Il Vice Presidente del Design General Motors Ed Welburn ha dichiarato che in futuro cambierà la strategia di presentazione dei nuovi modelli e la frequenza dei restyling, per mantenere alta l’attenzione della clientela. Le novità saranno programmate in un arco di tempo più lungo, in modo da avere continui lanci di prodotto: sino ad oggi la tendenza era stata quella di concentrare modifiche e presentazioni di tutte le varianti in una unica soluzione, a differenza di quanto fatto dai costruttori Europei. Curiosamente, pensando al mondo dell’auto Americana degli anni d’oro ‘50 e ‘60, sembra quasi un ritorno alle origini: proprio gli Americani erano capaci, un tempo, di presentare modifiche ad ogni nuovo Model Year.
In questo modo, parole di Welburn “ci sarà sempre qualcosa di nuovo di cui parlare, qualcosa per generare interesse verso le vetture”. La strategia è stata in parte utilizzata per la Cadillac CTS, lanciata prima come berlina e nel giro di pochi mesi anche in versione Coupè e Station Wagon. La prima reale applicazione di questa nuova filosofia commerciale sarà data però dal lancio della Cadillac ATS: verrà lanciata come berlina, mentre le varianti coupè e cabriolet arriveranno nel corso dei 24 mesi seguenti. Anche l’attuale vita media dei modelli, ora di circa 6-7 anni senza modifiche, verrà accorciata, con restyling a metà del ciclo vitale, proprio come siamo ormai abituati a vedere nel vecchio continente.
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Non è certo che la prossima generazione della Corvette verrà disegnata negli Stati Uniti. Per la prima volta nella sua storia, la sportiva più emblematica della produzione automobilistica americana, potrebbe nascere da una matita di nazionalità diversa: General Motors ha già messo in moto i suoi vari centri stile sparsi per il mondo, e secondo le voci la nuova Corvette potrebbe addirittura vedere la luce…in Europa.
La fase stilistica preliminare per la prossima Corvette, quella in cui i design studios di tutto il mondo fanno pervenire le rispettive proposte ai direttori del design, sarebbe già iniziata a fine 2009. E, per l’appunto, sembra che ad oggi le bozze europee siano le favorite. Il motivo? Semplice.
Secondo Ed Welburn, responsabile design GM, l’età media del cliente statunitense Corvette si è alzata troppo, raggiungendo addirittura i 54 anni. Ai giovani insomma, il design della C6 non piace più, e questo disinteresse è alla base del -48% delle sue vendite 2009 rispetto all’anno precedente. Welburn ha già chiara in mente la direzione che dovrà prendere il design del modello.
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Queste immagini inedite mostrano la Corvette Stingray Concept 50th Anniversary, evoluzione del prototipo Stingray Concept presentato al salone di Detroit 2009 ed apparso nel recente film Transformers II. Il prototipo, che viene definito un puro esercizio di stile e non una anticipazione della prossima Corvette C7, è stato realizzato per festeggiare i 50 anni dal debutto della prima concept car Stingray del 1959, nota anche come XP-87 e disegnata da Bill Mitchell. Si distingue dalla prima versione sopratutto per il posteriore, dove i quattro scarichi tondi hanno lasciato posto a delle più discrete feritoie.
Ed Welburn, vice presidente GM del settore Design, ha dichiarato che le linee della vettura sono state concepite senza porre limiti alla creatività, unendo citazioni storiche a slanci inediti ed incorporando soluzioni tecnologiche attuali, esplorando nuove soluzioni stilistiche. Resta comunque la speranza che almeno alcuni degli elementi siano destinati alla Corvette C7, come le scenografiche portiere o l’elettronica di bordo: la telemetria può essere condivisa in remoto con amici, la gestione del propulsore ibrido può essere regolata dall’abitacolo ed un sistema di visione nottura tramite telecamere aiuta il pilota in situazioni critiche.
Purtroppo i dettagli tecnici sull’annunciato propulsore ibrido sono assenti, ma la possibilità di utilizzare gli attuali sistemi ibridi Two-mode già presenti su alcuni SUV, magari focalizzando l’attenzione sulle prestazioni, potrebbe essere la chiave di volta per accogliere la tendenza al downsizing senza rinunciare ai motori V8 ed alla prestazione pura.

«La Corvette Stingray Concept non ha nulla a che vedere con la prossima C7. Le accomunerà solo l’andamento del padiglione, a goccia e con il lunotto diviso in due metà». Ed Welburn, responsabile del design per il gruppo General Motors, ha così fornito la seconda gustosa anticipazione riguardo la coupè americana: il propulsore ibrido si sposerà quindi con un corpo vettura disegnato ispirandosi alle ‘Vette prima serie.
«La tecnologia odierna ci consente di utilizzare telecamere posteriori e sensori di parcheggio – prosegue Welburn –: visto che la visibilità non rappresenta più un problema, perché non concederci un gradito vezzo stilistico?». Il designer ha poi confermato che la settima generazione della Corvette manterrà il propulsore sull’asse anteriore.
Via | Edmunds