La inglese Ginetta ha sospeso il progetto della G50 EV, la versione elettrica della G50 coupè. Il motivo non è legato a complicazioni tecniche, ma alla mancata erogazione del contributo governativo di 1,7 milioni di sterline richiesto. Ginetta sperava infatti di poter attingere agli aiuti che il governo inglese ha previsto per le case automobilistiche intenzionate ad investire nelle elettriche, ma il progetto è stato definitivo troppo di nicchia per poter ricevere la sovvenzione.
Lawrence Tomlinson, CEO di Ginetta, ha confermato che i prototipi marcianti hanno già effettuato i test e che la componentistica è stata progettata, ma mancano i fondi per la produzione. La vettura ha una autononia di circa 400 km ed è stata recentemente guidata da John Surtess attraverso il canale della manica. I fondi sarebbero serviti anche per completare lo sviluppo di una sport prototipo ibrida realizzata con Zytek Engineering, ma anche questo progetto è stato messo in stand by.
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John Surtees, per festeggiare il 15° compleanno dell’Eurotunnel, ne ha percorso i 50 chilometri fra Cheriton e Coquelles al volante di una Ginetta G50EV. Esatto, al volante: i gestori hanno infatti concesso di effettuare la traversata passando per la galleria destinata ai soli mezzi di servizio. Surtees, così, oltre ad essere l’unico pilota iridato nei campionati mondiali di Motociclismo e Formula 1, ha il privilegio di aver attraversato il tunnel ferroviario della Manica in auto.
Al volante, oltretutto, di una vettura ancora sperimentale: la Ginetta G50EV è equipaggiata con tre pacchetti di batterie collocati dietro l’assale posteriore, in grado di spingerla a 190 km/h con un’autonomia dichiarata di 400 chilometri. Non è ancora nota la sua data di commercializzazione.

E se anche i britannici abbracciano l’elettrico, allora la tecnologia è matura: Ginetta, costruttore del Suffolk con cinquant’anni esatti di esperienza nel mondo delle competizioni, sta lavorando ad una speciale G50 spinta da un propulsore elettrico.
Nonostante l’auto stia attraversando la più radicale fase di lavorazione, i tecnici hanno posto due condizioni: una velocità di poco inferiore ai 200 km/h ed un’autonomia di oltre 400 km/. Non viene specificato (forse perché implicito), ma l’handling non verrà sottovalutato; in tal senso, la disposizione delle tre batterie e del propulsore aggiuntivo, verrà studiata con estrema cura.
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