I pilastri su cui si basa il piano quinquennale Fiat sono sei: la previsione di un ritorno -proprio nel 2014- del mercato europeo ai volumi del 2007, ossia circa 16 milioni di auto (+11% sul 2009); l’ottimizzazione dello sfruttamento degli impianti produttivi -compresi quelli di Chrysler- e la produzione di oltre 400.000 auto di segmento D o superiore in Europa; l’integrazione definitiva della gamma dei marchi italiani e americani; l’obiettivo di posizionare Alfa come brand premium con una gamma completa, promuoverlo in Europa e lanciarlo in Nord America; la forte crescita dei mercati latino-americani; l’allocazione prevalente dei modelli di segmento superiore al C in Nord America.
Da qui, da questi presupposti, partono tutte le direttrici di sviluppo future. In termini commerciali, Fiat vede dunque un’uscita lenta dalla crisi del mercato dell’auto, sia in Europa (come abbiamo scritto ci vorranno sette anni per tornare ai volumi del 2007) che per l’Italia, dove si prevede un tonfo per quest’anno (1.800.000 unità) ed una graduale risalita, che riporterà il mercato a 2.400.000 auto solo nel 2014.
In ambito continentale, vedremo da parte di Fiat un cambiamento in termini di incidenza percentuale dei singoli segmenti all’interno della produzione del gruppo: i segmenti A e B, pur rimanendo i principali, non saranno più così preminenti. Il C crescerà significativamente d’importanza, così come i SUV ed i monovolume compatti. Più contenuto sarà l’incremento nel segmento D e superiori, mentre tra i monovolume grandi e i derivati da commerciali (Qubo e Doblò) il costruttore ritiene che peseranno meno in termini quantitativi sulla propria offerta.

In attesa del prossimo 21 aprile, quando i vertici dell’intero gruppo Fiat-Chrysler renderanno noti i dettagli del piano industriale 2010-2014, Automotive News anticipa i maggiori contenuti del piano stesso. A partire dai numeri caratterizzanti. Entro il 2014, Sergio Marchionne conta di rifocillare l’alleanza fino a spingerla verso il traguardo delle 5.5 milioni di immatricolazioni annue divise in maniera quasi equa - 2.8 milioni Fiat Group Automotive, 2.7 Chrysler Group LLC - tramite 16 nuovi modelli proposti con i marchi Abarth, Alfa Romeo, Fiat e Lancia. L’amministratore delegato guarderà con particolare attenzione a tre mercati cardine, dove verranno dirottati i principali investimenti: la Russia assorbirà 2.4 miliardi di euro per produrre 500mila vetture ogni 12 mesi, mentre in Cina, con Guangzhou Automobile, saranno prodotte 220mila esemplari ogni anno. Il Nord America sarà invece la culla della 500 - prodotta nello stabilimento di Toluca, in Messico -, presto seguita dalla versione Convertibile e con logo Abarth; tutte varcheranno anche in confini brasiliani.
Nel cuore della Torino operaria, a Mirafiori, avrà natali un inedito monovolume medio-piccolo, conosciuto come L0: ispirato nelle linee proprio alla 500, varcherà l’oceano per essere commercializzato in Nord America; in Europa qui da noi prenderà il posto di Idea e Multipla. Entro il 2014 sarà il momento dei saluti per Punto Evo e Bravo (2013), mentre la nuova Panda oltrepasserà le Dolomiti per cambiare domicilio: da Tychy, in Polonia - dove viene prodotta attualmente - , al sole di Pomigliano d’Arco. Lo stabilimento polacco verrà saturato dalla prossima Lancia Ypsilon, commercializzata - insieme alla Delta - con marchio Chrysler nei soli paesi anglosassoni. La Musa, invece, terminerà la propria carriera commerciale nel 2011. Il costruttore di Auburn Hills non subirà operazioni di re-badge per le prossime Sebring (berlina e cabriolet), 300C e Voyager.
Ed Alfa? Il costruttore del Portello potrebbe realizzare un’ammiraglia a partire dalla 300C, che verrà prodotta a Brampton, nell’Ontario, per poi essere esportata nei principali mercati. Il pianale utilizzato dalla 169, a trazione posteriore, fornirà la base meccanica per alcune coupé e cabrio con effigi Chrysler, Lancia e Maserati, tutte assemblate nello stabilimento ex Bertone di Grugliasco. La Giulietta verrà poi declinata in versione crossover, mentre la Giulia (erede della 159) sarà tripartita: berlina con dimensioni medie, station wagon e crossover grandi; tutte, però, su piattaforma “Compact Wide”. Novità anche per la Fiat Linea, sostituita (nel 2011) da un nuovo modello realizzato in Cina, e per le Uno e Palio. Infine, un ultimo inciso riguardante i motori. FTP adotterà la tecnologia MultiAir anche per i propulsori alimentati a gasolio, soluzione fondamentale per rispettare le future normative Euro 6 senza l’utilizzo di additivi chimici.
Il governo cinese ha approvato ufficialmente la joint-venture tra Fiat e Guangzhou, pertanto le vetture del Lingotto saranno prodotte in Cina a partire da settembre 2011. L’impianto nascerà nella provincia di Hunan e sarà gestito equamente dai due costruttori. La prima vettura ad essere assemblata in Cina dal nuovo partner di Fiat sarà la Linea, berlina compatta a quattro porte su cui la Casa torinese punta per farsi largo nell’ormai affollato mercato cinese.
Nello stabilimento di Hunan verranno prodotti anche i motori della Fiat Linea, soprattutto in vista di un futuro ampliamento della presenza di Fiat in Cina. Per questo motivo, sarà presente anche un centro di ricerca. Inizialmente, nell’impianto di Guangzhou verranno prodotte 140.000 vetture all’anno e 220.000 motori all’anno. La joint-venture punta ad incrementare la produzione di auto a 250.000 unità annue e quella per i propulsori a 300.000 unità annue.
Continua a leggere: Fiat: la produzione in Cina con Guangzhou partirà nel 2011
Oltre all’annuncio della nuova “small car” per l’India, al Salone di New Delhi Fiat ha presentato anche alcune novità per il mercato locale. E’ stata esposta la Fiat 500 nell’allestimento speciale Diesel - come concept car - e la Grande Punto nell’allestimento sportivo Sport, con una caratterizzazione simile a quella della Abarth Grande Punto ma mossa dal motore 1.3 JTD da 90 CV.
Le novità maggiori hanno riguardato, invece, la Fiat Linea. La berlina del Lingotto adesso è disponibile in India anche con il motore 1.4 T-Jet da 120 CV, mentre il cambio sequenziale Dualogic a 6 rapporti debutta sulle versioni equipaggiate con il propulsore 1.4 16V aspirato da 95 CV. Inoltre, nello stand Fiat era presente anche la Bravo, non soggetta però a nessun aggiornamento di sorta. Per il 2010, la Casa torinese prevede di vendere 46.000 vetture sul mercato indiano.
Prosegue il successo di Fiat Brasile: oltre ad essere leader del mercato, sta ormai raggiungendo numeri tali da rendere il paese Sud Americano il suo primo mercato mondiale. Nel mese di Luglio 2009 sono state vendute 68.678 vetture, grazie anche al prolungarsi di alcuni incentivi statali e dall’inizio dell’anno Fiat Brasile ha conquistato il 25,9% del mercato: le vendite del mese di luglio superano quelle del mercato italiano che, anche se più piccolo, conta una tradizione ed una varietà di modelli ancora maggiore, con una percentuale sul totale delle vetture vendute del 33,9%.
In Brasile sta avendo molto successo la Fiat Linea, ma anche il pick up Strada incontra il favore dei clienti, alla ricerca di una tipologia di veicolo molto richiesta e con prezzi interessanti, oltre che dotato della alimentazione bifuel.
Via | Italiaspeed (grazie ad A1 per la segnalazione)
Fiat ha terminato lo scorso mese di luglio immatricolando, in India, ben 2.690 vetture. E non serve un aumento percentuale per valutare l’aumento rispetto ai 412 esemplari del luglio 2008. Ma non solo: il Lingotto chiude i primi sei mesi dell’anno a quota 7.544 unità, valore superiore di quattro volte nel confronto con le 1.813 auto vendute nella prima metà del 2008.
Da cosa dipende questa crescita esponenziale? Dalla nascita di Fiat Automobiles India Ltd (una joint-venture con Tata), e dall’aver ampliato la rete di concessionari, soprattutto, ma anche dall’introduzione del propulsore 1.3 Multijet sulla Palio Stile. Inoltre, il buon successo commerciale della Linea si è rivelato fondamentale per guadagnare la ribalta mediatica.
Via | Italiaspeed (Ringraziamo il nostro lettore “a1” per la segnalazione)
Fiat ha prodotto oggi il motore Flex numero 2.500.000. L’unità, installata su una Fiat Linea assemblata nello stabilimento brasiliano di Betim, incarna un importante traguardo, dal momento che la casa torinese è diventata il principale produttore al mondo di veicoli flex-fuel.
Le vetture con questo tipo di alimentazione flessibile sono dotate di motori in grado di funzionare sia a etanolo (E100), sia a benzina, sia con qualunque combinazione dei due combustibili. Oltre che in Brasile, le Fiat Flex sono vendute nel resto dell’America Latina, e anche in altri Paesi.
Fiat iniziò a realizzare auto flex-fuel in Brasile nel 2003, quando la produzione ammontava a circa 3000 unità ogni 12 mesi. L’anno scorso i veicoli Flex usciti dalle linee di assemblaggio sono stati 690.000, e oggi il 99% dei propulsori prodotti da Fiat in Brasile è in grado di funzionare indifferentemente con benzina o etanolo.
Sarà ufficializzata oggi la nuova alleanza tra Fiat e Guangzhou Automobile Group (Gac). A Roma, teatro dell’incontro, interverranno l’a.d. di Fiat, Sergio Marchionne, e i vertici di Gac. Ma saranno presenti anche importanti personalità del mondo politico come Silvio Berlusconi ed il presidente cinese Hu Jintao.
L’accordo consentirà a Fiat di riprendere la produzione di auto in Cina, interrotta per 24 mesi a seguito del divorzio da Nanjing Automotive, il partner locale con il quale per alcuni anni aveva prodotto la Palio. Proprio a causa di questa separazione, la casa italiana si è retta sul mercato cinese esclusivamente sulle vetture d’importazione.
Da qui la necessità di trovare un nuovo alleato (si era parlato anche si Saic e Chery) per abbattere i costi. Alla fine le scelta è ricaduta su GAC , il principale costruttore della provincia del Guangdong, con la quale Fiat aveva già siglato un accordo per la fornitura di tecnologia motoristica targata Fiat Powertrain. Inoltre sembra essere una scelta stabile anche alla luce del fatto che, già da tempo, costituisce il punto di riferimento per la produzione cinese di Honda e Toyota.
L’accordo con Chrysler tiene le antenne dei media sintonizzate sull’altra sponda dell’Atlantico nell’attesa di annunci ufficiali, ma nel frattempo Fiat ha siglato un’altra importante alleanza in Cina, quella con Guangzhou, su cui si vocifera ormai da inizio anno. La joint venture con il costruttore cinese verterà sullo sviluppo di modelli piccoli nella Repubblica Popolare.
Il governo di Pechino ratificherà a breve termine l’intesa, dando la possibilità al costruttore torinese di introdursi più direttamente sull’importante mercato automobilistico asiatico, dopo la “litigiosa” rottura con Nanjing. Attualmente Fiat commercializza in Cina la Grande Punto, la Bravo e la Linea.
Via | ChinaCarTimes
E’ iniziata la produzione della Fiat Linea presso gli stabilimenti indiani Tata di Maharashtra, vicino Pune. Il primo esemplare è uscito dalla fabbrica lo scorso 21 novembre e la commercializzazione ha avuto inizio solo poche settimane fa in tutta l’India. Disponibile con le motorizzazioni benzina 1.4 Fire da 77 e 95 cavalli e diesel 1.3 Multijet da 75 cavalli, prodotti in loco e adottati anche da molti modelli Suzuki e Tata realizzati nel medesimo impianto, a breve verrà affiancata dalla Grande Punto e verso la metà del prossimo anno anche dalla Bravo.
L’accordo con la Tata prevede di produrre circa 200.000 Linea e Grande Punto in India, mentre è da ricordare che la Fiat già produce da alcuni anni la low-cost Palio ad Agra in 2500-2800 esemplari l’anno.
Continua a leggere: Fiat Linea: iniziata la produzione in India
La Fiat Linea, prodotta fino ad solo in Turchia e studiata per i mercati emergenti, sarà presto disponibile anche sul mercato Brasiliano e sarà costruita nello stabilimento di Betim. Rispetto alle versioni già esistenti sono state fatte alcune modifiche meccaniche per adeguarsi alle esigenze del mercato sud americano. Disponibili come optional il sistema Blu&Me Nav, interni in pelle, sensori di parcheggio ed airbag a tendina. Il target di vendita è di 30.000 esemplari l’anno, nel segmento delle berline medie che in Brasile vale il 30% del mercato.
I propulsori disponibili sono 2: un 1.9 16V Flexifuel da 132Cv, abbinabile anche al cambio automatico Dualogic ed il 1.4 Tjet, qui in una versione da ben 152Cv. Con questo propulsore la linea tocca i 203 km/h ed accelera da 0 a 100km/h in 8,5 secondi, con il solo cambio manuale a disposizione. Sicuri che non sia pronta per tentare fortuna anche in territorio Italiano ?
Via | Es.autoblog.com (grazie a SuperFast per la segnalazione)
Dopo aver rotto gli accordi con la vecchia alleata Nanjing nei primi giorni di novembre, era nell’aria che Fiat avrebbe trovato un altro partner nel Celeste Impero, come peraltro già Marchionne anticipava. Il nuovo partner del Gruppo torinese sarà Chery, che già da agosto coopera con Fiat per la fornitura di 100.000 motori all’anno.
Oggi una fonte interna Chery ha affermato che da quest’anno prenderà il via una cooperazione che riguarderà l’assemblaggio di Fiat Linea, Grande Punto e Bravo destinate al mercato cinese, dove per la verità il Lingotto non ha mai sfondato. Nel 2006 infatti sono state vendute solamente 32.000 unità, ma sicuramente grazie ai nuovi modelli (pensiamo soprattutto alla Grande Punto, protagonista di formidabili exploit in Brasile) la strada di Fiat China si fa in discesa.
I numeri parlano chiaro: la filiale cinese della Fiat punta a vendere 260.000 unità all’anno entro il 2010. Traduzione: decuplicare la propria presenza nel giro di tre anni.
Via | ChinaCarTimes