Certo non verrà ricordata per l’estetica, che utilizza stilemi quanto più lontani dall’attuale produzione Toyota, ma la nuova GRMN Sports Hybrid Concept si propone come sportiva da competizione attenta anche all’ecologia. Prima di descriverla è doveroso spiegare l’origine del suo nome: GRMN è infatti l’acronimo di Gazoo Racing Master of Nürburgring, nome del preparatore cui ricondurre l’idea (Gazoo) e fonte d’ispirazione cui dedicare il risultato. Master of Nürburgring è un riferimento velato a Hiromu Naruse, collaudatore scomparso nel 2010 durante i test della Lexus LFA Nurburgring Edition.
Fra i cordoli della pista tedesca verrà presentata anche la Sports Hybrid Concept, spider pesante 1.500 chili ed equipaggiata con una piattaforma ibrida da 299 CV totali. Al V6 3.5 da 248 CV si abbina infatti un piccolo modulo elettrico, che aggiunge un’altra 50 di cavalli ma soprattutto muove le ruote anteriori creando un sistema 4WD. Questo prototipo rappresenta un’evoluzione della MR2 Sports Hybrid Concept.

Lexus parteciperà in forma semi-ufficiale al prossimo trofeo Adenauer ADAC Rundstrecken, schierando una CT200h elaborata dal preparatore Gazoo Racing. Questo esemplare viene modificato nel gruppo moto-propulsore ed utilizza un quattro cilindri benzina da 2.4 litri (190 CV), già presente sotto il cofano della HS250h. La vettura mantiene comunque il sistema ibrido HSD. La Gazoo Racing CT parteciperà alla sei ore tedesca, lungo i 22 chilometri del Nurburgring Nordschleife, nella categoria SP4 guidata dai piloti Kumi Sato, Masahiko Kageyama e Minoru Takaki.
Via | Carscoop
A distanza di dodici mesi, il cerchio si chiude. Lexus torna a correre la 24 Ore del Nurburgring (13-16 maggio 2010) con la LFA, dopo una prima partecipazione pensata per rispettare oneri commerciali piuttosto che per placare la reale sete di competizioni. Tant’è. Il costruttore giapponese ha affidato la sua sportiva al preparatore ufficiale Gazoo, che ne ha messo a punto il pacchetto aerodinamico e installato l’opportuna dotazione di serie. Nessuna modifica al propulsore V10 da 560 cavalli, che assicura - già in versione “stock” - uno spunto 0-100 km/h in 3.7 secondi ed una velocità massima di 325 km/h.
Tiene saldo il timone del team Hiromu Naruse, capo-collaudatore dell’intero gruppo Toyota, a cui sono subordinate due squadre composte da quattro piloti giapponesi e tre tedeschi, fra cui il pluri-decorato Armin Hahne due volte vincitore della 24 Ore di Spa.
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Tre modelli ed un sospetto, ora confermato dopo la sovraesposizione evidenziata durante lo scorso salone di Tokyo. A partire dal 2010, Toyota promuoverà il marchio G Sport a realtà semi-indipendente nella caratterizzazione sportiva dei modelli presenti in gamma. Il costruttore giapponese ha così seguito il recente esempio di Volkswagen nel proporre un “braccio destro” deputato alla leggera elaborazione tecnica ed estetica: a ridotti costi effettivi di progettazione e sviluppo corrispondono infatti guadagni in immagine e “moneta”. G Sport, infatti, si appoggerà a Gazoo Motorsport (il reparto racing per le Toyota GT) per la fase di collaudo ed assistenza.
Posto che il modello di punta – se non addirittura il primo – sarà la FT-86, resta da capire cosa ne sarà della Prius modificata. Inside Line, a tal proposito, riporta dell’impegno dei tecnici per velocizzarne lo sviluppo.
Via | Inside Line
La seconda novità Toyota esposta al Tokyo Auto Salon ha dell’MR2 solo il corpo vettura, ingrossato ad arte per celare la vera fonte di sorpresa. I tecnici giapponesi, in collaborazione con il preparatore Gazoo, hanno infatti equipaggiato la spiderina con un propulsore sei cilindri a vù da 3.3 litri, disposto in posizione centrale ed abbinato al sistema ibrido THSII collocato nel cofano anteriore. L’unione fra i due motori – “sottratti” ad una Lexus GS450h – viene suggellata dal cambio automatico a sei rapporti con paddles al volante.
La MR2 Sports Hybrid Concept ha un peso di circa 1.500 chili, mossi in maniera più che egregia dai 400 cavalli complessivi: lo spunto 0-100 km/h viene infatti coperto in appena 4.5 secondi. Performance resa possibile dall’unità elettrica e dal suo ausilio alle ruote anteriori nel generare una vera e propria trazione integrale. Questo esercizio di fantasia resterà ovviamente un unicum, anche se Toyota ha garantito la produzione di un’auto simile entro pochi anni.
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