Un’auto sportiva deve avere dei precisi requisiti, ognuno atto a migliorare il comportamento della vettura intervenendo su diversi aspetti, che sommati tra loro aumentano la performance globale e l’equilibrio del mezzo. Tra questi c’è di sicuro la questione “interasse”, che in parecchie filosofie ingegneristiche, per garantire qualità sportive, deve essere corto, proprio come diceva il caro Colin Chapman, che ha sempre puntato su auto piccole e leggere per garantire divertimento e maggiore velocità di percorrenza in curva.
Tutta questa premessa per presentarvi un piccolo abominio, che riprende il concetto dell’auto corta, estremizzandolo nella maniera più buffa che possa esserci. Si tratta di una Golf Mk II del 1992 che di sportivo non ha proprio nulla, ma ha ricevuto un trattamento di riduzione del passo tagliando via, letteralmente, la parte centrale dell’auto e riadattando, con una discreta maestria, la meccanica e gli interni per creare una sorta di Smart anni ‘90… ma molto più sgraziata.
Volkswagen Golf Coupè, la chiama il suo autore, e non è altro che l’ennesima realizzazione secondo le regole di un vero e proprio “movimento artistico” cominciato tempo fa con le mini, che ha coinvolto nel corso degli ultimi decenni parecchi tipi di autoveicoli, con il risultato che tutti, nessuno escluso, sembrano dei posticci rendering in photoshop dalle proporzioni totalmente sballate.
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Ha compiuto 20 anni la Volkswagen Golf G60, versione sportiva dell’epoca per la compatta di Wolfsburg e dotata di compressore volumetrico G. La seconda generazione della Golf era già disponibile nella versione sportiva GTI, mossa dal motore 1.8 16V da 136 CV. Invece, nel 1989 debuttò la Golf Rallye equipaggiata con lo stesso propulsore della Corrado G60, ovvero il 1.8 sovralimentato da 160 CV di potenza e 225 Nm di coppia massima che poi giunse nel ‘90 sotto il cofano della Golf G60.
La vettura era a trazione anteriore come la Golf GTI e raggiungeva i 216 km/h di velocità massima, mentre lo spunto 0-100 era coperto in 8,3 secondi. La Golf G60 aveva prestazioni migliori della Rallye: infatti, la velocità massima era superiore di 7 km/h. In ciò contribuiva anche la massa della vettura, stimata in 1080 kg per la variante a 3 porte e in 1105 kg per la versione a 5 porte. Inoltre, la Volkswagen Golf G60 era dotata di marmitta catalitica e ABS.
La variante a 3 porte fu realizzata anche nella versione speciale Edition, riconoscibile per i cerchi in lega BBS specifici e caratterizzata da sospensioni ribassate e freni a disco di dimensioni maggiorate. La Volkswagen Golf G60 è uscita di scena nel 1991, contemporaneamente al lancio della terza generazione. Oltre alle Volkswagen Golf e Corrado, il compressore volumetrico è stato installato anche sulla versione G60 della Passat B3 e sulla versione G40 della Polo S.

Prosegue lo sviluppo della Volkswagen Golf 7, di cui vi mostriamo un nuovo render in stile Scirocco. La nuova Golf sarà presentata a fine 2012, mentre la commercializzazione partirà nei primi mesi del 2013. Il design sarà curato da Walter De Silva che, in una recente intervista, ha dichiarato di ispirarsi alle forme della prima e della quarta generazione, in quanto la Golf 7 sarà caratterizzata da uno stile dinamico ma ricco di spigoli e dal parabrezza abbastanza inclinato. Infatti, la vettura sarà più lunga e più larga dell’attuale, ma un pò più bassa.
Il miglioramento della qualità produttiva sarà maggiormente riscontrabile all’interno, dove verranno applicati anche oggetti multimediali di ultima concezione. Sotto la carrozzeria, invece, si nasconderà la nuova piattaforma con motore trasversale, su cui verranno sviluppate tutte le nuove auto compatte del Gruppo Volkswagen. Per contenere sia il prezzo che le emissioni di CO2, la nuova Golf sarà disponibile anche con il piccolo 1.2 TSI da 86 CV, mentre al top di gamma si porrà la Golf R equipaggiata con il 2.0 TFSI da 300 CV.
Invece, tutte le motorizzazioni TDI saranno conformi alla normativa Euro 6. Inoltre, la Volkswagen Golf 7 sarà declinata anche nella variante Hybrid a propulsione ibrida, nonché in quella elettrica denominata E-Golf. A differenza di quest’ultima, la Golf Hybrid non sarà una versione di nicchia perché rappresenterà il 20% delle vendite totali del modello Golf che, secondo le stime di Volkswagen, sarà venduto al ritmo di un milione di esemplari all’anno, quando la produzione sarà a pieno regime.
Via | AutoInternationaal
La Volkswagen Golf GTI vi sembra troppo “moscia”? No problem, ci pensa Rieger: al frontale spuntano quindi due superfici aerodinamiche aggiuntive sotto le luci fendinebbia, minigonne laterali bicolore e un vistoso estrattore posteriore. A scelta ci sono cerchi in lega di dimensioni esagerate e, volendo, terminali di scarico dal design più minaccioso. Nessuna specifica tecnica è stata rilasciata dal tuner tedesco. Ma, oltre all’assetto ribassato visibile nelle foto, è quasi scontato aspettarsi una rimappatura della centralina elettronica del motore per spingere il 4 cilindri 2.0 TSI ben oltre i 210 CV di serie.
Sulla Volkswagen Golf debutta la tecnologia LED per i fari posteriori, ora ordinabili con un sovrapprezzo di 350 euro per le versioni sportive GTI e GTD, mentre sulla Golf R sono compresi nella dotazione di serie. I fari posteriori, composti in totale da 48 LED, rendono così ancor più riconoscibile la silhoutte posteriore di ogni Golf. Oltre a conferire una intonazione più sportiva, la tecnologia LED garantisce un minor ricorso alla manutenzione dei fari e una maggior sicurezza legata all’incremento della luminosità dei fari stessi. Inoltre, i nuovi fari posteriori a LED possono essere abbinati ai fari Bi-Xenon anteriori, disponibili per tutte le versioni della Volkswagen Golf con un sovrapprezzo di 1.295 euro, mentre sulla Golf R fanno parte dell’equipaggiamento standard.
Dopo aver messo le mani per ben due volte sulla Porsche 911 GT2, Wimmer RS ha rivolto le sue attenzioni alla Volkswagen Golf GTI. Per la versione sportiva della compatta di Wolfsburg, il tuner tedesco ha puntato su elaborazioni più concentrate sull’aspetto tecnico che sull’estetica della vettura. Così, la Golf GTI di Wimmer RS sviluppa una potenza di 386 CV ed una coppia massima di 455 Nm. Il 2.0 TSI da 211 CV e 280 Nm ha subìto un incremento di 175 CV di potenza e altrettanti Nm di coppia, rispettivamente pari all’83% e 63% in più.
Per quanto riguarda le prestazioni, la Golf GTI da 386 CV raggiunge una velocità massima di 267 km/h, mentre l’accelerazione da 0 a 100 km/h è coperta in 6,9 secondi. Per poter ottenere questi risultati, Wimmer RS ha ottimizzato la risposta della turbina, ha adottato un catalizzatore di tipo sportivo nonché un sistema di aspirazione e una pompa benzina modificati. Inoltre, è stata riprogrammata anche la centralina elettronica. Invece, l’assetto è stato arricchito del sistema di sospensioni sportive coilover HR regolabili in altezza. Il tuning package estetico è limitato all’equipaggiamento di nuovi cerchi in lega per pneumatici ad alte prestazioni, disponibili nelle misure da 18, 19 e 20 pollici.
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Volkswagen è al lavoro sull’inedita Golf CC. Lo riporta AutoExpress, dopo aver interpellato un insider della Casa di Wolfsburg. La vettura andrà a posizionarsi un gradino sotto la Passat CC, ma da quest’ultima differirà per la carrozzeria a 5 porte. Inoltre, la Golf CC avrà l’abitacolo con configurazione a 5 posti, anche perché i sedili posteriori saranno ribaltabili per poter sfruttare al meglio la versatilità del bagagliaio.
Invece, come la Passat CC, la Golf coupé a 5 porte sarà caratterizzata da interni più lussosi rispetto alle versioni tradizionali della Golf. Il debutto della Volkswagen Golf CC è previsto per il 2014, esattamente due anni dopo l’arrivo della Golf 7, con cui la variante Comfort Coupé condividerà la piattaforma MQB e gran parte delle motorizzazioni. Intanto, vi mostriamo due render che anticipano quale sarà l’aspetto della Volkswagen Golf CC.
Via | egmCarTech
Prima di dare l’addio definitivo al modello, la filiale sudafricana di Volkswagen realizzerà una versione speciale della Citi, denominata “MK 1″. Si tratta di 1.000 esemplari che riproducono fedelmente le linee della Golf prima serie, introdotta in Sud Africa nel lontano 1978. La Volkswagen Citi “MK 1″ sarà disponibile in due sole colorazioni: nero e blu Shadow metallizzato.
La vettura è mossa dal motore a benzina 1.6 da 101 CV, già installato sulle Golf terza e quarta serie vendute in Europa. Inoltre, la Citi “MK 1″ è caratterizzata da un equipaggiamento speciale che comprende cerchi in lega da 15 pollici, fari anteriori sdoppiati, fari posteriori bruniti, stickers in stile GT che scorrono lungo i sottoporta, tubo di scarico e mascherina cromati.
All’interno, invece, l’abitacolo è più moderno rispetto alla Golf prima serie originale. Le specificità dell’allestimento “MK 1″ sono i sedili sportivi rivestiti parzialmente in pelle con cuciture rosse, i tappetini dedicati, il volante in pelle e la manopola del cambio a forma di pallina da golf. Infine, ogni Citi “MK 1″ avrà sul cruscotto una targhetta identificativa del numero di serie. Per quanto riguarda i prezzi, la Volkswagen Citi “MK 1″ sarà in vendita a 113.500 rand, pari a circa 10.250 euro.
Continua a leggere: Volkswagen Citi "MK 1": una versione speciale prima dell'addio
Come anticipato qualche mese fa, Volkswagen interromperà in Sud Africa la produzione della Citi a partire dal prossimo anno, secondo quanto riporta “Engineering News” sul proprio sito ufficiale. Così, dopo oltre 35 anni, la Golf prima serie esce definitivamente di scena. La compatta di Wolfsburg debuttò sul mercato sudafricano nel lontano 1979 come Citi Golf. Quando fu introdotta la seconda serie, denominata Jumbo Golf, la vettura continuò ad essere prodotta e commercializzata col solo nome Citi.
Si tratta indubbiamente di un’auto di successo per Volkswagen. Infatti, inizialmente fu previsto un assemblaggio di sole 300 unità al mese, ma in poco tempo si innalzò il quantitativo a 1.500 unità mensili, un ritmo di produzione detenuto ancora oggi dal modello. La Casa di Wolfsburg avrebbe deciso di sopprimere la Citi perché ormai datata sotto il profilo tecnologico e della sicurezza, quindi non più in grado di competere con la diretta concorrenza.
Inoltre, sulla storica vettura graverebbero anche le decisioni del governo, il quale è intenzionato ad elargire finanziamenti, a partire dal 2013, solo alle Case automobilistiche che produrrano almeno 50.000 veicoli annui sul territorio sudafricano. Ovviamente, si tratta di un obiettivo di produzione non sostenibile dalla Volkswagen Citi e si ovvierà a ciò introducendo le linee produttive di altri modelli.
Via | Es.autoblog
Dopo gli Stati Uniti, la Volkswagen Golf 6 debutta anche in Cina, oramai diventato il mercato automobilistico più importante per la Casa di Wolfsburg. La vettura verrà assemblata nell’impianto FAW-VW di Changchun e differirà dalla versione europea solamente per le sospensioni rialzate. La Golf 6 per la Cina sarà disponibile nelle motorizzazioni 1.4 TSI da 122 CV e 1.6 da 102 CV. Inoltre, sono previsti come optional i cambi DSG per il 1.4 TSI e Tiptronic per il 1.6 aspirato.
La Golf è offerta sul mercato cinese con una dotazione di serie standard piuttosto ricca. Infatti, sono inclusi nel prezzo della vettura alcuni dispositivi come fari allo xenon, tetto apribile elettrico, navigatore con Touch Screen, cerchi in lega, interni in pelle, sedili riscaldabili, ESP, TCS, ABS, EBD, 6 airbag etc. Nonostante la ricchezza di contenuti, la Volkswagen Golf assemblata da FAW presenta una qualità inferiore per materiali e rifiniture rispetto alle versioni europee.
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