Si torna a parlare di Fiat e Opel, ma questa volta non per possibili acquisizioni: il costruttore italiano e quello tedesco svilupperanno insieme e commercializzeranno con i rispettivi marchi (Vauxhall inclusa) il Doblò ed altri van a partire dal gennaio 2012. “I veicoli - spiega Fiat- basati sulla stessa piattaforma dei modelli Fiat Doblò, saranno prodotti nello stabilimento Tofas a Bursa in Turchia, dove viene prodotto il van italiano, e venduti da concessionari Opel e Vauxhall in Europa ed in altri mercati al di fuori dell’area NAFTA. Il modello sostituirà il veicolo commerciale leggero Opel Combo”. Da quest’ultimo, come avviene per il Doblò, saranno derivate altre vetture adibite a diversi usi: in particolare il “Cargo” e il “Combi”, autoveicoli e veicoli da trasformazione. Il target di vendita è fissato alle 250.000 unità annue.
La cinese BAIC (Beijing Automotive Industry Holding Co) invierà nei prossimi giorni alcuni rappresentanti per incontrare i vertici General Motors ed esporre ulteriori dettagli circa l’acquisto di Opel. Il meeting, che si terrà a Zurigo, potrebbe riaprire le trattative per la cessione di Opel, che, nonostante la dichiarazione d’intenti firmata con Magna, non è ancora definitiva. BAIC era stata esclusa per prima nella rosa dei pretendenti, lasciando aperto il confronto tra Fiat e Magna.
Il governo tedesco continua a sottolineare che Magna ha una via preferenziale, ma ci sono ancora moltissimi aspetti da chiarire e le offerte di Fiat e BAIC restano valide: vista la convocazione dei cinesi, a questo punto è logico attendersi un’ulteriore colloquio di GM con Sergio Marchionne, che si presenterebbe stavolta anche come amministratore delegato della rinata Chrysler, in una posizione non facile da gestire.
Via | Autocar
“Tra noi ed Opel ci sarà un muro: le due aziende rimarranno molto ben distinte anche una volta completata l’acquisizione”, ha dichiarato oggi il vicepresidente di Magna International in merito al futuro assetto della nascente Magna-Opel.
Donald Walker si è poi espresso sui dubbi palesati da costruttori come Volkswagen, che hanno apertamente parlato di conflitto d’interessi in seno a Magna, azienda che fornisce tantissimi costruttori nel mondo: “Capisco le paure, ma il business delle forniture verrà tenuto del tutto separato da quello dell’assemblaggio delle Opel. Ci stiamo già muovendo in questo senso”.
L’acquisizione di Opel da parte di Magna, comunque, deve ancora essere ufficializzata. Karl-Theodor zu Guttenberg, il Ministro dell’Economia tedesco, ha puntualizzato proprio di recente che Opel rimane a rischio insolvenza fino al momento della firma definitiva.
Via | Autocar
La definizione dell’accordo tra General Motors e Magna International per la cessione di Opel da Detroit al fornitore austro-canadese va avanti. Il prossimo delicato argomento in agenda è quello delle pensioni degli ex-dipendenti della casa tedesca, e di chi si farà carico di questo impegno, quantificabile in circa 4,5 miliardi di euro secondo Handelsblatt.
“Al momento attuale la questione è ancora aperta”, secondo un portavoce del governo di Berlino. L’amministrazione federale tedesca non può e non vuole far pesare ulteriormente sulle spalle dei contribuenti (a maggior ragione in questa fase di crisi economica ed in vista delle elezioni) un ulteriore intervento ausiliario in favore della casa.
Lo stesso portavoce governativo si è poi espresso in merito al carattere non vincolante del memorandum d’intesa raggiunto con Magna. Il governo tedesco sta ancora discutendo con altri potenziali acquirenti, ma Magna rimane ancora in netto vantaggio, almeno fin quando -così conclude il rappresentante del governo- qualcuno non migliorerà significativamente l’offerta già formulata.
L’attuale numero uno di General Motors Europe si accinge ad assumere un nuovo ruolo: nel futuro di Carl-Peter Foster c’è il passaggio dalla direzione delle attività di GM nel vecchio continente al timone di Opel e Vauxhall, che settimana scorsa hanno siglato un accordo industriale con Magna International.
A rivelarlo è stato Siegfried Wolf, ad Magna, che è intervenuto oggi a Rüsselsheim in merito al futuro di Opel. Foster prenderà il posto di Hans Demant. Di fatto, la nomina del manager non cambia di molto le sue competenze: a capo di GM Europe aveva già sotto il proprio controllo Opel, Vauxhall e Saab e con questo nuovo incarico perderà di fatto il solo marchio svedese, che verrà ceduto ad uno dei due potenziali acquirenti rimasti in gara.
Ad oggi comunque, il matrimonio con Magna non è ancora definito in maniera completa: a sancirlo c’è solo un memorandum d’intesa, voluto dal governo federale di Berlino per stringere i tempi e garantire in un modo o nell’altro la sopravvivenza del marchio.
Via | auto, motor und sport
Il Ministro dell’Economia tedesco Karl-Theodor zu Guttemberg ha ribadito nel pomeriggio che l’accordo raggiunto con Magna sul finire di settimana scorsa “non è vincolante”. Ad affermarlo per prima era stata Angela Merkel in persona, che si era espressa ieri riguardo la nuova partnership Magna-Opel.
“L’acquisizione di Magna è concreta come può esserlo un memorandum d’intesa non vincolante” ha dichiarato zu Guttemberg rispondendo ad una domanda rivoltagli in parlamento su quanto sia sicuro l’ingresso di Magna in Opel. Il Ministro ha aggiunto che attualmente l’acquisizione è in via di perfezionamento, augurandosi “che l’accordo possa essere concluso”. Ma queste vaghe dichiarazioni non bastano.
Secondo molti la situazione non è ancora chiara: troppe le questioni ancora aperte soprattutto sul piano giuridico. Il rischio che l’intera operazione possa naufragare sarebbe considerevole. Fiat e la cinese Baic quindi, non sono ancora fuori dalla corsa, come lo stesso zu Guttemberg ha confermato: “sul futuro di Opel niente è ancora definitivo”.
Secondo un’agenzia battuta pochi minuti fa da Reuters, General Motors e Magna International hanno appena raggiunto un accordo di massima per il passaggio di consegne del marchio Opel. L’indiscrezione proviene da fonti molto vicine alle trattative.
“Un accordo-quadro è stato già siglato” -secondo l’insider- “l’obiettivo ora è lavorare per mettere a punto più dettagli possibili prima dell’incontro con Angela Merkel, in modo da siglare un memorandum d’intesa entro la giornata di oggi”.
L’accordo servirà come base per il finanziamento-ponte governativo da 1,5 miliardi di euro e per la ricerca di una soluzione che protegga Opel dai creditori della casa madre di Detroit.

Dopo Fiat, anche Magna spinge più in alto la sua offerta su Opel: in un primo tempo il gruppo canadese intendeva tagliare 2200 posti di lavoro a Bochum (in Nordreno-Vestfalia). Ma dopo il secco respingimento del governatore della regione Juergen Ruettgers, Magna avrebbe predisposto un tavolo di trattativa per correggere il tiro. Ora si parla di esuberi per un totale di 2500/2600 posti nei quattro impianti tedeschi di Opel.
Intanto voci di corridoio assicurano che Angela Merkel appoggerebbe con maggiore convinzione il piano presentato da Fiat. Ma il ministro dell’economia Karl Theodor zu Guttenberg tira il freno: “Ci troviamo ora con tre offerte per il rilevamento di Opel. Ma questo non significa che una di queste automaticamente e per forza abbia effetto. Prima dobbiamo essere sicuri che le considerevoli risorse fiscali, che dovremo impegnare per questo, non vadano perse”.
Intanto uno scatenato Marchionne continua il suo “lavoro ai fianchi”: secondo l’ad Fiat, gli esuberi alla Opel saranno al massimo 2000 (dagli attuali 25.000 a 23.000 posti di lavoro. Un numero di licenziamenti ben diverso da quello pronosticato nell’ultimo comunicato stampa). “Il nostro piano – afferma - soddisfa meglio di ogni altro tutti i criteri. Chiunque sappia far di conto, anche nel mondo politico, è in grado di verificarlo. E diversamente dai nostri concorrenti, il nostro piano è un bastione contro l’esodo di tecnologia automobilistica dalla Germania e dall’Italia. Le nostre cifre sono oneste e non nascondono costi, che alla fine ricadrebbero sulle spalle dei contribuenti tedeschi”.

” Da tempo stanno circolando notizie errate che indicano in 18.000 il numero degli esuberi in Germania, nel caso in cui l’offerta Fiat per la Opel fosse accolta. Si tratta di una informazione totalmente falsa. In realtà il piano Fiat prevede che la riduzione degli organici, distribuita in tutta Europa e in maniera progressiva nel tempo, sarà complessivamente inferiore a 10.000. L’impatto in Germania sarà quindi relativamente più basso di questa cifra. “
Con un altro comunicato stampa flash, la casa torinese chiarisce definitivamente alcune delle cifre relative ai tagli sui posti di lavoro Opel; cifre (in un primo tempo gonfiate dalla stampa tedesca) che, arrivati all’assalto finale potrebbero fare la differenza. Specie in termini di gradimento di politica e sindacati. Quindi non solo il Lingotto non molla la presa, ma arricchisce anche la sua offerta: nonostante non ci sia stata una conferma ufficiale da parte di Fiat, Karl-Theodor zu Guttenberg ha affermato che “Fiat ha migliorato l’offerta per Opel”.

“Il Gruppo Fiat comunica di aver inviato oggi la propria offerta per le attività europee di Opel e di Vauxhall.
Se l’operazione verrà finalizzata, sarà possibile dar vita a una nuova società che integrerà le attività di Fiat Group Automobiles, inclusa la partecipazione in Chrysler, e di Opel.
Torino, 20 maggio 2009″
Con un comunicato stampa più telegrafico che sintetico, Fiat Group annuncia di aver presentato la sua offerta al ministro dell’economia tedesco Karl-Theodor zu Guttenber. Come detto sopra, le trattative includono anche la Vauxhall, la Opel di Gran Bretagna.
Anche se non è ancora arrivata nessuna conferma da Berlino, le altre 2 offerte presentate sarebbero quelle del gruppo austro-canadese Magna, alleato alla casa automobilistica russa Gaz, e del fondo d’investimento belga Rhj, controllato dal fondo di private equity americano Ripplewood.
Iniziano quindi le ultime “ore di passione” per i tre contendenti in attesa di un verdetto che, come ha affermato il ministro del lavoro tedesco, Olaf Scholz, verrà preso entro “questa o al massimo all’inizio della prossima settimana”.
Continua a leggere: Fiat ufficializza la sua proposta per Opel e Vauxhall; ma Magna è la favorita
Fritz Henderson ha dichiarato che General Motors sta valutando la possibilità di cedere lo stabilimento di Wilmington e la produzione delle spider Pontiac Solstice e Saturn Sky. Si tratterebbe di una operazione simile a quella messa in piedi da Chrysler per la cessione della Dodge Viper, per monetizzare progetti di nicchia che, comunque, posso avere un loro mercato.
Solstice e Sky sono le sorelle americane della Opel GT e sono dotate del 4 cilindri Ecotec Turbo da 260Cv. Anche la Spider Opel è prodotta in questo impianto del Delaware e, di conseguenza, si aprono possibili scenari tutti da capire circa il futuro del modello Europeo. Chissà che un eventuale accordo Fiat-Opel non porti persino una spider a trazione posteriore nel gruppo italiano.
Via | Egmcartech

“General Motors sceglierà il prossimo proprietario della sua filiale europea entro i prossimi 20 giorni” ha dichiarato ieri Fritz Henderson, amministratore delegato del gruppo di Detroit. “Stiamo parlando con più offerenti e ci piacerebbe raggiungere un risultato entro al più tardi la fine del mese, ma sarebbe meglio chiudere prima”, ha affermato Henderson.
Il CEO di Detroit ha poi proseguito dichiarando che “non sarà il governo tedesco a decidere chi prenderà in mano Opel, anche se sarà nostra cura scegliere un soggetto gradito anche a Berlino”. Non potrebbe essere altrimenti, caro Fritz: il governo di Angela Merkel farà una bella iniezione di 2,6 miliardi di euro nelle casse della futura azienda e non rinuncerà certo a dire la sua in proposito…
Henderson ha poi concluso il suo intervento facendo presente che GM vorrebbe rimanere come azionista di minoranza nell’operation europea, nonostante ad oggi non sia ancora chiaro quale quota resterà nelle mani di Detroit.