
A partire da inizio 2012 il listino italiano si arricchirà di un nuovo protagonista, con gli occhi a mandorla e la casa di villeggiatura in Svezia. Il marchio cinese Geely ha infatti reso noti tempi e modalità dell’imminente sbarco in Italia, in calendario nelle prossime settimane ed elemento fondamentale di un più articolato piano di espansione in Europa, che riconosce al nostro paese il primato temporale ed a livello di numeri: l’Italia sarà infatti la prima nazione europea in cui verrà radicata una rete commerciale Geely e la prima nazione per numeri di vendita.
La distribuzione delle prime vetture sarà affidata alla Unico Esemplare di Merate attraverso il nome Geely Auto Italia, presente su internet anche con una pagina facebook, mentre nel biennio 2012-2013 verranno inaugurati 300 Geely Service Point dove provvedere al servizio post-vendita. In fase di lancio sarà disponibile la sola berlina Emgrand EC7. Questa tre volumi sarà proposta al prezzo base di 12.000 euro ed offrirà una garanzia di 5 anni o 150.000 chilometri, elemento di spicco oltre alla valutazione 4 stelle Euro NCAP. A 2012 inoltrato la gamma si arricchirà poi di una berlina 2 volumi RV su base Emgrand, seguita (nessuna indicazione però sui tempi) da 2 o 3 nuove vetture nei segmenti citycar, Suv, sportive cabrio o mini Crossover. Ricordiamo infine che il marchio Geely è proprietario di Volvo.
Volvo si prepara ad uno storico salto di qualità sotto l’egida di Geely: il marchio svedese punta ad un posizionamento sui mercati internazionali che sia pienamente premium e non near-premium, come viene attualmente definito dagli addetti ai lavori. La volontà della nuova proprietà cinese è quella di investire sui motori ecologici e sulla creazione di un nuovo design identitario per posizionare il brand alla stessa altezza di Audi, BMW e Mercedes.
Nel 2014 da Göteborg arriverà una nuova piattaforma, chiamata SPA e destinata ai modelli di taglia media e grande. Caratterizzata da tecnologie e materiali in grado di contenerne il peso, la SPA ospiterà una nuova generazione di quattro cilindri turbo dalla cubatura inferiore rispetto agli attuali e soprattutto pronti per essere inseriti in meccaniche ibride plug-in.
Queste unità moderne e razionali daranno il benservito ai propulsori a cinque e sei cilindri in linea che attualmente popolano il listino del costruttore scandinavo. Per Volvo, spiega il numero uno Stefan Jacoby, “il lusso non sarà più direttamente proporzionale al frazionamento dei motori”. “L’epoca in cui si contavano i cilindri è finita”, ha sentenziato il manager in un’intervista rilasciata ad AutoWeek.
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Tutto è avvenuto nel volgere di poche ore: le prime voci incontrollate, il classico giro del mondo delle indiscrezioni e la secca smentita da parte di uno dei due soggetti al centro della notizia. Geely ha smentito in forma ufficiale nelle ultime ore alcuni rumours che la davano interessata all’acquisto di Saab. La casa cinese, va ricordato, ha acquisito di recente il controllo di Volvo acquistandola da Ford.
“Geely Automobile Holdings non è in alcun modo interessata ad acquisire la svedese Saab Automobile”, come riporta Milano Finanza citando Lawrence Ang, uno dei top manager della casa. A far circolare la notizia era stato il quotidiano Dagens Nyheter: secondo la testata, Geely si sarebbe messa in contatto con Guy Lofalk, il legale che sta seguendo la ristrutturazione di Saab manifestando un interesse preliminare nei confronti del costruttore scandinavo.
Alla luce delle nette smentite, la situazione di Saab appare dunque ferma al punto di partenza: una spada di Damocle finanziaria sulla testa e tre mesi di protezione dai creditori per togliersi d’impaccio, concessi dalla giustizia svedese che ha accolto l’appello della casa contro una precedente decisione di segno contrario.
Geely ha presentato al salone di Shanghai la McCar, un progetto che ha richiesto 2 anni di lavoro. La neoproprietaria del marchio Volvo ha ideato una city car 4 posti ibrida che incorpora, nel vano posteriore, uno scooter elettrico a 3 ruote. La McCar (abbreviazione di Magic Car) diventa una sorta di “docking station” dello scooter ripiegabile: può caricarne le batterie oppure sfruttare motore ed accumulatori dello scooter stesso per aumentare la propria potenza ed autonomia.
Immaginando un uso più ampio della McCar, gli utenti possono viaggiare fuori dai centri abitati con la vettura e poi estrarre lo scooter per gli spostamenti urbani. La vettura è dotata di un propulsore endotermico tradizionale e sistema plug-in hybrid, ma il progetto prevede anche una versione completamente elettrica con una autonomia di 150 km, ai quali si aggiungono i circa 30 km dello scooter. La vettura ha già fruttato 60 brevetti ed è stata ideata pensando da subito alla produzione di serie.
Volvo potrebbe presto rinunciare al “titolo” di brand premium: a dirlo è stato Stefan Jacoby, numero uno della casa svedese, che ha chiarito come il costruttore debba partire da una nuova strategia commerciale volta alla concretezza più che all’apparenza. L’argomentazione dei vertici di casa Volvo sarebbe mal digerita dai nuovi partner/proprietari cinesi di Geely: in sintesi, pur avendo promesso di sottomettersi alle decisioni finali degli scandinavi, essi vorrebbero che Volvo continuasse a proporsi come un alternativa ai premium brand tedeschi.
Ma Jacoby è convinto esattamente del contrario: “Bisogna smettere di inseguire Audi, BMW e Mercedes. Ci dobbiamo concentrare sull’elegante semplicità scandinava, sulla nostra identità unica e non copiare i nostri competitors”. Il Ceo di Volvo vuole arrivare a vendere 800.000 vetture l’anno nel 2020. Più del doppio rispetto alle 380.000 che la casa raggiungerà quest’anno. Ed il riposizionamento del marchio è l’unica maniera per arrivare a tale risultato, vista la spietata competizione sui mercati; come quello americano dove la casa “sta perdendo terreno”.
Via | Autocar
Tre mesi dopo aver acquistato Volvo da Ford, il numero uno di Geely, Li Shufu ha detto chiaro e tondo di non essere affatto d’accordo con il management della casa svedese in merito al product plan per gli anni a venire.
Intervenuto in un forum organizzato a Shanghai dal sito cinese del Financial Times, il presidente di Geely ha asserito che il compito primario di Volvo, a suo modo di vedere, sarà quello di sviluppare auto di alta gamma per il mercato cinese, “mentre il management Volvo preferisce puntare sui segmenti più bassi del mercato per abbassare consumi ed emissioni della gamma”, secondo il dirigente cinese.
Il presidente è in disaccordo con il management Volvo anche sul posizionamento del marchio: Li è convinto di avere per le mani un premium brand nel senso più pieno del termine, e in forza di questa idea intende fare della casa svedese un rivale di BMW e Mercedes in grado di affrontare i due costruttori tedeschi sul loro stesso piano. E anche su questo aspetto, gli scandinavi -forse con maggiore realismo- non la vedono allo stesso modo.
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LatinNCAP, ente la cui fondazione è stata annunciata solamente tre giorni fa, è la filiale dell’EuroNCAP che sottopone i modelli più popolari dei mercati latino-americani ai crash test. E nonostante la sua giovane età, oggi fa già notizia, con il disastroso crash della Geely CK1, una berlina cinese che ha ottenuto zero stelle nella protezione degli occupanti adulti.
Il risultato dell’impatto ai canonici 64 km/h, anche a causa della mancanza degli airbag frontali, potrebbe rivelarsi letale per gli occupanti dei sedili anteriori. Non è la prima volta che un modello Geely registra un fiasco completo nei crash: già nel 2008 la Zi You Jian ottenne il pesantissimo bilancio di zero stelle nell’impatto frontale ai 64 km/h.

In un’intervista rilasciata al “Wall Street Journal”, Li Shu Fu ha annunciato che in Cina nasceranno tre nuovi impianti dedicati alla produzione in loco di 300.000 vetture Volvo all’anno. Il nuovo presidente della Casa scandinava è intenzionato a raddoppiare la produzione globale del brand, attestatasi l’anno scorso sulle 325.000 unità, di cui 24.400 esemplari prodotti in Cina da Changan Automobile, partner di Ford.
Sempre Li Shu Fu ha dichiarato che Volvo avrà la propria ammiraglia - conosciuta come S90 - che andrà a competere direttamente con Audi A8, BMW Serie 7 e Mercedes Classe S, soprattutto sul mercato cinese. Il primo modello che verrà prodotto da Geely in Cina sarà la Volvo S60, il cui assemblaggio verrà affidato al nuovo impianto di Chengdu, mentre gli altri due stabilimenti nasceranno a Daqing e a Jiading vicino Shangai. Così, la S60 diventerà ancor più l’auto simbolo della nuova Era, essendo l’ultimo modello di Ford e il primo di Geely.
Inoltre, Li Shu Fu ha anticipato che in Cina verranno avviati anche progetti di powertrain per il brand Volvo. Per quanto riguarda gli altri modelli, il presidente di Volvo ha elencato ad “Automotive News” i piani per il futuro della Casa svedese. L’anno prossimo usciranno di scena i modelli XC90, S40 e V50, quest’ultima sostituita dalla V60, mentre nel 2012 sarà la volta dell’inedita crossover che si porrà al top di gamma e della S60 nella versione R ad alte prestazioni con motore a 5 cilindri sovralimentato.
Annuncio a sorpresa da parte di Geely Automotive Holdings: il gruppo cinese, salito agli onori delle cronache per aver recentemente comprato la svedese Volvo da Ford Motor Company, ha reso noto che nel 2012 il suo (finora) “core brand” -Geely per l’appunto-, sparirà dai mercati.
Il gruppo, uno dei quattro più grandi di Cina, conserverà dunque quattro brand in totale: i pressoché sconosciuti Gleagle, Emgrand ed Englon oltre -ovviamente- a Volvo. La mossa, secondo gli asiatici, aiuterà i tre marchi appena citati ad emergere, anche e soprattutto in termini di volumi commerciali.
Gleagle è e sarà il brand “generalista” del gruppo, mentre Emgrand manterrà la sua vocazione per i segmenti superiori. I modelli attualmente prodotti sotto il marchio Geely saranno accolti in gamma in parte sotto l’egida Gleagle, in parte sotto quella di Englon quando il marchio sparirà.
La Volvo XC90 sarà offerta nel prossimo futuro anche con la sola trazione anteriore. La soluzione, che ha rapidamente preso piede nel segmento dei SUV di taglia media, sbarcherà dunque anche tra i modelli di maggiori dimensioni.
La futura generazione della grande sport utility svedese è ancora lontana dal momento del debutto, dopo qualche incertezza di troppo. Il modello, già in cantiere da qualche tempo, è stato bocciato da Ford per via del suo design e ancora oggi manca un po’ prima di vederlo su strada.
Le “malelingue” comunque, sostengono che Ford, in vista della cessione ai cinesi di Geely, abbiano preferito non impegnarsi finanziariamente nello sviluppo di un modello del genere. Ora rimane da vedere quali saranno le tempistiche di sviluppo del SUV, e quelle per portarlo sui mercati internazionali.
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Volvo necessiterebbe di un modello più piccolo della C30 in futuro: detta in altri termini, pare che anche la casa scandinava si stia apprestando a scendere nel segmento B, come molti costruttori premium hanno fatto ed altri faranno in futuro alla ricerca di volumi maggiori rispetto a quelli odierni.
Mercedes e BMW hanno tracciato la strada tra la fine degli anni ‘90 ed i primi 2000 con la Classe A (che con la prossima generazione sarà rivoluzionata) e la Mini, e un po’ tutti, a distanza di qualche anno, hanno seguito l’esempio delle due tedesche. Non ultima Audi, in procinto di lanciare l’A1 sui mercati europei. Ma torniamo in Svezia.
La decisione di Volvo è determinata dalle proiezioni dell’andamento dei mercati nel nostro continente: i segmenti A e B cresceranno sempre più d’importanza negli anni a venire, a scapito di quelli superiori, che invece vedranno una contrazione dei volumi. Una dinamica del genere obbliga anche chi non si è mai cimentato con questa categoria, a farlo quanto prima.
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L’auto più economica del mercato sarà prodotta da Geely. Lo anticipa Autocar, rilasciando i primi dettagli di una futura utilitaria realizzata ispirandosi al prototipo IG presentato durante lo scorso salone di Pechino e “prezzata” fra le 1.500 e le 2.000 sterline (1.750-2.350 euro), stabilendo così un ampio margine per tenere a distanza la Tata Nano (2.500 sterline). La vetturetta cinese non verrà ovviamente commercializzata con le porte ad ala di gabbiano utilizzate dalla Intelligent Geely, ma con tradizionali sportelli incernierati di lato per favorire l’accesso ai due strapuntini posteriori.
La lunghezza complessiva sarà prossima ai 3.20 metri, mentre il passo dovrebbe attestarsi a 2.10 metri (10cm in più rispetto ad una Toyota iQ). La low-cost orientale disporrà di un propulsore da un litro di cilindrata, in grado di fornire 72 cavalli e 93Nm di coppia, abbinato ad una trasmissione CVT a cinque rapporti. Secondo quanto riferisce Autocar, Geely starebbe valutando l’ipotesi di realizzarne una versione elettrica con autonomia di circa 130 chilometri. Da proporre non prima del biennio 2014-2015, mentre la versione con motore tradizionale dovrebbe debuttare qualche mese prima
Via | Autocar