Honda presenterà al Tokyo Auto Salon 2010 la Insight Sports Modulo Concept. Si tratta di una rivisitazione in chiave sportiva della Insight ibrida, un tema che è stato recentemente affrontato anche con il lancio a Detroit della nuova coupè ibrida CR-Z. Honda definisce la Insight Sports Modulo secondo la inedita filosofia “Exciting Eco”: è stata modificata nell’estetica e nell’aerodinamica, con speciali cerchi in lega dal design inedito.
E’ inoltre dotata di un complesso sistema di illuminazione LED che sottolineano le parti maggiormente modificate, nella zona dei paraurti, passaruota e nel volume posteriore. Gli interni propongono sedili sportivi e nuove finiture, mentre non sono state comunicate modifiche al propulsore, il 1,3 con sistema ibrido IMA capace di erogare 98 Cv.
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In una intervista ad Autocar, il CEO Honda Takanobu Ito ha delineato le future strategie della casa giapponese per il mercato Europeo. In futuro aumenterà la condivisione di piattaforme tra i modelli, per poter offrire una gamma più varia senza necessità di aumentare esponenzialmente gli investimenti legati agli sviluppi tecnici. Ito ha ammesso che la prima Civic IMA Ibrida è stata un flop, ma è convinto che Insight e CR-Z siano i prodotti adatti alle attuali necessità del mercato e siano in grado di modificare la percezione del brand honda da parte dei clienti europei: in questo senso sono confermati i test nel vecchio continente della FCX Clarity ad idrogeno, per una sua futura commercializzazione. Anche le ricerche sui propulsori diesel a basso impatto ambientale stanno proseguendo, anche se non ci saranno novità di prodotto a breve termine.
Ad una domanda diretta circa l’impegno di Honda per una auto elettrica, Ito ha confermato la volontà di studiare a fondo la questione. L’attuale tecnologia non permette di utilizzare batterie dalla capienza sufficiente, se non con pesi ed ingombri che pregiudicano l’autonomia ed il divertimento alla guida. Per questo le ibride sono considerate l’attuale soluzione ottimale, mentre i sistemi fuel cell rappresentano la speranza per il futuro, ma solo tra circa 20 anni. Secondo Ito una vettura elettrica, allo stato attuale, può essere interessante soltanto come city car, tema su cui stanno portando avanti degli studi approfonditi. L’obiettivo a breve termine resta comunque quello di portare al massimo successo commerciale la Jazz, magari proprio con l’attesa Jazz Hybrid e grazie alla produzione in territorio Europeo.
Ito ha anche risposto ad una pungente domanda tecnica in merito all’utilizzo della fibra di carbonio nella produzione di massa: l’interessante possibilità di ridurre drasticamente il peso di alcune componenti è stato ovviamente preso in considerazione, ma i sensazionalistici annunci di alcune case concorrenti non lo trovano d’accordo: oltre alle costose lavorazioni per la produzione dei componenti, l’impossibilità di utilizzare fibra riciclata nella produzione rappresenta un ostacolo sicuro alla diffusione in massa.




Via | Autocar
Il Governo Giapponese si interrogherà presto sull’opportunità di rendere più rumorose le auto ibride, utilizzando un vero e proprio generatore di suoni. Il problema nasce dalla diffusione di queste vetture nei centri urbani, dove il rischio di incidenti con i pedoni aumenta sensibilmente a causa della mancanza dell’abituale “sonorità” delle autovetture convenzionali.
In particolar modo vetture come Toyota Prius ed Honda Insight sono assolutamente silenziose utilizzando il solo motore elettrico, diventando paradossalmente più pericolose, pur rispettando l’ambiente come nessun altro veicolo a motore. Il problema, ovviamente, diventa realmente serio per i ciechi, ma in realtà tutti i pedoni sono potenzialmente coinvolti.
Il generatore di suoni a cui si sta pensando dovrà quindi essere capace di attirare l’attenzione senza diventare fonte di disturbo per le zone abitate e per il livello generale di rumorosità, attutito dall’uso della propulsione elettrica. Questa problematica è sorta anche negli Stati Uniti, infatti nei mesi scorsi si era già parlato di un simile dispositivo in fase di studio per la Chevrolet Volt.
Via | Autocar
Complice la crisi particolarmente pesante in Giappone, Toyota ha deciso di combattere l’avversaria Honda sul tema delle vetture ibride. Il successo del lancio della Insight ha infatti preoccupato i vertici Toyota, tanto da mettere subito mano al listino della nuova Prius terza generazione: un ribasso dei prezzi di circa 2500 € consentirà quindi alla nuova Prius base di allinearsi con quello della versione intermedia della gamma Insight.
Ma non è tutto: la seconda serie della Prius, il modello uscente, rimarrà in produzione e sarà proposto ad un prezzo identico al modello base della Insight, per poter competere sotto ogni punto di vista. La notizia è relativa ai listini Americani e giapponesi, dove la vendita delle versioni ibride è molto importante per le quote di mercato, ma non è escluso che una operazione simile avvenga anche in Europa.
Via | Autoemocionblog.com
Questo è lo spot televisivo realizzato per il lancio della Honda Insight, la vettura ibrida giapponese che sta ottenendo ottimi riscontri di vendite già dopo poche settimane. Per realizzare queste sequenze, un gran numero di Insight è stato parcheggiato ed utilizzato come i led di un enorme schermo, sfruttando la luce dei fari al tramonto.
Via |Autoblog.com
In Giappone la Honda Insight ha iniziato la sua carriera commerciale ad un prezzo corrispondente a circa 16.000 € per la versione d’attacco. Non sono stati ancora ufficializzati i prezzi Europei, ma le ultime indiscrezioni danno come certo un prezzo d’attacco di poco inferiore ai 20.000 €: questo significherebbe, per chi potrà usufruire dei recenti eco incentivi italiani, acquistare la insight per circa 15.000 €, un prezzo davvero allettante e molto concorrenziale anche rispetto a vetture tradizionali.
Nel frattempo i primi test su strada iniziano a riportare dati realistici sui consumi: Quattroruote, in una prima presa di contatto, ha ottenuto valori di consumo urbano compresi tra 5,6 e 6,5 l/100km (dati del computer di bordo). Oltre al curioso sistema di icone floreali che segnala al guidatore il grado di “ecologia” del proprio stile di guida, è da sottolineare la presenza di un pulsante, anch’esso con simbolo floreale, che attiva particolari mappature di motore, cambio e persino gestione del climatizzatore per contenere al massimo i consumi.
Via | Quattroruote
I colleghi di Autosblog.fr hanno approfittato del debutto della nuova Honda Insight per fare un tuffo nel passato, fino a 10 anni fa, quando Honda lanciò la prima serie della Insight sul mercato. Derivata da una concept del 1997, la Insight era all’epoca una coupè compatta, con tecnologia ibrida, dove il motore elettrico da 13 Cv lavorava solo in abbinamento al motore endotermico 3 cilindri da 1 litro e 70Cv.
La linea piuttosto particolare e le soluzioni aerodinamiche come le ruote posteriori carenate consentivano di limitare il Cx a 0,26 mentre la struttura leggera dell’auto e le sue dimensioni compatte limitavano la massa totale a 900kg. La velocità massima era di 171 km/h , mentre i 100km da fermo venivano raggiunti il 10,6 secondi, emettendo appena 80 g/km di CO2. All’epoca furono consegnati soltanto 13.000 esemplari, ma si aprì per Honda una strada che a portato alle evoluzioni tecnologiche che oggi conosciamo.
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Dopo averla presentata in veste ufficiale al salone di Detroit, Honda torna sulla Insight per svelarne gli accessori più scenografici (non abbiamo voluto usare l’aggettivo “futili…”). Il costruttore giapponese ha infatti pensato bene di realizzare una plancia con illuminazione blu, ornata da inserti in acciaio sulle porte. Non chiedeteci il perché; almeno poteva essere verde…
Non manca il sistema multimediale, con hard disk da 40 Giga e due monitor LCD per i passeggeri posteriori. La carrozzeria, invece, deve sobbarcarsi bandelle sottoporta e spoilerini di dubbio gusto, i quali non enfatizzano di certo la sua leggiadria stilistica. Il montante centrale con finitura satinata ed i cerchi in lega da 15 o 16 pollici completano la dotazione.
Dopo le foto ufficiali ed i dettagli tecnici ecco un video della nuova Honda Insight, l’ibrida nata per sfidare sul campo la nuova Toyota Prius. Proprio come la “famosa” avversaria, anche Honda punta a 200.000 esemplari nel 2009 nel mercato nord Americano, sperando così di recuperare quanto perduto con la crisi e con i modelli tradizionali. Il prezzo dovrebbe essere più conveniente rispetto alla Prius, secondo la fonte circa 21.000 € contro 26.000 sul mercato Americano.
Dovrebbe arrivare anche sul mercato Italiano già ad aprile. La Insight monta un 1.3 benzina da 88 CV e 123 Nm abbinato ad un unità elettrica da quasi 14 CV e 103 Nm, con un consumo medio dichiarato di 4,4 l/100 km e soli 101 g/km di C02 emessi.
Via | Quanteruote
Honda potrebbe realizzare una versione ibrida della Jazz nel 2o10, utilizzando la stessa componentistica della Insight che debutterà a Gennaio al salone di Detroit. Il motore 1,3 litri benzina abbinato a quello elettrico dovrebbe garantire consumi medi di 3,5 l/100km, pari a 28,5 km/l. Ovviamente una versione del genere darebbe il via alla “corsa” alle ibride compatte anche per le altre case, giapponesi in testa.
Secondo la fonte Honda conta di vendere 500.000 Jazz nel 2010 grazie a questa versione, che si aggiungerà alle altre ibride: Insight, civic e la versione di serie della CR-Z Coupè, attesa anch’essa nel 2010. Nel frattempo la casa giapponese ha avviato una collaborazione con la GS Yuasa Corporation per lo sviluppo delle batterie agli ioni di litio. La GS Yuasa ha già collaborato in passato con Mitsubishi per tecnologie simili.