La divisione indiana del gruppo General Motors ha raggiunto un accordo con Reva per lo sviluppo congiunto di autovetture elettriche destinate al mercato indiano. «Siamo soddisfatti della partnership – commenta Karl Slym, presidente di GM India – con un’azienda leader nel settore. Stringeremo inoltre i rapporti con il nostro governo cosicché venga creata la rete di infrastrutture necessaria».
L’intesa fra i due costruttori ha come obiettivo la realizzazione di piattaforme, sistemi di controllo, oltre a creare i presupposti tecnologici per lanciare sul mercato una famiglia di veicoli economi e compatti già entro la fine del 2010.
Ford presenta la Figo, Fiesta di quinta generazione ristilizzata per debuttare nel mercato indiano. «Con questo prodotto vogliamo dimostrare il nostro interesse verso l’utenza asiatica – spiega Alan Mulally, amministratore delegato del gruppo statunitense –. Siamo convinti che la Figo rispetti i desideri degli automobilisti indiani, rilevandosi compatta apprezzata ed attesa».
Durante la conferenza stampa di presentazione, il presidente e direttore di Ford India ha poi convenuto che «la compatta sarà competitiva anche al cospetto della concorrenza. La Figo è il primo tassello per rendere il nostro marchio protagonista anche nel mercato indiano». Infine, le cifre del progetto: lo stabilimento di Chennai raddoppierà il proprio ritmo produttivo a 200.000 Figo annue, mentre i costi di sviluppo dell’”ex Fiesta” ammontano a 500 milioni di Dollari.
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Come avevamo anticipato martedì, Mahindra presenterà in anteprima mondiale al prossimo Motor Show di Bologna la nuova Thar Concept, un prototipo di fuoristrada “duro e puro” che promette un carattere da offroader senza troppi compromessi o concessioni all’apparenza.
Ieri la filiale italiana della casa indiana ha diramato la prima immagine dell’auto e l’aspetto decisamente poco gentile e “urbano” delle forme non fa che confermare quanto previsto: la Thar è agli antipodi dei SUV, non piacerà ai fighetti da lounge bar e finirà certamente nelle mani di chi bada all’essenziale e richiede una praticità estrema senza spendere fortune. Alla faccia delle mode del momento.
Continua a leggere: Mahindra Thar Concept: ecco la prima immagine
Mahindra esce allo scoperto con i suoi piani per il Motor Show 2008, dove presenterà in anteprima mondiale un prototipo di fuoristrada turbodiesel, la Thar Concept.
La proposta degli indiani consiste in un modello a trazione integrale che promette, al momento della (probabile) commercializzazione, listini assolutamente invitanti e doti da fuoristrada “vero”, grazie alle sue caratteristiche di semplicità e robustezza. Il giudizio raccolto a caldo alla manifestazione bolognese sarà molto importante per il futuro di serie di questo offroad, che prende il nome dall’omonimo deserto indiano.
A spingere il Thar ci penserà un quattro cilindri turbodiesel common-rail da 2.5 litri di cilindrata e 107 CV di potenza, frutto di una collaborazione tra la austriaca AVL e la tedesca Bosch e prodotto in India.
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Proseguono gli avvistamenti della prossima Suzuki Kizashi, nuova berlina media della casa nipponica attesa sui mercati per il 2010. Dopo le prime foto spia scattate negli USA, queste nuove immagini testimoniano come i collaudi vadano avanti anche sulle strade del Vecchio Continente.
La fantasia delle case nell’inventare nuove camuffature dalle grafiche più estroverse sembra non avere fine: seguendo gli esempi di Opel e BMW, anche in Suzuki hanno deciso di non farci capire un tubo dai muletti. Ciononostante, si riescono ad individuare chiaramente alcuni fondamentali stilistici, come l’andamento del padiglione, la forma dei gruppi ottici anteriori e il design della mascherina, oltre a quello dei cerchi, apparentemente defintivi.
A livello di motorizzazioni per ora ci limitiamo a confermare quanto finora scritto, e dunque: 3.6 V6 GM a iniezione diretta da 300 CV per il top di gamma -dove troveremo pure la trazione integrale- e 2.5 quattro cilindri abbinato alla trazione anteriore per la versione più accessibile. Oltre che in Giappone, sembra che la prossima Kizashi, modello da cui ci si aspettano listini ragionevoli e un buon rapporto qualità/prezzo, verrà realizzata pure in India, nel nuovo stabilimento di New Delhi, da dove usciranno le unità destinate ai mercati emergenti.

Paese che vai, foto spia che trovi: nemmeno in India ci si salva dagli spioni e pure la Tata Nano, ormai celeberrima auto del popolo dell’enorme paese asiatico, è stata “pizzicata” da qualche appassionato locale, che ha avuto la fortuna di imbattersi in alcuni esemplari di prova della semplice vetturetta.
Niente camuffature, niente pannelli protettivi, tanti sorrisi per i collaudatori: la Nano è stata presentata nel mese di gennaio all’ultimo Salone di New Delhi e non c’è più bisogno di mantenere il segreto intorno alle sue linee semplici e informali.
Nonostante i rallentamenti occorsi in seguito alla protesta dei contadini espropriati per la costruzione dello stabilimento del Bengala Occidentale, la produzione sembra aver già ripreso ai ritmi dovuti, dopo aver traslocato presso le fabbriche di Pune e Pantnagar.
Continua a leggere: Tata Nano: proseguono i collaudi in vista del lancio di dicembre

Ancora si parla della Nano e del suo incerto arrivo in Europa che già iniziano a rincorrersi le voci riguardo la prossima “bomba” di Tata: l’auto elettrica di serie. Sì vabbè, nel 2015, direte voi. Macché: mister Ratan la promette già per l’anno prossimo.
Non è previsto l’arrivo di un nuovo modello in occasione di quest’importante debutto: sarà la Indica a ricevere in dotazione il motore a zero emissioni. Questa unità propulsiva sarà sviluppata grazie al know-how di Miljø Grenland/Innovasjon, piccola azienda norvegese sviluppata nei motori elettrici di cui Tata ha recentemente rilevato il 50,3% dietro un corrispettivo di 1.420.000 dollari.
Il debutto della Indica EV è solo il primo passo di una sempre maggiore collaborazione tra Tata e la neo-acquisita norvegese: gli scandinavi infatti si occuperanno in futuro della conversione elettrica di altri modelli Tata già in vendita in tutto il mondo. Le Tata elettriche saranno equipaggiate con un moderno accumulatore ai polimeri di litio, che consentiranno -già al loro debutto sulla Indica- un’autonomia di 200 km e uno scatto da 0 a 100 in meno di 10 secondi.
Via | AutoWeek
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E’ ufficialmente iniziata la produzione indiana della nuova generazione di Audi A4. Quest’ultima è stata lanciata in luglio sul mercato indiano ed è il secondo modello (il primo è stato la A6) della gamma del costruttore tedesco ad essere assemblata nell’impianto di Aurangabad. Il target è quello di arrivare a produrre annualmente circa 11.000 A4 e 7000 A6, continuando ad investire fino a 30 milioni di euro. L’India, nel giro di pochi anni, sarà uno dei mercati più importanti per i costruttori premium. Basti pensare che nei primi otto mesi del 2008 le vendite Audi si sono alzate del 190%.
La rete distributiva del brand sarà inoltre ampliata ad altre 12 unità, per garantire ai modello della gamma il più ampio successo possibile. Del resto i progetti della casa sono ambiziosi: arrivare a vendere 1000 veicoli entro quest’anno, 3000 nel 2010 e 10.000 nel 2015. E la A4 sarà una delle chiavi di volta per raggiungere tali numeri.
Via | Audi Ag
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In un periodo dove i risultati di vendita sembrano dei bollettini di guerra e per alcune case le percentuali di vendita sembrano essere sempre contraddistinte dal segno”-” è da segnalare che il Gruppo Volkswagen va in netta controtendenza, piazzando sul mercato mondiale 4,24 milioni di veicoli da gennaio ad agosto 2008. Questo significa un +4,1% su un mercato globale che arretra allo -0,4%.
Il vice direttore vendite e marketing del gruppo VW, Detlef Wittig, ha commentato che le ragioni del successo stanno in un portafoglio di prodotti in grado di soddisfare ogni esigenza, segmento e mercato; tutto questo in un contesto di compatibilità ambientale di eccellenza rispetto alla concorrenza. Pochissimi prodotti sono stati particolarmente significativi o rivoluzionari; ma i dati dimostrano come nel recente passato a Wolfburg si è lavorato bene su più fronti, sia di mercato che di prodotto. Senza i clamori mediatici di qualche concorrente che negli scorsi anni di “vacche grasse” ha annunciato roboanti previsioni di vendita e che ora si trova a dover stringere la cinghia, alla VW hanno costruito una gamma di marchi in grado di crescere un po’ meno velocemente, ma di reggere meglio la tempesta economica in atto.
L’italiana Zagato ha ceduto il 49% alla Autoline Industries Limited, Gruppo indiano che opera nel settore della produzione, design ed ingegnerizzazione. Per la storica firma italiana si tratta, come ha sottolineato lo stesso Andrea Zagato, di un grande passo avanti, viste le potenzialità tecnologie offerte dal nuovo partner. Allo stesso tempo Gopal Patwardhan, numero uno di Autoline, si è detto entusiasta del progetto, così da poter unire le capacità produttive complete del proprio gruppo con il design raffinato ed esclusivo di Zagato.
Il progetto è stato indirizzato verso il concetto di “Art to Part” (dall’arte al componente) e le principali applicazioni saranno legate al settore automobilistico e genericamente a quello dei trasporti.
Via | MotorAuthority (grazie a Bugatti&91 per la segnalazione)
Anche Fiat, nel suo piccolo, può essere considerato un marchio premium. Ed è per questo motivo che la futura low cost dedicata all’Europa ed ai mercati emergenti non verrà commercializzata con il logo rosso-avorio. Nel corso di un’intervista rilasciata al giornale indiano Daily News and Analysis, Sergio Marchionne, ha precisato che il modello ulta-economico non verrà offerto con marchio Fiat perché quest’ultima “è un premium brand nel segmento di riferimento”.
Lo stesso amministratore delegato ha poi svelato una inedita prospettiva. A domanda sull’ipotesi di sfruttare la piattaforma della Tata Nano, in un’ottica di serrata collaborazione con il costruttore orientale, la risposta è stata laconica: “ci sono numerose opzioni al vaglio, e questa potrebbe essere compresa”. Una battuta anche sullo stabilimento indiano di Ranjangaon, locus in cui potrebbero nascere tutti i modelli giramondo: questo impianto produttivo è di livello mondiale – ha sottolineato Marchionne – e potrebbe ricevere un impulso dall’aumento della capacità produttiva: sto pensando alla fabbrica di Tychy, passata in breve tempo dalle 250,000 alle 600,000 unità annue.
Via | Il Sole 24 Ore (Grazie a derek per la segnalazione)
Continua a leggere: Fiat, Marchionne: l'India come possibile luogo di produzione della world-car
Altro che diplomazia. Altro che dichiarazioni sottili condite da “se”, “ma”, “forse”, “a patto che…”: questo è un benservito chiaro e tondo, e nemmeno dei più carini.
Dopo aver gingillato qualche settimana con il giocattolo ormai rotto, limitandosi a parlare di “revisione dei programmi” per il marchio Hummer, General Motors ha rotto gli indugi, mettendo allo scoperto le vere intenzioni per il futuro dei suoi grossi fuoristrada, divenuti all’improvviso troppo ingombranti nel portafoglio marchi di Detroit.
Automotive News ha infatti rivelato alcune dichiarazioni rilasciate ad una conferenza stampa in India da Fritz Henderson, Chief Operating Officier del gruppo americano. Nelle parole del manager, come da titolo, la vendita del marchio Hummer è stata definita “urgente”. Del resto il mercato USA è da tempo con l’acqua alla gola e non c’è tanta scelta.
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