General Motors potrebbe ridisegnare le batterie della Chevrolet Volt, così da risolvere i malfunzionamenti riscontrati dai tecnici dell’NHTSA e scongiurare le possibili conseguenze dell’inchiesta cui è stata sottoposta. “Vogliamo garantire la sicurezza dei nostri clienti, di chi ha già comprato la vettura - ha spiegato il presidente e amministratore delegato GM Dan Akerson nel corso di un’intervista ad Autonews -. Ci prenderemo quindi un po’ di tempo per riflettere e valutare l’opportunità di ridisegnare il pacco batterie”. Questo imprevisto produrrà delle conseguenze anche per noi europei, visto che i vertici GM hanno deciso di bloccare la commercializzazione dell’Opel Ampera finché non verranno risolti tutti i problemi.
Inoltre, secondo quanto scrive Carscoop, lo stesso gruppo statunitense è già corso ai ripari proponendo ai circa 6.000 proprietari della Volt una serie di facilitazioni e vantaggi. Il Volt Advisor è forse la più pittoresca, dato che un assistente personale risponde a tutti i dubbi ed a tutte le incertezze, ma i più ansiosi possono addirittura restituire la Volt in loro possesso oppure beneficiare di una qualsiasi vettura General Motors in comodato d’uso. Corvette compresa…
General Motors ha smentito le nuove voci di cessione del marchio Opel, riportate nelle scorse ore da Auto Bild e Spiegel Online. Secondo le anticipazioni, Opel sarebbe dovuta passare ad un non ben definitivo costruttore cinese oppure essere integrata da Volkswagen nel gruppo VAG, lasciando General Motors libera di sviluppare al meglio i brand Chevrolet e Cadillac. Sulla questione, pesano le dichiarazioni del CEO GM Dan Akerson, da mesi impaziente di veder tornare al profitto i marchi Opel e Vauxhall, considerati un “peso” per il rilancio del gruppo GM dopo la grande crisi.
Opel era stata oggetto di una lunga trattativa con il gruppo Magna International e con Fiat nel 2009, che però si era conclusa con un nulla di fatto. Secondo quanto riportato da Reuters, lo stesso CEO Opel Karl Friedrich Stracke ha scritto a tutti i dipendenti Opel definendo le notizie dei giornali come “pura speculazione”: sul piatto non c’è infatti soltanto un passaggio di consegne, ma anche una profonda ristrutturazione dei siti produttivi, con il rischio di importanti licenziamenti.
Il convincente successo raccolto nei primi mesi di commercializzazione ha spinto l’amministratore delegato General Motors a riprogrammare il futuro della Chevrolet Volt, che sarà prodotta a partire dal 2012 in 120.000 esemplari annui. Questa previsione, doppia rispetto alle stime iniziali (60.000 vetture/anno), verrà applicata anche all’anno corrente quando le immatricolazioni saranno 25.000, ben più delle “sole” 10.000 previste. Il CEO Dan Akerson starebbe infatti sollecitando i fornitori perché aumentino i ritmi di produzione dei rispettivi componenti senza inficiare sui tempi di consegna.

A seguito della vicenda della bancarotta controllata e dei prestiti governativi che l’hanno aiutato a risalire la china, il colosso General Motors si era visto imporre per manovra governativa un tetto agli stipendi del management. Ora a distanza di qualche tempo dalla brutta vicenda che la investì in pieno durante le fasi più cupe della crisi economica mondiale, Dan Akerson, il CEO del gruppo, si è rivolto al Tesoro USA per ottenere più libertà in fatto di paghe dei dirigenti.
Il monito con cui Akerson motiva la richiesta è che con stipendi troppo bassi si finisce per allontanare la qualità e i manager più capaci, naturalmente richiesti e attratti da chi è in grado di offrire loro di più. “Dobbiamo rimanere competitivi ed essere in grado di trattenere il talento, ma stiamo iniziando a perdere terreno in questa fase”, ha affermato Akerson.
Ora che il Tesoro ha ridotto la propria quota in GM dal 61% al 33% dopo l’IPO lanciata dal costruttore il mese scorso, Akerson ritiene che Detroit debba sottostare a restrizioni meno severe da parte del Governo Federale. “Siamo stati umiliati per aver sfiorato il fallimento, ma oggi GM è un’azienda tutta nuova”, conclude il CEO. Ascolteranno il suo appello a Washington?
Via | LeftLane
Il CEO General Motors Dan Akerson ha confermato ad autonews.com che Chevrolet sta cercando un modo di aumentare considerevolmente la produzione della nuova Volt. A fronte di una previsione di circa 10.000 esemplari per il 2011 e 45.000 per il 2012, la casa americana ha infatti ricevuto ben 240.000 contatti da clienti potenziali, un risultato che va oltre le più rosee aspettative. Pur considerando il clamore mediatico, l’effetto “politically-correct” ed i corposi incentivi statali, la Volt sembra aver davvero segnato una svolta per il mercato Americano. Akerson, per inciso, ha anche affermato che GM non farà profitti con la Volt, limitandosi a pareggiare i costi di produzione: la vettura, a listino a 41.000 Dollari, potrà contare su ben 7500 Dollari di incentivi.
Il collo di bottiglia è costituito ad oggi dalla fornitura delle batterie, mentre la produzione degli altri componenti potrebbe facilmente essere incrementata: lo stabilimento di Detroit Hamtramck produce infatti anche le Cadillac DTS e Buick Lucerne, ma queste linee non saranno più attive nel 2011. Per questo Chevrolet assumerà circa 1000 ingegneri e ricercatori, con lo scopo di trovare nuove soluzioni tecniche al problema.
La carenza di approvvigionamenti delle batterie vale anche per la versione Europea della vettura, la Opel Ampera, attesa nelle concessionarie nel corso del 2011. A confermare questi dati il presidente GM Nord America Mark Reuss, che in occasione della cerimonia per l’inizio della produzione ha anche anticipato la possibilità di realizzare una versione Flex-Fuel della Volt come model Year 2012. La possibilità di utilizzare bioetanolo E85 per il propulsore endotermico del sistema EREV consentirebbe di abbassare ancora i livelli di emissione totali della Volt.
Il 1 settembre 2010 Daniel Francis Akerson verrà nominato amministratore delegato General Motors. Sostituirà Edward Whitacre, in carica dal 9 giugno 2009 e artefice del miracoloso risanamento societario dopo il pericolo bancarotta vissuto meno di 18 mesi orsono. Akerson, 61enne ex CEO di American Express e Nextel, è membro del board GM da luglio 2009 ed assumerà la carica di presidente entro il termine del 2010. I suoi sentimenti di “orgoglio e soddisfazione per la nomina” saranno valutati nel periodo di risanamento post-Whitacre, quando l’imperativo sarà proseguire l’eccellente operato del predecessore il cui successo è sancito dall’utile pari ad un miliardo e 540 milioni di dollari registrato da GM nel secondo trimestre del 2010.