
Sergio Marchionne potrebbe tagliare Chrysler Sebring, Dodge Caliber, Jeep Compass e Jeep Patriot dall’offerta del costruttore di Auburn Hills, di cui è recentemente stato eletto amministratore delegato. Lo stesso Marchionne ha dichiarato qualche tempo fa, che la gamma dei tre marchi americani sarebbe presto stata studiata in vista di un drastico snellimento. A tutto sfavore dei modelli che vendono meno, ovviamente.
Come minimo, dalle informazioni che provengono da Oltreoceano, la sforbiciata riguarderà i quattro modelli di cui sopra, ma non è escluso che possa essere di portata ancora maggiore. L’unica speranza di salvezza per le quattro auto menzionate, sembra riguardare la Dodge Caliber: “solo se la prossima generazione sarà molto migliore per finiture e performance potrà sopravvivere”, secondo Reuters.
Le attuali Chrysler sono spesso di vecchia concezione e scarseggiano di appeal, e secondo l’agenzia di informazione, Marchionne starebbe già lavorando ad un “piano ponte” per traghettare la casa fino al 2011, quando inizierà il vero rilancio. Per quanto riguarda invece il ruolo che giocheranno i marchi Alfa Romeo, Dodge e Jeep nel mondo, le decisioni preliminari saranno prese con il primo cda, quello del 29 luglio prossimo cui facevamo riferimento solo pochi minuti fa.
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La società di consulenza IHS Global Insight ha reso noto quali saranno i probabili piani industriali di Chrysler, Dodge e Jeep all’indomani dell’accordo con Fiat. Alcuni punti di questi piani ve li abbiamo anticipati nei giorni scorsi e, man mano che i giorni passano, prendono sempre più forma: infatti, la Fiat 500 verrà assemblata nell’impianto messicano di Toluca, mentre la tanto attesa erede dell’Alfa Romeo 166 - più volte denominata Alfa 169 - verrà realizzata sulla piattaforma LX, nello stabilimento in Ontario, Canada.
In Messico sarà prodotta anche la Fiat Panda 4×4 griffata Jeep, mentre dalle SUV Cherokee e Grand Cherokee potrebbero derivare le rispettive varianti Alfa Romeo. La nuova Grand Cherokee fornirà la piattaforma WL per la SUV Alfa Romeo di grandi dimensioni, il cui nome in codice è GTX. Entrambe le vetture saranno realizzate nell’impianto di Jefferson, in Michigan. Invece, la piattaforma C-Evo verrà utilizzata per la prossima Cherokee - venduta negli USA come Liberty - e la gemella della Casa del Biscione. Queste due SUV saranno assemblate nello stabilimento di Toledo, in Ohio.
Oltre alla già annunciata concept di una Hummer Ibrida, la Razer Technologies presenterà, insieme alla partner FEV, un prototipo di Plug-in ibrido derivato dalla Dodge Caliber. L’occasione per la presentazione di questa concept ecologiche sarà il SAE World Congress fissato per la prossima settimana a Detroit. Anche in questo caso siamo davanti ad un veicolo E-Rev, ovvero un prototipo dove benzina ed elettricità convivono per aumentare l’autonomia totale del veicolo e scongiurare il rischio di rimanere a secco di energia elettrica.
Questa Dodge Caliber è stata equipaggiata con un piccolo motore 3 cilindri benzina da 1 litro abbinato ad un motore elettrico. La potenza totale raggiunge un picco di 75 Kw (102Cv), sufficienti per accelerare da 0 a 100km/h in 8,3 secondi, con una velocità massima di 135 km/h. L’autonomia con il solo motore elettrico è di 65km, grazie alle batterie al litio.
Via | Autobloggreen (grazie a Demonracing per la segnalazione)
I SUV e i pick-up hanno preso ad andar male in America, da qualche mese a questa parte. E da questo punto di vista le Big Three sono strettamente legate. Ma mentre General Motors e FoMoCo possono contare (seppure poco) sulle vendite dei loro modelli più piccoli, il Gruppo Chrysler non ha nemmeno questa consolazione.
Secondo quanto riportato ieri da Automotive News, il management di Auburn Hills potrebbe decidere un taglio della produzione allo stabilimento di Belvidere, Illinois, fabbrica che produce Dodge Caliber, Jeep Compass e Jeep Patriot.
Nel mese di giugno sul mercato americano, la Caliber è sprofondata del 43,6% rispetto allo stesso mese del 2007, la Compass ha perso il 38,8% e solo la Patriot, con il suo +5,5% ha messo a segno un dato in controtendenza. Ma perchè Chrysler va così male nel segmento delle piccole?
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Le “legnate” rimediate sul mercato casalingo, per fortuna di Chrysler Group, non trovano riscontro all’estero nel mese di maggio appena trascorso: se negli Stati Uniti il costruttore ha dovuto osservare un tracollo superiore al 25% rispetto allo scorso anno, i mercati d’Oltreoceano regalano più di un sorriso a Detroit.
Al di fuori del Nordamerica infatti, le 21.505 auto vendute hanno rappresentato un buon +5% rispetto allo stesso mese dell’anno passato e soprattutto hanno confermato il buon trend di crescita nel periodo gennaio-maggio, mesi nei quali le 98.188 unità commercializzate hanno rappresentato una crescita del 7%.
Gli aumenti più cospicui sono stati registrati in Russia (+7%) Gran Bretagna (+20%) e Asia Pacifico (+39%). Ma di chi è il merito? Soprattutto di un modello, la Dodge Caliber, (l’auto più venduta all’estero fino a questo punto dell’anno) e di un marchio, Dodge per l’appunto, la cui crescita del 40% risulta ancora più significativa se rapportata al +6% di Jeep e al -10% di Chrysler.

Novità in vista per Compass e Patriot, due degli ultimi modelli nati in casa Jeep. Nel prossimo autunno infatti, Chrysler provvederà a migliorare la qualità degli interni, che non solo hanno lasciato l’amaro in bocca a molti acquirenti, ma si sono attirati anche le critiche di quasi tutta la stampa del settore.
Poco più tardi, come ha rivelato Ralph Gilles (un designer Chrysler, ndr) ai colleghi di WindingRoad, anche la Dodge Caliber beneficierà di un simile intervento. Gilles ha ammesso che “gli interni dei nostri piccoli SUV non sono una delle cose riusciteci meglio” e che Chrysler si sta affidando ad un consulente esterno per avvicinarsi alla qualità ed al design delle auto europee.
Tra le aree dell’abitacolo interessate alla cura ci sono le zone delle portiere che vengono toccate dai gomiti, ma c’è da augurarsi che gli “upgrade” siano su scala ben più ampia, riguardando buona parte dei modelli del Gruppo americano.

Dopo aver apprezzato la Dodge Caliber elaborata da Startech, ora è il turno di Koenigseder di donare un po’ di cattiveria in più dalla piccola tuttofare americana.
Il preparatore austriaco si concentra soprattutto sull’estetica, adottando una nuova coppia di paraurti, molto più gonfi e sporgenti, un’inedita griglia anteriore, senza la classica croce simbolo Dodge, uno spoiler all’estremità del portellone e quattro luccicanti cerchi in lega da 20 pollici.
Una vera e propria chicca (anche se di dubbio gusto) all’interno: i tappetini, anziché essere in stoffa, o, peggio ancora, in plastica, sono in morbidissimo … legno.
Startech, lo specialista tedesco del tuning per il gruppo Chrysler, presenta un primo kit dedicato alla Dodge Caliber, composto da pacchetto aerodinamico, potenziamento motore e personalizzazione degli interni. Il propulsore 2.0 CRD Diesel passa da 140 a 180 cavalli a 4.000 giri, la coppia massima da 310 a 360 Nm e l’accelerazione 0-100 scende da 9,3 a 8,6 secondi. La velocità massima è di 201 km/h.
Fascione anteriore e posteriore maggiorati, spoiler sul portellone, scarichi sportivi in acciaio e ruote Startech Monostar IV (8.5Jx19 con gomme 245/40 R 19 oppure 9Jx20 245/35 R 20) caratterizzano l’aspetto esteriore. Aoltre al kit di potenziamento motore (una semplice rimappatura della centralina), la Caliber by Startech ha un assetto ribassato di 30 mm con speciali molle elicoidali calibrate.


