245 cavalli e 480 Nm erogati dalla sinergia fra un motore 2.0 TFSI ed uno elettrico. Numeri interessanti per questa concept di Audi A8 ibrida che è stata presentata al Salone di Ginevra 2010. Sostanzialmente le prestazioni di un 6 cilindri ma con consumi medi attestati a soli 6,2 l/100 km e corrispondenti a emissioni di CO2 pari a 144 g/km.
La Audi A8 hybrid è configurata come ibrido parallelo: fra il benzina a quattro cilindri, che eroga una potenza di 211 CV (155 kW), e il cambio tiptronic a otto rapporti, si trova un potente motore elettrico, il quale apporta, a sua volta, 45 CV (33 kW) di potenza e una coppia di ben 211 Nm. Questa collaborazione fra i due propulsori consente alla Audi A8 hybrid di accelerare da 0 a 100 km/h in 7,6 secondi e di raggiungere una velocità massima di 235 km/h.
Inoltre, essendo un sistema full hybrid, può consentire la marcia con uno solo dei due motori, sia esclusivamente a benzina che solo con l’elettrico. Ovviamente la terza strada è la combinazione fra i due sistemi propulsivi. La trazione ibrida consente di viaggiare con l’alimentazione esclusivamente elettrica, raggiungendo una velocità massima di 65 km/h e un’autonomia superiore ai due chilometri, sufficienti solo per il traffico urbano stop-and-go.
La indiana Mahindra ha presentato al World Hydrogen Technologies Convention 2009 di Nuova Dheli l’evoluzione del progetto My-Alfa. Si tratta di un propulsore elettrico alimentato ad idrogeno, evoluzione di un progetto nato nel 2006, che è stato installato su un veicolo a 3 ruote molto simile alla nostra Piaggio Ape.
Il veicolo sarà prodotto in versione pick up e furganata in 15 esemplari per svolgere una serie di test su strada, ha velocità massima di 67 km/h ed è dotato anche di un propulsore endotermico, per aumentare l’autonomia globale. Mahindra, in occasione di questa importante manifestazione, ha esposto anche piattaforma ibride plug-in hybrid, sistemi start-stop micro-ibridi e veicoli BioFuel, dimostrandosi molto attenta all’ecologia e sopratutto pronta ad introdurre queste tecnologie nei prossimi anni.
Via | Greencarcongress e Hydrogencarsnow

Ford ha rilasciato la prima immagine ufficiale della Fusion My2010 per il mercato Americano. Nonostante il nome identico alla “nostra” versione Crossover della Fiesta, la Fusion è per gli Stati Uniti una berlina media. La nuova versione, oltre ad un frontale rivisitato, sarà equipaggiata con nuovi motori Duratec benzina 4 cilindri 2,5 litri da 175Cv, V6 3,0 da 194Cv ed una versione sportiva V6 3,5 litri da 263Cv. Per tutte sarà disponibile un nuovo cambio automatico a 6 rapporti, ottimizzato per migliorare i consumi di carburante. Una vettura praticamente gemella sarà anche venduta come Mercury Milan.
Ford ha già annunciato che sarà disponibile anche una versione ibrida ed ha ideato un nuovo cruscotto chiamato SmartGauge, completamente digitale, che porta una ventata di novità nel settore. Si tratta infatti di un sistema con schermi LCD con innovative funzioni animate, integrazione di tutte le informazioni di bordo e persino una sorta di tutorial per aiutare il guidatore a prendere confidenza con i comandi. Uno slancio di creatività è rappresentato da una pianta visualizzata sullo schermo, che guadagna o perde foglie in base alla “economicità” della propria guida. Nel seguito un video che anticipa le funzioni del nuovo SmartGauge.
Continua a leggere: Ford Fusion hybrid: in America nel 2010 con il cruscotto LCD
Il vantaggio è già ora consistente: dopo il debutto della terza generazione sarà forse irrecuperabile. Usando un parallelismo calcistico, come un due a zero all’ottantesimo. Fuori casa. Toyota ha infatti scavato un margine troppo ampio per essere colmato nel breve periodo, cui si aggiungerà una intelligente politica commerciale.
Vogliamo proporre la nuova Prius ad un prezzo inferiore di 2 milioni di Yen. Con questa affermazione, Takeo Fukuky, amministratore delegato del colosso giapponese, ha aperto l’epoca dell’ibrido “popolare”: la nuova berlina, infatti, verrà proposta negli Stati Uniti a meno di 19,000 Dollari, 3,800 meno della Civic Hybrid.
Continua a leggere: Toyta Prius: seconda e terza generazione a braccetto
L’affondo rivolto ad Audi non si limita al pungolare la coscienza usando una sola pregnante parola (folle). È composto da decrementi, piani di produzione, obiettivi. Ma soprattutto date. Ed è sempre Volker Mornhinweg, numero uno di Amg, ad illustrarne il procedere fra ibrido ed emissioni tagliate.
Focalizzata la base di partenza – riduzione del peso complessivo attraverso l’uso di materiali evoluti –, si avvia lo sviluppo di nuove unità con cilindrata contenuta ed alta potenza specifica. Ma questo è il futuro. I modelli attuali, invece, dovranno affidarsi al sistema ibrido pensato per la Classe S: la sua adozione, infatti, permetterà al V8 6,2 un calo della quantità di CO2 emessa al chilometro del 30%. Risolta la questione “benzina”, i tecnici dirotteranno le proprie attenzioni sul diesel: previsto un biturbo sulla base del V6 3,0.
Via | Autoblogreen
O inquietante tempismo, risparmia noi automobilisti dalle tue conseguenze. Rendici immuni dalle inevitabili logiche di egemonia. Lasciaci gustare lo scontro fra Golia e Golia dopo averlo amabilmente provocato. Con “casuale” puntualità, infatti, Volker Mornhinweg, presidente di Amg, ha usato la parola “sciocchi” per giudicare chi non considera le emissioni inquinanti come variabile da valutare durante lo sviluppo di un nuovo modello.
Guarda caso, proprio ieri Audi ha difeso a spada tratta la scelta del “cavallo selvaggio”, ottenuto senza badare alla quantità di CO2 emesso e, soprattutto, non mostrando il benché minimo interesse per purificare la propria coscienza. Ma torniamo a Mornhinweg
Continua a leggere: Amg, stilettata ad Audi: sciocco chi sottovaluta le emissioni
La rivoluzione copernicana, per ora, verrà promossa da altri costruttori – Mercedes ed Amg hanno già cambiato pensiero. Del resto bisogna riconoscere i (de)meriti: l’aver proposto un bolide da 580 cavalli ha provocato un senso di immunità, di esenzione giustificata. Così Audi, proprio Audi, decide di allontanare a data da destinarsi il connubio sportività e rispetto ambientale. Gasolio ed ibrido, per ora, lasciamoli ad altri. La nomea di RS non deve essere compromessa.
Il costruttore dei quattro anelli, per bocca del responsabile allo sviluppo motoristico Wolfgang Hatz, ha imposto alla propria sussidiaria RennSport una precisa condizione: non allontaniamoci dagli standard qualitativi mostrati con la RS6. La possibilità di accogliere in gamma vetture spinte da unità diesel viene quindi accolta con una risata: questi propulsori, con cui ad Ingolstadt hanno anche vinto “qualche” Le Mans, non sarebbero apprezzati dalla clientela più esigente.
Continua a leggere: Audi, RennSport: nessun diesel, ibrido o SUV in programma

Un adesivo sulla fiancata ed uno, sia mai che il fotografo venga sorpreso, sul portellone: vale ancora la pena chiamarle foto spia? Del resto, una Mini con limitate camuffature, grigia, identica ad altre migliaia in giro per il mondo quale spunto dovrebbe fornire? Anche perché conducente e passeggero stanno guidando come stessero andando al mare. E invece lo sticker Hybrid fuga qualsiasi dubbio.
Ma non è come sembra. Secondo quanto riporta Car, autore degli scatti, in realtà l’inglesina starebbe testando la sola architettura elettrica con cui soddisfare le rigide normative anti-inquinamento californiane. I cinquecento esemplari previsti, contraddistinti da colorazione grigia – guardacaso – con tetto giallo squillante, verranno comunque prodotti nello stabilimento di Oxford. Nessuno di questi, però, sarà destinato al Vecchio Continente.
Una doccia fredda, una scelta tecnica piuttosto discutibile per un costruttore dalla sua portata: sette anni sono troppi al cospetto di avversari così arrembanti, il cui bagaglio tecnico non potrà che aumentare. Secondo quanto riporta Motoruathority, il debutto sul mercato della Volkswagen Golf ibrida non si concretizzerà prima del 2015.
A sentire le parole di Lars Hofmann, responsabile del progetto Twin Drive, il motivo precipuo di un simile ritardo sarebbero le errate politiche avviate negli ultimi vent’anni: questa tecnologia è stata totalmente ignorata – spiega – a causa delle sue limitate possibilità. Dagli anni ottanta ad oggi ci siamo concentrati su un’innovazione che potesse garantire maggiori percorrenze ai nostri prodotti.
Continua a leggere: Volkswagen Golf Twin Drive: non prima del 2015
Il prossimo anno potrà essere ricordato da Mercedes per una significativa ricorrenza: il debutto a listino del primo propulsore ibrido. Nuova tecnologia, nuova epoca: la Stella, infatti, prevede altri venti-trent’anni di lenta agonia dei motori tradizionali prima del definitivo benservito in favore dei “doppia motorizzazione”. Se queste sono le premesse, il successo sul mercato potrebbe considerarsi una formalità.
Secondo quanto riportato da Auto Motor & Sport, il costruttore tedesco ha infatti individuato nel 2015 il primo termine, data entro il quale si dovrà raggiungere la percentuale del 20% di ibride sul totale delle immatricolazioni: l’innesto a getto continuo di nuove unità – una all’anno – amplierà il ventaglio della scelta, ponendo gli acquirenti nella condizione di poter scegliere.
500 cc di cilindrata più un “pacchetto” di batterie supplementari: caro benzina e problemi ambientali si superano così, riducendo all’osso la cilindrata e fornendo un ausilio aggiuntivo per le basse velocità. Funzionerà? Secondo Toyota sì: urge correre ai ripari, il gigante orientale in tema di doppia motorizzazione non sbaglia un colpo.
Secondo quanto anticipa Auto Express, il solo sistema elettrico fornirebbe alla IQ ibrida percorrenze prossime ai 25 chilometri, permettendo così di muoversi negli spostamenti cittadini ad emissioni zero. La Smart mhd, principale avversaria per dimensioni ed aspettative di vendita, si prepari ad una conflittuosa convivenza: a partire dal 2010, in anticipo rispetto a Fiat, Volkswagen e Honda.
Via | Motorauthority (Grazie a Bugatti&91 per la segnalazione)

Cinque debutti in due saloni. La best-seller, l’ammiraglia, un’ibrida, un non meglio classificato SUV ed una sportiva: nei prossimi tre mesi l’universo Bmw ruoterà attorno ai saloni di Parigi e Los Angeles, rendendo fertile il terreno per il sostanziale rinnovamento della gamma. Le novità Audi, per ora, non impensieriscono.
La rassegna parigina segnerà il debutto della Serie 3 ristilizzata e della nuova Serie 7, accompagnata dalla sua versione ActiveHybrid a doppia motorizzazione. Rubasguardi e futura rubacuori sarà la X1, presente sotto forma di concept car ma con poche stravaganze da salone: il suo aspetto non sarà dissimile dalla versione di serie, attesa a 2009 inoltrato. Nella Città degli Angeli, infine, verrà presentata la nuova spider compatta, erede “spirituale” della Z4: tetto in lamiera (opzionale) e motori diesel segneranno l’addio alla fanciullesca spensieratezza.
Via | Leftlane