Volvo necessiterebbe di un modello più piccolo della C30 in futuro: detta in altri termini, pare che anche la casa scandinava si stia apprestando a scendere nel segmento B, come molti costruttori premium hanno fatto ed altri faranno in futuro alla ricerca di volumi maggiori rispetto a quelli odierni.
Mercedes e BMW hanno tracciato la strada tra la fine degli anni ‘90 ed i primi 2000 con la Classe A (che con la prossima generazione sarà rivoluzionata) e la Mini, e un po’ tutti, a distanza di qualche anno, hanno seguito l’esempio delle due tedesche. Non ultima Audi, in procinto di lanciare l’A1 sui mercati europei. Ma torniamo in Svezia.
La decisione di Volvo è determinata dalle proiezioni dell’andamento dei mercati nel nostro continente: i segmenti A e B cresceranno sempre più d’importanza negli anni a venire, a scapito di quelli superiori, che invece vedranno una contrazione dei volumi. Una dinamica del genere obbliga anche chi non si è mai cimentato con questa categoria, a farlo quanto prima.
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L’auto più economica del mercato sarà prodotta da Geely. Lo anticipa Autocar, rilasciando i primi dettagli di una futura utilitaria realizzata ispirandosi al prototipo IG presentato durante lo scorso salone di Pechino e “prezzata” fra le 1.500 e le 2.000 sterline (1.750-2.350 euro), stabilendo così un ampio margine per tenere a distanza la Tata Nano (2.500 sterline). La vetturetta cinese non verrà ovviamente commercializzata con le porte ad ala di gabbiano utilizzate dalla Intelligent Geely, ma con tradizionali sportelli incernierati di lato per favorire l’accesso ai due strapuntini posteriori.
La lunghezza complessiva sarà prossima ai 3.20 metri, mentre il passo dovrebbe attestarsi a 2.10 metri (10cm in più rispetto ad una Toyota iQ). La low-cost orientale disporrà di un propulsore da un litro di cilindrata, in grado di fornire 72 cavalli e 93Nm di coppia, abbinato ad una trasmissione CVT a cinque rapporti. Secondo quanto riferisce Autocar, Geely starebbe valutando l’ipotesi di realizzarne una versione elettrica con autonomia di circa 130 chilometri. Da proporre non prima del biennio 2014-2015, mentre la versione con motore tradizionale dovrebbe debuttare qualche mese prima
Via | Autocar
Volvo lancerà la sua prima auto ibrida plug-in nel corso del 2012. L’annuncio della casa svedese è arrivato oggi, nell’ambito del Sustainability Report 2009/2010, nel quale sono stati illustrati i passi che verranno compiuti in futuro per ridurre l’impatto ambientale dei modelli prodotti.
Dopo un 2009 caratterizzato soprattutto dall’avvicinamento di Geely e dal concentramento degli sforzi sulla definizione di questo storico passaggio di consegne da Ford ai nuovi proprietari cinesi, il 2010 e gli anni a venire vedranno Volvo di nuovo “libera” di concentrarsi su prodotto e vendite.
Gli scandinavi, oltre alla riduzione delle emissioni delle vetture, si dedicheranno anche a rendere più sostenibile la produzione, interna e dei fornitori, e ad impiegare una percentuale crescente di materiali riciclabili nelle auto future.

Nel mare magnum di novità portate dalle case cinesi al domestico Salone di Pechino, avevamo tralasciato questo ennesimo prototipo Geely, che risponde al nome di Gleagle IG. La futuristica vettura, la cui sigla significa “Intellgent Geely”, anticipa un modello di produzione che, secondo quanto afferma il costruttore, vedremo nel corso dei prossimi anni.
Ovviamente, la trasposizione di serie di questa Geely intelligente perderà il vezzo delle portiere ad ala di gabbiano, che scimmiottano palesemente (anche se in piccolo…) quello della Mercedes SLS AMG. Sembra addirittura che il modello potrebbe essere messo in vendita senza motore: il solo telaio potrebbe essere proposto in Cina all’equivalente di 1000 euro, e poi i clienti potranno optare tra un 1.0 benzina con start&stop o un elettrico.
La Gleagle IG, di cui la stessa stampa cinese dubita per quanto riguarda l’effettiva produzione, non è una novità assoluta: una variante ancor meno realistica, dotata di tre posti con quello riservato al conducente in posizione centrale, era già stata presentata al Salone di Shanghai del 2009.
Geely presenta la concept Gleagle GS Lucky Start al salone di Pechino 2010. La coupè, identificata con il brand Gleagle del gruppo, anticipa concretamente un nuovo modello che debutterà presto sul mercato. Alcuni dettagli, come la mascherina anteriore molto elaborata, saranno sicuramente modificati, ma la linea generale da 2+2 resterà la stessa.
Pur non mancando di originalità, le proporzioni del tetto ed il ridotto spazio per i passeggeri posteriori richiama vetture come Audi TT o la recente Peugeot RCZ, modelli a cui Geely potrebbe confrontarsi sul mercato interno a prezzi sicuramente molto competitivi.
Geely presenterà molte novità di prodotto al prossimo Salone di Pechino, ma oltre ai modelli di futura serie che vi abbiamo già mostrato nei giorni scorsi, il costruttore cinese esporrà anche alcune concept car. Due di esse, la EK1 e la EK2 sono realizzate su base Gleagle GC2-RV e propongono due soluzioni diverse per l’auto elettrica.
La prima monta un -non proprio attualissimo- pacco batterie al piombo-acido, la seconda si affida invece ad un sistema litio-ferro. Il risultato di queste scelte diverse è che la EK1 raggiunge una velocità massima di 80 km/h ed un’autonomia di 80 km, la EK2 raggiunge invece i 150 km/h ed i 180 km di autonomia. Quest’ultima può essere inoltre ricaricata dell’80% in soli 18 minuti.
La strada verso i modelli elettrici comunque, dovrà passare anche per Geely da soluzioni come lo start&stop e l’ibrido. Un esempio del primo si trova sulla Geely GSG (Geely Stop and Go), prototipo basato sulla Emgrand EC7-RV. La casa cinese infine, presenterà due prototipi accomunati dalla sigla GPEC (Geely Plug-in Electric Car) e basati rispettivamente su EC7 ed EC8.
Le concept Geely - Salone di Pechino 2010
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Geely presenterà al salone di Pechino la Englon TXN concept. Dopo l’accordo con la Manganese Bronze, storica detentrice dei diritti per la produzione del classico taxi londinese, Geely vuole quindi evolvere il modello, come dimostrano le ricostruzioni grafiche del prototipo che debutterà al salone cinese con il brand Englon.
La linea ha sempre un sapore retrò, mentre gli interni mostrano un cruscotto decisamente moderno, con il posto guida isolato per motivi di sicurezza dal resto dell’abitacolo, dove lo spazio per le gambe dei clienti è molto ampio. Nessun dato tecnico è stato ancora diffuso, ma sarebbe lecito aspettarsi una motorizzazione ibrida o semplicemente elettrica, per poter utilizzare questi veicoli anche nei più caotici centri cittadini inglesi ed orientali.
Via | Autocar
Tra le tante novità che Geely ha annunciato per il Salone di Pechino di questo mese, una delle più importanti è senza dubbio questa Emgrand EX8, SUV di taglia media che strizza l’occhio (ma pure tutti e due, via…) a certi modelli omologhi che oggi propongono le case occidentali e giapponesi.
Al di là delle considerazioni sulle varie fonti d’ispirazione, va riconosciuta a questo modello una certa cura formale, che almeno a prima vista lo pone su un piano leggermente superiore rispetto a tante scialbe cineserie.
Frontale aggressivo, linea di cintura rapidamente ascendente in corrispondenza della terza luce, passaruota muscolosi, cerchi “giusti” (per quanto troppo vistosi nella loro veste cromata) e doppio terminale di scarico, concorrono a creare un insieme non certo sgradevole. Il motore invece, è quello che è: un 2.4 benzina aspirato che certo non potrà fare miracoli…
La fine di aprile si avvicina e con essa il Salone di Pechino, appuntamento al quale i costruttori cinesi si preparano al meglio: la vera e propria batteria di novità preparata da Geely, una delle case più attive del paese, comprende tra le altre questa SC5.
La vettura è una due volumi cinque porte che promette almeno sulla carta una qualità superiore rispetto agli standard cinesi e che sarà declinata in una serie di varianti di carrozzeria, tutte accomunate da un 1.3 ed un 1.5 benzina da 92 CV e 112 CV rispettivamente. Si andrà dalla (brutta) tre volumi GC5 alla soft-roader. Quest’ultima in particolare, ci ricorda da vicino le linee della Fiat Sedici e (soprattutto) quelle della sua “mamma” giapponese, la Suzuki SX4.
In fondo la copia cinese si chiama SX5…dopotutto un motivo ci sarà, no? Comunque, tornando al dettaglio tecnico di queste nuove proposte, tutte le varianti in gamma saranno abbinate di serie ad un cambio manuale a cinque marce, ma sarà disponibile optional un automatico CVT.
Geely SC5, GC5 e SX5 - Salone di Pechino 2010
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La Geely GE debutta al salone di Pechino. Si tratta di una versione rivista della limousine cinese, a suo tempo saltata alla ribalta delle cronache per la sua esagerata somiglianza con la Rolls Royce Phantom. Più che un omaggio alla classe della intramontabile berlina inglese (ma di proprietà Bmw), la stampa internazionale aveva gridato al clone: è probabile che Geely stessa abbia voluto prendere le distanze, sottoponendo la GE ad un restyling e creando un design proprio. Troviamo quindi un frontale dominato da una griglia ovale e sovradimensionata, mentre il gruppi ottici anteriori e posteriori assumono forme ricercate.
Il prototipo del 2009 presentava una curiosa poltrona centrale per il ricco passeggero posteriore, sostituita ora per il modello destinato alla produzione di serie con un più normale divano, dove non manca lo spazio per le gambe grazie ai 5,29 metri totali della vettura. La GE verrà proposta con il brand dal brand Geely di lusso denominato Emgrand, probabilmente come top di gamma assoluta.
Via | Carscoop

Zhejiang Geely Holding Group, uno dei costruttori automobilistici in più rapida crescita in Cina, ha annunciato di aver finalizzato l’accordo per l’acquisto del 100% di Volvo Cars e le relative attività. Un passaggio che era annunciato e che oggi ha visto il suo ultimo step. L’accordo è stato firmato da Li Shufu, Presidente del Zhejiang Geely Holding Group, e Lewis Booth, Chief Financial Officer di Ford Motor Company, in una cerimonia a Göteborg assistito da Li Yizhong, ministro dell’Industria e dell’Information Technology della Repubblica popolare cinese e del popolo Maud Olofsson, ministro svedese Vice Primo Ministro e Ministro delle imprese e l’energia.
Li Shufu, Presidente del Zhejiang Geely Holding Group, ha dichiarato: “La Cina, il mercato automobilistico più grande del mondo, diventerà il secondo mercato domestico per Volvo. E in Cina sarà l’unico marchio premium, ritagliandosi una posizione importante in un paese in crescita”. Alan Mulally, Ford Presidente e CEO, ha dichiarato: “Volvo è un grande marchio con un eccellente gamma di prodotti. Questo accordo fornisce una solida base per Volvo per continuare il suo business, ora sotto la guida di Geely.”
Geely ha ottenuto 1,8 miliardi di dollari di finanziamenti per completare l’operazione di acquisto. L’accordo definitivo comprende anche la proprietà intellettuale, cioè le tecnologie elaborate dalla ricerca e sviluppo di Volvo. Geely annuncia anche di voler preservare gli stabilimenti produttivi in Svezia e Belgio ma ha anticipato l’ipotesi di realizzare nuovi impianti in territorio cinese per il mercato locale. Inoltre, Volvo manterrà una gestione separata con un suo consiglio di amministrazione (ovviamente tutto nuovo) nella storica sede a Gothenburg.
L’accordo tra Ford e Geely per il passaggio di consegne di Volvo arriverà entro la fine di questo mese. Tutti gli ostacoli all’operazione sembrano dunque alle spalle. Sia i portavoce americani che i loro colleghi cinesi hanno confermato questa notizia ad Automotive News, precisando che dopo l’accordo sarà il momento della transazione vera e propria, che verrà completata entro giugno.
Secondo un altro portavoce Geely, le due case avrebbero compiuto progressi determinanti sui tre aspetti cruciali per la conclusione dell’accordo: la documentazione legale, il reperimento dei fondi necessari, l’approvazione dei governi a vario titolo interessati dall’operazione.
Qualche tempo addietro, il quotidiano China Daily, citando fonti vicine alle trattative, aveva prospettato l’esistenza di “ostacoli e incertezze irrisolti” per cui Ford e Geely non avrebbero ancora raggiunto un accordo definitivo, anche per via delle difficoltà tecnologiche e nel reperimento dei fondi da parte cinese.
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