Entro la fine del 2009 la gamma motori della nuova Citroën C5 sarà ammodernata in misura significativa, ampliando l’offerta delle unità Euro 5: mancano le conferme ufficiali, ma il 1.8 e il 2.0 aspirati benzina (due Euro 4 che erogano rispettivamente 125 e 140 CV), dovrebbero essere rimpiazzati dai più moderni 1.6 VTi aspirato e THP turbocompresso.
Le due unità, già impiegate su numerosi modelli del double chevron come le nuove C3 e C3 Picasso oltre a tutta la gamma C4, erogano rispettivamente 120 CV e 160 Nm e 150 CV e 240 Nm: valori del tutto allineati con le unità in via di pensionamento, rispetto alle quali però offriranno significativi miglioramenti in fatto di consumi ed emissioni di CO2.
La mossa potrebbe verosimilmente preludere al definitivo pensionamento dell’ormai “storico” V6 210 CV, ma qui, nonostante le immaginabili difficoltà nell’adattamento del propulsore all’omologazione Euro 5, siamo già nel campo delle ipotesi.
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Da oggi, tutti i nuovi modelli di auto o le nuove versioni di modelli già esistenti dovranno essere omologate rispettando i parametri della normativa Euro 5. Rispetto alla precedente Euro 4, la nuova normativa europea prevede nuovi e più rigidi limiti per le emissioni, riguardante in particolare i motori diesel. Per questi ultimi, ci sarà una riduzione dell’80% del particolato - si passa dai 25 mg/km ai 5 mg/km - e del 28% degli ossidi di azoto emessi che passano da 250 mg/km a 180 mg/km. Invece, per i motori a benzina è previsto un calo del 25% degli ossidi di azoto - da 80 mg/km a 60 mg/km - mentre viene fissato il tetto di 68 mg/km per gli idrocarburi non metanici. Confermati i limiti previsti già nell’Euro 4 per il monossido di carbonio e gli idrocarburi totali.
Alcuni modelli attualmente in commercio in Italia sono già omologati secondo la normativa Euro 5. Nei primi sei mesi dell’anno, sono state immatricolate 125.951 vetture che rispettano la nuova normativa. Questa speciale classifica è guidata dalla Fiat 500 con 23.901 immatricolazioni, seguita da Volkswagen Golf con 22.786 unità vendute e Fiat Grande Punto con 11.237 esemplari. Tra i modelli Euro 5 più venduti ci sono anche Audi A4 con 7.938 unità, Alfa Romeo MiTo con 5.134 esemplari e Lancia Delta con 4.647 immatricolazioni.
Per quanto riguarda le case automobilistiche, Mercedes offre ben 13 modelli già omologati Euro 5. Seguono Volkswagen e Opel rispettivamente con 8 e BMW con 7 vetture. Subito dopo, ci sono Toyota e Fiat con 5 modelli ciascuna. Il Lingotto, oltre a 500 e Grande Punto, offre anche Bravo, Idea e Sedici in regola con la Euro 5. Per quanto riguarda le altre Case del Gruppo Fiat, Alfa Romeo propone 4 modelli - MiTo, 159, Brera e Spider - mentre l’offerta di Lancia si limita a Delta e Musa.
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In ottobre il mercato dell’usato è stato leggermente positivo solo per i motocicli: i passaggi di proprietà hanno fatto registrare un impercettibile +0,02% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Per quanto riguarda le auto è invece proseguito il calo rispetto allo stesso mese del 2007, per un valore pari al -8,2%. Ogni 100 autovetture nuove ne sono state vendute 165 usate. Dall’inizio dell’anno la compravendita di autoveicoli usati è diminuita del 3,4%.
I numeri sono evidenziati come di consueto dall’ultimo bollettino mensile di Auto-Trend, il servizio di analisi statistica dell’Automobile Club d’Italia, che viene elaborato sui dati del PRA.
Segno negativo anche per le radiazioni, al -15,9%, mentre dall’inizio dell’anno il calo è del 16,9%: le autovetture eliminate dalla circolazione ad ottobre sono state 151.188 contro le 179.778 del 2007. Si può stimare che il 31,1% delle vetture radiate dall’inizio dell’anno sono Euro 0, il 28,9% Euro 1, il 23,4% Euro 2, il 13,7% Euro 3 e il 2,9% Euro4.
“Auto-Trend”, il servizio di analisi statistica dell’ACI sui dati del PRA, segnala che a settembre è proseguito il calo del mercato automobilistico dell’usato e delle radiazioni: -4,3% e -6,1% rispetto allo stesso mese del 2007. Dall’inizio dell’anno il segno negativo è del 16,8%. Ogni 100 autovetture nuove ne sono state vendute 138 usate. Sempre dall’inizio del 2008 inoltre, la compravendita di autoveicoli usati è diminuita del 2,9%.
“I dati contenuti nel bollettino -dichiara il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Enrico Gelpi- rivelano, ancora una volta, la necessità di una diversa politica di incentivi non legata solamente all’acquisto di autovetture nuove ma estesa anche all’usato Euro 4″.
Le autovetture eliminate dalla circolazione a settembre sono state 151.080 contro le 160.945 del 2007. Il 31,4% di queste auto radiate dall’inizio dell’anno sono Euro 0, il 28,9% Euro 1, il 23,2% Euro 2, il 13,6% Euro 3 e il 2,8% Euro 4.
Presto sarà a listino una versione molto parsimoniosa della Fiat Bravo: si tratta della “Eco”, denominazione che indica un pacchetto di soluzioni studiate per ridurre consumi ed emissioni del 1.6 Multijet da 105 CV fresco di debutto.
Essenzialmente tre i punti su cui si è intervenuto: l’adozione di pneumatici a basso coefficiente d’attrito, di rapporti più lunghi e di una nuova mappatura della centralina.
A seguito degli interventi di affinamento le emissioni di anidride carbonica scenderanno da 129 a 119 g/km, e anche per i consumi ci saranno benefici. Purtroppo però, almeno secondo quanto riporta Autocar, le Bravo Eco non saranno Euro 5-ready, ma solo Euro 4.
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Le norme anti-inquinamento Euro 4 sono entrate in vigore per la città di Pechino a partire dal primo gennaio. Il provvedimento fa parte del pacchetto di misure tese a migliorare la qualità dell’aria in vista degli ormai imminenti giochi olimpici.
Du Shaozhong, direttore del Beijing Environment Protection Bureau ha dichiarato: “Tutte le auto nuove, sia benzina che diesel vendute nella capitale, dovranno rispettare le normative China 4, che sono equivalenti alle Euro 4 dell’Unione Europea.”
Ciò vuol dire che le auto (sia benzina che diesel) immatricolate a partire dal primo gennaio dovranno emettere al massimo 50 parti per milione di solfuri. Gli standard Euro 3 (ed i loro equivalenti China 3) imponevano un limite di 150 ppm per i benzina e 350 ppm per i diesel, e grazie all’applicazione delle nuove più restrittive norme si potrà ottenere un risparmio di altre 1840 tonnellate di diossido di zolfo. Già le norme China 3, entrate in vigore a fine 2005, avevano tagliato le emissioni per 2480 tonnellate.
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