
Pechino limiterà le immatricolazioni di veicoli nel 2011, per cercare di contenere la crescita esponenziale del 2010 ed i conseguenti problemi legati all’inquinamento ed al traffico della metropoli cinese. Questa incredibile decisione porterà alla immatricolazione di “soli” 240.000 veicoli per il prossimo anno, una cifra che sembra altissima ma che, in realtà, rappresenta circa la metà delle potenzialità reali del mercato cittadino. I permessi, secondo quanto riportato da Repubblica, saranno assegnati con un sistema di sorteggio, legato ad una lotteria a pagamento !
Il mercato, secondo le stime, assorbirà comunque un totale di circa 400.000 veicoli, visto che i proprietari di auto usate potranno utilizzare le vecchie targhe e trasferirle sui veicoli nuovi. Il 2010, intanto, si chiuderà con un record: gli automobilisti, preoccupati per la nuova legge, si sono affrettati a concludere affari con i concessionari e l’anno si chiuderà con una quantità record di 800.000 vetture vendute nella città cinese, portando a circa 5 milioni in totale del parco circolante. Tra le ulteriori misure di controllo del traffico, Pechino ha deciso anche di limitare l’accesso alla città ad automobilisti provenienti da altre zone, attraverso l’emissione di permessi.
Aveva già anticipato tutto Marchionne: ennesimo tracollo ma Fiat si salva. Per il resto è meglio stendere un velo pietoso: il crollo del 29,5 per cento, dalle 196,125 unità del 2007 alle 138,352 del mese appena concluso, riporta con prepotenza al 1993, quando si registrò un segno meno di tale portata.
Rispetto alo stesso periodo del 2007, nei primi undici mesi dell’anno il calo è contenuto a 13,4 punti percentuali, passando dalle 2,330,883 immatricolazioni alle attuali 2,018,587. Analizzando la situazione dei singoli marchi, da segnalare il sospiro di sollievo del gruppo Fiat (-28,6% con quota in aumento dello 0,4% a 24,5 su base cento) e le buone performance di marchi poco avvezzi ai grandi numeri, come Jaguar (+24,58%) e Subaru (+40,43%). Sulla cresta dell’onda anche Audi (-0,24%) e soprattutto Nissan, rinfrancata dall’ottimo +16,56%.
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Ormai si procede con il “copia-incolla”: la frase “Reflecting the financial and economic crisis” è diventata un tenebroso tormentone. Anche nel mese di ottobre (1.134.000 immatricolazioni) il mercato europeo dell’auto ha infatti registrato una marcata flessione, calando di 14.5 punti percentuali dai precedenti 1.327.000 veicoli.
Nel cumulativo, la diminuzione si attesta su un ben più onorevole -5.4% a 12.852.000 di vetture. La situazione dei singoli paesi è contrastante: se, da un lato, Francia e Germania accusano perdite nel mese, si difendono nel computo dei dieci mesi, mantenendosi in linea di galleggiamento; Italia, Gran Bretagna e soprattutto Spagna (il mercato, da gennaio ad ottobre, è calato di quasi un quarto rispetto ad un anno fa) guardano il duo franco-tedesco con invidia.
Analizzando la situazione dei marchi, gli unici a non piangere disperati sono Volkswagen (-6.9) e Fiat (-8.3), che diventa il quarto costruttore continentale. mentre anche Bmw e Ford riescono a comportarsi (poco) meglio del mercato. Da segnalare le positive performance di Lancia, Jaguar ed Audi (rispettivamente più 6.7, 19.5 e 3.6), mentre è sintomatico l’exploit di Dacia (+78.9 Punti percentuali).
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Mazda sembra indifferente al difficile momento che sta attraversando il mercato italiano dell’auto. Ancora una volta, infatti, il mese di ottobre si chiude per la filiale della casa nipponica con risultati positivi e incoraggianti per il futuro.
Nell’ultimo mese infatti, le unità vendute sono state ben 1599, con una crescita del 9,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La quota di mercato di Mazda in Italia risulta essere cresciuta addirittura del 34,05% rispetto al periodo
gennaio-ottobre dello scorso anno.
La casa è infatti passata dallo 0,65% del totale del nostro mercato fino all’attuale 0,95%, un dato che risulta ancor più positivo se raffrontato alle difficoltà generali.
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Bisogna tornare al 1996 per registrare simili trenta giorni di passione. Automobilistica, ovvio. Le vendite nello scorso mese di ottobre, infatti, sono calate del 18,89% (160,940 unità) rispetto alle 207,049 immatricolate durante lo scorso periodo del 2007. Nel computo relativo ai primi dieci mesi dell’anno, il segno meno si attesta all’11,97% (1.879.165 unità), sinonimo di un calo dalle precedenti 2.134.755 vetture.
Il Gruppo Fiat continua ad approfittare del calo – o meglio, a non esserne soggiogato: le vendite calano di 13,12 punti percentuali, ma la quota di mercato (32,8%) ed il progressivo annuo (32%) aumentano, rispettivamente, di 2,2 e 0,7 su base cento. Gran parte del merito va riconosciuto alla Grande Punto Natural Power, nel cui primo mese di vita sono fioccati oltre 5mila ordini. Da rimarcare anche la performance dell’higlander Panda e della 500.
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Tonfo pesante quello registrato a ottobre da Porsche in Nord America: 1541 i veicoli venduti, di cui 1427 negli USA e 114 in Canada. Il che rappresenta un -39% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. “Nemmeno Porsche riesce a sfuggire alla crisi economica e alla contrazione delle vendite” osserva con distacco il comunicato stampa della casa.
In linea con l’andamento generale del marchio il calo della 911, al -40% con 611 esemplari immatricolati. Va detto però, per interpretare correttamente quest’ultimo dato, che Carrera 4 e Targa sono arrivate in America solo il 25 ottobre.
Anche il Cayenne segue lo stesso trend, con 766 veicoli venduti e un -39% rispetto allo scorso anno. Unica versione a resistere è il V6, che rispetto al mese di settembre è salito del 16%.
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I venti di tempesta che spirano sull’economia e sulla finanza globale hanno raffreddato tutto il mondo: anche in Cina la crescita non è più vigorosa com’era qualche mese fa.
Ne sono testimonianza evidente ed esempio chiaro i dati di vendita di Volkswagen nel paese orientale: i primi nove mesi del 2008 hanno visto una crescita complessiva del 13,1% rispetto allo scorso anno, con le immatricolazioni salite al valore record di 773.000 unità. Ma dietro questo dato apparentemente eccellente si nascondono dinamiche preoccupanti.
Nel periodo gennaio-giugno infatti, il tasso di crescita della casa era stato del 23%, e il fatto che sia sceso di dieci punti in tre mesi significa che tra luglio e settembre gli incrementi sono stati poco sopra lo zero. Winfried Vahland, responsabile di Volkswagen China, ha dichiarato ieri a Pechino che “l’ombra della situazione economica globale sta influenzando anche l’andamento del mercato cinese”.
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Ancora crisi per il mercato dell’auto: -5,51% a settembre con 176.112 auto immatricolate contro le 186.381 del 2007. Anche se non siamo ai tragici livelli di agosto, quando le immatricolazioni scesero del 26,42%, possiamo dire che il momento nero del settore non è ancora finito. Nei primi nove mesi del 2008 sono state registrate in Italia 1.709.377 unità: una flessione dell’ 11,33% rispetto alle 1.927.707 dello stesso periodo del 2007. In questo “magro quadro” le vendite del Gruppo Fiat hanno subìto una flessione del 6% a 54.302 unità (quota di mercato calata al 30,83% dal 30,99%)
Fra i 10 modelli più venduti a settembre,4 appartengono ai brand nazionali: il podio è occupato da Fiat Panda (13.530), Fiat 500 (10.175) e Fiat Punto (8.322), mentre al settimo posto della classifica c’è la Lancia Ypsilon (4.105). Le prime tre posizioni risultano confermate anche nel cumulato da inizio anno, con l’inversione tra Fiat Panda (secondo posto con oltre 113.000 vetture) e Fiat 500 (terzo posto con quasi 74.500) Seguono al quinto posto Lancia Ypsilon (45.116) e al decimo Fiat Bravo (36.719).
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La sveglia è suonata: nessuno, però, ha avvertito il suo trillo. Gli angoscianti incubi – inquinamento, cambiamenti climatici, dipendenza dal petrolio – non hanno intaccato il letargo del sonnacchioso mercato dell’automobile. Finché c’è benzina c’è speranza; finché c’è speranza vi saranno berline da 580 cavalli o SUV da 500. Il punto di non ritorno, però, si è toccato con l’aumento dei prezzi: non vi è surriscaldamento globale che possa giustificare l’Euro e mezzo al litro. In quel momento, finalmente, consumatori e costruttori hanno aperto gli occhi. Il brusco risveglio può essere sintetizzato con una domanda: aspettando le fuel cell, i carburanti alternativi possono porsi come alternativa concreta già nel breve periodo? Per soddisfare tale interesse siamo andati a curiosare fra gli stand della II Fiera Mondiale dei Veicoli a Metano e Idrogeno (25/27 settembre), rassegna dedicata alla mobilità sostenibile.
La scelta di Torino quale location – centro Fiere del Lingotto, via Nizza 294 – è stata pressoché obbligata: nel 2006, all’interno dei patri confini, sono stati venduti ben 40,582 veicoli a metano, cui si aggiungono oltre 38mila conversioni. Ma non solo: Fiat ha conquistato il monopolio con l’86% di tali immatricolazioni. Queste cifre non derivano da un boom circoscritto, da un approccio fugace e superficiale, ma da un processo di graduale affermazione, tale da confermare con un aumento auspicato del 30% per il 2008 il più 135% dell’anno precedente.
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La speranza di rivedere un segno più è ormai ridotta ad un lumicino. O meglio, ad un fuoco fatuo: anche nel mese di agosto il mercato dell’auto ha confermato l’ormai tragica discesa verso gli inferi. 15,6% il totale dell’ennesimo segno meno, a ribadire l’altrettanto disastrosa performance di luglio, in calo di 7,3 punti percentuali.
Nell’ottavo mese dell’anno le immatricolazioni sono diminuite di circa 150,000 unità rispetto alle 955,318 del 2007, mentre il computo annuale si attesta su un calo del 3,9% a 10,411,416 vetture. Nel mese di luglio Italia, Gran Bretagna e Spagna si confermano leader del segno meno – rispettivamente - 10,9%, 13% e 27% –, mentre Germania (+1,5%) e Francia (-0,2%) di difendono in maniera strenue. Sorride il Gruppo Fiat, ancora al trotto nel recuperare quote di mercato: ad agosto, nei 15 paesi Ue più quelli Efta la penetrazione è cresciuta dall’8,2 all’8,3%.
Via | Il Sole 24 Ore (Grazie a Fulvio per la segnalazione)
Il prossimo anno potrà essere ricordato da Mercedes per una significativa ricorrenza: il debutto a listino del primo propulsore ibrido. Nuova tecnologia, nuova epoca: la Stella, infatti, prevede altri venti-trent’anni di lenta agonia dei motori tradizionali prima del definitivo benservito in favore dei “doppia motorizzazione”. Se queste sono le premesse, il successo sul mercato potrebbe considerarsi una formalità.
Secondo quanto riportato da Auto Motor & Sport, il costruttore tedesco ha infatti individuato nel 2015 il primo termine, data entro il quale si dovrà raggiungere la percentuale del 20% di ibride sul totale delle immatricolazioni: l’innesto a getto continuo di nuove unità – una all’anno – amplierà il ventaglio della scelta, ponendo gli acquirenti nella condizione di poter scegliere.
Mercedes-Benz Cars, divisione interna di Daimler AG, ha recentemente pubblicato i dati ufficiali sulle vendite nel mondo durante lo scorso mese di agosto: nel complesso, le tre case automobilistiche afferenti -Mercedes, Maybach e Smart- hanno realizzato 84.400 immatricolazioni, un dato che risulta inferiore del 12,3% rispetto alle 96.200 di agosto 2007. Il dato negativo è parzialmente giustificabile con i due giorni lavorativi in meno rispetto ad agosto 2007.
Tuttavia, inquadrando il dato nella prospettiva annuale si ha un’indicazione di segno differente: nonostante il calo di agosto, i primi otto mesi del 2008 hanno visto un +4,9% in un anno in quanto a vendite (857.600 unità contro le 817.600 del 2007).
Per quello che riguarda i singoli marchi, Mercedes, con le sue 75.200 immatricolazioni, ha lasciato sul terreno un 15,7%, ma il dato 2008 (767.100 unità), rimane complessivamente migliore rispetto all’anno precedente (+1,1%).
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