i propulsori di piccola cilindrata e in futuro concentreranno le proprie attività al fine di contenere i costi di progettazione e produzione.
Se la citycar di Monaco dovesse derivare dalla BB1, avrebbe uno stile molto simile al render realizzato sulla base delle indiscrezioni circolate a riguardo. Restano da chiarire, però, molti lati oscuri di questa poco probabile joint-venture. Infatti, la Peugeot BB1 è una vettura a trazione anteriore e, quindi, sarebbe in contrasto con la filosofia progettuale di BMW. Inoltre, se la concept francese dovesse essere prodotta, non è noto se manterrà una delle sue particolarità tecniche, vale a dire la presenza del manubrio al posto del volante di guida.
Render BMW iSetta su base Peugeot BB1
Via | Automocionblog
Bmw potrebbe aver scelto i-Setta come nome per il quarto brand del gruppo, dedicato al progetto dell’auto elettrica Megacity, nell’ambito del Project i. La scelta dell’Isetta, anche se con una piccola modifica alla dizione, è un omaggio alle origini del marchio tedesco e viene dato ormai per certo, sopratutto alla luce del nuovo spot ideato per il museo Bmw, dove le riproduzioni della storica utilitaria sono diventate protagoniste.
Dopo l’annuncio della collaborazione con Bosch e Samsung per le batterie al litio, Bmw è quindi lanciata verso questa nuova sfida, in una fascia di mercato inedita e con una data di lancio, il 2015, più lontana rispetto alla concorrenza.
Via | BimmerFile

La prima Bmw appartenente alla famiglia Project i debutterà nel 2012. E, secondo un’intervista rilasciata dall’amministratore delegato Norbert Reithofer, sarà una quattro posti compatta nelle dimensioni, con sbalzi contenuti, ampie carreggiate ed un padiglione spiovente; il design, “bavarese” fino all’ultima nervatura, viene definito già ora inconfondibile.
Per i mercati orientali, la City (questo il nome provvisorio) dovrebbe adottare motori a combustione, mentre in Europa e Stati Uniti sarà previsto il solo propulsore elettrico, alimentato da batterie al litio, con un’autonomia massima di circa 160 chilometri. Ancora da definire il brand con cui sarà lanciata: oltre a Bmw e Mini vengono fatte fantasiose ipotesi su Isetta, Dixi ed Austin.
Via | Car And Driver e Swissinfo
Nel marzo 2008 BMW aveva annunciato la volontà di voler fondare una nuova divisione di ricerca chiamata “Project i” col target di sviluppare numerose soluzioni per i veicoli destinati all’uso nel traffico dei grandi centri urbani. L’obbiettivo non è quello di sviluppare uno specifico modello bensì di creare una serie di tecnologie che la casa tedesca possa includere nella sua gamma o anche sotto un rumoreggiato quarto brand.
A circa un anno di distanza è arrivato il primo prodotto del nuovo centro di sviluppo, la Mini-E che BMW utilizzerà per ricevere impressioni e consigli da parte dei potenziali clienti che desiderano un veicolo urbano ma anche a emissioni zero. E’ proprio da qui che parte il nuovo progetto della casa bavarese.
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Il quotidiano finanziario tedesco Handelsblatt ha lanciato ombre sul ventilato accordo tra Fiat e Bmw, alla luce dello storico accordo fatto dal gruppo Italiano con Chrysler. Secondo questa fonte le affermazioni dello stesso Sergio Marchionne circa la necessità di accordarsi “con grandi costruttori di massa” avrebbero persino potuto ledere l’immagine del gruppo Bmw, se l’accordo avesse preso piede in maniera più ampia.
Fonti interne Fiat e Bmw hanno confermano comunque che gli accordi non sono stati bloccati e proseguono gli studi di fattibilità per trovare importanti sinergie tra i prodotti Alfa Romeo e Mini della prossima generazione, oltre che la più volte vociferata collaborazione per le versioni ibride ed elettriche Topolino ed Isetta.
Via | RaiNews24 e MotorAuthority (grazie a Alfonso per la segnalazione)

Il nuovo rendering della BMW Isetta (così la chiamiamo in attesa di un nome ufficiale) è un nuovo passo avanti nel conto alla rovescia per il lancio della vettura. Perché oramai, come confermato anche da fonti interne BMW, per i vertici di Monaco il problema non è più “se” farla, ma è passato al “quando” è il momento migliore per il debutto sul mercato.
60 anni fa BMW aveva bisogno di una piccola, Low Cost ante litteram, per dare una risposta ad un mercato postbellico povero e depresso per cui produceva i grossi e costosi modelli 503 e 507 che erano stati pensati e progettati per una Germania ricca che era stata cancellata dalla guerra.
Oggi BMW, che ha la fortuna dal punto di vista del marketing di avere nel suo DNA storico una vettura del genere, ha altrettanto bisogno di una auto piccola e ad alti contenuti tecnologici, con un probabile futuro elettrico o ibrido, per bilanciare la produzione di CO2 dei modelli “alto di gamma”.
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