In un’intervista rilasciata all’agenzia Bloomberg, Sergio Marchionne ha ribadito che il Gruppo Fiat non venderà Alfa Romeo al Gruppo Volkswagen, confermando l’obiettivo di 500.000 unità l’anno a partire dal 2014. Il capo del Lingotto ha sottolineato che la giusta dimensione della Casa del Biscione sarebbe la vendita di 300.000 unità annue, ma grazie all’ingresso nel mercato USA - previsto per il 2012 - l’obiettivo può essere rivisto all’insù.
Appunto, la partita tra Alfa Romeo e il suo futuro si giocherà soprattutto oltreoceano, dove la Casa del Biscione andrà a competere direttamente con BMW. Diversamente da quanto detto in precedenza, l’Alfa MiTo non dovrebbe essere commercializzata negli Stati Uniti, mentre la gamma dovrebbe essere composta da 5 modelli: la Giulietta, la sostituta della 159 che si chiamerà Giulia, l’erede della 166 con piattaforma Chrysler a trazione posteriore e le inedite SUV che andranno a competere direttamente con BMW X1 e X3.
Inoltre, Alfa Romeo potrebbe allargare la gamma ad altri tre modelli, come la sportiva coupé che colmerebbe il vuoto lasciato dalla Brera, la nuova Spider e la SUV di grandi dimensioni. Al fine di sviluppare tutti questi nuovi modelli, il Gruppo Fiat dovrebbe stanziare 2 miliardi di euro nei prossimi due anni per la progettazione e realizzazione delle nuove e inedite vetture con il brand Alfa Romeo, come sottolineato da Wolfram Mrowetz, capo dell’intermediaria Alisei SIM.
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Sergio Marchionne, amministratore delegato dei marchi Fiat e Chrysler, ha paragonato l’attuale Alfa Romeo ad “un bambino malato”. “Il caso Alfa è molto complesso da gestire”, spiega il manager. “E’ una realtà dall’indubbio potenziale, che non è mai riuscita a conquistare dei risultati concreti anche per nostri demeriti. Diventa così il nostro bambino da curare. Mi sto impegnando per metterlo sulla via della guarigione, ma dipende anche dal bambino stesso”.
“E’ un segmento diverso, in cui operano molti più costruttori”, ha poi precisato Marchionne, precisando come il mercato di riferimento per il Biscione sia evoluto rispetto agli esordi.
(Ringraziamo il nostro lettore “a1” per la segnalazione)
«Dodge is the American muscle car, while (mentre, nda) Alfa Romeo is the European muscle car». Ne è convinto Sergio Marchionne, amministratore delegato Fiat, prima di ammettere che «sarà fondamentale evitare sovrapposizioni, perché l’utenza a cui si rivolgono i marchi è la medesima». Abbiamo deciso di riportare la frase esatta (in inglese, riportata da un comunicato Chrysler) proprio per evitare fraintendimenti ed ovvi “ma no, non può pensarla davvero così”.
Riflessioni lecite, soprattutto alla luce della nostra concezione di “muscle car”. Opposta, diametralmente opposta rispetto allo status Alfa Romeo. Marchionne, per sua stessa ammissione, starebbe poi pensando di vendere i prodotti del Biscione con il logo dell’Ariete in nord-america, “ribaltando” i marchi nel Vecchio Continente.
Prima di mettersi le mani nei capelli, è opportuno valutare un aspetto: le nuove vetture italo-americane nasceranno da solide sinergie e pianali condivisi. Si può quindi ipotizzare una medesima ossatura, che non avrà ripercussioni nell’aspetto esteriore, ben differente: non si corre il pericolo di semplice re-badging. Ed allora, sono meglio le Alfa attuali o le Alfa “muscle car”, con trazione posteriore?
Via | Motorauthority

Nonostante l’ottima performance registrata in tutta Europa da Fiat Group Automobiles a maggio 2009 - più 2,5% nelle vendite rispetto allo stesso mese del 2008 e quota di mercato che passa dall’8,7 al 9,3% - Alfa Romeo arranca ancora. Si è assestato sul 3,5% il calo delle vendite fatto segnare dalla Casa del Biscione nel mese scorso. Alfa Romeo vive adesso in una fase di stallo, in vista delle grandi novità che debutteranno nei prossimi due anni. Proprio questi sono stati gli argomenti trattati da Sergio Cravero, durante un’intervista rilasciata al quotidiano “il Giornale”. Secondo l’amministratore delegato della Casa del Biscione, “sarà il 2011 l’anno della svolta per Alfa Romeo, quando avremo in gamma la Milano e l’offerta di MiTo completa”.
Cravero ha parlato ai cronisti del futuro di Alfa in occasione della presentazione della 8C Spider - prodotta in soli 500 esemplari al prezzo di 213.250 euro - tenutasi al centro prove di Balocco. L’ad ha aggiunto che “i nostri obiettivi sono di superare l’1% di quota mercato in Europa e arrivare al 4% in Italia. Stiamo ragionando anche sulla proposta di un modello a GPL, il quale dipende dall’evoluzione della domanda. L’augurio è che nel 2010 la maggiore richiesta di vetture torni a riguardare anche quelle di classe media e non solo le city-car e le utilitarie”.
Per quanto riguarda i modelli attuali, Cravero ha speso parole di elogio per la MiTo: “ci ha dato il successo auspicato, anche se questo modello è coinvolto in una percentuale più bassa dal piano rottamazioni. Da settembre, con la disponibilità del sistema di motorizzazione Multiair, la situazione cambierà in meglio”. Invece, sulla Milano ha confermato che “arriverà in aprile mentre l’anteprima si terrà al Salone di Ginevra. Da Cassino cominciano a uscire le prime scocche per il processo di verifica. Rispetto alla 147 avrà una maggiore abitabilità e più spazio per i bagagli”.
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