Fiat ed il partner Guangzhou Automobile avrebbero già avviato l’iter burocratico necessario per regolamentare la costruzione di un nuovo sito produttivo. In Cina, a Guangzhou, per un costo complessivo di circa 470 milioni di Euro.
Fonti del Lingotto, però, hanno raffreddato gli entusiasmi definendo il progetto “alla fase iniziale”. Ma vi sarebbero già le domande al Ministero cinese della Protezione Ambientale, come riporta l’agenzia di stampa Bloomberg. Secondo quanto riferisce il South China Morning Pos, l’impianto avrà una capacità di circa 140.000 veicoli all’anno.
Via | Ansa (Grazie al nostro lettore “derek” per la segnalazione)
Continua a leggere: Fiat: con Guangzhou Automobile per uno stabilimento in Cina?

Non accenna a finire la “partita automobilistica” Italia - Germania che ha caratterizzato questi ultimi giorni. Questa volta è il turno delle esternazioni a tutto tondo, del numero uno del gruppo Volkswagen, che in occasione della consegna del premio “World Top Manager 2008″ di InterAutoNews, ha predetto che fra 5-10 anni sopravvivranno nel mondo più o meno una decina di gruppi automobilistici, non di più.
Le parole di Martin Winterkorn valgono più di mille commenti: “Tra i produttori che resteranno in vita nei prossimi 5-10 anni avremo sicuramente un gruppo francese, forse due, due o tre gruppi tedeschi, in Giappone sicuramente ci saranno Toyota e la Honda e altri in Corea e Stati Uniti. Spero che anche l’Italia continui ad avere un gruppo. Sarebbe un peccato per l’Europa se la “nazione automobilistica Italia” non avesse un gruppo proprio. Io ne sarei veramente colpito perché in Italia si costruiscono ancora oggi molte bellissime automobili”.
“Se Marchionne – ha continuato il numero uno di VW - si unirà con Chrysler e forse con Opel gli auguro buona fortuna, però non sarà un compito facile. Non so se ci riuscirà. Credo che con questa operazione Marchionne stia cercando di assicurare un futuro alla Fiat e, tramite una crescita dei volumi, ottenere per essa un taglio dei costi. Strategia in linea con la sua analisi, che io condivido, perchè un’azienda automobilistica non potrà sopravvivere nei prossimi anni se non produrrà almeno 5 milioni di veicoli. Ma posso dire per esperienza che gestire e guidare con successo più marchi e ottenere sinergie è una cosa veramente difficile. Non basta la condivisione delle piattaforme o di componenti ma per trovare le sinergie è molto importante che i marchi abbiano anche la possibilità di svolgere una propria vita. Ecco perché da noi ogni marchio ha un proprio reparto di ricerca e sviluppo e un proprio reparto di marketing, a cominciare dalla Lamborghini”.

Avevamo scritto ieri delle dichiarazioni dell’amministratore delegato del Gruppo Daimler relative alla volontà di ridurre le spese, ma non gli investimenti. Ma le parole di Zetsche, durante l’assemblea generale del Gruppo, hanno riguardato indirettamente anche il tema della recente ipotesi di accordo fra Fiat e Chrysler.
E’ importante ricordare che quando nel 2007 il Gruppo DaimlerChrysler si sciolse, il controllo di Chrysler passò alla Cerberus Capital Management per l’80.1% del capitale, ma Mercedes tenne per se un significativo 19,9% di cui al momento è ancora proprietaria e che è molto di più di quello che le varie ipotesi di accordo riconoscerebbero a Fiat. Ovviamente l’attuale situazione non ha alcun senso e nessuno sbocco e quel 19,9% che fino a qualche mese fa era quasi solo un peso e un vincolo per i tedeschi, adesso ha assunto una rilevanza strategica notevolissima.
Cerberus preme per acquistare la quota di Mercedes, per facilitare e rendere operativo l’accordo con Fiat, ma ora a Stoccarda il prezzo dell’offerta è considerato inaccettabile: “Le richieste di Cerberus stanno rendendo difficile il raggiungimento di un accordo” ha detto, lapidario, Zetsche. La sensazione è che celebrando il matrimonio con Fiat si siano sottovalutate le implicazioni del matrimonio precedente di Chrysler, tutt’altro che finito. Non ci resta che attendere nuovi sviluppi di questa vicenda a metà strada fra le finanza e il settore automobilistico.
Via | MilanoFinanza.it
In occasione del vertice italo-russo dei giorni scorsi, Fiat e Pirelli hanno firmato nuovi accordi joint-venture per il territorio Russo. Pirelli si è accordata con Russian Technologies per produrre pneumatici in un nuovo sito industriale per vetture ed autocarri nella regione di Samara, con una capacità annuale di circa 4,2 milioni di pezzi.
Fiat nella stessa occasione ha rafforzato l’accordo con Ojsc Sollers per introdurre sul mercato Russo vetture di segmento B e C, prodotte negli stabilimenti già esistenti nella regione del Tatartsan. Questa partenership, iniziata nel 2006, porterà già nel 2009 alla produzione in Russia della Fiat Linea. Il Senior Vice President del Business Development di FGA, Alfredo Altavilla, ha affermato: “L’ampliamento della collaborazione con Sollers è un’ulteriore tappa del rafforzamento della nostra partnership strategica iniziata nel 2006, nonché un’importante opportunità di rafforzare la nostra presenza in un mercato automobilistico ad alto potenziale come quello russo. Rafforza inoltre la nostra strategia intrapresa con determinazione e finalizzata a valorizzare il know-how della Fiat, espandere la sua presenza geografica, aumentare la sua offerta di prodotti e ridurre i costi”.
Via | Sole24ore
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La Topolino, nuova super compatta Fiat lunga appena 3,1 metri,debutterà sul mercato fra 3 anni: è stato infatti siglato a Belgrado l’accordo tra Fiat e Zastava per la creazione di una società italo-serba (70% Fiat e 30% Stato serbo) per la realizzazione di un polo automobilistico a Kragujevac, dove nascerà la futura Topolino(sigla di progetto 327). Un investimento complessivo di circa 700 milioni di euro per un impianto da oltre 2800 posti di lavoro.
Gli storici impianti industriali Zastava saranno profondamente ristrutturati e, fino alla fine del 2009 continueranno l’assemblaggio della “Punto-Zastava” avviato lo scorso anno. Contemporaneamente verranno predisposte le linee di produzione per la futura “city-car” e per la nuova auto di segmento B: Fiat si propone di immetterle sul mercato mondiale rispettivamente a partire dal 2010 e dal 2011, con un obiettivo finale di 300mila unità all’anno

Tutto luccica avvicinato al nome Elise: che siano gli occhi del proprietario, la sua carrozzeria baciata dal sole o un ambizioso progetto Fiat. Una partnership, per dirla all’inglese; scindere l’illustre passato con l’apprezzato presente secondo l’italica volontà. Secondo quanto riporta Car, il costruttore torinese vorrebbe riportare in vita il marchio Dino sfruttando la suggestiva collaborazione con Lotus.
Sarebbe stimolante irrompere nel segmento delle roadster a due posti secchi – commenta Lorenzo Sistino, amministratore delegato Fiat –, a maggior ragione riproponendo il brand Dino. Nessuna prospettiva per Abarth, quindi, in netto contrasto con quanto trapelato nei mesi scorsi. A questo punto, però, sorge una domanda: qual è il bisogno di proporre un ulteriore satellite nell’orbita? Alfa Romeo e Lancia non sono abbastanza sportive? È vero, la volontà espressa da Sistino di esplorare nuove nicchie va soddisfatta, non a scapito del passato, però.
Via | Car (Grazie a glorfindel per la segnalazione)
Continua a leggere: Fiat: torna il brand Dino per la spider a motore centrale?
Il mercato prosegue nella propria discesa verso “gli inferi”. Fiat, invece, approfitta dell’ennesimo segno meno per conquistare la sua tranquilla porzione di purgatorio: anche nel mese di luglio le immatricolazioni in Italia calano, seppur in percentuale limitata rispetto al disastroso giugno e ai paesi europei – la Spagna, iperbole del continente, decresce del 27%.
Le auto targate nel settimo mese del 2008 sono 190.889, il 10.88% in meno rispetto alle 214.193 dell’anno passato. Il computo da gennaio si attesta ad 1.452.459 unità, in flessione dell’11,24% a confronto delle 1.636.465 vendute nel 2007.
Come anticipato, Fiat (-5,5%) riesce a comportarsi meglio del mercato, vedendo aumentare la propria penetrazione sul mercato al 32,19% (30,36% dodici mesi orsono). Il Lingotto, quindi, conclude il mese di luglio con 61,440 auto vendute, contro le 65,046 del 2007: un segno meno contenuto rispetto al –16,48 di giugno.
Via | Repubblica
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Una Chevrolet (ex Daewoo) con un bel Sei Cilindri BMW dentro il cofano? Detta così sembra una provocazione, ma i tempi stanno cambiando e la Fabbrica Bavarese di Motori potrebbe tornare a tenere fede al suo nome, cioè fornire i cuori della sua produzione anche ad altri costruttori.
Friedrich Eichiner, membro della Direzione di BMW, ha recentemente dichiarato a Automotive News che entro la fine dell’anno si deciderà per la vendita di motori e componenti ad altri Gruppi automobilistici. In particolare a precisa domanda se le altre Case fossero GM, Mercedes o Fiat non si è trincerato dietro il più classico dei “no comment”, ma ha detto ben più chiaramente: “Stiamo parlando con le Case citate”.
Novità importanti in casa Fiat. Luca De Meo, finora responsabile del marchio Fiat Automobiles, viene promosso con l’assegnazione di un incarico prima assente all’interno del gruppo: “Chief Marketing Officer”.
In pratica, De Meo diviene a partire da oggi il responsabile “trasversale” delle attività di marketing di tutti settori del gruppo - come dire: il buon lavoro finora svolto per il rilancio della Fiat dell’”era Marchionne” ora dovrà essere esteso anche agli altri marchi… De Meo entra anche nell’organismo che guida Fiat Group, il Group Executive Council (GEC).
Continua a leggere: Nuove nomine in Fiat: De Meo guida il marketing dell'intero gruppo

Prosegue l’accordo tra Tata e Fiat: dopo la vendita di world cars Fiat (come la Palio) nel mercato indiano, attraverso la rete Tata, è stata ratificata la gestione comune dello stabilimento di Ranjangaon per la produzione di Fiat Grande Punto (nella foto la recente versione brasiliana) e Linea, destinate al mercato interno e ad altri mercati emergenti.
Le vetture saranno in vendita soltanto dalla metà del 2008, ma cominciano a diffondersi le prime notizie sul loro posizionamento commerciale, ed in particolare di quello della Grande Punto: si dice che il modello di ingresso costerà circa 8.500-9.000 euro al cambio, in pratica quanto altre rivali già diffuse nel mercato indiano, come la Hyundai Getz 1.3.
Continua a leggere: Fiat Grande Punto e Linea in India a prezzi concorrenziali
Lo scorso anno avevamo anticipato l’arrivo della Fiat Siena Tetrafuel, realizzata in Brasile per il mercato interno e capace di funzionare con quattro tipi di combustibile - alcool, miscela di benzina con il 25% di alcool, benzina e GPL.
Sembra ora che il modello abbia superato le stime di vendita della stessa Fiat, ovvero circa 200 esemplari mensili: nell’ultimo trimestre la Siena Tetrafuel ha venduto in media oltre 700 auto al mese, e nella prima metà di agosto le auto immatricolate sono state più di 600. Il motore della Siena Tetrafuel non è esportabile, così com’è, per vari motivi, soprattutto legati all’uso e alla distribuzione dell’alcool per autotrazione; gli studi sull’alimentazione multipla sono comunque destinati ad un sempre maggiore sviluppo.
via | Autoblog Spanish
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Forte della sua posizione maggioritaria nel mercato brasiliano (a luglio la penetrazione era pari al 26,4%), Fiat si appresta a lanciare nello stato sudamericano una scommessa a zero emissioni: il costruttore torinese, in collaborazione con altre aziende, la Cemig e la Itaipu, inizierà entro la fine dell’anno la fase di testing di 30 Palio elettriche.
Le due imprese brasiliane, dopo una progettazione durata ben 5 anni, hanno dovuto abbandonare i loro programmi a causa delle immancabili ristrettezze economiche, ma grazie all’impegno di Fiat il progetto è stato completato con successo.
Come confermano le parole di un ingegnere coinvolto, Virgilio Medeiros, “il costo delle auto (36.000 dollari) è attualmente insostenibile per un privato, ma contiamo di rendere la cifra più accessibile in un futuro non troppo lontano. Inoltre, queste trenta auto ci consentono di accumulare esperienza nel caso la strada dell’elettrico rappresentasse il futuro”.
Via | Motor Authority
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