La nuova Ford Fiesta per il Brasile e gli altri mercati del Mercosur non è nuova nel senso che diamo alla “nostra”: come vedete, la vettura destinata all’America Latina costituisce piuttosto un importante (poi se riuscito o meno è un’altra questione…) restyling della precedente generazione.
La novità stilistica più rilevante è chiaramente costituita dal muso, che si avvicina alle più recenti creazioni dell’Ovale Blu, contrastando con il resto della carrozzeria rimasto assolutamente invariato rispetto alla base di partenza. In ogni caso, più avanti arriverà anche in America Meridionale la Fiesta USA, la variante a stelle e strisce dell’originale europeo che viene prodotta in Messico.
Ma torniamo a noi: i dettagli che più colpiscono nel muso della Fiesta sudamericana sono i gruppi ottici e soprattutto il paraurti, con una presa d’aria esplicitamente ispirata al family feeling delle Ford europee. Nell’abitacolo invece, al di là del nuovo quadro strumenti e delle nuove tappezzerie, cambia davvero poco rispetto alla vecchia Fiesta. In Brasile la gamma motori sarà costituita da due flexfuel, un 1.0 ed un 1.6, mentre in Argentina ci sarà un benzina 1.6 ed una motorizzazione diesel.
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Lotus Engineering presenterà al Salone di Francoforte un nuovissimo motore 1.2 tre cilindri che sarà impiegato su non specificati modelli EREV del futuro, con funzione di range extender (o generatore, che dir si voglia). La notizia-bomba è appena stata comunicata ufficialmente dalla casa. Lotus fornirà quest’unità ad altri costruttori, promettendo loro riduzione delle emissioni, buone performance e autonomia più che dignitosa.
Il tre cilindri è realizzato in un monoblocco di alluminio, che integra in un solo pezzo basamento e testata, a tutto vantaggio del peso, del costo industriale di realizzazione, della compattezza e della longevità. Il funzionamento di questo inedito 1.2 è ottimizzato per due regimi ideali, 1500 e 3500/min, ai quali eroga rispettivamente 20 e 48 CV. La coppia massima è invece di 107 Nm a 2500 giri. Questi valori, uniti al peso piuma di soli 56 kg e al rendimento termico decisamente elevato, lo rendono perfetto per applicazioni sulle auto ibride, secondo Lotus Engineering.
Altri dettagli: il range-extender Lotus è un monoalbero con due valvole per cilindro, alimentazione ad iniezione e proprietà di un comune flexfuel, che lo mettono in grado di funzionare anche con i biocarburanti. Versatilità, pochissime componenti, costo industriale ridotto, leggerezza, efficienza, autonomia accettabile, ridotte perdite di calore: nelle intenzioni di Lotus, il nuovo 1.2 è la risposta perfetta per molti costruttori che intendono entrare nel settore delle ibride EREV.

Iniziano i collaudi su strada per l’Opel Ampera. Due muletti della prossima EREV tedesca hanno cominciato a percorrere chilometri per fornire indicazioni sul comportamento su strada dell’auto. I collaudi per ora si concentrano nel centro prove tedesco della casa localizzato a Dundenhofen.
L’Ampera sarà in vendita a partire dal 2011 e disporrà della medesima tecnologia della Chevrolet Volt, chiamata appunto Voltec. Le sue batterie agli ioni di litio, ricaricabili dalla presa di casa, le permetteranno di offrire un’autonomia solo elettrica di ben 60 km e -aspetto cui forse non avevamo ancora accennato-, il suo motore termico è di tipo flexfuel e può funzionare sia a benzina che con bioetanolo, garantendo un’autonomia complessiva di oltre 500 km.
Gli aspetti su cui si stanno concentrando attualmente gli ingegneri sono le prestazioni e le sensazioni al volante, mentre la casa madre starebbe intrattenendo colloqui con vari fornitori di energia per la creazione ed il potenziamento di un sistema di ricarica per auto ibride ed elettriche. In questa prima fase di test, i due muletti sono incompleti, e la ricerca si svolge attorno a singoli aspetti dell’auto. Solo più avanti verrà l’integrazione tra i vari sistemi del veicolo.
Via | GreenCarCongress

Intricato come un cubo di Rubik e molteplice come un tangram: prezzo contenuto non significa immobilismo. Dopo l’antesignana spartana (ma versatile) e poco fotogenica, le nuove proposte colpiscono l’occhio e catturano la ragione. Piacevole ed economa: come dire di no? Il settore delle low-cost non conosce tregua, giungendo addirittura a proporre un SUV: Renault riserva ai mercati sud-americani l’inedita Sandero Stepway, soft-roader – questa definizione è più calzante – attesa al debutto brasiliano nel mese di ottobre.
Priva della trazione integrale per esigenze di prezzo, spinta da un propulsore 1,6 benzina flexfuel da 112 cavalli, oltre ai noti dCi di provenienza europea, associa spazio e flessibilità interna ad una linea piacevole e dinamica, in alcuni spunti addirittura migliore della Koleos. Vederla varcare l’Atlantico? Perché no: il termine low cost è figlio della globalizzazione.

Via | World Car Fans

La corsa pazza dei prezzi dei carburanti impone alle case automobilistiche la necessità di scegliere strade alternative per la mobilità dei prossimi anni, e una di quelle più discusse è quella dei biocarburanti.
General Motors ha dichiarato di avere nel mirino un obiettivo ambizioso, quello di offrire entro il 2012 una gamma composta almeno per il 50% di veicoli ad alimentazione flessibile. A patto che l’Europa faccia la sua parte.
GM ha infatti chiesto come condizione l’apertura di almeno 300 stazioni di servizio che dispongano di biocarburanti di seconda generazione (quelli che non intralciano le colture alimentari) in 15 paesi della UE.
Continua a leggere: GM spinge per la diffusione del bioetanolo in Europa

Sembra che l’ibrido sia definitivamente assurto a uovo di Colombo per il trasporto privato del XXI secolo, e la piena di novità a propulsione ibrida che arriverà da qui a fine decennio ne è una testimonianza già abbastanza eloquente.
Ma forse questo “triciclo” dice molto di più di certi SUV pasciuti che tentano di farsi accettare dai benpensanti imboccando la strada dell’ecologia. Sì, perchè ormai le proposte di auto ibride non si contano, e a fare notizia sono mezzi poco inquadrabili come questo VentureOne Hybrid.
A detta di chi lo ha visto, l’inusuale mezzo sprizza energia da tutti i pori, ed invoglia al divertimento, vuoi per la linea dinamica, vuoi per alcuni dettagli come la ruota anteriore “motociclistica”, i parafango posteriori, le molle a vista o, ancora, lo spoiler che si vede sulla coda. La velocità massima dichiarata per il VentureOne è di 160 km/h e a inizio commercializzazione, nel 2009, sarà disponibile con un motore flex-fuel, che sarà affiancato in seguito da una versione ibrida plug-in.
Via | Edmunds’ Straightline