Anche Fiat, nel suo piccolo, può essere considerato un marchio premium. Ed è per questo motivo che la futura low cost dedicata all’Europa ed ai mercati emergenti non verrà commercializzata con il logo rosso-avorio. Nel corso di un’intervista rilasciata al giornale indiano Daily News and Analysis, Sergio Marchionne, ha precisato che il modello ulta-economico non verrà offerto con marchio Fiat perché quest’ultima “è un premium brand nel segmento di riferimento”.
Lo stesso amministratore delegato ha poi svelato una inedita prospettiva. A domanda sull’ipotesi di sfruttare la piattaforma della Tata Nano, in un’ottica di serrata collaborazione con il costruttore orientale, la risposta è stata laconica: “ci sono numerose opzioni al vaglio, e questa potrebbe essere compresa”. Una battuta anche sullo stabilimento indiano di Ranjangaon, locus in cui potrebbero nascere tutti i modelli giramondo: questo impianto produttivo è di livello mondiale – ha sottolineato Marchionne – e potrebbe ricevere un impulso dall’aumento della capacità produttiva: sto pensando alla fabbrica di Tychy, passata in breve tempo dalle 250,000 alle 600,000 unità annue.
Via | Il Sole 24 Ore (Grazie a derek per la segnalazione)
Altro che diplomazia. Altro che dichiarazioni sottili condite da “se”, “ma”, “forse”, “a patto che…”: questo è un benservito chiaro e tondo, e nemmeno dei più carini.
Dopo aver gingillato qualche settimana con il giocattolo ormai rotto, limitandosi a parlare di “revisione dei programmi” per il marchio Hummer, General Motors ha rotto gli indugi, mettendo allo scoperto le vere intenzioni per il futuro dei suoi grossi fuoristrada, divenuti all’improvviso troppo ingombranti nel portafoglio marchi di Detroit.
Automotive News ha infatti rivelato alcune dichiarazioni rilasciate ad una conferenza stampa in India da Fritz Henderson, Chief Operating Officier del gruppo americano. Nelle parole del manager, come da titolo, la vendita del marchio Hummer è stata definita “urgente”. Del resto il mercato USA è da tempo con l’acqua alla gola e non c’è tanta scelta.
Continua a leggere: GM: la vendita di Hummer ora è "urgente"
C’è aria di crisi negli stabilimenti indiani della Tata. Una grande contestazione politica sta mettendo i bastoni tra le ruote del più grande progetto del costruttore indiano, la piccola Nano. Lo stabilimento di Singur è stato presidiato per ore da un partito che rappresenta i contadini della zona, decisi a non cedere i 162 ettari di terreno destinati all’ampliamento della fabbrica. Il governo del West Bengal non è riuscito a trovare un accordo, ma stavolta non potrà soffocare la rivolta con la violenza, come accaduto un anno fa.
Data la situazione la produzione è stata fermata, in attesa di ulteriori sviluppi e Tata ha già minacciato il governo locale di spostare tutta l’attività in un altro Stato, se non fosse possibile trovare una soluzione in tempi brevi. Del resto non allargare il sito produttivo significherebbe demandare all’esterno molte lavorazioni, allontanando quindi la possibilità di mantenere il prezzo della Nano entro le 100.000 Rupie, i famosi 1700 € di cui tanto si è parlato.
Via | Ilsole24ore (grazie a derek per la segnalazione)
E’ stata completamente rinnovata la Tata Indica, che ora riceve la nuova denominazione Indica Vista e propone una linea più fresca rispetto alla precedente. Anche gli interni sono stati aggiornati, con la disposizione centrale della strumentazione, come per la piccola Nano.
La 2 volumi indiana, lunga 3,79 metri, è proposta con motorizzazioni diesel da 65Cv e 75Cv, quest’ultima in collaborazione con Fiat e con un 1.2 benzina come modello d’accesso. I prezzi sul mercato indiano sono compresi tra 5500 € e 7600 € e non ci sono ancora informazioni circa l’esportazione di questo modello, nè sulla sua presenza al salone di Parigi. Tata proporrà la Indica Vista con le dotazioni di sicurezza più importanti come Airbag, ABS ed EBD.
Via | Es.Autoblog.com (grazie a ruggy per la segnalazione)
Passata la paura di dover rinviare il debutto, è confermata per il 15 Settembre la produzione dei primi esemplari di Tata Nano negli stabilimenti indiani di Singur. La commercializzazione inizierà alla fine del mese sul mercato interno. Diffusi anche i dati tecnici definitivi: il motore è un bicilindrico a benzina di 624cc capace di 30Cv e la velocità massima è limitata ad appena 70 km/h. la Nano è omologata per 4 posti, è lunga 3,1 metri, larga 1,5 ed alta 1,6. Il prezzo indiano è pari a 1700 € e non ci sono ancora notizie in merito all’esportazione: così com’è, come suggerisce la fonte, potrebbe forse essere venduta con quadriciclo da guidare senza patente, con alcune modifiche e, purtroppo, grossi dubbi sulla sicurezza passiva in caso di incidente.
Via | Repubblica (grazie a ruggy per la segnalazione)
La A del nome è rimasta. La spavalderia delle linee, invece, si è purtroppo dissipata. Dopo aver mostrato la “musa ispiratrice” A-Star allo scorso salone di Nuova Delhi, Suzuki presenta la Alto, vettura compatta attesa al debutto al prossimo Salone di Parigi.
In attesa di una press-release ufficiale, l’unico dettaglio svelato consiste nella motorizzazione: un litro di cilindrata, emissioni contenute in soli 109 grammi di CO2 al chilometro, omologabile Euro 5. L’inizio della produzione, presso lo stabilimento indiano di Manesar, avrà avvio nel prossimo ottobre: plausibile quindi aspettarsi uno sbarco negli autosaloni per la primavera 2009.

Via | World Car Fans (Grazie a corvettec6r per la segnalazione)
Ford Motor Company, con la cessione di Jaguar e Land Rover al colosso indiano Tata, ha di fatto aperto la strada a una nuova fase delle trattative con i costruttori indiani, assurti al ruolo -finora inedito per loro- di player di primo piano nello scacchiere mondiale dell’automotive.
Stando alle ultime indiscrezioni, anche GM e Chrysler avrebbero più di qualche interesse ad intrecciare rapporti con i più grandi automakers indiani, nello specifico Tata e Mahindra. Vediamo nel dettaglio cosa c’è sui due tavoli.
Continua a leggere: Gli USA flirtano con l'India? GM e Chrysler in trattative con Mahindra e Tata

Nella giornata di oggi Toyota Motor Corporation ha tenuto una solenne cerimonia per festeggiare l’inizio dei lavori del suo secondo stabilimento in India.
Il nuovo impianto, una volta a regime, dovrà sostenere un ritmo produttivo pari a 100.000 unità annue e sarà dedicato all’assemblaggio di sole automobili. Tra i modelli che verranno realizzati nella nascitura fabbrica figura anche una non meglio definita “compatta” di prossima presentazione.
Le catene inizieranno a funzionare a partire dal 2010.
Via | CarScoop
Il direttore esecutivo delle attività nel continente asiatico di Volkswagen, Adrian Hallmark, ha dichiarato che dalla seconda metà del 2010 il marchio tedesco produrrà una vettura low cost in India, iniziando con circa 15.000 unità annue.
Basata sulla piattaforma della nuova Polo, dovrebbe avere un prezzo di circa 3.500 $ e sarà poi esportata sui principali mercati asiatici. Volkswagen ha investito 580 milioni di Euro per costruire lo stabilimento di Chakan, vicino a Pune, dove sarà prodotta anche la Skoda Fabia. Inizialmente lavorerà ad un regime di circa 100.000 vetture annue. Sul mercato Indiano sono già presenti Passat e Jetta, prodotte nello stabilimento di Aurangabad, mentre Tuareg e Phaeton vengono importate.
Via | Autolinknews.com
Evidentemente la carica rivoluzionaria della “people’s car” indiana, la Tata Nano, non si è esaurita con il debutto internazionale. Il propulsore alimentato a benzina da 33 CV che la equipaggia potrebbe infatti essere presto affiancato da un’unità ad aria compressa sviluppata con i francesi di MDI.
Il motore, secondo la casa, emette un terzo della CO2 di quanto farebbe un propulsore a combustione interna di pari cubatura: l’aria fredda, compressa fino a 300 atmosfere entro appositi serbatoi, viene riscaldata ed immessa nei cilindri di un motore a pistoni (del tutto simile nell’architettura ad una comune unità termica) i quali vengono azionati dall’espansione del gas, senza tuttavia che questa fase sia preceduta da alcuna combustione.
A generare le pur basse emissioni inquinanti di questa forma di propulsione, sono i combustibili impiegati per riscaldare l’aria prima dell’immissione nel cilindro.
Continua a leggere: La Tata Nano potrebbe ricevere il motore ad aria compressa
La X-Bow era solo il primo passo. E fin qui ci può stare: un costruttore ha tutto il diritto di ampliare i propri orizzonti e la sua gamma. Ma, come dire, ci saremmo aspettati qualcosa di più convenzionale. E invece no. Gli austriaci della Kraftfahrzeuge Trunkenpolz Mattighofen stanno preparando tre prodotti che poco hanno a che fare con la micidiale naked di carbonio.
Come da titolo si tratta di una citycar, di una low-cost e del “primo SUV spartano ed eco-friendly”. Cosa si cela sotto questa definizione? Vi basti sapere che internamente (ed amichevolmente) questo offroad viene chiamato “il nuovo Haflinger”.
Per chi non lo conoscesse si trattava di un piccolo (350 cm di lunghezza, 600 kg di massa a secco, motore bicilindrico boxer 650 raffreddato ad aria) ma efficacissimo fuoristrada prodotto tra il 1959 ed il 1974 dall’allora Steyr-Daimler-Puch. Il suo erede ne riprenderà le dimensioni ridotte e la carrozzeria cabrio (quasi sicuramente sarà un soft-top), oltre alle ineguagliabili doti in fuoristrada. Ma non è tutto qui.
Continua a leggere: KTM lavora su low cost, citycar e sport utility

Continua ad andare avanti la politica di alleanze mirate del Gruppo Chrysler: attualmente le collaborazioni attive comprendono le partnership con Nissan, Chery (per la realizzazione della piccola) e Tata, e proprio l’accordo con quest’ultima, riguardante lo sviluppo di un’auto elettrica, sembra aprirsi a nuove, interessanti prospettive.
Come avevamo anticipato a fine gennaio, il mezzo sarebbe stato un piccolo truck, ed ecco arrivare ora le conferme alle indiscrezioni: Tata sta lavorando sullo sviluppo di un piccolo pick-up, dotato di motore elettrico, da commercializzare in America Settentrionale.
Il quotidiano indiano Economic Times, in riferimento a questo piccolo veicolo commerciale, scrive che si tratta di una versione elettrica dell’Ace (foto), e che il prezzo di partenza sarà nell’ordine di 5000 dollari. La commercializzazione avverrà sotto l’egida della GEM, Global Electric Motorcars, divisione interna di Chrysler LLC, ma ancora non è dato conoscere volumi di vendita (avevamo parlato di 50.000 unità annue a regime), data del debutto e listini ufficiali.