Secondo alcune ghiotte indiscrezioni provenienti dalla Gran Bretagna, la Mini Crossover potrebbe debuttare nel Mondiale Rally grazie al supporto di Prodrive. L’azienda di David Richards, strettamente legata al mondo del motorsport (e del rally in particolare, visti i suoi trascorsi al fianco di Subaru), sarebbe dunque la chiave con cui realizzare questo progetto, di cui vi avevamo già dato conto nel mese di agosto. Ma andiamo con ordine.
Sebbene non esistano tuttora conferme, il direttore tecnico di Prodrive David Lapworth, ha ammesso che l’azienda “ha già un accordo per essere al fianco di un costruttore attualmente non impegnato nel WRC”, notando altresì come “nel corso dei prossimi mesi sarà sempre più difficile tenere nascosto il nome della casa in questione”. Oltremanica, tutti leggono in queste parole un’allusione a Mini.
Si dice che la versione WRC della crossover inglese potrebbe essere presentata al Salone di Parigi dell’autunno 2010, vale a dire sei mesi dopo il lancio del modello di serie, previsto per Ginevra 2010 dopo innumerevoli rinvii. Nonostante si tratti di un appuntamento ancora relativamente lontano, pare che Prodrive stia lavorando da molti mesi al progetto.
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Aston Martin avrebbe congelato il progetto Lagonda. Aspettando tempi migliori, meno foschi. «Nonostante vi siano investitori pronti a finanziarci per 250 milioni di Sterline – spiega Ulrich Bez, amministratore delegato del gruppo britannico –, abbiamo deciso di posticipare l’effettiva commercializzazione del nostro SUV».
Anche se, come riporta Edmunds, potrebbe essere solo una scusa di comodo, necessaria per mascherare frizioni ed incomprensioni: David Richards, presidente Lagonda, avrebbe visto il progetto della concept car ginevrina solo quando era ormai impossibile modificarne lo sviluppo. Dopo una sua richiesta di spiegazioni, nessuno ha voluto garantirne la paternità.




Via | Edmunds

La Casa britannica Aston Martin si appresta a debuttare in Formula 1. Come anticipammo nelle scorse settimane, lo storico costruttore di supercar è intenzionato a ritornare nel Circus a partire dalla stagione 2012. Il debutto in Formula 1 sarà curato dalla Prodrive, società facente capo a David Richards, tra l’altro uno dei soci di Aston Martin.
Richards, ex direttore di Benetton F1 prima e BAR Honda poi, ha già in mente il piano per l’ingresso nella massima serie agonistica. La Prodrive debutterà come team già l’anno prossimo, per diventare successivamente Aston Martin F1. In questo progetto dovrebbe indirettamente far parte anche McLaren, la quale concederebbe il know-how necessario allo sviluppo delle monoposto e la fornitura dei propulsori V8 Mercedes. Inoltre, David Richards ha già deciso il luogo di progettazione e assemblaggio delle future Aston Martin di Formula 1: si svolgerà tutto a Banbury, sede centrale della Prodrive.
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Dal momento dell’annuncio ufficiale con cui Honda ha dato l’addio alla Formula 1, non sono certo mancate le speculazioni su possibili sostituti dei giapponesi: le prime ipotesi hanno tirato in ballo i francesi di PSA (Peugeot/Citroën), ma dopo la loro smentita ufficiale il campo dei pretendenti sembrava completamente sgombro. E invece, stando all’ultima intervista rilasciata da David Richards, sembra che la Prodrive si stia riavvicinando alla massima serie dell’automobilismo.
Due le concause che potrebbero spingere Richards verso le monoposto. La prima è la riduzione dei costi decisa dalla FIA, che pur se in misura ancora parziale renderà meno “disumane” le spese da sostenere nella categoria. La seconda è la fine del rapporto di Subaru con il Mondiale Rally, che di fatto ha liberato Prodrive da ogni impegno di altissimo livello.
Tutti elementi che rendono l’azienda inglese una seria candidata a rilevare il team Honda di F1, portandolo a spendere “solo” 70 milioni di dollari il prossimo anno, contro i 300 del 2008, come promesso da Richards. Se poi aggiungiamo che c’è chi scommette su una fornitura motoristica Ferrari, il quadro sembra completo. Ma noi preferiamo usare cautela, soprattutto riguardo quest’ultimo particolare.
Via | Autoblog.nl

Il quaranta per cento è volato via in un colpo solo; David Richards tira un sospiro di sollievo: la Prodrive, per ora, è salva. Grazie alla Investment Dar Company (TID), società del Kuwait entrata nel gotha dell’automobilismo mondiale il 12 marzo 2007, giorno dell’acquisizione di Aston Martin.
Negli ultimi due anni, dopo l’acquisizione del brand inglese, abbiamo lavorato a stretto contatto con TID – spiega Richards –, tanto da coinvolgere i nostri partner mediorientali ad investire nel futuro dell’azienda. La cessione di una simile quota non avrà riscontri negativi, anche perché loro condividono i nostri piani di sviluppo mostrando una inaspettata passione.
A giudicare dall’impennata delle quotazioni emotive delle Aston (ogni riferimento alla One-77 è puramente casuale), il buon Richard non mente affatto.
Via | Autocar
Dal momento della storica cessione da parte di Ford, avvenuta nel marzo 2007, il marchio Aston Martin è stato spesso al centro di indiscrezioni che lo volevano vicino ad un nuovo passaggio di proprietà. Più volte è stato fatto il nome di Mercedes-Benz, ma finora tutte le notizie susseguitesi nei mesi sono state smentite dalle due parti.
Ora -ed è David Richards in persona a parlarne-, si delinea all’orizzonte una nuova possibilità, del tutto diversa e piuttosto inattesa: il marchio Aston Martin potrebbe andare incontro ad un’IPO (offerta pubblica iniziale) ed essere pubblicamente quotata sul London Stock Exchange -la borsa valori inglese- nel giro dei prossimi tre anni.
Il prezzo complessivo del pacchetto azionario si aggirerà secondo fonti vicine al management, intorno ai 500 milioni di sterline. Attendiamo eventuali sviluppi.