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Autoblog alla Mille Miglia 2012: Da Brescia a Ferrara

pubblicato da Mirco Magni

Il primo giorno della Mille Miglia 2012 ci ha portato da Brescia a Ferrara

Eccoci arrivati a Ferrara, prima tappa della Mille Miglia, la più importante corsa d’auto storiche al mondo. Durante il pomeriggio le vetture esposte lungo le vie di Brescia hanno raccolto una folla incredibile di curiosi ed appassionati, riempiendo letteralmente le strette vie della città lombarda. Prima della partenza un corteo di Ferrari Moderne ha fatto da apripista e, tra i vari eventi in programma della giornata, siamo stati invitati da Mercedes ad un rarissimo raduno di Mercedes SLR: le vetture erano più di 30 e provenivano da ogni parte dell’Europa.

Dopo la partenza da Brescia, con centinaia di capolavori su quattro ruote pronti a scattare per le 1.000 miglia di gara, abbiamo fatto tappa al Museo Mille Miglia, per seguire poi il serpentone di storiche fino all’Arena di Verona dove ci siamo fermati per realizzare qualche spettacolare scatto del checkponit scaligero. Tra strade allestite come i circuiti di un tempo, con balle di fieno a lato delle curve e indicazioni retrò, siamo arrivati a Ferrara passando dal centro di Vicenza e di Padova.

Domani partiremo alla volta di Roma, attraversando l’Italia insieme alle centinaia di rarità presenti alla Mille Miglia, con le storiche più importanti e le auto moderne più impensabili. Vi ricordiamo che potete seguirci sul nostro profilo Twitter e sulla nostra pagina Facebook per avere tutti gli aggiornameni live direttamente dalla Mille Miglia.

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Mazda CX-5 2.2 SKYACTV-D 175 CV 4WD auto Exceed: il test di autoblog

pubblicato da p.a.fina

Mazda CX-5

Per riepilogare l’essenza della Mazda CX-5 utilizziamo un’espressione che gli stessi vertici del marchio giapponese hanno ritenuto primaria e caratterizzante. Il SUV compatto incarna i valori del “jinba miai”, ovvero quella connessione fra automobilista e vettura che rappresenta un elemento primario della MX-5. Ad Hiroshima si è quindi scelto di progettare un SUV compatto ma non privo dei tradizionali plus Mazda, ovvero il piacere di guida, la tecnologia e la praticità. Il CX-5 si rivela quindi una vettura decisamente interessante e per certi versi rivoluzionaria, in quanto prevede soluzioni ed elementi di cui che nessun’altra vettura può disporre: ci riferiamo in particolare alle tecnologie SKYACTIV, ovvero quel compendio di soluzioni applicate ai motori, ai cambi, alle carrozzerie ed ai telaio che offrono – secondo la definizione fornita dal costruttore – “non solo divertimento di guida ma anche sostenibilità ambientale ed un eccezionale livello di sicurezza”.

Analizziamo questa sintesi partendo ovviamente dal motore, un quattro cilindri a gasolio da 2.2 litri e 175 CV. Rimandiamo invece alla prova su strada completa per chi volesse informazioni sul 2.0 a benzina, nonché per chi volesse leggere una panoramica più completa sulla vettura. Iniziamo dai numeri. Il 2.2 D eroga la potenza massima a 4.500 giri/minuto, sviluppa 420 Nm a 2.000 giri/minuto e spinge la CX-5 fino a 204 km/h con un tempo sullo 0-100 km/h pari a 9.8 secondi netti. Il consumo nel ciclo misto viene calcolato in 5.3 km/l 5.3 l/100 km, mentre le emissioni inquinanti non superano quota 140 g/km (139). La versione equipaggiata con il 2.2 rappresenta il top di gamma e per questo motivo offre di serie il cambio automatico a sei rapporti e la trazione integrale, oltre a vistosi cerchi in lega da 19 pollici.

I numeri appena citati non esprimono ovviamente la bontà di un quattro cilindri che rappresenta una mosca bianca all’interno del panorama automobilistico. Il 2.2 si rivela decisamente piacevole e riuscito, vanta prerogative uniche e risulta fedele allo slogan “jinba miai” che in Mazda reputano un vero e proprio dogma. Questo perché il diesel allunga fin quasi a 6.000 giri/minuto, valore che la gran parte dei motori a gasolio non avvicina nemmeno. La spinta e l’erogazione vengono meno solo una volta passati i 5.500 giri, ma è comunque piacevole tirare le marce e sapere che questo 2.2 D ha un arco d’utilizzo così ampio. La distribuzione della coppia motrice risulta omogenea ed uniforme, tant’è che nemmeno a velocità contenuta il 2.2 D risponde con inerzia.

Mazda CX-5Mazda CX-5Mazda CX-5Mazda CX-5Mazda CX-5Mazda CX-5Mazda CX-5Mazda CX-5

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Mercedes SL 63 AMG: il test di autoblog

pubblicato da Omar Abu Eideh

Mercedes SL 63 AMG: il test di autoblog

Il cielo di Saint Tropez e le tortuose strade collinari limitrofe alla nota località balneare francese, sono state la cornice in cui è avvenuto il nostro primo contatto con la nuovissima Mercedes SL 63 AMG, versione ipersportiva della più celebre delle scoperte due posti secchi di Stoccarda. Una vettura totalmente riconcepita per coniugare caratteristiche totalmente distanti tra loro, come comfort e sportività, velocità e parsimonia nei consumi. I tecnici di Affalterbach hanno lavorato alacremente col target di porsi ai vertici della categoria delle spider di lusso; ma anche con l’intento di conferire alla SL 63 doti di guida prima d’ora sconosciute a qualsiasi SL ed un piacere di guida estremamente elevato.

Nel nostro precedente incontro con la SL, ci eravamo chiesti quanto la variante 63 AMG si sarebbe potuta avvicinare, a livello dinamico, alla sportivissima SLS AMG Roadster: dopo averle provate entrambe, possiamo dirvi che di similitudini ce ne sono molte. Ma sono tante anche le differenze, e Mercedes ha lavorato in maniera coerente, proponendo alla sua clientela due prodotti molto più caratterizzati di quanto prezzi e potenze in gioco potrebbero far pensare. E torneremo su questo concetto nel capitolo dedicato alla guida.

Spesso e volentieri è quasi automatico descrivere un nuovo prodotto definendolo come “migliore” rispetto a quello che va a rimpiazzare. Ma nel caso della nuova SL 63 AMG, parliamo di un passo avanti veramente enorme rispetto al passato; di un’auto cresciuta in meglio sotto tutti i punti di vista. La SL 63 AMG è evoluta in maniera radicale, senza scendere a compromessi con se stessa e dando ancora più valore a quelle caratteristiche che la rendono un modello unico. Scopritela con noi…

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Arriva la nuova Kia Cee'd: motorizzazioni, prezzi e prime impressioni

pubblicato da Gianluca Pezzi

Nuova Kia Cee'd

Sta per arrivare nelle concessionarie italiane la Nuova Kia Cee’d. Dopo aver pubblicato nei giorni scorsi foto, video e listino prezzi, siamo andati a provarla in occasione della presentazione italiana tenuta a Vimercate.

Progettata in Germania e prodotta a Zilina nella Repubblica Slovacca, la Kia più europea del momento verrà affiancata a Settembre dalla versione station wagon. Rimanendo in tema di anticipazioni, per i supporter del GPL la buona notizia è che arriverà una versione a gas, anche se i tempi non sono ancora definiti. Sportiva nelle linee, più aggressiva rispetto alla “cugina” Hyundai i30, la nuova cee’d segna un punto di demarcazione tra le due industrie coreane. Figlie dello stesso sforzo ingegneristico, mostrano però di avere poco in comune puntando verso due diverse direzioni. Nella cee’d la linea ascendente della cintura sembra avere maggiore evidenza, con il cofano che lateralmente appare più rastremato. Il frontale è caratterizzato dalla griglia, ormai segno distintivo di tutte le nuove Kia, mentre il disegno dei fari la rende “cattiva”. E la fanno diventare “cattivissima”, se si sceglie una carrozzeria di colore nero che mette in risalto anche lo spoiler all’estremità posteriore del tetto.

Rispetto alla precedente versione la nuova Kia cee’d è cresciuta in lunghezza di 50 mm arrivando a 4,31 metri mentre l’altezza massima è diminuita di 10 mm portandola a 1,47 m. Invariato il passo di 2,650 m, uno dei più lunghi fra le vetture del segmento C. La larghezza esterna della carrozzeria è diminuita di 10 mm, le carreggiate sono cresciute rispettivamente di 15 mm all’avantreno e di ben 35 mm al retrotreno. Una segmento C che esteriormente aspira ad essere qualcosa di più, soprattutto negli allestimenti più alti, con il bordo cromato per il profilo dei finestrini.

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Ferrari California 2012: il video test di Autoblog

pubblicato da Lorenzo Baroni

La Ferrari California fa il suo debutto nell’estate del 2008, riproponendo in chiave moderna la medesima filosofia che, mezzo secolo prima, espresse la omonima cabriolet disegnata da Scaglietti (era il 1957 e l’auto a quei tempi venne espressamente concepita per il mercato americano). Per il 2012 la entry-level della casa di Maranello si rinnova principalmente al di sotto della sua sinuosa carrozzeria con le linee che si mantengono identiche ala serie precedente. La California 2012 vuole infatti esaltare proprio quel grado performance e sportività che è naturale attendersi da un’auto del Cavallino Rampante: il peso scende così di 30 kg, mentre la potenza tocca quota 490 CV (+30).

Della versione originale, oltre al fascino della guida a cielo aperto, la California conserva inalterate le buone doti di comfort, un comodo abitacolo 2+2 e la praticità di un ampio vano di carico posteriore. Ma il motore, collocato in posizione anteriore, così come la guidabilità sono quelle di una vera puro sangue ed in perfetto stile con il marchio del Cavallino. La nuova California infatti, vuole chiaramente coniugare lo “spirito sportivo Ferrari” con una attenzione superiore alle esigenze del guidatore, in particolare durante un utilizzo quotidiano dell’auto. Proprio queste sue doti hanno permesso negli ultimi anni di avvicinare al mondo Ferrari una nuova tipologia di clientela, guidatori senza dubbio facoltosi e che amano l’esclusività e le prestazioni, ma che ricercano anche un’auto dall’anima versatile e capace di assecondare le eventuali esigenze di un utilizzo in coppia.
In tal senso basta pensare che, se l’acquirente di un modello come la 458 Italia è nella quasi totalità dei casi un precedente proprietario Ferrari, con la California circa il 70% dei clienti sono del tutto nuovi al marchio modenese. E si tratta di un utenza che, a livello chilometrico, utilizza l’auto quasi il doppio rispetto ai modello dalla personalità più sportiva.

Sul modello 2012 l’otto cilindri Ferrari ruggisce con maggiore vigore che in passato e, oltre alla maggior potenza, eroga ben 20 Nm di coppia massima in più, per un totale di 505 Nm a 5.500 rpm, a tutto vantaggio dell’elasticità di marcia. Il telaio, costruito in alluminio così come la carrozzeria, è più leggero di 30kg e garantisce una dinamica di guida ancora più emozionante grazie al miglior rapporto fra peso e potenza. A livello cronometrico ciò si traduce in uno “zero-cento” coperto in 3.8 secondi (-0.2). Inoltre ora la California equipaggiata un cambio doppia frizione, ha lo stesso peso della precedente versione abbinata al cambio manule: questo perchè l’aggravio di peso del cambio a 2 frizioni è pari esattamente a 30kg. Il prezzo è di 180.690€.

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Lotus Elise Vs Husqvarna 511 SMR: il video confronto di Autoblog

pubblicato da Lorenzo Baroni

Uno dei confronti solitamente più interessanti e divertenti in ambito motoristico è quello tra auto e moto, una sfida difficile da valutare in termini assoluti, ma questo tipo di scontro accende spesso la fantasia di migliaia di appassionati. Per questo vi proponiamo il nostro duello tra i due mezzi nel quale entrambi i protagonisti mettono in luce una grande semplicità tecnica e utilizzano la loro leggerezza per ottenere ottime prestazioni.

Simile per entrambi anche la filosofia costruttiva, con motori dalla potenza contenuta, ma che puntano tutto sulla maneggevolezza, la leggerezza e la guidabilità. La Lotus, infatti da sempre, fonda nel rapporto peso/potenza il suo asso nella manica, filosofia introdotta da Colin Chapman negli anni ‘60, realizzando le sue auto da corsa leggere dalle ottime prestazioni.
La sua filosofia costruttiva si basa sul seguente concetto: “Aggiungendo potenza acquisti velocità sul rettilineo. Sottraendo peso invece sei più veloce in ogni settore”.

Fu così in F1 quando con Jim Clark sbalordì il mondo vincendo il mondiale del ‘63 e ancor di più vincendo nel ‘65 il GP di Indianapolis (per la prima volta con un’auto a motore posteriore). La Husqvarna invece incarna l’evoluzione stradale di un agile supermotard da competizione, l’ultima versione adotta un propulsore da 511cc, e introduce numerose novità costruttive rispetto ai precedenti modelli: tra questi lo schema della sospensione posteriore, il motore e il telaio.

Husqvarna 511 SMR Vs Lotus EliseHusqvarna 511 SMR Vs Lotus EliseHusqvarna 511 SMR Vs Lotus EliseHusqvarna 511 SMR Vs Lotus Elise

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Maserati: la gamma 2012 provata sul circuito di Yas Marina

pubblicato da Lorenzo Baroni

Abu Dhabi - La storia del Marchio Maserati è da sempre strettamente intrecciata con quella delle competizioni e delle auto sportive, al contempo Maserati rappresenta anche uno dei patrimoni storici di maggior valore dell’automobilismo italiano. Del resto lo stesso Enzo Ferrari, all’inizio della sua avventura di piccolo costruttore, fantasticava sul fatto che un giorno le sue auto sarebbero diventate famose ed importanti proprio come le Maserati.

La storia poi ha donato più di quanto sperato alle vetture del cavallino mentre il marchio del tridente subisce a pieno la forte crisi che nei primi anni ‘70 coinvolge l’intero settore automobilistico, travolgendo completamente alcuni costruttori storici che terminarono li la propria storia. Maserati però resiste al periodo difficile e continua la sua produzione di auto carismatiche, con alcuni modelli che danno nuovo vigore al marchio come l’indimenticata Biturbo coupè e spyder, auto che proponeva ottime prestazione a costi di acquisto non eccessivi. Giunse poi l’acquisizione da parte di Fiat nel 1993 seguita nel 1997 dalla cessione alla Ferrari che riuniva così due dei Marchi sportivi più importanti del nostro Paese.

Da qui giunse linfa vitale per il gruppo che si rilanciò negli anni successivi nelle alte cilindrate con modelli carismatici, sempre molto apprezzati ed attesi con trepidazione dagli appassionati del Tridente. Attualmente la gamma Maserati è ampia e ben variegata, alternando modelli stradali in tipico stile granturismo a versioni GranCabrio fino alla sportivissima Granturismo MC stradale, strettamente imparentata con la rispettiva versione da corsa. Vi proponiamo così un test della gamma Maserati 2012, effettuato sullo spettacolare circuito di Yas Marina ad Abu Dhabi. Dalla Cabrio alla MC stradale, dalla Quattroporte alla versione da corsa impiegata nel trofeo monomarca Maserati, auto per molti aspetti enormemente distanti tra loro accomunate però dal fantastico 8 cilindri a V e da quella cura dei dettagli prettamente Maserati.

Maserati Granturismo MC StradaleMaserati Granturismo MC StradaleMaserati Granturismo MC StradaleMaserati Granturismo MC Stradale

Maserati Granturismo MC StradaleMaserati Granturismo MC StradaleMaserati Granturismo MC StradaleMaserati Granturismo MC Stradale

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Toyota RAV4 EV elettrica

pubblicato da p.a.fina

Toyota RAV4 EV

Toyota partecipa al XXVII annual Electric Vehicle Symposium di Los Angeles con la RAV4 EV in forma definitiva, crossover atteso entro la fine del 2012 quando debutterà negli Stati Uniti ad un prezzo di 49.800 dollari. Il RAV4 EV utilizza una piattaforma elettrica fornita da Tesla e vanta una potenza massima di 115 kW, erogati da un pacco batterie collocato sotto il pavimento ed in posizione centrale. Questi 156 CV vantano due differenti accezioni: nella modalità di guida Normal vengono privilegiati i consumi ed il RAV4 EV non supera i 137 km/h, mentre la modalità Sport ripone le briglie e consente alla vettura giapponese di coprire lo 0-100 km/h in 7 secondi e di correre fino a 160 km/h.

L’autonomia dichiarata ammonta a 160 chilometri, mentre il tempo di ricarica (sfruttando un impianto 240V/40A) viene calcolato in 6 ore. Toyota comunica inoltre che le batterie sono garantite per 8 anni o 160.000 chilometri. Il RAV4 EV si riconosce a livello estetico per alcune modifiche rese necessarie da un più attento studio aerodinamico, che ha ridotto il coefficiente di penetrazione aerodinamica fino a 0.30. Gli uomini Toyota hanno quindi modificato il paraurti anteriore, ridisegnato la griglia, gli specchietti laterali, lo spoilerino posteriore e introdotto una carenatura per il fondo scocca. I gruppi ottici anteriore vantano luci diurne a LED.

L’abitacolo prevede invece gli inediti tessuti in Neutron ed uno schermo tattile ampio 8 pollici, da cui è possibile gestire il sistema di navigazione satellitare, l’impianto telematico e le principali impostazioni di guida. La Toyota RAV4 EV sarà commercializzata dapprincipio nelle aree californiane di Sacramento, San Francisco Bay, Los Angeles/Orange County e San Diego. Il marchio giapponese auspica di venderne 2.600 nei prossimi 3 anni.

Toyota RAV4 EVToyota RAV4 EVToyota RAV4 EVToyota RAV4 EV

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Ferrari Tailor-Made: il programma di personalizzazione delle Rosse visto da vicino

pubblicato da Omar Abu Eideh

Ferrari Tailor-Made: il programma di personalizzazione delle Rosse visto da vicino

In occasione di un test drive organizzato da Ferrari per permetterci di provare uno dei suoi bolidi, abbiamo avuto la possibilità di conoscere da vicino i luoghi e le persone che si occupano del programma di personalizzazione “Tailor-Made”, dedicato a tutti quei clienti che vogliono rendere unica la propria Rossa. Questa divisione è stata avviata con uno scopo ben preciso: trasformare un’auto esclusiva come lo è qualsiasi modello Ferrari, in una vettura assolutamente unica nel suo genere attraverso la fine realizzazione dei desideri del suo fortunato cliente. Non si tratta semplicemente di scegliere fra alcune colorazioni e pellami fuori catalogo, bensì di vivere un approccio completamente diverso nella scelta ultima di quelli che saranno i tratti più personali dell’auto.

Parliamo di quello che, per volontà stessa della casa di Maranello, si può definire come un programma adibito alla produzione di auto “cucite su misura”, come un abito di fattura squisitamente sartoriale. Ed effettivamente, quando si entra nel sofisticato mondo del programma Tailor-Made, si ha l’impressione di accedere ad un atelier di assoluto prestigio: un trionfo di pellami, tessuti, tinte e materiali di cui non avresti nemmeno immaginato una possibile applicazione su una supercar…

Un universo davvero smisurato di possibilità in cui una squadra di esperti ed un Personal Designer, sono chiamati a supportare il cliente nel concepimento di un prodotto che si configuri, in tutto e per tutto, come una trasposizione fisica della sua personalità o di quella che vuole donare alla sua Ferrari. Il programma Tailor-Made rappresenta in ultima analisi un “ponte spazio-temporale” fra la gloria passata della casa di Maranello e la tecnologia attuale: un crocevia in cui, ad esempio, le tinte più famose degli anni ’50 e ’60, si sposano con la sofisticatissima fibra di carbonio e con i pellami più esclusivi, come quello di maiale, traspirante ed antiscivolo; lo stesso che prediligeva anche Niki Lauda per il sedile della sua monoposto.

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BMW X1 restyling

pubblicato da p.a.fina

BMW X1 restyling

A partire da luglio BMW introdurrà la nuova X1, sottoposta ad un marginale restyling estetico che introduce migliorie al frontale e – soprattutto – al comparto motori/trasmissioni. Gli stilisti dell’Elica hanno modificato le ottiche dei fari (ora con luci diurne a LED) e ridisegnato i paraurti, che prevedono una più ampia superficie verniciata ed un vistoso elemento a contrasto. Cambia anche la zona inferiore del paraurti stesso, più lineare e priva del motivo ad onda, mentre la fiancata si caratterizza per il nuovo listello in plastica sul brancardo.

La nuova X1 utilizza inoltre indicatori di direzione posti negli specchietti laterali ed uno scivolo posteriore di taglia più generosa, mentre in coda spicca la riduzione dei componenti in plastica. Sono poi disponibili cerchi in lega di nuovo disegno. L’abitacolo beneficia di materiali più pregiati e di un inedito pannello lucido per la zona comandi dell’impianto audio e del condizionatore. Il pozzetto collocato al vertice della consolle viene ora proposto di serie (ma solo quando l’auto non è equipaggiata con il navigatore satellitare).

Le modifiche più interessanti sono tuttavia riservate al sotto pelle. Debutta il 2.0 a gasolio con sistema d’iniezione TwinPower Turbo, nelle versioni da 163 CV (X1 sDrive20d EfficientDynamics), 184 CV (X1 xDrive20d) e 218 CV (X1 xDrive25d). L’offerta viene poi completata dal medesimo propulsore nella variante da 143 CV, riservata alla sDrive 18d con trazione posteriore ed alla xDrive18d con trazione integrale. Le sDrive18d, sDrivr20d EfficientDynamics Edition e sDrive20d emettono meno di 130 grammi di CO2 al chilometro. Un motore da 2 litri (aspirato e turbo) rappresenta anche l’unica soluzione per chi volesse l’alimentazione a benzina, tant’è che la X1 viene proposta anche nelle versioni 18i, 20i e 28i. Optional il cambio automatico ad otto rapporti, così come il Servotronic. Di serie per tutte invece il Dynamic Stability Control (DSC), che incorpora l’ABS, il controllo di trazione (DTC), il Cornering Brake Control (CBC) ed il Dynamic Brake Control (DBC).

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Mazda CX-5 2.0 160 CV AUTO 4WD Exceed: il test di autoblog

pubblicato da Omar Abu Eideh

Mazda CX-5 Skyactive 2.0 Test

La CX-5 rappresenta per Mazda la scommessa sul mercato più importante degli ultimi anni: con questo modello il costruttore giapponese, infatti, porta al debutto tutto il pacchetto tecnologico SkyActiv, fatto di telai più robusti e leggeri e gruppi motore-trasmissione più parchi e potenti. Una rivoluzione tecnica che ha necessitato di investimenti economici enormi che influenzeranno tutti i futuri prodotti del costruttore.

CX-5 si fa antesignana di questa nuova generazione di veicoli ad “alto tasso innovativo” andandosi ad inserire in uno dei segmenti più combattuti e redditizi dell’ultimo periodo, quello delle SUV compatte. Al nuovo Sport Utility della casa nipponica è inoltre affidato il compito di cancellare il mancato successo della CX-7, vettura solida e ricca di contenuti, ma poco compresa a livello globale. Il target di vendita mondiale per la CX-5 è invece fissato a 160.000 unità annue.

L’analisi di questi fattori rende lampante quanto in Mazda credano in questo veicolo e quale sia stata l’attenzione progettuale dietro al suo sviluppo. Ed il risultato, dobbiamo ammetterlo, è davvero buono. L’auto sarà disponibile con versioni a trazione anteriore ed a trazione integrale; quest’ultima con controllo variabile della coppia posteriore e della ripartizione fra i due assali, fissata sino al 50:50. Abbiamo avuto la possibilità di provare la CX-5 equipaggiata con l’inedito propulsore 2.0 Sky-G: un 4 cilindri benzina da 160 Cv e 200 Nm di coppia motrice che promette prestazioni brillanti a fronte di consumi contenuti. Siete curiosi di sapere com’è andata? Scopritelo nella nostra prova su strada… Interessante il prezzo che parte per la versione benzina a due ruote motrici da soli 22.900€.

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Mazda CX-5 Skyactive 2.0 TestMazda CX-5 Skyactive 2.0 TestMazda CX-5 Skyactive 2.0 TestMazda CX-5 Skyactive 2.0 Test

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Le ragazze del Salone di Pechino 2012

pubblicato da Mirco Magni

Le ragazze del Salone di Pechino 2012

Come ogni salone che si rispetti, anche Pechino mette in mostra gentil fanciulle, che puntualmente andiamo a fotografare. Ben contente di essere fotografate, sempre disponibili per un sorriso, non sempre parlano inglese: sono queste le girls che dalla Cina mandano un saluto a tutti i lettori di Autoblog. Come ogni copertura live che si rispetti, anche per questo salone pubblichiamo la galleria delle ragazze del Salone di Pechino 2012.

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