Nuovo capitolo dell’ingloriosa fine di Saab: Scania ha infatti annunciato che i nuovi proprietari di Saab non avranno diritti sul logo, secondo quanto riporta il magazine svedese TheLocal. Scania condivide infatti con Saab l’immagine del grifone rosso con corona dorata su sfondo blu.
Dopo il fallimento, Saab ha avuto una ulteriore chance di riprendersi nello scorso Giugno, quando un gruppo di investitori cinesi e giapponesi si sono fatti avanti per prendere le redini della casa automobilistica per una somma ancora non dichiarata. In particolare National Modern Energy Holdings di Hong Kong, specializzata in energie alternative, ed il fondo di investimento giapponese Sun Investment LLC, si sono detti disponibili a convertire la Saab 9-3 in auto elettrica per il mercato cinese.
Tutto bene? No, perchè Scania tramite il portavoce Hans Aake Danielsson ha dichiarato esplicitamente che non verrà permesso l’utilizzo del simbolo con il grifone a veicoli non svedesi. Effettivamente il grifone è stato il simbolo di Scania dal 1911 e solo nel 1984 è stato adottato anche da Saab, che precedentemente utilizzava un velivolo stilizzato.
Vedendola da un punto di vista più generale si tratta solo di dettagli: la dirigenza di Saab ha ben altro a cui pensare, prima di tutto tornare a sfornare automobili come in passato. Per il logo… c’è tempo.
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Il fallimento del marchio Saab passa anche attraverso la dolorosa perdita dei suoi trascorsi, del suo passato, dei suoi beni più preziosi che verranno battuti all’asta per raccogliere fondi desinati ai creditori. Lo studio legale Delphi ha pertanto stilato un elenco di 120 automobili - ospitate presso il museo di Trollhättan - che saranno presto messe in vendita, 120 pezzi dal notevole valore collezionistico e in alcuni casi anche affettivo. Fra tutte va segnalato il prototipo UrSaab (o Project 92) del 1946/47, ovvero la prima vettura con logo Saab nata dopo l’esperienza nel settore aeronautico, mentre le Saab Formula Junior ed i prototipi 98, 99, 900 Safari e 900 Turbo James Bond ricostruiscono l’evoluzione di un marchio che verrà privato della sua memoria.
Le auto meritevoli d’attenzione sono molte e risalenti a tutte le epoche: dalle splendide 92 alle 97 Sonett, dalla 900 EV-1 alla Saab 9X ed alla Tribeca Concept nelle versioni tre e cinque porte, dalla 9000 autocarro fino alle più recenti 9-5 e AeroX Koncept. Da sottolineare anche la presenza di una Cadillac BLS, realizzata sfruttando numerose componenti della coeva 9-3. Tutte le immagini sono disponibili su Carscoop.
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Uno fra i principali azionisti del gruppo Proton ha recentemente manifestato le sue perplessità riguardo il futuro dell’alleanza fra Lotus e la stessa Proton, aprendo all’ipotesi di una pur dolorosa separazione. Gan Eng Peng ha infatti ammesso che le due realtà non sono e non so mai state complementari, perché occupano differenti sezioni di mercato e producono automobili totalmente diverse. Per questo motivo “avrebbe senso” vendere Lotus e sciogliere così una partnership che finora ha generato solo perdite, a partire dal 1996 quando Proton comprò il marchio inglese dalla A.C.B.N. Holdings S.A.
Chi non bada alle difficoltà economiche ed ai conti in rosso sono invece gli indiani di Mahindra&Mahindra, intenzionati all’acquisto di Saab. Secondo quanto scrive l’edizione on-line dell’agenzia Bloomberg, Mahindra avrebbe posto le basi per una trattativa con la dirigenza della Swedish Automobile e con i due amministratori falimentari, incaricati dal tribunale di gestire la fase di bancarotta. Il portavoce dell’azienda indiana non ha commentato l’indiscrezione. Nelle ultime ore tuttavia è emersa un’ulteriore voce, questa volta dalle “coordinate” turche. Un’ancora misteriosa azienda avrebbe già espresso la disponibilità a rivelare Saab, sfruttando l’apporto del governo turco che vorrebbe così incentivare l’industria automobilistica locale.
Via | Bloomberg
Un requiem per Saab e per l’ingloriosa fine del marchio svedese. Il video, girato nel 1988 dal Saab Performance Team, si chiama in tealtà Saab Suite, balletto in tre atti. Protagoniste 8 Saab 9000 Turbo più una 900 Cabrio. Il sipario Saab si chiude con un velo di tristezza…
Un comunicato delle 10.16 rende ufficiale la notizia che tutti gli appassionati di automobili non avrebbero mai voluto leggere: Saab ha dichiarato fallimento. Il lungo capitolo della Svenska Aeroplan AktieBolaget termina 74 anni dopo la fondazione, per mezzo di un’istanza di fallimento consegnata dall’attuale amministratore delegato Victor Muller al tribunale distrettuale di Vanersborg. Le ultime evoluzioni societarie hanno reso l’epilogo scontato. Negli scorsi giorni il partner cinese Youngman si era infatti smarcato da tutte le discussioni riguardanti una possibile riorganizzazione, mentre l’ex proprietario General Motors ha respinto ogni proposta di salvataggio negando a Youngman la possibilità di utilizzare le attuali tecnologie.
Termina così un’agonia iniziata negli scorsi mesi e aggravatasi ad aprile, quando i vertici svedesi hanno deciso di fermare la produzione nell’impianto di Trollhattan. L’interesse di alcune aziende cinesi ed il successivo piano di riorganizzazione avevano mantenuto viva la fiammella della speranza, ma il veto di GM ha di fatto reso impossibile il salvataggio: il gruppo statunitense possiede ancora azioni privilegiate che le permettono di esercitare un veto alla cessione. Saab termina dunque la propria avventura con due vetture in rampa di lancio (le 9-5 SportCombi e 9-4X) e con altre tre (9-1, 9-6X e 9-7) per cui erano già stati trovati i fondi. Senza successo i tentativi di metterci in contatto con Saab Italia.
Saab si salverà vendendo il 100% delle attività ai cinesi di Pang Da e Youngman per 100 milioni di Euro. Swedish Automobile ha diffuso poco fa queste informazioni dopo aver siglato un memorandum per la vendita di Saab Automobile e Saab Great Britain con gli stessi partner con i quali aveva già interotto le trattative pochi giorni fa, ma resta lo spettro della approvazione del Governo cinese. Ci sarà tempo fino al 15 Novembre per confermare l’accordo, che prevede un pagamento rateizzato ed il finanziamento dei progetti attualmente in corso d’opera: l’operazione ha evitato per ora il fallimento dell’azienda, ma senza una conferma definitiva non garantisce, per ora, la salvezza certa per lo storico marchio svedese.
Con una breve nota stampa Saab ha annunciato oggi che la sua richiesta di riorganizzazione volontaria è stata rigettata dal Tribunale di Vanersborg cui era stata presentata. Dichiarandosi “sorpresa dalla decisione”, la casa automobilistica svedese ha annunciato che presenterà appello contro quanto stabilito. Per ora, si rimane in una fase di pericoloso stallo: dipendenti senza stipendio, creditori senza garanzie. Saab deve restituire denaro per un valore di circa 150 milioni di euro.
Saab è riuscita a trovare i fondi necessari a pagare gli stipendi dei propri dipendenti: ”Una compagnia cinese ha piazzato un ordine per 582 vetture per un totale di 13 milioni di euro - ha affermato un portavoce del costruttore svedese - ed il pagamento degli stipendi e’ previsto per questa settimana”. Questi soldi serviranno anche a liquidare alcuni fornitori nei confronti dei quali la casa del grifone è morosa.
Tuttavia la produzione, arrestata l’8 giungo per l’interruzione delle consegne degli stessi fornitori (fra questi International automotive components ha denunciato la Saab alle autorità svedesi per un credito da ben 4.8 milioni di euro), rimarrà ferma. Saranno quindi necessarie nuove risorse finanziarie per riprendere a far lavorare le catene di montaggio.
Via | Asca (Grazie al nostro lettore “ilguastatore” per la segnalazione)
La vendita di Saab a Spyker da parte di GM, rende concreto il futuro produttivo della 9-5 e della 9-4X. Queste ultime sembravano essere spacciate fino a qualche giorno fa, quando Saab aveva un “piede nella fossa”. Oggi per la 9-5 e la 9-4X si parla già di date produttive e commerciali.
La bella berlina svedese, che sarà assemblata a Trollhattan, verrà prodotta a partire da aprile per raggiungere il pieno regime durante il secondo quadrimestre, quando inizierà la commercializzazione negli Stati Uniti.
Futuro più roseo anche per la 9-4X, la SUV sulla base della piattaforma Theta Premium di proprietà GM: John Smith, vice presidente del colosso americano, ha assicurato che la produzione della vettura inizierà presto mentre General Motors “assicurerà motori, componenti vitali per le auto e supporto ingegneristico per un lungo periodo di tempo”.
Via | Autoobserver

General Motors e Spyker Cars NV hanno ufficialmente confermato di aver raggiunto un accordo vincolante per la compravendita di Saab Automobile AB. Una trattativa che andava avanti da mesi, con vari protagonisti, e sbrogliata anche grazie all’intervento del Governo Svedese.
Dalle prime note ufficiali si legge che Spyker intende fondare una nuova compagnia, la Saab Spyker Automobiles, che si occuperà di portare avanti la casa del grifone: l’accordo prevede un primo pagamento a General Motors di 74 milioni di dollari e altri 326 milioni in azioni privilegiate della nuova società (meno dell’1% dei diritti di voto nel capitale Saab). Secondo un attendibile calcolo, Saab, i suoi impianti e le sue tecnologie, varrebbero un miliardo di euro. Mentre la casa sarebbe indebitata per 528 milioni di euro.
Il Governo Svedese sta attualmente seguendo la richiesta di prestito fatta da Saab/Spyker alla Banca Europea e fornirà a quest’ultima le garanzie necessarie per coprire i 400 milioni di dollari necessari per l’operazione. L’operazione di passaggio delle consegne dovrebbe terminare a metà febbraio. In attesa della chiusura delle transazioni l’attività produttiva di Saab verrà momentaneamente sospesa.