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Tutti gli articoli con tag dettagli accordo fiat-chrysler

Accordo Fiat-Chrysler: Marchionne non esclude la bancarotta

pubblicato da p.a.fina

Sergio Marchionne

«Se fossi uno scommettitore, punterei i miei soldi sulla bancarotta». Secondo quanto riferisce Ken Lewenza, presidente del Canadian Auto Workers (Caw), Sergio Marchionne non mostrerebbe alcuno stupore nel caso venisse applicato il Chapter 11 (legge sull’amministrazione controllata in vista del fallimento) nei confronti di Chrysler. E la frase riportata in precedenza lo dimostra.

Questa procedura, in ogni caso, non avrebbe nessuna ripercussione sulle trattative. Che sono quasi giunte al termine. Nonostante lo “scoglio” residuo sia il più acuminato: convincere i quattro grandi creditori (JPMorgan, Citigroup, Goldman Sachs e Morgan Stanley) ad una radicale ristrutturazione del debito.

Dagli attuali 6.9 miliardi si passerebbe a 2, con il 10% del totale azionario assegnato al governo. Il ricorso all’amministrazione controllata sarebbe obbligato nel caso i piccoli creditori rifiutino il piano. La suddivisione delle quote azionarie sarebbe pertanto la seguente: 55% al sindacato dei lavoratori, 35% a Fiat ed il restante 10% diviso fra governo e creditori.
Via | Repubblica (Grazie al nostro lettore “a1” per la segnalazione

Chrysler: "Il know-how Fiat vale 10 miliardi di dollari"

pubblicato da Dario Montrone

Accordo Fiat-Chrysler vale 10 miliardi di dollari

Dopo la sigla dell’accordo tra Fiat e Chrysler, molti si sono chiesti quanto fosse il suo valore “in soldoni”. Ebbene, secondo quanto affermato dal big boss di Chrysler Bob Nardelli, il know-how che Fiat concederà alla Casa di Detroit vale intorno ai 10 miliardi di dollari. In cambio, come già sappiamo, la Casa torinese riceverà il 35% delle azioni del costruttore americano.

Inoltre, con una e-mail indirizzata ai propri dipendenti, Nardelli ha definito “costruttivo” il confronto con la task force inviata dal Presidente USA Barack Obama per supervisionare il piano di ristrutturazione messo in piedi dalla società. Sempre secondo Nardelli, grazie agli aiuti del governo americano, Chrysler potrà continuare ad operare nel mercato come “Stand Alone”, vale a dire come azienda indipendente.

Via | IlSole24Ore (Grazie al nostro lettore “Fulvio” per la segnalazione)

Accordo Fiat-Chrysler: ecco i modelli adatti ad attraversare l'Atlantico

pubblicato da Fabio Sciarra

accordo fiat chrysler Non se ne stanno certo con le mani in mano Fiat e Chrysler, all’indomani dell’accordo raggiunto: già settimana prossima i manager dei due gruppi si incontreranno per stabilire quali modelli Fiat verranno commercializzati anche al di là dell’Atlantico, dopo i necessari adattamenti.

Ralph Gilles (vicedirettore del design Chrysler) ha dichiarato a questo riguardo ad Automotive News che il gruppo di Auburn Hills è molto interessato ai prodotti di segmento A, B e C del marchio Fiat. Non solo piattaforme, attenzione, ma anche “prodotti finiti”: Panda, Grande Punto e Bravo potrebbero fornire non i soli pianali, ma modelli completi da rimarchiare sotto i brand Chrysler o Dodge. Questa operazione di badge-engineering è ancora lontana da una conferma, ma è una delle ipotesi su cui si lavora.

Gilles ha poi espresso la propria ammirazione per la Fiat 500 e per l’operazione che l’ha portata in cima alle classifiche di vendita in tutta Europa: il modello verrà quasi certamente importato negli USA e a detta del manager avrà un grandissimo successo. Il vicedirettore del design ha poi dichiarato che tra i due contraenti c’è molta curiosità reciproca e voglia di scambiare esperienze. Una curiosità: Gilles ha posseduto in passato un’Alfa Romeo 1750 GTV del 1969 e si è definito “ancora rammaricato” per essersi separato da “un prodotto così pieno di passione”.

Fiat-Chrysler: tutti i dettagli dell'accordo

pubblicato da Fabio Sciarra

accordo fiat chrysler L’argomento è di quelli caldi, come dimostra l’attenzione dedicatagli anche dai mezzi d’informazione generalista: a distanza di un giorno dall’ufficializzazione dell’accordo Fiat-Chrysler, torniamo sull’argomento passando agli approfondimenti sui possibili sviluppi di questo nuovo matrimonio appena celebrato dal Lingotto.

Partiamo dalla definizione del (pre-)contratto: quella firmata ieri dalle due aziende è una “lettera d’intenti non vincolante per la creazione di un’alleanza strategica globale”. Il contratto vero e proprio ci sarà, ma non sarà siglato prima di aprile, quando gli americani avranno ottenuto dal Tesoro l’approvazione del piano di risanamento.

In cosa consiste questa pre-intesa? Fiat fornirà all’azienda americana la licenza di utilizzare piattaforme per produrre auto compatte e relativi motori, trasmissioni e componenti, che Chrysler potrà adattare alle proprie esigenze e produrre nei propri impianti. Chrysler avrà inoltre accesso alla rete di distribuzione Fiat. Cosa ci ricava Chrysler, oltre al prodotto e al servizio in sé? Un enorme taglio dei costi, stimato dal Wall Street Journal in circa 3-4 miliardi di dollari.

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