I vertici del gruppo Jaguar-Land Rover stanno definendo i margini di una partnership con il marchio cinese Great Wall, in vista di uno sbarco nella Repubblica Popolare successivo al clamoroso exploit commerciale registrato nel 2010. Al termine dello scorso anno i due marchi inglesi hanno consegnato in Cina 26.114 vetture, quasi il doppio (+ 95%) rispetto al 2009, e guardano dunque con vivo interesse alla stipula di un accordo con un partner locale che si occuperà della produzione su territorio cinese. “Le due società sono in fase di trattativa per definire l’intesa”, scrive l’agenzia Reuters citando un dirigente Great Wall. “Alcuni dirigenti del gruppo JLR hanno già visitato il nostro stabilimento”. Un secondo informatore rivela inoltre che le discussioni hanno già superato la fase iniziale, ma una decisione è ancora prematura.
Great Wall è pronta a commercializzare i modelli M3 EV e V80 Plug-in HEV, rispettivamente una elettrica ed una ibrida plug-in. La M3 EV è una piccola crossover con batterie al litio da 19,2 kWh e motore elettrico da 76 Cv con 150 Nm di coppia, sufficienti a raggiungere i 130 km/h con una autonomia di 150 km. Secondo i dati dichiarati dal costruttore, il peso è inferiore ai 1200 kg ed i 100 km/h vengono raggiunti da fermo in 15 secondi, valori comunque interessanti per una elettrica pronta alla produzione.
La V80 Plug-in HEV è invece un monovolume ibrido con tecnologia Plug-in, dotato di un propulsore endotermico da 104 CV ed uno elettrico da 30 kW. La vettura può viaggiare in modalità esclusivamente elettrica per un massimo di 60 km, senza superare la velocità di 100 km/h. Utilizzando tutti e due i propulsori, la velocità massima è invece di 170 km/h ed il consumo medio è pari a 5 l/100 km. La V80 è attualmente omologata Euro4, un grosso limite per la commercializzazione al di fuori del mercato Cinese, ma la disponibilità di tecnologie del genere già in produzione apre interessanti prospettive per la casa Cinese sui mercati internazionali, specie ora che è certa l’apertura di un sito produttivo in Bulgaria.
Via | Es.Autoblog

Non solo i costruttori europei. Anche i cinesi sembrano guardare all’Est del nostro continente per produrre auto a costi contenuti: Great Wall, costruttore che intende accrescere la sua presenza in Europa, sembra voler aprire una nuova fabbrica in Bulgaria, per assemblare le sue auto destinate ai nostri mercati in un impianto più vicino -per l’appunto- ai mercati di destinazione.
Nella fabbrica bulgara, già attiva sotto l’egida della locale Litex Motors, Great Wall intende produrre due berline -la Florid e la Coolbear-, un SUV -la nota Hover-, e un pick-up -il Wingle-, secondo quanto anticipato da Inside Line. In programma per il 2011, la produzione bulgara frutterà 50.000 esemplari l’anno, con una pre-produzione di 1000 esemplari pronta già per il mese di febbraio.
L’investimento complessivo della Great Wall ammonta a 420 milioni di dollari, 120 dei quali per le fasi iniziali dell’ambizioso progetto. La fabbrica darà lavoro a 1800 dipendenti. I cinesi puntano a diventare entro il 2020 il terzo costruttore al mondo nel segmento dei SUV (con una quota pari all’8% del mercato globale). E dal canto suo il governo bulgaro vuole fare della Cina il più grande partner commerciale straniero…
Great Wall presenta al salone di Pechino la Hover M1. La vettura è da tempo al centro di una polemica con il gruppo Fiat per la somiglianza con la Panda, già dal modello denominato Peri. La Hover M1 si presenta invece come una versione rivista e corretta per il fuoristrada leggero, con un nuovo frontale, protezioni in plastica non verniciata e la possibilità di montare la trazione integrale. Le informazioni tecniche sono al momento limitate alla presenza di un motore benzina 1,3 litri da 83 Cv.
Continua a leggere: Great Wall Hover M1: salone di Pechino 2010

La cinese Great Wall ha ottenuto in Inghilterra la certificazione Whole Vehicle Type Approval (WVTA), relativo alla sicurezza attiva, passiva ed emissioni. Grazie a questo, sarà importata in Europa nel 2010 la CoolBear, un modello 5 porte compatto che richiama in maniera molto evidente la Scion Xb, venduta negli Stati Uniti come brand dedicato ai giovani di Toyota.
Great Wall è già presente in Europa con il SUV Hover ed il Pick up Steed, e si è anche fatta conoscere il Italia per la polemica con Fiat, che ha portato in tribunale la casa cinese per il caso di plagio della Panda con il modello Peri.
Via | Autoblog.nl

Molto probabilmente, all’edizione 2010 della Dakar che si svolgerà in Sud America, ci saranno anche le Case cinesi Chery e Great Wall. La partecipazione a manifestazioni agonistiche da parte dei costruttori d’auto della Cina potrà contribuire nel rafforzamento dell’immagine di marca, soprattutto nei paesi esteri, in un’ottica di espansione commerciale nei mercati occidentali.
Great Wall parteciperà con la Hover H3, mentre Chery sta allestendo una versione specifica della Rely X5, di cui vi proponiamo una ricostruzione grafica. La SUV di Chery avrà la capacità di superare ostacoli fino a 60 cm, mentre la pendenza superabile è al 60%. Anche se nel corso degli anni ha perso gran parte del proprio fascino, la Dakar sarà comunque un’importante vetrina dove i cinesi potranno esprimere il loro potenziale.
Via | Autosblog.fr

Il costruttore cinese Great Wall ha sporto denuncia contro Fiat per punire la sottrazione fraudolenta di segreti commerciali in relazione al progetto Peri, clone della Panda. Lo ha annunciato Liu Hongka, legale del gruppo cinese, gettando benzina sul fuoco di una querelle divampata ormai tre anni orsono. Che, dopo quest’ultimo colpo di teatro, assume i contorni della farsa.
«Nel 2007 – ha motivato la denuncia Hongka – il Lingotto ha inviato qualcuno allo stabilimento Great Wall, che ha immortalato la vettura ancora in fase di sviluppo. Abbiamo quindi deciso di tutelare i nostri interessi muovendoci contro Fiat per essersi introdotta nella fabbrica e aver sottratto segreti commerciali». Il gruppo di corso Agnelli, tramite un comunicato, ha commentato laconico: « Vorremmo sottolineare che in 110 anni di esistenza, la Fiat non ha mai plagiato né imitato il design di nessun altro costruttore nel mondo»
Questa nuova “piece” segue le azioni legali già adite da Fiat, con un esposto (risolto con successo) presso il Tribunale e la Corte d’Appello di Torino ed una sconfitta presso il Tribunale Cinese.
Via | Motori24 (Ringraziamo il nostro lettore “RoccoRM” per la segnalazione)

I blog cinesi in coro: non punita la libertà di copiare. Del resto è la loro cultura: mi piace, ne realizzo lo stampino. Secondo quanto riporta Repubblica, un giudice dell’Alta Corte (provincia di Hebei) avrebbe respinto il ricorso relativo alla “scopiazzatura”: Great Wall potrà quindi produrre distribuire la Peri, tanto bistrattata Fiat Panda dagli occhi a mandorla.
Questo discutibile provvedimento giurisdizionale, oltre a sovvertire quanto stabilito dal Tribunale di Torino (vietata la diffusione in Europa e 15,000 Euro di multa per ogni esemplare importato), si rivela “la sentenza finale e conclusiva e nessun ulteriore appello può essere presentato”: l’utilitaria potrà quindi essere commercializzata in tutto il territorio asiatico.
Come sottolinea anche Repubblica, se un plagio così evidente – dopo il salto una sovrapposizione grafica fra le due vetture – riceve il via libera, i “designer” cinesi potranno quindi realizzare una sorta di listino parallelo composto da soli cloni.
Chrysler e la cinese Chery hanno ufficialmente dichiarato che l’accordo stipulato a suo tempo per la realizzazione di una vettura di segmento B non avrà seguito. Nel 2007 era stata anche presentata la concept Dodge Hornet, da molti vista come concreta anticipazione di questo accordo.
Ora che le parti hanno rinunciato, le prospettive cambieranno: Chrysler sta già sondando la disponibilità della cinese Great Wall per una operazione simile ed allo stesso tempo porterà avanti un accordo con Nissan per commercializzare una vettura giapponese negli Stati Uniti nel 2010. Chery aveva, nel frattempo, portato avanti una trattativa con l’Italiana DR, che ha dato vita al progetto DR1, appena presentato in anteprima mondiale al Motor Show di Bologna.
Via | Quattroruote

“La Peri non è una macchina diversa dalla Fiat Panda se non nella parte frontale”. Affermazione sacrosanta per tutti, non per Great Wall. Da oggi, però, il Tribunale di Torino ha usato queste parole per motivare la sentenza definitiva: il costruttore cinese non potrà importare in Europa la propria utilitaria, pena una multa di 15.000 Euro per ogni esemplare “targato”, perché troppo simile alla piccola torinese.
Tale restrizione verrà estesa a tutto il territorio europeo, con proporzionale aumento del salasso fino ad un massimo di 50.000 Euro. Great Wall deve contestualmente difendersi da una vertenza simile e relativa al mercato cinese, dove le vendite delle Peri inizieranno il prossimo anno.
Via | Quattroruote (Grazie ad andrea092 per la segnalazione)
Le affermazioni sembrano abbastanza discutibili, ma tant’è: Great Wall prosegue per la sua strada, respingendo le lagnanze di Fiat. Secondo il portavoce del gruppo cinese, Shang Yugui, “Il j’accuse di Fiat è senza fondamento, noi non ci fermeremo. Bisogna inoltre considerare che la Peri ha richiesto un corposo investimento, pari a tre anni di studi e oltre 300 milioni di yuan (circa 40 milioni di dollari).”
Ricordiamo che Fiat ha dato inizio ad una procedura legale contro la Great Wall sia in Cina che in Europa in relazione alla Peri.
Via | Corriere (grazie a Rasputin per la segnalazione)

Grande fermento in casa Great Wall: per l’imminente salone di Shanghai il costruttore cinese propone, oltre alla discussa Pery, nientemeno che dieci prototipi! Fra questi vi segnaliamo la Cowry, una monovolume dalle linee abbastanza moderne e piacevolmente squadrate, anche se un po’ troppo simile ad alcune realizzazioni giapponesi.
La Cowry (nome in codice V80) è dotata di motore quattro cilindri a benzina di due litri e, quando verrà commercializzata alla fine del 2007, avrà un prezzo compreso fra i 15.500 e i 19.400 dollari.
Anche questa MPV verrà prodotta nel nuovo stabilimento da 200.000 vetture l’anno che andrà a pieno regime entro questo inverno.
Via | Inside Line