Honda è scettica riguardo alle auto elettriche. Il responsabile del settore ricerca e sviluppo Tomohiko Kawanabe ha rilasciato alcune dichiarazioni sull’argomento, spiegando che secondo la casa giapponese restano grossi dubbi sul successo globale di questo tipo di veicoli, sopratutto in relazione alle limitazioni d’uso per gli utenti. Honda proseguirà comunque lo studio di modelli elettrici, ma allo stesso si concentrerà nei settori ritenuti più vantaggiosi, come le ibride Civic IMA, Insight e Cr-z e l’idrogeno, con la FCX Clarity Fuel Cell. Al salone di Tokyo è stata presentata la concept EV-N elettrica e la prospettiva di incentivi sui mercati globali mantengono comunque vivo l’interesse verso questa tipologia di vetture.
E’ curioso notare come i differenti costruttori siano schierati su questo delicato argomento: Bmw è più vicina alla visione di Honda e considera l’elettrico solo per veicoli urbani, il gruppo Renault Nissan investe puntando tutto sull’elettrico ed il concorrente Toyota crede nel futuro dell’ibrido plug-in, mentre Daimler propone soluzioni di ogni tipo in base ai modelli ed ai brand di riferimento. Anche gli analisti del mercato forniscono indicazioni contrastanti: secondo alcuni nel 2020 il 10% delle vetture saranno elettriche, per altri non supereranno l’1%.
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Honda ha presentato al Salone di Ginevra 2010 la CR-Z ibrida in prima europea ed il suo triciclo elettrico 3R-C in prima mondiale. A fare da degne comprimarie durante la conferenza stampa di Takanobu Ito, il numero uno del marchio, c’erano anche due concept viste nei mesi scorsi, la EV-N del Salone di Tokyo ed il rivoluzionario monociclo U3-X, che ha accompagnato varie fasi della presentazione.
Chiaramente, vista la sua prossimità in termini di tempistiche commerciali e la sua concretezza rispetto alle altre proposte, la CR-Z ha recitato il ruolo della protagonista. Impressioni a caldo? Senza dubbio molto originale e al contempo capace di strizzare l’occhio a un passato molto preciso e soprattutto caro agli appassionati di casa. La parte più interessante del modello è il posteriore, dal padiglione alla coda.
Proprio la forte rastrematura del padiglione però, è il responsabile primo di un’abitabilità posteriore davvero non da primato, anche se confrontata con altre concorrenti vicine come filosofia. Non c’è dubbio però che la prima ibrida sportiva del marchio Honda troverà i suoi appassionati, soprattutto viste le prospettive di sviluppo della gamma in chiave sportiva…
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Oltre al debutto europeo della CR-Z, Honda esporrà al salone di Ginevra anche il prototipo 3R-C, veicolo a tre ruote e zero emissioni sviluppato nel centro Ricerca e Sviluppo di Milano. Il 3R-C, tiene a precisare Honda, è una moto. Nonostante la cellula protettiva che assicura anche una completa protezione dagli agenti atmosferici, nonostante la presenza di uno strapuntino destinato ad un eventuale passeggero, nonostante l’ottimo bilanciamento dei pesi con il pacchetto di batterie disposto raso terra per ottimizzare la distribuzione dei pesi.
L’Honda 3R-C è equipaggiato con una sorta di baldacchino in materiale plastico e trasparente, studiato per riparare il pozzetto del conducente a veicolo fermo, aprendosi come un guscio fino a proteggere volto e busto del conducente stesso una volta girata la chiave d’accensione. Da apprezzare la presenza di un (risicato) baule situato nella parte frontale del veicolo. Nello stand Honda verranno poi esposte le concept car EV-N ed FCX Clarity.
Honda rilascia il primo video della EV-N, simpatica “scatoletta” da città equipaggiata con un propulsore elettrico, alimentato da batterie agli ioni di litio. Tuttavia, i primi (e non ancora ufficiali) report dal salone di Tokyo allontanano le già remote possibilità di commercializzazione. La N360 non avrà un’erede.




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Honda presenterà al salone di Tokyo la concept car EV-N, simpatica utilitaria spinta da un propulsore elettrico. Di cui però non si conoscono ancora valori e virtù. Però, guardando l’intelligenza delle soluzioni adottate per l’abitacolo, si può soprassedere: la EV-N ha un pannello solare sul tetto, sedili sfoderabili e dall’imbottitura pressoché assente per ottimizzare lo spazio interno.
Il razionale sfruttamento delle volumetrie è forse il suo obiettivo principale, nonché obbligo, per via di una lunghezza quanto mai contenuta – tre metri, forse meno. Ne guadagna il passo, che implica l’assenza di sbalzi e, quindi, del bagagliaio. Problema risolto livellando la superficie di carico, per l’appunto utilizzando sedili “furbi”.