Ben Collins, noto a tutti come l’ex Stig di Top Gear, continua a fare notizia. Dopo la clamorosa uscita “con il botto” dal notissimo programma inglese ed il passaggio ai concorrenti di Fifth Gear, il pilota inglese ha realizzato un articolo per il sito australiano Drive dove indica le peggiori auto da lui guidate in tutti questi anni. Non sarà facile per gli appassionati digerire il suo verdetto sulla Alfa Romeo 8C competizione: pur trovandola bellissima, la ritiene la peggiore delle supercar a causa dei freni e dell’assetto: i primi scompensano l’assetto, mentre il setup troppo rigido compromette la guidabilità sullo sconnesso.
Nella lista delle peggiori rientrano anche la Fiat Multipla, lenta ma sopratutto caratterizzata da una linea troppo “personale”, la Cadillac Escalade per i suoi consumi altissimi, le sue limitate capacità in fuoristrada e la qualità generale e la Dodge Charger, giudicata troppo pesante rispetto alla potenza dei propulsori, a loro volta abbinati a cambi automatici troppo lenti. Ben Collins non risparmia neanche un glorioso marchio inglese come TVR, citando la Sagaris. A giudicare dai commenti è probabilmente l’auto che ha gradito di meno in assoluto, in netto contrasto con il parere del suo ex collega Jeremy Clarkson: tra i difetti più gravi la mancanza delle maniglie delle portiere, i sedili scomodi, il cambio duro da manovrare, l’handling approssimativo (senza poter contare su ABS ed ESP) e le appendici aerodinamiche malamente fissate alla carrozzeria e praticamente inutili ai fini della tenuta di strada.
Il piano industriale di Fiat per i prossimi 5 anni presenta alcune incongruenze con il “Piano per l’Italia” svelato a fine 2009. Dei 12 modelli previsti per quest’anno e il 2011, solo la metà verranno effettivamente presentati, vale a dire la nuova Fiat Panda, la Linea restyling, la crossover su base Dodge Journey al posto della Ulysse, la nuova Lancia Ypsilon, la nuova ammiraglia su base Chrysler 300C e l’erede della Phedra su base Grand Voyager.
Per quanto riguarda il resto, alcune novità sono state rimandate al 2012 o addirittura cancellate, come la SUV di Fiat su base Dodge Nitro che avrebbe dovuto debuttare a fine 2010. Invece, per il 2011 era previsto il debutto delle nuove MPV compatte a 5 e 7 posti, ora attese tra due anni. Sempre nel 2012, l’Alfa Romeo MiTo subirà il restyling di metà carriera, inizialmente previsto per l’anno prossimo.
Infine, nel corso del 2011 erano attesi i modelli Lancia berlina e cabriolet di derivazione Chrysler. La vettura scoperta non è stata menzionata nel piano, mentre il segmento delle berline verrà ricoperto nuovamente dal brand italiano nel 2012 con una vettura a tre volumi realizzata sulla piattaforma Compact e l’anno successivo con una berlina di segmento D inizialmente destinata al mercato USA col brand Chrysler.
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Ieri l’anticipazione, oggi la conferma: le varianti marchiate Zotye di Fiat Palio e Siena, saranno presentate all’imminente Salone di Pechino.
Per chi non ne avesse mai sentito parlare, Zotye è una casa cinese che compra da qualche tempo le licenze produttive di modelli Fiat non più giovanissimi: negli anni scorsi vi avevamo presentato la Fiat Multipla e la Lancia Lybra Made in China, e in questi giorni l’argomento è tornato d’attualità, proprio grazie alle due Fiat brasiliane.
Alle foto che vi abbiamo mostrato ieri, aggiungiamo oggi questi nuovi scatti, che ci permettono di conoscere praticamente per intero le linee (soprattutto quelle della Siena, tanto Volkswagen davanti e un po’ Audi dietro) dei due modelli. Per la cronaca: la Palio dovrebbe essere ribattezzata Zotye Lang Jie e la Siena Zotye Lang Jun. Il motore, un aspirato benzina non certo recentissimo, dovrebbe essere un 1.3 o un 1.5.
Arrivano le prime conferme per il lancio della prossima piccola monovolume Fiat in Nordamerica. La 500 sarà in vendita negli USA a dicembre. E su questo non ci piove. Oltre all’intera gamma del modello, comprensiva di berlina, cabriolet e relative declinazioni Abarth, negli USA potrebbe dunque arrivare anche questa inedita proposta di multispazio.
Questo nuovo modello sarà presentato nel corso del 2011 e avrà lo scopo di aggiungere un pizzico di praticità ad una gamma, quella Fiat in America appunto, che contando sul solo cinquino mancherebbe di un attributo così importante sul mercato statunitense. Dopodomani Marchionne illustrerà il piano quinquennale del ramo italiano del gruppo, e allora avremo la (probabile) conferma ufficiale di questa particolare decisione.
La multispazio, che come abbiamo già anticipato assomiglierà proprio allo stile della 500, sostituirà contemporaneamente qui da noi la Idea e la Multipla e sarà prodotta a Mirafiori. Anche le unità destinate a varcare l’Oceano nasceranno nell’impianto torinese, al contrario della 500, che invece sarà prodotta a Toluca, Messico dal quarto trimestre 2010 per quanto riguarda le unità destinate al Nordamerica.

In attesa del prossimo 21 aprile, quando i vertici dell’intero gruppo Fiat-Chrysler renderanno noti i dettagli del piano industriale 2010-2014, Automotive News anticipa i maggiori contenuti del piano stesso. A partire dai numeri caratterizzanti. Entro il 2014, Sergio Marchionne conta di rifocillare l’alleanza fino a spingerla verso il traguardo delle 5.5 milioni di immatricolazioni annue divise in maniera quasi equa - 2.8 milioni Fiat Group Automotive, 2.7 Chrysler Group LLC - tramite 16 nuovi modelli proposti con i marchi Abarth, Alfa Romeo, Fiat e Lancia. L’amministratore delegato guarderà con particolare attenzione a tre mercati cardine, dove verranno dirottati i principali investimenti: la Russia assorbirà 2.4 miliardi di euro per produrre 500mila vetture ogni 12 mesi, mentre in Cina, con Guangzhou Automobile, saranno prodotte 220mila esemplari ogni anno. Il Nord America sarà invece la culla della 500 - prodotta nello stabilimento di Toluca, in Messico -, presto seguita dalla versione Convertibile e con logo Abarth; tutte varcheranno anche in confini brasiliani.
Nel cuore della Torino operaria, a Mirafiori, avrà natali un inedito monovolume medio-piccolo, conosciuto come L0: ispirato nelle linee proprio alla 500, varcherà l’oceano per essere commercializzato in Nord America; in Europa qui da noi prenderà il posto di Idea e Multipla. Entro il 2014 sarà il momento dei saluti per Punto Evo e Bravo (2013), mentre la nuova Panda oltrepasserà le Dolomiti per cambiare domicilio: da Tychy, in Polonia - dove viene prodotta attualmente - , al sole di Pomigliano d’Arco. Lo stabilimento polacco verrà saturato dalla prossima Lancia Ypsilon, commercializzata - insieme alla Delta - con marchio Chrysler nei soli paesi anglosassoni. La Musa, invece, terminerà la propria carriera commerciale nel 2011. Il costruttore di Auburn Hills non subirà operazioni di re-badge per le prossime Sebring (berlina e cabriolet), 300C e Voyager.
Ed Alfa? Il costruttore del Portello potrebbe realizzare un’ammiraglia a partire dalla 300C, che verrà prodotta a Brampton, nell’Ontario, per poi essere esportata nei principali mercati. Il pianale utilizzato dalla 169, a trazione posteriore, fornirà la base meccanica per alcune coupé e cabrio con effigi Chrysler, Lancia e Maserati, tutte assemblate nello stabilimento ex Bertone di Grugliasco. La Giulietta verrà poi declinata in versione crossover, mentre la Giulia (erede della 159) sarà tripartita: berlina con dimensioni medie, station wagon e crossover grandi; tutte, però, su piattaforma “Compact Wide”. Novità anche per la Fiat Linea, sostituita (nel 2011) da un nuovo modello realizzato in Cina, e per le Uno e Palio. Infine, un ultimo inciso riguardante i motori. FTP adotterà la tecnologia MultiAir anche per i propulsori alimentati a gasolio, soluzione fondamentale per rispettare le future normative Euro 6 senza l’utilizzo di additivi chimici.

Nel 2012, la Fiat Multipla cederà il passo alla seconda generazione dopo ben 14 anni di carriera. La nuova MPV non sarà realizzata però sulla piattaforma C-Evo, ma condividerà la stessa base tecnica della Dodge Journey. In pratica, la nuova Multipla abbandonerà le linee originali che hanno caratterizzato la prima generazione, nonché la configurazione dell’abitacolo secondo lo schema 3+3.
La nuova Fiat Multipla sarà disponibile nelle versioni a 5 posti e 7 posti - quest’ultima secondo lo schema 2+3+2, con l’ultima fila di sedili a scomparsa - ma con un unico corpo vettura. Per quanto riguarda le motorizzazioni, la nuova Multipla adotterà i motori a benzina 2.0 e 2.4 di origine Chrysler ma dotati di sistema MultiAir, mentre l’offerta dei diesel sarà composta dal 2.0 MultiJet accreditato di 160 CV di potenza.
Quasi sicuramente, la nuova generazione della monovolume torinese sarà disponibile anche in versione Natural Power a metano, ma appare più probabile la realizzazione dell’inedita variante ibrida, come riportato qualche giorno fa. Nonostante le origini americane, la nuova Fiat Multipla avrà uno stile italiano e sarà personalizzabile allo stesso modo della piccola e sfiziosa 500.
Via | AutoMotorUndSport
L’erede delle Fiat Idea e Multipla -che potrebbero essere sostituite da un unico modello- offrirà in gamma motori una alternativa ibrida. A quanto pare invece, il Vecchio Continente non vedrà l’arrivo della 500 elettrica, che probabilmente rimarrà confinata ai soli Stati Uniti.
Il 21 aprile, data in cui la casa di Torino renderà noto il suo prossimo piano quinquennale si avvicina a grandi tappe, e le indiscrezioni su quello che renderà noto il management iniziano a trapelare. Partiamo da quelle relative alle due monovolume di casa.
Nei prossimi anni, Idea e Multipla, che hanno ormai parecchi anni sulle spalle, dovranno cedere il passo a qualcosa di inedito. Se da un lato pare molto probabile l’offerta di multispazio sia a cinque che a sette posti, non è ancora chiaro se si tratterà di due varianti di un medesimo modello o piuttosto di due prodotti totalmente differenti tra loro. Qualunque dovesse essere la scelta definitiva, pare proprio che non mancherà la propulsione ibrida. A rivelarlo è stata Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte.
Il processo di integrazione tra Fiat e Chrysler, tra le tante indiscrezioni e le poche certezze, va avanti. La sinergia tra le due case darà i suoi primi frutti entro la fine dell’anno, ma è nel biennio 2011-2012 che vedremo gli sviluppi più interessanti. Eccoli riassunti qui di seguito.
Partiamo da quelli che sembrano essere i punti fermi, in primo luogo il destino di Dodge: il marchio pare definitivamente condannato ad abbandonare i mercati europei. Questa mossa sarà accompagnata da una serie trasfusioni in favore della gamma Fiat, ed il primo modello che rinascerà sotto il marchio torinese sembra -come anticipato più di un mese fa- proprio la Nitro.
Il grosso sport utility a stelle e strisce potrebbe arrivare sui nostri mercati già nel giro di sei mesi e con ogni probabilità (visti anche i tempi strettissimi) sarà frutto di una semplice operazione di badge-engineering. Seconda tappa sarà l’arrivo della nuova Fiat Ulysse, attesa per la primavera del 2011. Il modello sarà sì basato sulla Dodge Journey, ma se ne distinguerà per il design e monterà motori italiani.
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Automotive News ha elencato i modelli Fiat e Lancia che debutteranno nel corso del biennio 2011-2012. Innanzitutto, il Lingotto sarebbe orientato a far scomparire Chrysler e Dodge dall’Europa a partire dal 2011. Alcuni modelli dei due brand americani verranno però commercializzati con i badge delle due Case torinesi. Già quest’anno arriverà la Dodge Nitro restyling che verrà venduta nel Vecchio Continente come la nuova SUV di Fiat.
Nel 2011, oltre alla terza generazione della Lancia Ypsilon, debutterà anche la nuova Fiat Panda. Sempre per l’anno prossimo, sono attese tre novità di Fiat, tutte della categoria MPV. La Ulysse sarà sostituita dalla Dodge Journey che, in occasione del restyling di metà carriera, adotterà gli stilemi di Fiat, soprattutto nella parte frontale. Inoltre, arriveranno le inedite monovolumi compatte a 5 e 7 posti che andranno a sostituire le attuali Idea e Multipla.
Il 2012, invece, sarà dedicato al rilancio del brand Lancia, soprattutto nell’alto di gamma. Il vuoto lasciato da Lybra e Thesis verrà colmato da due nuove berline di segmento D ed E che deriveranno, rispettivamente, dalle nuove Chrysler Sebring e 300C. In più, la nuova vettura media della Casa di Chivasso sarà disponibile anche nella variante cabriolet con tetto ripiegabile in metallo. Infine, la Chrysler Grand Voyager adotterà la calandra Lancia e verrà commercializzata come la nuova Phedra.
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Dopo che Marchionne ha delineato la strategia americana di Fiat Group, adesso è il momento di pensare a quella da adottare per gli stabilimenti italiani: il Lingotto potrebbe presentare nel giro di 15 giorni un piano di ristrutturazione industriale volto ad aumentare i numeri di produzione italiani. I recenti inviti dei sindacati a fare chiarezza sul futuro degli stabilimenti del gruppo torinese saranno quindi presto soddisfatti; ma rimane un po’ di preoccupazione per le fabbriche del sud.
L’obbiettivo è quello di riequilibrare una situazione, a detta dei vertici Fiat, “non più accettabile” che può essere compresa solo analizzando il rapporto fra dipendenti/auto prodotte in Italia e nei siti stranieri del colosso italiano: alla fine di quest’anno in Polonia, 5800 addetti produrranno 600.000 vetture e in Brasile 8700 ne produrranno 700.000. In Italia nei cinque stabilimenti italiani dell’auto (Mirafiori, Cassino, Pomigliano, Melfi, Termini Imerese) 21.900 dipendenti produrranno 645.000 vetture (15/20.000 in più del 2008). Numeri che si commentano da soli e a cui Fiat è intenzionata a dare una svolta alzando la produzione ad almeno 850/900.000 unità annue. Un incremento del 40% circa.
Il sito produttivo di Termini Imerese dovrebbe cessare la produzione nel 2011, come già annunciato da Marchionne: la nuova Lancia Ypsilon verrà infatti assemblata in Polonia. Il futuro rimane quindi un grosso punto interrogativo per i 1500 dipendenti dello stabilimento siciliano. Fiat da parte sua auspica un intervento del governo per risolvere al meglio la questione. Ciò sembra cozzare con le parole del ministro Scajola che, qualche giorno fa, assicurava: “La Fiat non chiuderà stabilimenti in Italia”. Specie dopo quello che è successo ad Arese.
Lo scorso anno Fiat siglò un accordo con la Zotye, casa automobilistica cinese praticamente sconosciuta al grande pubblico. Il protocollo d’intesa non era una classica joint-venture, ma prevedeva la cessione dei diritti di produzione di vecchi modelli della casa torinese, che sarebbero stati realizzati proprio dalla succitata casa nel territorio della Repubblica Popolare.
Il primo modello a risorgere, come vedete in queste curiose foto pubblicate dai nostri colleghi di ChinaCarTimes, è la Multipla, una delle creazioni più controverse (si può dire “brutte”?) nella secolare storia della casa torinese, figlia di quella dirigenza che governò Fiat negli anni immediatamente precedenti la sua crisi più grave di sempre.
Il modello riesumato con il marchio Zotye, non porterà il “glorioso” nome della sua gemella italiana, ma sarà contraddistinto dalla lunga sigla alfanumerica che vedete nell’ultima foto. Allo stesso modo del nome, nemmeno i motori saranno gli stessi della monovolume italiana, ma ancora non è nota la loro provenienza.
Il successo della Fiat 500 è ormai un dato di fatto ed anche i responsabili del design hanno i loro meriti, per aver riunito gli stilemi classici della vecchia utilitaria con quelli delle attuali tendenze e necessità tecniche. Roberto Giolito, in passato responsabile dell’Advanced Design Studio di Fiat Automibili, ha realizzato la Fiat 500 ed è adesso stato promosso a responsabile design Fiat. Questo importante riconoscimento non può che farci ben sperare per i futuri modelli !
Giolito lavora alla Fiat dal 2001 ed in passato aveva firmato la prima versione della Fiat Multipla, considerata da tutti un modello di “rottura” con ogni precedente approccio di design del gruppo.
Via | Automotive News Europe