
Quando Sergio Marchionne parla fa sempre discutere. Ed oggi all’assemblea degli azionisti Fiat, annuncia che “stiamo vivendo un altro gioco pericoloso, un nuovo tiro al bersaglio contro la nostra azienda”. Non è colpa della stampa, questa volta, ma “delle dichiarazioni di alcuni esponenti del mondo politico, sindacale e a volte imprenditoriale. La Fiat non pretende di essere salutata ogni giorno con le fanfare, ma non troviamo giusti nemmeno i fischi gratuiti, ci piacerebbe vedere un po’ di equilibrio”. Dal punto di vista diplomatico, non è certo un bel periodo per il gruppo torinese, basti pensare al tira e molla con il governo sulla questione ecoincentivi.
Ma non solo: è di pochi giorni fa la diffusione di alcune presunte indiscrezioni sul piano industriale che Fiat presenterà a metà aprile. Si parlava, fra le altre cose, anche di altri 5.000 esuberi, in un periodo già non facile con la chiusura già annunciata di Termini Imerese. Indiscrezioni presto smentite da Marchionne: “Al momento il Gruppo è impegnato nella preparazione del Piano Strategico per il 2010-2014 e qualsiasi anticipazione giornalistica è assolutamente prematura e priva di ogni fondamento”.
Marchionne, poi, si riferisce a quanto sostengono molti luoghi comuni che tanto valevano per il passato ma forse oggi non sono più così attuali. “Nessuno può dire che viviamo alle spalle dello Stato o che vogliamo abbandonare il Paese. Crediamo nel futuro italiano del Paese - ha aggiunto - quello che va bene per l’Italia va bene anche per noi, ma non esistono rapporti a senso unico”. Per questo motivo, Marchionne ha chiesto “rispetto per la Fiat, che fa delle gran belle macchine”, e ha ricordato che le va riconosciuta “libertà di agire nel contesto mondiale”. “Ogni azienda - ha detto al riguardo - ha il diritto e il dovere di fare le proprie scelte”.
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Il programma di incentivi per il settore auto ha erogato contributi per 1.059.504 immatricolazioni di auto nuove nel corso del 2009. Nel solo mese di dicembre sono stati 100.583 gli automobilisti italiani che hanno sfruttato le agevolazioni. Secondo i dati ufficiali del PRA, nel 90,29% dei casi è stato contemporaneamente rottamato un veicolo.
Gli ecoincentivi legati alla radiazione hanno avuto più successo al Sud: in Calabria il 98,63% degli acquisti con incentivi è avvenuto in sostituzione di un’auto più inquinante, in Sicilia il 98,48% e in Basilicata il 98,26%. Quelli non vincolati alla radiazione, con un peso nazionale del 9,71% sul totale degli incentivi concessi, hanno inciso maggiormente in Emilia Romagna (il 18,9% delle agevolazioni), Piemonte (15,72%) e Toscana (15,35%).
Il 62,38% delle agevolazioni è stato concesso per auto di cilindrata compresa tra 1.200 e 1.5 litri, il 12,49% per vetture fino a 1.0 litri. Il 45,67% delle auto demolite con richiesta di incentivi sono state Euro 2, seguite dal 32,37% di Euro 1 e dal 21,96% di Euro 0.
Le case guardano con estremo interesse al destino degli ecoincentivi, il cui prolungamento non è ancora stato deciso, e intanto si attrezzano per massimizzare i vantaggi entro la loro scadenza. Citroën, addirittura, propone fino a fine anno uno sconto pari al valore dell’IVA sui suoi modelli.
Fino al 31 dicembre, la casa francese tenterà così di conquistare chi ancora non ha usufruito degli incentivi statali, cumulando ad essi quest’ulteriore vantaggio. L’offerta è valida su tutta la gamma, fatta eccezione per le nuovissime C3 e DS3, la C3 Classic GPL e la gamma a metano. Segnale inequivocabile: il mercato ha ancora fame di agevolazioni…
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Con molta probabilità, la Finanziaria 2010 che verrà approvata nei prossimi giorni dal Parlamento potrebbe non confermare gli incentivi alla rottamazione delle auto per il prossimo anno. Se così fosse, si tratterebbe di una doccia fredda per il mercato italiano dell’auto che vedrebbe calare di molto gli ordinativi di vetture nuove e, quindi, le vendite di tutto il settore. Alla quasi conferma delle scorse settimane, segue l’incertezza. Si vocifera che, alla fin fine, gli incentivi rientreranno nel testo della Finanziaria, ma con cifre inferiori a quelle previste per il 2009.
Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico, ha cercato di chiarire la situazione: “Gli incentivi auto sono un argomento su cui stiamo ragionando con l’Unione Europea, per una politica nel settore che sia comune. Bisogna comunque tener presente che gli incentivi sono un doping, che possono creare problemi. Qualora il governo decida di prorogarli, dovranno essere inferiori, per rientrare alla normalità nel 2011. Inoltre, è necessario valutare come dare incentivi al consumo, con le poche risorse disponibili, anche ad altri settori che ne hanno bisogno”.
Tutti sono d’accordo sul fatto che, quest’anno, gli ecoincentivi hanno evitato il tracollo di un settore difficile come quello dell’auto. Grazie a questa manovra, il calo delle vendite è stato arginato e mantenuto su valori percentuali irrisori. D’altra parte, gli incentivi alla rottamazione hanno contribuito a migliorare il parco auto italiano, togliendo dalle strade molte vetture inquinanti con più di dieci anni d’età, favorendo un calo delle emissioni nocive, grazie alle nuove auto Euro 4 ed Euro 5, nel massimo rispetto per l’ambiente.
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Su un totale di 189.476 immatricolazioni, sono state 109.029 le auto acquistate a settembre grazie agli ecoincentivi statali e nel 90,5% dei casi è stato contemporaneamente rottamato un veicolo. Gli ecoincentivi legati alla radiazione hanno avuto più successo nelle regioni meridionali: in Calabria il 98,71% degli acquisti con incentivi è avvenuto in sostituzione di un’auto più inquinante, in Basilicata il 98,65% e in Sicilia il 98,35%.
Quelli non vincolati alla radiazione, pari al 9,52% sul totale degli incentivi, hanno inciso maggiormente al centro-nord, per la precisione in Emilia Romagna (il 19,45% delle agevolazioni), Piemonte (15,75%) e Toscana (13,89%). Addirittura il 62,89% delle agevolazioni è stato concesso per auto di cilindrata compresa tra 1.200 e 1.5 litri.
La maggioranza delle rottamazioni, con il 46,05% del totale delle auto demolite, spetta alle Euro 2, seguite dal 32,12% di Euro 1 e dal 21,83% di Euro 0. A settembre le vetture più rottamate sono state Fiat Punto, Fiat Panda, Lancia Y e Fiat Cinquecento.

Il mercato dell’auto in Italia ha segnato un +6,77% nel mese di settembre. Ancora un dato positivo, dopo quelli di giugno, luglio e agosto, che conferma le aspettative per l’autunno, e che arriva pochi giorni dopo l’ipotesi di prolungamento degli incentivi al 2010. Come nei mesi precedenti, la domanda, per via degli incentivi stessi, si è orientata sulle cubature più piccole, particolarmente quelle della classe 1.2-1.5 litri.
In questo quadro, il gruppo Fiat continua gradualmente ad espandere la propria quota di mercato, passando dal 30,81% al 31,56% nel giro di un anno. Il miglioramento è dovuto alle performance di Fiat stessa (salita dal 23,85% al 24,12%) e di Lancia, passata dal 4,26% al 4,95%. Come accaduto ad agosto, le note meno positive sono arrivate da Alfa Romeo (praticamente ferma; -0,60%), la cui quota è scesa dal 2,64% all’attuale 2,46%. A questo link trovate tutti i dati ufficiali UNRAE.
La commercializzazione della Citroën DS3 sarà anticipata da una piccola, esclusiva serie di 250 esemplari, che si potranno ordinare da martedì prossimo 15 settembre sul sito ufficiale del modello. Questa pre-serie si farà notare per la targhetta con la numerazione progressiva dell’esemplare, posta all’interno dell’abitacolo.
I clienti però, dovranno prepararsi ad un’attesa piuttosto lunga: le 250 auto saranno consegnate solo a marzo 2010. Nessuna decisione è stata invece presa riguardo l’avvio degli ordini e delle consegne degli esemplari “normali”, che comunque prenderanno il via un po’ più avanti, sempre nel corso dell’anno prossimo.
La buona notizia è che questa pre-serie godrà degli ecoincentivi statali: le uniche motorizzazioni escluse saranno la 1.6 VTI 120 CVcon cambio automatico e la 1.6 THP 150 CV. Presto sapremo dirvi qualcosa di più anche sul conto dei prezzi.
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Il mercato dell’auto in Italia fa segnare un +8,54% nel mese di agosto. Un dato confortante, non solo perché conferma il trend positivo dei due precedenti mesi estivi, ma anche perché lascia ben sperare per l’autunno e l’inverno prossimi. Anche in agosto gli incentivi hanno fortemente orientato la domanda sulle auto a GPL e a metano, nonché verso modelli più piccoli, a scapito del diesel e dei segmenti superiori.
In questo quadro, il gruppo Fiat continua gradualmente ad espandere la propria quota di mercato, passando dal 33,10% al 33,76% nel giro di un anno. Il miglioramento è dovuto alle performance di Fiat stessa (salita dal 25,50% al 25,88%) e di Lancia, passata dal 4,58% al 5,34%. In particolare, la quota Fiat è la più alta registrata da un singolo marchio in un paese europeo: Renault in Francia si attesta intorno al 22%.
Grande merito va alla nuova gamma GPL, con la Grande Punto a doppia alimentazione che è andata dritta verso i vertici della classifica nazionale dei modelli più venduti. Note meno positive arrivano da Alfa Romeo, scesa dell’8,79%, da una quota di mercato del 2,98% all’attuale, pari al 2,50%.
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Gli ecoincentivi sono un’arma importante per l’industria automobilistica italiana. In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando, l’erogazione degli incentivi alla rottamazione ha rappresentato una boccata d’ossigeno per il mercato automobilistico non solo italiano, ma anche europeo. Lo scopo degli ecoincentivi non è solo di natura commerciale. Infatti, l’intento dei governi è quello di svecchiare il parco automobilistico nazionale, favorendo l’acquisto di vetture a basso impatto ambientale.
Proprio quest’ultimo punto ha provocato le ire degli estimatori delle auto storiche, come i componenti della redazione di “Auto & Moto Storiche”. L’autorevole rivista dedicata a vetture e motocicli d’epoca ha lanciato una sorta di ‘campagna anti rottamazione’, tra l’altro sottoscritta anche dal forum “autoabbandonate“. Il motivo di questa contromossa è semplice: tra le tante auto avviate alla demolizione, molte meriterebbero una seconda chance. Perché tra le vittime degli ecoincentivi non ci sono solo vetture ottime per la pressa.
Come testimoniano le foto scattate dai membri del forum nel retro delle concessionarie o nei piazzali dei demolitori, attendono l’ultimo viaggio molte auto in perfette condizioni estetiche e/o meccaniche, vetture di un certo valore storico di cui varrebbe la pena anche un sommario restauro nonché automobili portate allo sfascio da eredi senza scrupoli o vetture che sul proprio contachilometri segnano solo un migliaio di km.

A luglio, il mercato italiano dell’auto dovrebbe essere caratterizzato da un aumento di immatricolazioni intorno al 5%. Durante lo scorso mese le vetture vendute dovrebbero ammontare ad oltre duecentomila. Si tratta di stime provvisorie, perché i dati ufficiali sulle immatricolazioni di luglio in Italia saranno comunicati nella giornata di domani. Come avvenuto a giugno, la crescita deriva soprattutto dal boom di ordini registratosi a marzo ed aprile, nonché dagli incentivi che stanno migliorando un annata iniziata in modo abbastanza drammatico.
Proprio grazie all’efficace spinta degli incentivi, il Centro Studi Promotor prevede una chiusura d’anno delle vendite in Italia con un calo contenuto del 6%, per un totale di 2 milioni e trentamila auto vendute. Partiti solo da metà febbraio, gli incentivi si stanno dimostrando una valida stampella per il mercato italiano. Come sottolineano gli addetti ai lavori, fino ad ora gli incentivi hanno contribuito per il 50% delle vendite.
Proprio sui contributi alla rottamazione, Gian Primo Quagliano, direttore del Centro Studi Promotor ha voluto chiarire il ruolo chiave di questa manovra varata dal Governo: “si pone già d’ora il problema di disporre il rinnovo degli incentivi, perché il quadro economico non ha ancora imboccato la strada di una evidente ripresa e, quindi, si deve ancora sostenere il settore. Sarebbe anche auspicabile che la prossima estensione degli incentivi alla rottamazione offrisse la possibilità di acquistare tutte le vetture, non solo quelle ecologiche, come avviene in Germania che sta infatti vivendo una fase particolarmente felice del mercato”.
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Il mercato automobilistico italiano chiude il mese di giugno in forte crescita: +12,4% il consuntivo del mese. Dopo il timido +0,24% di marzo ed i sensibili cali di aprile e maggio (-7,53% e -8,59% rispettivamente) arriva finalmente un segnale pienamente positivo, dovuto principalmente alla riuscita degli incentivi governativi.
Con il suo +17,1%, Fiat Group Automobiles aumenta ulteriormente la propria quota di mercato, salita al 34%, 1,4 punti percentuali in più rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. I marchi del gruppo hanno venduto circa 71.000 auto nel complesso, grazie anche agli eccellenti risultati di metano e GPL.
Giunti a questo punto, a Torino possono farsi due conti sull’andamento del 2009: nel primo semestre dell’anno il Gruppo ha immatricolato 377.000 vetture, pari al 33,4% del mercato italiano. Un miglioramento pari al +1,4% rispetto allo stesso periodi di un anno fa.
Anche in Spagna gli incentivi per l’acquisto di auto nuove hanno funzionato a dovere: il mercato ha ricevuto un forte impulso dalle provvigioni statali decise da Madrid in favore dei consumatori.
I numeri del resto parlano chiaro: a fronte di cali su base annua costantemente compresi tra il -40% ed il -50% da gennaio a maggio, nelle prime tre settimane di giugno siamo solo al -4% rispetto allo stesso mese del 2008.
In Spagna gli incentivi consistono in uno sconto di 2000 euro sul prezzo di listino delle auto nuove ed hanno fruttato finora 64.308 immatricolazioni nel solo mese di giugno. Un dato che si traduce nel miglior consuntivo da 11 mesi a questa parte. Rimane da chiedersi cosa succederà sui mercati europei quando gli incentivi verranno meno…
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