Una Ford GT40 del 1968 è stata battuta all’asta all’RM Auctions di Monterey per la cifra di 11 milioni di dollari. La vettura è così diventata l’auto americana venduta al prezzo maggiore di sempre, superando i 10.34 milioni di dollari della Duesenberg Model J Long-Wheelbase Coupé del 1931 venduta l’anno scorso a Pebble Beach.
Il prezzo dell’auto però non è unicamente dovuto ai suoi trascorsi sportivi: la vettura ha corso a Spa nel 1967 vincendo e portando per la prima volta i colori Gulf/Mirage sul gradino più alto del podio. Nel 1968 la GT40 è stata modificata in Inghilterra, prendendo il numero di telaio P/1074 e continuando a correre fino al 1970 quando è stata acquistata dal facoltoso collezionista americano David Brown.
Brown ha poi affittato la vettura per la produzione del film Le Mans con Steve McQueen. I tecnici della troupe delle riprese hanno modificato pesantemente la vettura per permettere ad un cameraman di utilizzarla come auto d’appoggio per filmare le scene del film. Il tetto, interamente rimosso durante i cinque mesi di riprese, è stato poi ricostruito successivamente, durante i restauri che hanno visto coinvolta l’auto che è passata per le mani di numerosi collezionisti che hanno così riportato in vita questo gioiello dell’automobilismo a stelle e strisce.
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La GT Guy, una piccola azienda americana specializzata nel campo dell’elaborazione aftermarket, ha realizzato una incredibile variante della Ford GT del 2004, battezzata Merkury 4. Non si tratta di un progetto di secondo piano: gli ideatori hanno deciso di affidarlo allo stesso Camilo Pardo, il designer che ha creato il celebre remake della Ford GT40.
A caratterizzare la GT Merkury 4 è soprattutto la sua scenografica livrea cromata: la vettura è stata realizzata a partire da una GT in tinta rosso pastello e trasformata nella fuoriserie che vedete in queste immagini, che sfoggia una carrozzeria bicolore Mirrachrome con strisce arancio fluorescente bordate di nero. Anche sotto il vestito le cose sono cambiate parecchio: il 5.4 V8 volumetrico, che in origine erogava 557 CV, è stato portato fino alla stratosferica quota di 735 CV.
Tra i lavori effettuati nell’ambito della personalizzazione, vanno segnalate la verniciatura della copertura sedi valvole, la smerigliatura del condotto d’aspirazione sulla fiancata, l’introduzione di nuovi terminali di scarico con rivestimento in ceramica e di cerchi inediti che calzano pneumatici Michelin.

Da pionieri quali sono hanno caratterizzato anche il folklore del motorsport, “vittime” loro malgrado di una consuetudine strettamente legata al mondo delle corse. Carroll Shelby e Henry Ford II furono infatti i primi due bersagli della prima bottiglia di champagne stappata al termine di una gara. L’episodio viene raccontato da Jalopnik ed ha per protagonisti Dan Gurney e A. J. Foyt, che vinsero la 24 di Le Mans nel 1967 su Ford GT40 Mark IV.
Una volta sul podio i due scorsero una bottiglia di Moët & Chandon e innaffiarono i titolari della squadra e chiunque fosse nei pressi del podio, trasformando di fatto un siparietto in abitudine. La bottiglia venne poi custodita da Flip Schulke, fotografo per il magazine Life, che la restituì decenni dopo a Dan Gurney

Secondo quanto lasciato intendere da Derrick Kuzak (il manager di cui ieri vi abbiamo proposto la nostra intervista sulla Vertrek) al Salone di Detroit, la Ford GT, remake della leggendaria GT40 che vinse ininterrottamente la 24 Ore di Le Mans dal 1966 al 1969, potrebbe avere un’erede.
A una domanda precisa su un’eventuale seconda generazione della supercar, Kuzak ha risposto ammettendo che “ci sono cose nel piano industriale per i prossimi quattro anni di cui l’azienda preferisce non parlare”. Una frase che è bastata a scatenare la fantasia dei colleghi americani, ansiosi di rivedere su strada un modello così suggestivo.
L’affermazione di Kuzak è bel lungi dall’indicare un effettivo impegno della casa nella riproposizione di una supercar a motore centrale, ma se non altro lascia intendere che a Dearborn l’idea gli è venuta e ne hanno quantomeno discusso. Poi, come sempre, tra il dire e il fare…
L’attuale Shelby Automobiles cambierà presto nome in Shelby American. La futura denominazione andrà dunque a recuperare quella originaria, legata a doppio filo alle glorie di Le Mans negli anni ‘60.
L’occasione del nuovo battesimo sarà il 45° compleanno di due dei modelli più rappresentativi nella storia dell’azienda, la Cobra 427 e la Mustang GT350. Visto che da tempo numerosi appassionati della casa chiedevano questa “operazione nostalgia”, Carroll Shelby ha deciso di cogliere l’occasione per accontentarli.
La Shelby American, fondata nel 1962 da Carroll al termine della sua carriera di pilota professionista (in cui figurano la vittoria della 24 Ore di Le Mans del 1959 ed un precoce ritiro per problemi di cuore), si conquistò il suo posto nell’olimpo dell’automobilismo dopo le due vittorie consecutive a Le Mans con la GT40, che sconfisse le Ferrari nel 1966 e nel 1967.

Quando un mito dell’automobilismo raggiunge il traguardo degli ottantacinque anni, il regalo, obbligato, non può che essere un’ambita supercar, meglio ancora se particolare e caratteristica: in occasione del compleanno di Carroll Shelby, il suo atelier realizzerà una speciale riedizione della Ford GT40 MKII.
Questa due porte, capace di vincere per ben quattro volte di seguito (1966/69) la 24 Ore di Le Mans, ricalca le specifiche della versione originale, compreso il motore V8 427FE da circa 7.0 litri e i mitici quaranta piedi di altezza.
Disponibile in tre varianti cromatiche (Arcadian Blue con strisce bianche, nero con strisce argento e rossa con strisce bianche), ognuna offerta in ottantacinque esemplari: il pezzo forte, la versione da gara, sarà presto disponibile.




Quando si dice un arzillo vecchietto! Con l’intento di festeggiare l’ottantacinquesimo compleanno di Carroll Shelby, il costruttore statunitense celebrerà la ricorrenza con una speciale riedizione della Ford GT40.
Più che una riesumazione sarà un vero e proprio calco, con il 90% dei componenti interscambiabili. Come facile immaginare, i tre modelli previsti, con tiratura di 85 esemplari per singola grafica, saranno fedeli riproduzioni (con tanto di certificazione) delle tre livree che corsero e vinsero a LeMans nel 1966: la P/1015 avrà una colorazione Arcadian Blue con strisce bianche, la P/1046 sarà nera con stripes argento e la P/1047 rossa con bande bianche.
Via | Motorauthority