Devon Motorworks, uno dei possibili acquirenti dei diritti di produzione della Dodge Viper, presenterà al concorso d’eleganza di Pebble Beach in Agosto la GTX, una coupè dal design molto ricercato realizzata da una idea dell’ex designer Ford, lo svedese Daniel Paulin. La base è proprio quella della Dodge Viper e nella vettura convivono stile moderno e retrò, senza dimenticare l’attenzione per la prestazione pura.
La vettura sarà portata sul circuito del Nurburgring a Luglio per una serie di test ed un rilevamento delle reali prestazioni e questo farebbe pensare che la GTX sia derivata direttamente dalla cattivissima Viper ACR da 640 Cv . Gli interni sono minimalisti e più moderni rispetto alla Viper, mentre la scelta dei colori bianco perla, marrone e nero si ripete su ogni superficie con un risultato molto personale.
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No, la Dodge Viper ACR non ha “solo” 600 CV, come dichiarato ufficialmente dal costruttore, ma ben 642. A rivelarlo è stato un test sul banco a rulli.
L’esperimento volto a misurare la potenza effettiva di questa bestia indomita è stato condotto su un esemplare rigorosamente “stock”, ossia dalle specifiche di fabbrica. L’auto, che aveva percorso solo 1350 miglia, ha erogato alla ruota la bellezza di 546 CV e 691 Nm, il che vuol dire, considerato il 15% di assorbimento degli organi di trasmissione, che all’albero l’8.4 V10 eroga ben 642 CV e 813 Nm.
Cara Corvette ZR1, c’è qualcuno che ha sconfinato nel tuo territorio di caccia…
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Nell’aria di tempesta che si respira a Auburn Hills, la Dodge Viper, la figlia più passionale e focosa del Gruppo Chrysler, ha ancora voglia di far sognare gli appassionati duri e puri: la ACR, versione a metà tra strada e pista della esagerata sportiva americana, è andata già “sold out”, alla faccia di chi la vuole sul viale del tramonto.
In mezzo al quasi-naufragio del resto della gamma, che ha recentemente segnato un -32% in quanto a vendite complessive, la costosa, poco proficua, poco razionale, poco politically-correct Viper, continua a “venir via” al ritmo di circa cento unità al mese, un dato ancor più impressionante se contestualizzato nell’attuale congiuntura economica globale.
Al momento attuale inoltre, rimane ancora valida l’ipotesi della cessione delle linee produttive a terzi per la super-Dodge. Il che, nel caso in cui il Gruppo Chrysler dovesse venire assorbito effettivamente da GM, con la conseguente, probabile scomparsa delle due case Chrysler e Dodge, significherebbe che la Viper sarà riuscita a sopravvivere alle vicissitudini dei suoi creatori.
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Doppia visuale, particolare attenzione alla sinfonia del dieci-a-vù, indicatori di carico aerodinamico e tenuta laterale: quanto di meglio per gustarsi l’impresa, nemmeno si trattasse di un Gran Premio seguito in diretta. L’impresa della Viper ACR al Nurburgring, del resto, è stata notevole: oltre quattro secondi (!) in meno rispetto alla Corvette ZR1.
Bisogna tuttavia sottolineare come la vettura non fosse prettamente di serie, come, ad esempio, la stessa ‘Vette o la Nissan GT-R, ma resa più competitiva da modifiche all’aerodinamica e alle sospensioni, oltre al sedile da corsa con cinture a sei punti. Tutto il resto è bravura di Tom Coronel, pilota olandese impegnato nel campionato WTCC al volante di una Seat Leon: il suo 7:22.1 ha dello strepitoso. Avanti la prossima.
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