
L’effetto “downsizing” che sta investendo il mercato dell’auto USA non sembra fermarsi: GM ha dichiarato che le richieste di motori 4 cilindri si sono impennate vertiginosamente negli ultimi mesi. Effetti diretti della crisi, del costo dei carburanti e della necessità di abbassare le emissioni inquinanti. Inoltre le crescenti tecnologie applicate ai motori endotermici di media e bassa cilindrata consentono di salvaguardare il portafogli e mantenere elevati livelli prestazionali. Il merito va alla riscoperta applicazione della sovralimentazione, all’iniezione diretta del carburante ed a sempre più sofisticati sistemi di alzata valvole.
Nel 2007 le vendite di propulsori 4 cilindri marchiati Chevrolet era pari al 23% del totale; meno di quanto facessero registrare frazionamenti più nobili come i V6 ed i gloriosi V8. Oggi la percentuale dei quadricilindrici è cresciuta al 46% del totale diventando l’architettura più venduta nella lineup Chevy. Le dinamiche che hanno regolato il fenomeno sono state un passaggio dei clienti possessori di motori V8 al frazionamento V6. I clienti provenienti dal sei cilindri si sono invece adeguati ai quattro. Tutto ciò, per ovvi motivi, è anche legato alla scelta di auto di dimensioni inferiori e con maggiore economia d’esercizio.
Muscle-cars affette da nanismo? Sembrerebbe di sì: la prossima Chevrolet Camaro dovrebbe avere dimensioni più contenute, proprio come la Ford Mustang. Detta in altri termini insomma, il downsizing non risparmia nessuno. E così, la Camaro del futuro potrebbe cambiare pianale e nascere sulla piattaforma Alpha di General Motors.
La prossima generazione del modello, che non vedrà la luce prima del 2014, sfrutterà dunque questo inedito pianale a trazione posteriore. La “Alpha platform” dovrebbe debuttare con la Cadillac ATS, la berlina media del marchio premium di GM che dovremmo vedere sotto forma di prototipo entro la fine dell’anno e che darà vita ad un’intera gamma di modelli (station, coupé e cabrio) negli anni a venire.
Saranno tre i modelli GM a nascere sul pianale Alpha: oltre a Camaro e ATS, che ne sfrutteranno la versione “standard”, anche l’erede della CTS condividerà la medesima base, pur se in una variante a passo lungo. Il risultato di questa novità, per quanto riguarda la Camaro, sarà una riduzione della lunghezza complessiva di circa 30 cm. Oggi la vettura misura 484 cm complessivi. Ma c’è dell’altro.
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Che la prossima Mazda MX-5 sarà più piccola e leggera dell’attuale, lo abbiamo già scritto in passato. Ora, a conferma di un processo evolutivo all’insegna del downsizing, arrivano anche le prime notizie sul conto del propulsore che la spingerà: pare che nel cofano dell’iconica roadster di Hiroshima, troveremo in futuro il nuovissimo 1.3 SKY-G, motore presentato al recente Salone di Tokyo.
La piccola unità a benzina, che vanta un impianto di alimentazione ad iniezione diretta particolarmente raffinato, andrebbe ad abbattere drasticamente consumi ed emissioni del modello, pur mantenendone inalterate le caratteristiche prestazionali ed il piacere di guida. Non vediamo l’ora di saperne di più: a giudicare dalle indiscrezioni degli ultimi mesi, la prossima MX-5 sarà assolutamente all’altezza del suo nome…
Continua a leggere: Mazda MX-5: la prossima monterà il 1.3 SKY-G?
Audi porterà la media delle emissioni di CO2 delle sue auto entro i 140 g/km nel 2012. Downsizing, affinamenti di motori e trasmissioni e significativa riduzione del peso dei modelli saranno le parole chiave su cui lavorare secondo Michael Dick, responsabile sviluppo dei quattro anelli.
“La prossima Audi A3 avrà versioni che emetteranno meno di 100 g/km, l’Audi A4 ne avrà al di sotto dei 120 g/km, e anche le prossime generazioni di A6 ed A8 compiranno simili progressi”. Dick non menziona l’ibrido, e la sua non è una dimenticanza: “Le auto ibride ed elettriche non ricopriranno un ruolo significativo nella riduzione delle emissioni fino al 2020, a causa delle loro ridotta diffusione”, dichiara sicuro il manager Audi.
“Per rispettare il limite di 95 g/km di CO2 fissato dall’UE per il 2020, bisognerà lavorare sodo sulla dieta: le nostre auto dovranno dimagrire del 10% entro quella data. Molto lavoro va svolto inoltre sull’ottimizzazione di tante componenti, da quelle fondamentali alle meno significative” ha concluso Dick.
Continua a leggere: Audi: nel 2012 la media delle emissioni sarà di 140 g/km
Queste foto spia non ritraggono una normale Chevrolet Cruze, bensì un nuovo modello Buick sotto mentite spoglie, che prenderà le mosse proprio dalla recente world car di General Motors. Per il momento si tratta solo di un’ipotesi, beninteso, ma viste le sinergie che abitualmente legano tra loro i marchi del gruppo di Detroit, non ci sarebbe da stupirsi nel caso si rivelasse fondata.
Le immagini che vi proponiamo sono state riprese in Svizzera da un lettore della rivista olandese AutoWeek, e ritraggono un muletto che a detta dei colleghi è nient’altro che una Buick. Secondo questa ricostruzione, il marchio americano, posizionato a metà tra i brand generalisti come Chevrolet e quelli premium come Cadillac, starebbe preparando un’operazione di badge-engineering che porterà alla nascita di una derivata più lussuosa della Cruze.
La “Buick-Cruze” accoglierà probabilmente nella sua gamma motori il moderno 1.4 turbo 140 CV di General Motors, un motore di nuova concezione ispirato ai più recenti dettami del downsizing. Visto il grande successo del marchio Buick in Cina, è facile immaginare che questa eventuale nuova berlina avrà nell’emergente paese asiatico uno dei mercati di riferimento.
BMW e Mercedes si preparano ad affrontare le future normative americane sulle emissioni inquinanti delle auto, che nei prossimi anni vivranno una “stretta” molto decisa: le due grandi case tedesche risponderanno con un convinto rafforzamento del processo di downsizing, che riporterà prepotentemente i motori a quattro cilindri sull’altra sponda dell’Atlantico.
La casa di Monaco interruppe nel 1999 le vendite americane della 318 ti Compact dopo il flop commerciale del modello, e da parte sua Mercedes passò nel 2005 ad offrire solamente i V6 anche su Classe C ed SLK, che fino a quel momento prevedevano anche la motorizzazione “230″.
Ora però le cose stanno per cambiare: Jim O’Donnell, amministratore delegato di BMW Nordamerica, ha detto che la casa sta studiando un quattro cilindri biturbo ad iniezione diretta, e che a Monaco non attendono che i parametri ufficiali che fisserà Washington per procedere all’ingegnerizzazione. Il motore sarà usato su Serie 1, Serie 3, X1 ed X3 e garantirà le medesime prestazioni degli attuali 6 cilindri aspirati, pur riducendo drasticamente consumi ed emissioni.
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Ford ha presentato un nuovo propulsore della famiglia EcoBoost, un nuovo V6 3,5 litri biturbo benzina capace di 355Cv e 47,5 kgm di coppia massima. Le turbine Honeywell GT15 lavorano a 0,83 bar di pressione e sono progettate per una durata di 250.000km, inoltre il propulsore è dotato di iniezione diretta.
Secondo Ford questo motore sostituirà i V8 attuali, consentendo un risparmio del 20% nei consumi a fronte di prestazioni migliori, dal momento che lo stesso V8 Ford 4.6 non va oltre i 300Cv, così come gran parte dei propulsori della concorrenza. Si tratta dunque di un perfetto esempio di downsizing, con particolare attenzione a consumi ed emissioni. La prima vettura a montare il nuovo V6 nel 2010 sarà la Ford Flex, seguita da Lincoln MKS ed MKT. Possibile, a nostro parere, anche l’arrivo di questo motore per alcuni modelli Europei.
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Parola d’ordine “downsizing”. Potrebbe suonare così il taget che si sono prefissati ad Ingolstadt: dopo l’abbandono del V8 4.2 sostituito da un V6 3.0 con compressore per la S4, è quasi notizia certa che anche la S5 beneficerà dal prossimo anno del nuovo e più parsimonioso (in Audi dicono fino al 30% in più) propulsore a 6 cilindri. Quest’ultimo potrebbe finire sotto i cofani di molte altre auto della casa tedesca (come la nuove A7,A8 ed R4) in nome di quelle esigenze di consumo ed emissioni sempre più restrittive.
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Fiat ha annunciato in giornata odierna l’arrivo del 1.6 Multijet da 120 CV sulla Grande Punto, confermando pressoché in toto le nostre anticipazioni di martedì scorso.
L’auto sarà commercializzata nel nostro paese ad un prezzo chiavi in mano di 19.400 euro per la versione a tre porte nell’allestimento Sport e di 20.100 euro per le versioni cinque porte negli allestimenti Emotion e Sport.
Il motore è un tipico esempio di applicazione dei moderni principi del downsizing e riesce a combinare -allineandosi alle unità di concezione più moderna- miglioramenti in fatto di prestazioni, consumi ed emissioni.
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Anche sulla Fiat Grande Punto sarà molto presto disponibile il moderno 1.6 Multijet già montato sulla sorella maggiore Bravo. In particolare sull’utilitaria torinese verrà offerta la variante da 120 CV del common rail FPT.
Il motore verrà verosimilmente abbinato al solo allestimento Sport, e andrà a sostituire l’ormai pensionato 1.9 130 CV al top dei diesel, nell’ottica di un progressivo adeguamento della gamma propulsori della casa ai dettami del downsizing.
Il 1.6 Multijet della Punto disporrà di ben 320 Nm e spingerà la piccola Fiat a 193 km/h di velocità massima, consentendo altresì di consumare solo 4,8 litri di gasolio per 100 km, secondo quanto dichiara la casa riguardo al ciclo combinato. Anche a livello di emissioni questo propulsore mostra di essere ben più moderno del 1.9.
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La Serie 1 attuale è stata presentata nella versione 5 porte (E87) nel marzo del 2004, e dopo un avvio un po’ in sordina, negli anni si è ritagliata una sua importante fetta di mercato fino a superare nelle vendite globali persino quella che era la sua diretta concorrente Premium: l’Audi A3. Ma anche BMW stessa si è accorta, con gli anni, la crisi e l’aumento dei carburanti, che la più piccola e leggera vettura in gamma (al momento) è potenzialmente quella che può permettere i migliori risultati di risparmio e emissioni e ne ha fatto una bandiera tecnologica della Casa.
E così, dopo aver lanciato la tecnologia EfficientDynamics proprio sulla Serie 1, prima di qualsiasi altra BMW, è tempo di pensare a un ulteriore step evolutivo che riguarderà i motori che equipaggeranno la prossima generazione di Serie 1 (F20) prevista fra il settembre 2010 e il marzo 2011. La parola d’ordine sarà “downsizing” e “efficienza” quindi dopo quasi 40 anni dalla 2002 Turbo del 1973 vedremo di nuovo una vettura a 4 cilindri turbo con l’elica BiancoBlù sul cofano.
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Novità in gamma per la Citroën C4 Picasso: la monovolume media francese riceve una ulteriore motorizzazione, già disponibile sulla berlina, il 1.6 THP da 150 CV. L’unità turbocompressa, sviluppata da PSA in collaborazione con BMW, manderà in pensione il 2.0 aspirato da 143 CV.
La C4 Picasso 1.6 THP 150 CV sarà dotata del cambio robotizzato a sei marce CMP-6, per un’accoppiata decisamente moderna, come dimostrano le prestazioni. Lo 0-100 scende a 10,4 s dagli 11,3 che impiegava la 2.0 aspirata e la velocità massima passa da 192 a 204 km/h.
Ma è soprattutto la maggiore efficienza a fare la differenza fra le due generazioni. Il 1.6 turbo consuma ed emette meno del predecessore per valori inferiori di circa il 10%: 7,3 l/100 km il consumo di benzina sul ciclo combinato, 173 g/km le emissioni di anidride carbonica.
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