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ACI-ISTAT: diminuiscono incidenti, morti e feriti sulle strade italiane

pubblicato da Omar Abu Eideh

ACI-ISTAT: diminuiscono incidenti, morti e feriti sulle strade italiane

Diminuiscono gli incidenti, i morti ed i feriti sulle strade italiane: il rapporto ACI-ISTAT evidenzia nel 2010 un calo, rispetto all’anno precedente, di incidenti (211.404; -1,9%), morti (4.090; -3,5%) e feriti (302.735; -1,5%). Luglio si conferma il mese “nero”, sabato il giorno con più morti, le 18:00 l’ora più critica. Di notte si verificano meno incidenti ma più pericolosi e i week-end restano fortemente a rischio. I giovani “under 25” sono i più colpiti. Il maggior numero di incidenti, morti e feriti si verifica sulle strade urbane, ma quelli più gravi avvengono sulle extraurbane: 5 decessi ogni 100 incidenti. Gli incidenti sulle strade urbane sono meno gravi, con 1,1 morti ogni 100 incidenti. Sulle autostrade l’indice di mortalità è pari a 3,1 (in aumento).

L’analisi dei dati nei grandi Comuni italiani (Torino, Milano, Verona, Venezia, Trieste, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo, Messina, Catania) mostra notevoli differenze sul territorio dell’indice di mortalità, con valori che vanno dallo 0,5 all’1,7. I valori più elevati si registrano a Verona (1,7) e Palermo (1,6), mentre quelli più bassi a Milano e Bari (0,5).La diminuzione del numero dei morti ha raggiunto livelli superiori al 50% a Torino, Bari e Trieste, mentre presenta valori tra il 50% e 40% a Milano, Venezia, Firenze e Roma. Diminuzioni più contenute o valori stabili della variazione percentuale si registrano a Verona, Genova, Bologna, Napoli, Palermo, Messina e Catania.

“Abbiamo mancato l’obiettivo UE - ha sottolineato il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Enrico Gelpi, commentando i dati – ma il risultato è comunque importante, perché sono state salvate 14.500 vite umane sulle strade italiane e risparmiati quasi 25 miliardi di euro in costi sociali. Investire in sicurezza e in formazione non rappresenta una perdita secca per nessuno: ogni euro speso in sicurezza stradale ne frutta 20 di risparmi ed è possibile evitare 1 incidente mortale su 3. Nonostante le note criticità – ha concluso Gelpi - nelle città la situazione migliora”.

ACI-ISTAT: diminuiscono incidenti, morti e feriti sulle strade italiane

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Incidenti stradali: un morto ogni due ore; il 70% degli italiani non rispetta il Codice

pubblicato da Omar Abu Eideh


Il dato è agghiacciante: ogni due ore sulle strade italiane muore una persona. Basti pensare che nel 2009 le vittime sono state 4.237, 1.200 dei quali sotto i 30 anni. Senza contare un milione di feriti e 20mila nuovi paraplegici. Quattro quinti dei sinistri sono dovuti ad errore umano ma, soprattutto, a un mancato rispetto delle regole della strada. Grazie alle recenti modifiche al codice della strada, ora ci sono sanzioni più pesanti per chi causa incidenti commettendo infrazioni gravi. Ma “i controlli, però, non sono ancora sufficienti – tuona il presidente della Fondazione Ania, Sandro Salvati - e, soprattutto, manca la certezza della pena. Si tratta di una situazione insostenibile che non possiamo più tollerare. E’ tempo che si arrivi alla modifica del Codice Penale introducendo una fattispecie normativa che regoli il reato stradale, soprattutto quando si causano morti o feriti gravi”.

Un recente sondaggio Ispo ha evidenziato che il 58% degli intervistati ritiene che quando si è al volante non venga rispettato il codice della strada. Ma la violazione delle norme del CDS è molto diffusa: oltre il 70% degli automobilisti dichiara di infrangere le regole, pur essendo consapevole (lo ha dichiarato oltre l’80% degli intervistati) dei rischi e delle conseguenze sociali ed economiche degli incidenti stradali.

A tutto questo c’è anche un’aggravante messa in evidenza dalla statistica Ispo: il 74% degli italiani dichiara di rispettare più attentamente le regole della strada quando si trova all’estero. Ma perché si infrangono le regole del CDS? Fra le motivazioni, secondo gli intervistati, in primo luogo c’è una sottovalutazione del rischio (91%); si considerano i controlli scarsi ed inefficaci (72%) e si ritengono le sanzioni previste non così pesanti da far paura e, soprattutto, non applicate (70%). Oltre un terzo degli italiani (35% del campione) crede infine che le violazioni siano dovute anche alla scarsa chiarezza del codice della strada.

Via | IlSole24Ore (Grazie al nostro lettore “libertino” per la segnalazione)

Stati Uniti: 4 luglio micidiale per gli incidenti stradali

pubblicato da Fabio Sciarra

cellulare in auto Una ricerca condotta dall’IIHS (Insurance Institute for Highway Safety) ha evidenziato come il 4 luglio sia una vera e propria giornata micidiale per gli incidenti stradali -e la mortalità ad essi connessa- negli Stati Uniti.

Secondo lo studio pubblicato dall’istituto, tra il 2004 ed il 2008, si è registrata nel giorno dell’Indipendenza una media di 148 morti in incidenti stradali. Davvero troppi in sole 24 ore, anche in un paese molto motorizzato come gli USA.

La colpa, oltre che dell’elevato numero di auto contemporaneamente in circolazione è secondo l’IIHS delle distrazioni al volante, un tema di stringente attualità al di là dell’oceano.

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ACI–ISTAT: meno incidenti e vittime sulle strade; ma è lontano l’obiettivo di ridurre del 50% i decessi entro il 2010

pubblicato da Omar Abu Eideh

Diminuiscono gli incidenti e le vittime sulle strade italiane: il Rapporto ACI-ISTAT evidenzia un calo nel 2008 dei sinistri (218.963; -5,2%), dei morti (4.731; -7,8%) e dei feriti (310.739; -4,6%) rispetto all’anno precedente.Luglio si conferma il mese “nero”, sabato il giorno con più morti, le 18:00 l’ora critica. Di notte si verificano meno incidenti ma più pericolosi, e i week-end sono fortemente a rischio.

I comportamenti scorretti come il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta e la velocità elevata, sono le prime tre cause di incidente: ne causano oltre il 90%; le condizioni psicofisiche alterate da alcol o sostanze stupefacenti circa il 3%. I giovani “under 30” sono i più colpiti: la fascia di età 25-29 risulta quella con il più elevato numero di morti; tra i 20 e i 24 anni si registrano più feriti. Il maggior numero di incidenti, morti e feriti si verifica sulle strade urbane, ma quelli più gravi avvengono sulle extraurbane. Più sicure le autostrade.

“Non raggiungeremo l’obiettivo europeo di ridurre della metà le vittime della strada entro il 2010 rispetto ai dati del 2000 – ha affermato il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Enrico Gelpi – ma il calo degli incidenti registrato anche nel 2008 dimostra l’efficacia dei provvedimenti finora adottati dal Parlamento e dal Governo. Potremmo conseguire risultati migliori con un coordinamento nazionale delle varie iniziative di sensibilizzazione pubblica per la sicurezza stradale”.

L’Italia è undicesima nella corsa verso l’obiettivo UE, con una riduzione del 33% del numero dei morti sulle strade, comunque positiva se paragonata alla media UE27 pari a -31,2%. Il traguardo del 2010 è già stato raggiunto da Lussemburgo (-53,9%), Portogallo (-52,9%) e Lettonia (-50,2%). Sulla buona strada Francia (-47,1%), Spagna (-46,3%) e Germania (-40,3%). Due Paesi registrano un aumento delle vittime rispetto al 2000: Romania (+22,5%) e Bulgaria (+4,8%).

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Sicurezza stradale: il Ministro dei Trasporti Matteoli sigla un protocollo per la formazione degli automobilisti

pubblicato da Fabio Sciarra

altero matteoli

Martedì scorso il Ministro dei Trasporti Altero Matteoli ha siglato un protocollo d’intesa per la formazione degli automobilisti, allo scopo di ridurre gli incidenti stradali ed il numero delle vittime ad essi correlato.

“Gli incidenti stradali in Italia causano 30 miliardi di euro l’anno di costi sociali, circa due punti percentuali di PIL”, ha dichiarato il Ministro nella stessa occasione. L’intesa sulla sicurezza stradale è stata firmata con Poste Italiane e ACI, tra i vari enti che hanno aderito.

“I morti sono ancora troppi, e chi governa, anche quando c’è un solo decesso, deve tentare di fare qualcosa per evitarlo” -ha dichiarato Matteoli nel corso della conferenza stampa-, “e con questi protocolli cerchiamo di dare un contributo per far diminuire questo disastro”.

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Incidenti stradali: in Italia le morti di bambini scendono meno che nel resto d'Europa

pubblicato da Fabio Sciarra

seggiolino auto

Con un comunicato stampa diramato oggi, l’ACI rende noto un dato poco piacevole riguardo il triste fenomeno degli incidenti stradali mortali che coinvolgono i bambini: in Italia, il loro decremento è più lento rispetto al resto d’Europa. In particolare Francia, Svizzera, Portogallo e Slovenia, i paesi più virtuosi, hanno registrato nel 2007 un calo dei decessi dei minori di 15 anni ben oltre il 10%. Noi ci siamo fermati al 4%, con un totale di 130 decessi.

L’indagine è stata presentata oggi a Bruxelles dallo “European Transport Safety Council”, che ha peraltro evidenziato come negli ultimi dieci anni 18.500 bambini abbiano perso la vita sulle strade dei 27 Paesi dell’Unione Europea e 17.000 siano rimasti feriti.

La maggior parte di questi sinistri si registra in ambito urbano: allo scopo di limitare il fenomeno, l’Automobile Club individua nel miglioramento delle infrastrutture, nell’inserimento nel Codice della Strada del diritto di precedenza ai pedoni in procinto di attraversare e nell’individuazione di una distanza minima di sicurezza tra gli attraversamenti pedonali e le auto in sosta i possibili rimedi.

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Dimezzare gli incidenti mortali entro il 2010: l'Italia ce la può fare

pubblicato da Fabio Sciarra

polizia stradale L’Unione Europea aveva fissato tempo fa un obiettivo molto ambizioso in fatto di sicurezza stradale, quello di ridurre entro il 2010 del 50% il numero delle vittime da incidenti, e oggi quel traguardo potrebbe essere davvero raggiunto dall’Italia. Il che sarebbe un fatto abbastanza stupefacente, dato che le previsioni finora non davano il nostro paese in grado di farcela.

E invece analizzando i dati più recenti si scopre che oggi è possibile arrivare ad avere poco più di 3500 morti nel 2010, proprio la metà rispetto ai 7061 del 2000. Il calcolo è stato curato dall’Asaps, l’Associazione Amici della Polizia Stradale: considerando che nel 2007 la diminuzione è stata di 538 morti e che la possibilità di ripetere il calo anche nel 2008, 2009 e 2010 non è remota, il risultato sarebbe a portata di mano.

L’associazione per la verità, si aspettava ancora di più per quanto riguarda il totale degli incidenti (230.871) e il computo dei feriti (350.850), scesi rispettivamente solo del 3 e del 2,1% dall’anno scorso. Un risultato decisamente peggiore rispetto al -9,5% delle vittime della strada.

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Incidenti stradali: calano le vittime

pubblicato da Omar Abu Eideh

Notizie positive per la sicurezza stradale: nel corso del 2007 si è infatti registrato un significativo calo delle vittime d’incidenti stradali nel nostro paese, in controtendenza rispetto alla media negativa dell’Unione Europea dove gli incidenti sono infatti aumentati del 17% e le vittime della strada del 10%.. Dati che emergono analizzando l’annuale rapporto Aci-Istat sugli incidenti: nel 2007, rispetto all’anno precedente, i decessi (5131) sono diminuiti del 9,5%, i feriti (325.850) del 2% e gli incidenti (rilevati dalle Forze dell’ordine, quindi di una certa gravità) del 3%.

Una riduzione ancora più incoraggiante se rapportata ai dati raccolti nel 2001: - 27,3%. Un buon risultato anche se ancora distante dal dimezzamento richiesto dall’Unione Europea. Secondo il presidente dell’Aci, Enrico Gelpi, “il miglioramento non deve fare abbassare la guardia: in Italia si registrano ancora 633 incidenti al giorno, nei quali 14 persone perdono la vita e 893 restano ferite”. Inoltre, anche se si rischia di essere banali, Il danno economico per lo Stato e per la collettività imputabile agli incidenti stradali è stimato in 30,4 miliardi di euro, una cifra pari al 2% del prodotto interno lordo.

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