Dany Bahar, CEO Lotus, torna a parlare della Lotus City Car, affermando che questa interessante vettura avrà prestazioni superiori rispetto alla diretta concorrenza Audi, BMW e Mini. Secondo Bahar infatti, “non ha senso combattere le proposte dei marchi suddetti se non si ha qualcosa di speciale da offrire. La City Car, al momento del suo debutto, potrebbe configurarsi come una vettura EREV o essere proposta in versione completamente elettrica, offrendo un livello di performance sconosciuto alla sua categoria”.
Parole che non chiariscono molto su quello che sarà il futuro commerciale dell’auto , ma che ci danno l’idea di quanto il costruttore inglese creda in questa progetto. Al momento del suo arrivo sul mercato, nel 2015, il mezzo dovrebbe avere un costo superiore ai 30.000 euro. Vi ricordiamo che la City Car Concept, a cui il modello di serie sarà fortemente ispirato, si distingue per una potenza di 220 Cv e 240 Nm di coppia massima (di picco) erogate dal motore elettrico montato al posteriore, a fronte di un peso di poco inferiore a 1400 kg.
L’autonomia delle batterie al litio è di 60 km, ma la vettura, essendo una elettrica EREV, è dotata del 1.2 3 cilindri da 34 Kw sviluppato da Lotus come Range Extender, ed utilizzabile anche a bioetanolo per portare l’autonomia totale a 500 km. L’accelerazione 0-50 km/h avviene in 4,5 secondi, mentre i 100 km/h si raggiungono dopo 9 secondi e la velocità massima è di 170 km/h, mentre le emissioni totali sono pari a circa 60 g/km.

Lotus deve assolutamente rafforzare la propria attività di vendita nei prossimi 18 mesi: parole di Karl-Heinz Kalbfell, braccio destro del CEO Lotus Dany Bahar, e impegnato con quest’ultimo nel rilancio commerciale del brand inglese. Kalbfell ha affermato che “il marchio Lotus è ben conosciuto ma i suoi prodotti non lo sono. Il costruttore si sta concentrando su una nuova gamma di veicoli e c’è la necessità di vendere un numero maggiore di auto”.
Nel Regno Unito le vendite delle sportive Lotus arrancano: se nei primi otto mesi del 2010 sono state consegnate 358 unità, nello stesso periodo di quest’anno gli ordini sono calati a 272; un pesante -24%. “Abbiamo auto straordinarie nella nostra gamma, come la Evora; - ha continuato Kalbfell – molti costruttori sarebbero orgogliosi di averla nella propria offerta. Tuttavia ciò che veramente conta è il modello finisca “nella lista della spesa” dei potenziali clienti”.
Una versione strategica in questo senso è la Evora GTE col suo V6 sovralimentato da 440 CV, telaio rivisto, carrozzeria in CFRP. Lotus spera che la GTE infiammi il cuore dei driver più facoltosi, spianando la strada per il debutto commerciale della nuova Esprit. Secondo Kalfbell infatti è molto importante riempire il più possibile il gap tra quest’ultima e la entry-level Elise. La nuova Exige S contribuirà a fare la sua parte in questo senso. “Con 350 CV e 1080 kg di peso, chi altro può offrire tali performance allo stesso prezzo?” Ma il brand ha anche la necessità di lavorare su una solida rete commerciale, sul servizio post vendita e, soprattutto, sui potenziali clienti”.
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Lotus e Dany Bahar non temono la pubblicità comparativa e descrivono la nuova Esprit, attesa nel 2013, come una supercar autentica, capace di tenere testa ad avversarie come Ferrari 458 Italia e McLaren Mp4-12C. Proprio rispetto alla avversaria britannica, secondo quanto riportato da Autocar, Bahar è convinto che la Esprit saprà offrire quel carattere e quella emozione al volante che mancano sulla MP4-12C
I primi test della vettura completa inizieranno a Novembre 2011 e si svolgeranno tra la rinnovata pista del quartier generale di Heithel, il Nurbugring ed il circuito spagnolo di Idiada. Oltre allo sviluppo dello chassis, ci sarà un grande lavoro intorno al V8 da circa 570 Cv: ora che è stata confermata la paternità del progetto, Bahar si spinge oltre affermando che il nuovo motore sarà più più leggero di 80 kg e decisamente più compatto rispetto al V8 disponibile tramite Toyota, con molta probabilità il 5 litri 423 Cv della IS-F. Ancora mistero sulla possibile presenza del KERS, sia per complicazioni progettuali, sia per il dubbio sulla reale efficacia nelle dinamiche di guida, al di là di possibili “annunci ad effetto” sulla potenza massima disponibile.
Dopo aver abbandonato il progetto per la nuova Elan, Lotus dichiara che svilupperà autonomamente i propri motori V6 e V8: saranno i fondi che erano destinati alla vettura a finanziare la nuova famiglia di propulsori modulari che il costruttore ha in cantiere. Fra essi ci sarebbe anche un nuovo 4 cilindri. Il lavoro sul V8 è iniziato lo scorso anno ed il primo prototipo verrà acceso a luglio. Fonti interne parlano di una potenza di 550/570 CV per contrastare da vicino i V8 di Maranello.
Dall’otto cilindri potrebbe anche derivare il nuovo L4: se il progetto andrà in porto, il brand inglese potrebbe abbandonare l’unità di derivazione Toyota. La scelta di sviluppare in proprio una nuova famiglia di motori è stata presa a seguito del desiderio degli estimatori del marchio di abbandonare i propulsori Toyota in favore di prodotti più esclusivi.
Un’altra domanda che gli appassionati si fanno da qualche tempo è se la gamma del costruttore abbia veramente bisogno di una 4 porte come la Eterne. Dany Bahar, Ceo Lotus, ha specificato a riguardo che il modello sarebbe semplicemente una versione allungata e con due porte in più rispetto alla Elite e che svilupparla richiederebbe un investimento proporzionalmente minimo. La forza della nuova gamma sarà nella modularità costruttiva: la nuova gamma Lotus sarà infatti tutta basata su una piattaforma in alluminio estremamente leggera (intorno ai 150 kg di peso). Tutti i modelli avranno oltre il 50% dei componenti in comune; e nel caso di Elite ed Eterne, addirittura oltre il 75%.
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Lotus potrebbe abbandonare l’attuale proprietà malese ed accordarsi per una joint venture con un grande costruttore come Toyota, che già fornisce propulsori alla casa inglese. In una intervista ad Inside Line, Dany Bahar ha ipotizzato questo importante cambiamento per sostenere i costi delle future evoluzioni tecnologiche, legate al contenimento di consumi ed emissioni, in vista di un aumento della produzione fino a circa 8000 pezzi all’anno, un terzo dei quali destinati agli Stati Uniti.
L’obiettivo di Bahar resta quello di portare Lotus a risposizionarsi sul mercato, fino ad insidiare avversari come Porsche e, per questo, potrebbe avvenire anche la separazione dalla malese Proton, attuale proprietaria Lotus dal 1996. La casa inglese resta comunque troppo piccola per poter sostenere i costi di sviluppo necessari a creare una nuova gamma completa di prodotti e la collaborazione con un costruttore globale come Toyota potrebbe risolvere definitivamente il problema. Bahar non ha escluso persino la cessione dell’intero pacchetto al costruttore Giapponese, in alternativa ad un accordo di collaborazione e scambio tecnologico.
Prosegue intanto lo studio sui nuovi modelli destinati a rivoluzionare i listini Lotus dei prossimi anni: dopo la cancellazione della Elan e la conferma di nuova versioni della Evora, restano in lizza Esprit, Elite, Eterne ed Elise, oltre alla annunciata city car. L’uso di componenti comuni tra i modelli dovrebbe consentire di produrre un numero limitato di esemplari per ottenere profitto, sopratutto nel caso di Elite ed Eterne a motore anteriore, che dovrebbero condividere il 75% delle parti. Lotus sta anche continuando a cercare finanziamenti pubblici per allargare il sito produttivo di Hethel e creare circa 1000 nuovi posti di lavoro, ma se l’operazione non fosse possibile è già pronto un accordo con Magna-Steyr per costruire le vetture in Austria.
Lotus ha deciso di non portare avanti il progetto della nuova Elan, uno dei 5 prototipi presentati con grande clamore nel 2010 al salone di Parigi. In una recente intervista ad EVO Uk ripresa da Es.Autoblog, Dany Bahar ha infatti confermato che la casa inglese ha deciso di allungare il ciclo commerciale della Evora, con importanti aggiornamenti ed evoluzioni del modello, che saranno stato altrimenti lasciato al suo destino dopo pochissimo tempo di permanenza sul mercato.
Nella stessa occasione, Bahar ha comunque confermato notizie importanti sui restanti progetti. Proseguono infatti i lavori per Esprit ed Elite, che condivideranno molti componenti, tra cui il propulsore V8 da almeno 550 Cv che Lotus ha intenzione di sviluppare in proprio (probabilmente partendo dalla base del 5 litri Lexus), abbinandolo ad un cambio sequenziale ed, in opzione, ad un manuale per i puristi della guida. Non sarà previsto un doppia frizione, ritenuto troppo pesante e complesso per poter rimanere entro la soglia dei 1500 kg. Proprio per contenere la massa, si farà largo uso di alluminio, fibra di carbonio e materiali plastici. Per la Esprit è probabile un debutto in versione definitiva già al salone di Ginevra 2012: secondo alcune “malelingue” sarebbe questo l’unico modello realmente in sviluppo, al di là delle dichiarazioni e dei progetti annunciati.
Sul “delicato” tema di Elise ed Exige, Bahar ha invece confermato che l’intenzione è quella di offrire un modello più fruibile e pratico, pensato come concorrente diretto di Porsche Cayman e Boxster Spyder: parole che, probabilmente, gli attuali clienti Lotus non apprezzeranno, ma che dovrebbero portare ad un sensibile aumento delle vendite sui mercati internazionali.
Dany Bahar ha confermato ad Autocar che Exige ed Evora saranno presto rinnovate. La strategia Lotus prevede infatti l’introduzione delle nuove generazioni solo a partire dal 2013, quando la serie di prototipi presentati al salone di Parigi inizieranno a diventare realtà. Fino a quel momento, la gamma attuale sarà evoluta: della Exige potremmo già vedere un nuovo modello al prossimo salone di Ginevra, probabilmente dotato della nuova estetica comune alla Elise terza serie, mentre la Evora riceverà nel 2012 nuovi interni, progettati dalla tedesca CSI, già partner in progetti come Audi R8, Porsche Panamera e Mercedes SLS.
Se per la Exige queste novità sono una logica conseguenza, mentre gli appassionati continuano a sperare nell’arrivo di un V6 come canto del cigno dello storico modello, stupisce la scelta di evolvere ulteriormente la Evora per aumentarne il livello qualitativo, nonostante la vita commerciale destinata a concludersi già a fine 2013 dopo soli 5 anni dalla presentazione. In passato, dopo le versioni IPS automatiche ed S volumetriche, si era parlato anche di una Evora Roadster o Targa, che sembra però ormai difficile da immaginare con tempi così stretti.
“Abbiamo concesso il via libera per la produzione della nostra utilitaria. Sarà in vendita a partire da ottobre 2013”. Ed ancora. “La realizzeremo in partnership con Proton ed un costruttore terzo nelle versioni per il mercato asiatico ed europeo, cui seguirà una variante più sportiva”. Con queste parole l’amministratore delegato Lotus Dany Bahar ha confermato il futuro lancio della city car ispirata al prototipo “City Car”, esposto durante il salone di Parigi e già allora papabile per un futuro a listino.
La City Car concept è equipaggiata con una piattaforma ibrida EREV (motore tre cilindri 1.2 in qualità di Range Extender e propulsore alimento da batterie agli ioni di litio) che garantisce una potenza complessiva di 220 CV ed un’autonomia superiore a 500 chilometri. Ottime le prestazioni: scatto 0-50 km/h coperto in 4.5 secondi, 0-100 km/h in 9 secondi per una velocità massima di 170 km/h.
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Passi la Evora, testimone di una politica societaria ormai rinnegata. Ed anche per le cinque concept car si può chiudere un occhio. Ma le future sportive impongono una decisa evoluzione. “Nella mente di un appassionato i motori Toyota possono non rappresentare l’eccellenza”. In base a questa convinzione, esternata dall’amministratore delegato Lotus Dany Bahar, il marchio di Hethel svilupperà i nuovi propulsori V6 e V8 senza alcun contributo esterno. Sempre Bahar: “Abbiamo realizzato tre motori per costruttori terzi. Perché ora non possiamo produrli per le nostre vetture?”.
Gli azionisti del gruppo Proton forse la penseranno in modo opposto, ma Bahar precisa che lo sviluppo di un motore V6 ed un V8 drenerà risorse nell’immediato permettendo altresì di risparmiare in futuro. Lotus infatti applicherà economie di scala che porteranno alla condivisione di piattaforma, sospensioni, impianto frenante ed impianto elettrico. Il motore otto cilindri verrà introdotto per la Esprit nel 2012, seguito l’anno seguente dal V6 utilizzato per la Elan.
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Lotus si sta trasformando. Sotto le indicazioni della bacchetta di Dany Bahar, l’orchestra di Hethel ha cambiato radicalmente musica, passando dal vecchio al nuovo genere con un salto carpiato di proporzioni raramente concepite -e tentate- nella storia dell’auto.
Mai la Lotus delle irriducibili Elise ed Exige sarebbe ricorsa all’aiuto di un artista francese per far parlare i suoi prodotti: bastava dire che pesavano poco, che in pista mangiavano pesci ben più grossi di loro, e i pochi radicali della guida in track day le compravano. Con la passione però non si monetizza più di tanto (purtroppo). Gli inglesi hanno bisogno di fare cassa dopo 14 anni di perdite consecutive.
E per invertire la tendenza tenteranno di sfondare in un segmento dai grossi margini, ma irto di mille difficoltà: quello delle supercar e delle sportive di prestigio. Puntando anche su una connotazione “lifestyle” in grado di esaltare la nuova anima della casa. Ecco da dove è nata Metamorphosis e, più in generale, da quali considerazioni è scaturita la nuova immagine pettinata della casa inglese. Quella giusta per tornare all’utile, secondo Bahar&Co.
Se la notizia dovesse ricevere conferma, saremmo di fronte a un’altra delle grandi decisioni che Dany Bahar, il numero uno di Lotus, ha preso negli ultimi tempi: secondo i colleghi di es.autoblog, la Lotus Evora, presentata al Salone di Londra del 2008, potrebbe arrivare al capolinea della sua carriera già nel 2013.
La sportiva britannica, nata per fronteggiare la Porsche Cayman, rappresenta il primo tentativo della casa di Hethel di affrancarsi dalla nicchia delle sportive senza compromessi come la Elise e la Exige. La Evora, inizialmente destinata a dare vita ad un nuovo filone di sportive più orientate verso il granturismo (si è parlato talvolta di una sua variante scoperta), pare invece non avere più posto nei piani di crescita del costruttore, che con l’arrivo delle nuove Elise, Elan ed Esprit ne soffocherà il segmento di mercato.
Una sua erede vera e propria, dunque, non si farà. Troppo timido, stando alle notizie il tentativo della Evora di inseguire una qualità e un livello di finitura superiori rispetto alla precedente produzione Lotus. Con l’arrivo sul mercato dei modelli presentati al recente Salone di Parigi si cambierà decisamente passo, sia rispetto al passato delle superlight che alla brevissima fase interlocutoria rappresentata da questo recente, ma apparentemente effimero modello.
Ok, al Salone di Parigi hanno sconvolto tutti portando la bellezza di sei novità in première mondiale. Ma tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare, recita il vecchio adagio: riuscirà Lotus a mantenere la parola data, a portare nella produzione in serie -e dunque sul mercato- tutto il “ben di Dio” messo in mostra nella capitale francese? Dany Bahar, numero uno della casa è convinto di sì.
Il manager ha rilasciato un’intervista-fiume alla rivista britannica Autocar, rivelando tutto (o quasi) sul cammino di City Car, Elise, Eterne, Esprit, Elan e della coupé-cabriolet Elite verso la produzione. Un percorso ambizioso ma difficile, la cui fattibilità non ha mancato di suscitare (tanto) scetticismo in giro per il mondo dell’auto.
“I modelli prodotti da Lotus negli ultimi tempi non bastavano a rendere giustizia alla grande eredità del marchio. Ora vogliamo che le nuove Lotus siano all’altezza del nome che portano. Con i nostri nuovi piani abbiamo la possibilità di cambiare letteralmente tutto, ed è esattamente quello che faremo”.
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