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Tutti gli articoli con tag gian mario rossignolo

De Tomaso: inaugurato oggi lo stabilimento di Livorno

pubblicato da Fabio Sciarra

De Tomaso SLS

Oggi la rinata De Tomaso della famiglia Rossignolo ha inaugurato ufficialmente il nuovo stabilimento di Livorno. L’attività nella sede produttiva toscana rilevata dalla Delphi, inizierà il prossimo 28 marzo, con l’avvio dei corsi di formazione.

A Livorno, dove lavorano 146 dipendenti “saranno effettuate le lavorazioni meccaniche e di assemblaggio dei sottogruppi” della De Tomaso Deauville. Come sottolineato da Gian Mario Rossignolo “l’importanza di Livorno non si ferma all’assemblaggio, ma va oltre: da qui, infatti, le vetture partiranno per essere consegnate in tutto il mondo. Un primo segnale che De Tomaso vuol contribuire anche alla valorizzazione dell’indotto”.

Come vi abbiamo già raccontato, Rossignolo punta a produrre 8000 auto l’anno quando arriveranno accanto al crossover la berlina di prestigio e la coupé. Dal crossover e dalla berlina ci si aspetta 3000 unità l’anno, mentre per la coupé si parla di 2000 unità.

De Tomaso: entra nel capitale un partner indiano?

pubblicato da p.a.fina

De Tomaso SLS

“Non ci esprimiamo mai nel commentare i rumor”. Eppure la presenza a Ginevra dell’intermediario indiano Joachim de Sousa non è certo passata inosservata. Secondo quanto scrive l’edizione odierna de La Repubblica, Gian Mario Rossignolo starebbe infatti trattando la cessione del 30% di De Tomaso per una cifra vicina a 100 milioni di euro su commissione di uno sconosciuto partner commerciale. L’attuale proprietario del costruttore modenese ha reso noto che sono “allo studio diversi dossier con l’estero ma in ogni caso non avranno ripercussioni sui progetti italiani già annunciati in Piemonte, Toscana e Sicilia”. Qui entra in gioco de Sousa, membro di una task force a capo dal governo indiano e incaricato di proporre in Occidente partecipazioni in cambio di tecnologie. De Sousa ha ridotte possibilità di movimento fino a quando non verrà approvato l’accordo fra Unione Europea e governo di Nuove Delhi: questo trattato abolisce le attuali barriere doganali e rende libero l’utilizzo in India delle tecnologie europee.

Solo a firma impressa (questione di settimane) verrà creata una società con sede a Londra per raccogliere un terzo della quota azionaria De Tomaso e per rilevare uno stabilimento indiano ex General Motors, che ospiterà 2.500 operai impegnati nella produzione di una utilitaria con marchio Fissore riservata al mercato asiatico. Ambiziosi i programmi di vendita: Rossignolo conta di venderne ben 300.000 l’anno. Questa vetturetta sarà progettata in Italia e sfrutterà il metodo di stampaggio laser Univis, che permette di ridurre i pannelli carrozzeria e di conseguenza limitare i pesi. L’accordo fra De Tomaso e la società inglese verrà ufficializzato entro il termine di marzo.

De Tomaso SLS - Salone di Ginevra 2011

pubblicato da Fabio Sciarra

De Tomaso SLS

De Tomaso presenterà all’imminente Salone di Ginevra il modello con cui tornerà sui mercati internazionali, il crossover SLS. Il modello, che si inserisce evidentemente nella nicchia della BMW Serie 5 Gran Turismo si nasconde dietro l’acronimo provvisorio di Sport Luxury Sedan. A seguirlo, negli anni venturi, stando alle dichiarazioni di Gian Mario Rossignolo, saranno una più convenzionale berlina di prestigio ed una coupé.

La SLS, anche per ovvie questioni di conflitti legati al naming, verrà ribattezzata prima di arrivare in produzione. Dal crossover, che verrà assemblato negli impianti ex-Pininfarina di Grugliasco (Torino), ci si aspettano volumi pari a circa 3000 unità l’anno. Il suo debutto sui mercati internazionali avverrà l’anno prossimo.

A Grugliasco, dove sono attualmente occupati 900 dipendenti, non si svolgeranno solo le operazioni di assemblaggio, ma anche quelle di verniciatura. Come la SLS, anche la berlina verrà prodotta secondo le previsioni in 3000 esemplari l’anno, mentre per la coupé si parla di 2000 unità. De Tomaso investirà complessivamente 116 milioni di euro nel suo progetto di rilancio.

De Tomaso SLS

De Tomaso SLSDe Tomaso SLSDe Tomaso SLS

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Rossignolo: già 1.450 ordini per la DeTomaso SLC

pubblicato da p.a.fina

De Tomaso SLC

Durante la conferenza stampa tenuta ieri pomeriggio a Palazzo Chigi, il proprietario del marchio De Tomaso Gian Mario Rossignolo ha rivelato che attualmente sono già pervenuti 1.450 ordini d’acquisto per la crossover SLC a fronte di un Break Even Point (il punto di pareggio economico) fissato a 1.500 unità. “E questo senza aver ancora aperto lo stand al salone di Ginevra”, sintomo di una fiducia accordata a scatola chiusa. Come confermato dal figlio Edoardo, responsabile del prodotto, la SLC verrà offerta con motori a 6, 8 e 10 cilindri dalla potenza massima relativamente modesta (circa 300 CV per l’unità più potente), inseriti tuttavia in un favorevole contesto meccanico.

Grazie all’utilizzo di un processo produttivo avanzato, dai contorni misteriosi, la SLC dispone di 33 stampi in alluminio quando una vettura di pari dimensioni e categoria ne richiede circa 320, per un risparmio di peso quantificato in tre quintali. Prima di avviare la produzione Rossignolo dovrà garantirsi i necessari finanziamenti dalle Regioni coinvolte, oltre ai fondi europei per i corsi di formazione. “La Toscana ha già deliberato uno stanziamento da due milioni di euro”, ha spiegato l’ex dirigente Lancia. “Il Piemonte è indietro. Speriamo che acceleri perché non possiamo certo iniziare i corsi di formazione in tempi diversi a Livorno e Torino”. Dopo aver ricevuto conferme da Bruxelles (“Hanno sbloccato i fondi”), Rossignolo rivela poi che “a marzo potrebbe cominciare la formazione e a giugno aprire la fabbrica. A settembre, con questi ritmi, potrebbero uscire le prime auto”. Proposte con prezzo di 110/130 mila euro.

Via | Repubblica

De Tomaso SLC: presentata in anteprima a Roma

pubblicato da Lorenzo Corsani

De Tomaso SLC

La De Tomaso SLC è stata presentata oggi a Roma in anteprima alla presenza di Gianni Letta. La Sport Luxury Car (SLC) segna il ritorno del marchio De Tomaso grazie al lavoro di Gian Mario Rossignolo e sarà presentata ufficialmente al salone di Ginevra. Caratterizzata da dimensioni imponenti, la crossover deve la sua linea piuttosto massiccia a Pininfarina: secondo le informazioni raccolte da Autoblog.com.ar, da cui provengono anche le foto che vi proponiamo, i motori saranno V8 524 Cv e V6 296 Cv benzina ed un diesel V6 da 247 Cv, abbinati alla trazione integrale, con prezzi a partire da circa 85.000 Euro. Il peso dovrebbe essere “inferiore di 250 kg rispetto alle altre concorrenti”, ma anche questa affermazione raccolta durante l’evento non è supportata da dati tecnici precisi.

Gli interni, curati artigianalmente nelle finiture, propongono una plancia moderna, ma anche una console centrale molto alta che, estendendosi al posteriore, sembra limitare decisamente lo spazio per un eventuale quinto passeggero. Curiose le dichiarazioni di Gian Mario Rossignolo in merito agli operai specializzati dedicati agli interni, riportate da AdKronos “”Il nostro è un mercato di nicchia che se vuole trovare posto nel mercato del lusso, deve puntare sul patrimonio immenso di capacità italiane. Così io sono andato a recuperarmi i sellai artigiani, dei vecchietti che, non appena arriveranno i fondi europei per la formazione che sono stati sbloccati oggi, insegneranno questo antico mestiere a 200 operai”.

In occasione dell’anteprima sono stati confermati anche i piani per introdurre più avanti una city car di lusso ed un modello sportivo 2 posti, in sintonia con la tradizione De Tomaso del passato, ma è allo studio anche una berlina coupè sportiva di alta gamma. La Crossover sarà assemblata negli ex stabilimenti Pininfarina di Grugliasco, mentre la city car è destinata sfruttare quelli ex Fiat di Termini Imerese.

De Tomaso SLCDe Tomaso SLCDe Tomaso SLCDe Tomaso SLC

De Tomaso: produzione a Termini Imerese entro fine 2011

pubblicato da Fabio Sciarra

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Le anticipazioni di fine agosto sul possibile acquisto di Termini Imerese da parte di De Tomaso trovano oggi una prima importante conferma: il Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani, il numero uno della casa Gian Mario Rossignolo e il Governatore della Regione Sicilia Raffaele Lombardo si sono incontrati per perfezionare l’acquisizione della fabbrica da parte dell’imprenditore. E l’incontro ha avuto esito decisamente positivo.

Lo stabilimento siciliano ha dunque buone possibilità di evitare una delicata riconversione produttiva, continuando a produrre auto anche in futuro. Secondo quanto annunciato oggi stesso dal Ministro Romani, “la proposta di Rossignolo sembra la più consona alla tipologia dello stabilimento e dell’occupazione”.

La produzione De Tomaso, se tutto dovesse andare secondo i piani, potrebbe partire già a dicembre 2011, nel momento stesso dell’uscita di scena della Fiat, che proprio alla fine dell’anno prossimo abbandonerà la fabbrica siciliana. Nei piani di Rossignolo, chiaramente, non c’è un utilitaria come l’attuale Lancia Ypsilon, bensì una produzione di alta gamma. Ciononostante si ritiene di poter evitare del tutto i temuti esuberi.

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De Tomaso: a Termini Imerese nascerà un'utilitaria anti-Mini?

pubblicato da p.a.fina

Logo De Tomaso

L’imprenditore 70enne Gian Mario Rossignolo, proprietario del marchio De Tomaso, sarebbe interessato a produrre una vettura compatta nello stabilimento Fiat di Termini Imerese. Lo riferisce il quotidiano Il Giornale, precisando come una bozza del progetto verrà presto inviata a Invitalia, agenzia governativa incaricata di gestire la riconversione del sito siciliano e amministrare le trattative con eventuali partner interessati all’usufrutto. Con questa operazione, dai contorni ancora nebulosi, Rossignolo ha l’obiettivo di resuscitare il marchio - rilevato nel 2009 - attraverso il ripristino di una produzione in grande serie fra gli impianti di Termini, Grugliasco (di proprietà Pininfarina) e Livorno (ex Delphi).

Proprio in Toscana dovrebbe nascere una seconda vettura, con carrozzeria SUV e assemblata in almeno 8.000 esemplari annui; per l’utilitaria, già definita “anti Mini”, è auspicato un successo maggiore: ogni anno ne verranno prodotte 30.000 unità. Rossignolo conta di ottenere le autorizzazioni necessarie giocando la carta del “brevetto Univis”, metodo produttivo ideato dallo stesso industriale alessandrino che permette di ridurre da 300 a 20 gli stampi per realizzare una vettura. L’Unvis, nel dettaglio, prevede la composizione del telaio attraverso l’utilizzo di profilati in alluminio con misure predefinite. I costi per stampi ed attrezzature potranno così ridursi del 70%. De Tomaso esporrà il SUV durante il prossimo salone di Ginevra, nel mese di marzo.

Via | Il Giornale (Ringraziamo il nostro lettore “a1″ per la segnalazione)

De Tomaso: ecco il nuovo logo

pubblicato da Dario Montrone


Ecco il nuovo badge di De Tomaso, la Casa automobilistica modenese che rivivrà a partire dal 2011, grazie all’impegno dell’imprenditore Gian Mario Rossignolo che ha rivelato tutte le attività dell’azienda fallita poco dopo la morte del fondatore Alejandro De Tomaso, avvenuta nel 2003. Il nuovo logo appare come un’evoluzione di quello precedente, perché composto ancora una volta dalla lettera T sovrapposta alla bandiera argentina che appare sullo sfondo.

Rossignolo ha annunciato che il primo modello della nuova era De Tomaso sarà presentato al Salone di Ginevra del prossimo anno. Si tratterà di una crossover di lusso firmata da Pininfarina. La vettura verrà assemblata nell’ex impianto di Grugliasco del carrozziere torinese - anch’esso rilevato da Rossignolo - al ritmo di 3.000 unità all’anno. In seguito arriveranno una berlina di lusso ed una coupé sportiva biposto che saranno prodotte, rispettivamente, in 3.000 e 2.000 esemplari annui. Nei prossimi quattro anni saranno investiti 116 milioni di euro da Gian Mario Rossignolo che assumerà 900 dipendenti per l’assemblaggio delle vetture, più 180 dipendenti della ex Delphi di Livorno, i quali si occuperanno della produzione delle componenti meccaniche.

Via | ArgentinaAutoBlog

Fiat: ecco il piano Cimino-Reva per salvare Termini Imerese

pubblicato da Fabio Sciarra

Reva NXR e NGX

Il Giornale ha svelato i piani di Simone Cimino e degli indiani di Reva per rilevare la fabbrica Fiat di Termini Imerese, destinata alla chiusura a fine 2011. Il consorzio italo-indiano sarebbe pronto ad investire 930 milioni di euro, che andrebbero a sommarsi a 480 milioni erogati dallo Stato e ad altri 280 dalla Regione Sicilia.

La cordata Cimino-Reva promette non solo di salvaguardare i 1400 lavoratori attuali, ma anche di creare 2000 ulteriori posti di lavoro grazie alla rete di infrastrutture che dovrebbe nascere nell’isola. Gli obiettivi industriali sono ambiziosi: si parla di decine di migliaia di auto elettriche prodotte ogni anno.

Reva pensa ad una commercializzazione che abbia il suo baricentro nel bacino del Mediterraneo -Nordafrica e Turchia inclusi- e nel Sud Europa, con un occhio alle esigenze di mobilità dei piccoli arcipelaghi. Ad oggi, quella di Cimino è l’unica offerta nota ai non addetti ai lavori, ma secondo il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola i candidati (i cui nomi saranno resi noti venerdì 5, quando Scajola incontrerà di nuovo Fiat e sindacati) sarebbero in totale 5 o 6.

Reva NXR e NGXReva NXR e NGXReva NXR e NGXReva NXR e NGX

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De Tomaso: Rossignolo acquista le attrezzature Pininfarina di Grugliasco

pubblicato da Lorenzo Corsani

De Tomaso Story

Gian Mario Rossignolo nuovo proprietario della De Tomaso si è accordato con Pininfarina per l’acquisto di tutti i macchinari della sede di Grugliasco. Prende dunque vita il progetto industriale per rilanciare il marchio De Tomaso, che prevede la presentazione della prima concept car al salone di Ginevra 2011 ed futuro regime produttivo di 8.000 vetture nei 3 modelli previsti: 3.000 crossover, 3.000 berline di lusso e 2.000 coupè. De Tomaso si è fatta carico anche dei 900 dipendenti della sede piemontese, mentre lo stabilimento e la galleria del vento verranno acquistati dalla regione Piemonte e dati in affitti a Rossignolo. E’ stipulato un contratto di subappalto con Pininfarina per la continuazione, fino al termine delle commesse produttive in essere, per i clienti Alfa Romeo e Ford. Pininfarina contribuirà invece con una consulenza per il design del primo prototipo De Tomaso della nuova proprietà.

Paolo Pininfarina ha dichiarato: “In un anno difficile come il 2009, e nonostante un fortissimo calo dei volumi per noi e per tutto il mondo abbiamo mantenuto gli impegni che proprio un anno fa avevamo assunto con le banche e oggi, grazie a questi importanti accordi, abbiamo posto le basi per il rilancio della Pininfarina; un augurio sincero a De Tomaso automobili ed al suo presidente Gian Mario Rossignolo per la nuova iniziativa che aggiunge innovazione e prestigio all’industria automobilistica italiana ed al nostro territorio”. “La nostra società -aggiunge l’ad di Pininfarina Silvio Pietro Angori - risulta ora correttamente dimensionata per poter sviluppare le proprie future attività di produzione, stile ed ingegneria in coerenza con il suo piano industriale. Ci teniamo a sottolineare quanto sia stata importante la collaborazione delle parti sociali, degli enti pubblici e delle banche creditrici per il raggiungimento di questo obiettivo, che riveste particolare importanza anche per il mantenimento dell’occupazione”.

De Tomaso StoryDe Tomaso StoryDe Tomaso StoryDe Tomaso Story

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De Tomaso: la compra Gianmario Rossignolo; sarà un SUV la prima vettura prodotto sotto la nuova gestione

pubblicato da Omar Abu Eideh

Gianmario Rossignolo compra la De Tomaso: egli stesso ha annunciato di aver concluso la trattativa con il commissario liquidatore per rilevare il marchio. Ciò significa che le auto prodotte nello stabilimento di Grugliasco (dove ha sede la Pininfarina di cui l’imprenditore torinese ha recentemente acquistato un ramo), continueranno a fregiarsi del badge della storica factory fondata nel 1959 da Alejandro De Tomaso.

Rossignolo possiede già un brevetto per la lavorazione dell’alluminio delle carrozzerie delle auto che consentirebbe di abbassare costi e tempi di produzione. E’ per questo che la prima De Tomaso, partorita dalla nuova gestione, sarà presentata a Ginevra 2011. Secondo le prime indiscrezioni si tratterebbe di una SUV in grado di rivaleggiare con la più bellicosa concorrenza tedesca. La “Tosca”, questo sarebbe il nome, sarebbe nelle intenzioni di Rossignolo, “un mezzo con il quale si va alla Scala e poi a giocare a golf”.

Una volta a regime produttivo dovrebbero essere 8000 le vetture prodotte annualmente: 3000 SUV, 3000 berline e 2000 coupè; un investimento fa 16 miliardi di euro. Un piano ambizioso che fa parte del progetto Gmi (Grandi marchi italiani) con cui Rossignolo vorrebbe resuscitare alcuni grandi nomi dell’auto che hanno fatto la storia dell’automobilismo italiano.

Via | Libero (Grazie al nostro lettore “ojrobson” per la segnalazione)

GMI Tosca: nel 2009 un SUV di lusso Italiano

pubblicato da Lorenzo Corsani

F0rd F-250 L’imprenditore Gian Mario Rossignolo, ex presidente Telecom, sta portando avanti il suo progetto denominato GMI (Grandi Marchi Italiani). Si tratta di realizzare un SUV di lusso made in Italy da contrapporre ai dominatori del mercato come Porsche Cayenne, Audi Q7 e Bmw X5, con un prodotto di qualità che, meccanicamente, si basa sul Ford Explorer F-250. Chiamato Tosca, il SUV sarà caratterizzato da accessori e finiture d’eccellenza e particolare attenzione per la produzione artigianale di alcuni dettagli, come nel caso di cruscotto ed ebanisteria.

Le dichiarazioni di Rossignolo suonano come un guanto di sfida: “sarà il primo Suv con esclusività da Rolls Royce e prezzo da Porsche” e ancora “l’auto di lusso con la quale si va alla Scala e a giocare a golf”. Si ipotizza un prezzo di 120.000 €, con una produzione iniziale di circa 3000 esemplari l’anno, metà dei quali destinati al mercato statunitense e presentazione della vettura al salone di Ginevra del 2009. Progettata a Torino con un investimento di 32 milioni di Euro, sarà costruita a Livorno nei locali e dagli stessi operai della Delphi, chiusa due anni fa. Per questo motivo la regione Toscana ha appoggiato l’iniziativa ed è probabile che già da Maggio gli operai possano iniziare l’attività dopo la fine della cassa integrazione.

Grazie a “a.nd.re.a (vero)” per la segnalazione

Via | Espresso.repubblica.it